12.3.09

[RECE] 24: day 7 -i primi 12 episodi-

E metà della settima stagione di 24 è andata.
Che dire?
Lo sforzo della produzione e degli sceneggiatori per dare nuova vitalità a una serie che secondo alcuni (ma non il sottoscritto) stava cominciando a mostrare la corda, è evidente e non si esaurisce solo in un nuovo scenario (Washington al posto di Los Angeles) e in una serie di nuovi e azzeccati personaggi, ma coinvolge il cuore stesso di questa serie: Jack Bauer.
Ammettiamolo, dopo sei stagioni e un film passati a vedere Jack costretto a prendere decisioni impossibili e a pagarne il prezzo, la sua figura aveva assunto contorni cristologici.
In questa settima stagione, invece, gli sceneggiatori imboccano una strada coraggiosa e pur mantenendo fermo uno dei capisaldi tematici di tutta la serie (cosa si sarebbe pronti a fare in nome del bene maggiore?), ci presentano un Bauer talmente disumano da risultare alieno anche ai suoi più affezionati sostenitori. In più, intorno a lui costruiscono tutta una serie di nuovi personaggi che non sono disposti ad accettare le sue decisioni solo in virtù del fatto che lui "è Jack Bauer e ha già salvato il mondo libero sei volte di fila" e che anzi, lo mettono in discussione pesantemente, anche a ragion veduta.
Insomma, come al solito la serie di 24 risulta essere scritta con intelligenza, acume e forte spirito critico, in primo luogo verso gli Stati Uniti.
Meritevole anche il tentativo di riportare tutta la narrazione su meccaniche più prossime a quelle delle prime tre stagioni (le più amate dagli spettatori) rispetto a quelle delle ultime tre. C'è più intreccio e tensione in questo Day 7 e, fino a quando il meccanismo funziona, tutto sembra filare come un treno anche quando Jack non tortura qualcuno ogni venti minuti.
Purtroppo non sempre il meccanismo funziona e alcune tare congenite della serie e certi vizi che sono maturati stagione dopo stagione, sono ancora presenti:

- ancora una volta la serie sembra andare in stallo dopo la risoluzione del primo intreccio narrativo. Una volta risolto il "primo grosso problema", si fa fatica a credere (e a venire coinvolti) negli ulteriori sviluppi delle vicende (e se lo dico adesso che siamo solo a metà della stagione, mi chiedo cosa dirò quando sarà finita).

- dopo la dipartita di Palmer e della sua famiglia, la serie è sempre più "Jack Bauer dipendente". Quando Jack manca dallo schermo per troppi minuti, manca il sole. E a poco servono gli encomiabili sforzi degli sceneggiatori e del cast dei comprimari per mantenere desta l'attenzione.

- alcune meccaniche, sin troppo reiterate attraverso i 150 episodi prodotti fino a questo momento, sono davvero logore.

Per il resto, siamo sempre davanti a uno dei prodotti televisivi più ambiziosi e meglio realizzati di sempre... quindi chiniamo il capo davanti a sua maestà, Jack Bauer.

Ultime note di merito riguardo al cast, che può contare sulla maggior parte dei volti amati delle stagioni precedenti con l'aggiunta di John Voight, Kurtwood Smith (il classico attore che tutti amano odiare), Cherry Jones e la bravissima Jeneane Garofalo. Da segnalare anche la bella prova di Annie Wershing, chiamata a interpretare il contraltare di Jack e vero cuore pulsante di questa stagione (non dico di più per evitare spoiler).

Insomma, di 24 ho visto sei stagioni e mezza e un film... e ne voglio ancora.
Un risultato molto migliore di quello ottenuto, per esempio, da Lost (giusto per fare il nome di una serie diventata, per me, intollerabile sin dalla quarta stagione).