21.4.09

Qualche domanda inutile.

Ma perché quando ci si lamenta della costante erosione delle vendite di un certo tipo di prodotto fumettistico, la colpa viene sempre data a fattori esterni e non si riflette mai su cosa si sta sbagliando?

Perché non produciamo niente di rivolto agli adolescenti e poi ci lamentiamo di aver perso le generazioni giovani?

E' possibile che l'ultimo personaggio che sia riuscito a intercettare la sensibilità degli adolescenti tutti (sia maschi che femmine) sia stato Dylan Dog, più di vent'anni fa?

E' possibile che a nessuno venga in mente che continuare a creare personaggi sempre più anagraficamente vecchi, tenga lontani i lettori più giovani che in essi non si identificano in alcun modo?

E' possibile che sia io, un trentacinquenne, uno degli sceneggiatori più giovani del fumetto popolare di massa?

E' possibile che Disney e Rainbow non si siano resi conto che senza un prodotto verso cui traghettare le lettrici di Winx e Witch, queste, crescendo, avrebbero abbandonato i loro prodotti per rivolgersi verso l'unico tipo di fumetto che gli proponeva prodotti adatti alla loro età, ovvero i manga?

E' possibile che l'editoria a fumetti italiana sia ancora più lenta a recepire le tendenze di quella letteraria, e che il rinato fenomeno della narrativa per ragazzi che ha investito tutto il mondo, non gli faccia accendere nessuna lampadina?

E' possibile che gli sceneggiatori italiani continuino a scrivere e a proporre personaggi solo sulla base dei loro gusti, oppure conformandoli su quelli del loro editore, senza pensare che, per fare breccia nel mercato, bisognerebbe cercare di capire anche quali sono i gusti e il sentire del pubblico più vasto?


Così, giusto per chiedere,