21.4.09

Siete tutte malelingue.

Spesso si parla in termini negativi del settore fumettistico italiano, descrivendolo come un nido di serpi, pronte a vendere la madre per un posticino al sole.
Io penso che sia una cosa ingiusta e totalmente falsa.
Il nostro settore è pieno non solo di persone disponibili e premurose ma, soprattutto, di persone buone.
Talmente buone, per esempio, da concedere il perdono senza nessun atto di pentimento o redenzione da parte di chi ha sbagliato.

In quale altro settore un editore che si porta dietro da decenni la fama di essere uno che non paga gli autori che pubblicano per lui, che è costantemente inseguito dai tipografi, che pirata i fumetti stranieri, che tiene una linea di condotta piuttosto dubbia nell'annunciare l'acquisto di licenze estere senza avere nemmeno in mano una bozza di contratto, potrebbe allo stesso tempo continuare a essere ben voluto e sostenuto da sceneggiatori e editori concorrenti e essere indicato come un vero amante del fumetto, coraggioso e sognatore?
Solo nel settore dei fumetti italiano.

In quale altro settore il proprietario di una casa editrice che ha piratato l'impossibile prima di fallire miseramente, lasciandosi dietro una scia di debitori insoluti, potrebbe diventar l'editor di un'altra casa editrice di alto profilo e mettere, senza vergogna alcuna, il suo nome in bella vista sugli albi?
Sempre e solo da noi.

In quale altro settore un altro editore, anche lui a capo di una casa editrice che ha fatto piangere parecchie persone con il suo fallimento e che si è volatilizzato dall'Italia per sfuggire ai creditori, potrebbe tornare sulla scena dopo alcuni anni e, come il figliol prodigo, venire applaudito da una folla di professionisti durante la premiazione ufficiale nel più grande salone fumettistico nazionale?
Indovinate? Sì, sempre da noi.

In quale altro settore si possono trovare autori di fumetti che, nonostante due, tre, addirittura quattro sonori fallimenti in edicola, continuano a trovare editori pronti a credere in loro e nei loro futuri progetti e finanziare i loro futuri fiaschi?
Ma certo... da noi!

In quale altro settore si possono trovare editori che hanno capito che pagando poco i loro autori possono guadagnare facilmente anche a fronte di vendite non eccezionali e quindi continuano a sfornare prodotti nuovi?
Capita anche altrove, ma solo da noi questi editori vengono definiti "coraggiosi".

In quale altro settore un editore può inventarsi un pagamento flessibile (nel senso che quando inizi a disegnare un fumetto viene stabilito che verrai pagato una certa cifra per tavola ma, in corso d'opera, il pagamento ti viene ridotto) e continuare a trovare gente disposta a lavorare per lui?

In quale settore alcune case editrici possono continuare a pubblicare fregandosene altamente di tutta una serie di leggi (leggi, non chiacchiere) sul diritto d'autore e la proprietà fisica dell'opera?

In quale altro settore realtà editoriali stimatissime e coperte di premi e apprezzamenti della critica possono, semplicemente, non pagare i loro autori promettendogli solamente delle royalties sul venduto (che raramente arrivano)?

Da noi. Da noi. Fortissimamente, da noi.

Che dire?
Siamo un popolo di brava gente, incline al perdono, alla tolleranza e alla comprensione. E il merito va anche alla nostra splendida terra, baciata dal sole e dal mare, patria dell'amore, dell'arte, della canzone e della buona cucina.
Certe volte sono così orgoglioso del mio retaggio culturale che mi faccio schifo.
Ecco, schifo... è proprio questa la parola che cercavo.

128 commenti:

[Mr.BEAST] ha detto...

Eddai te la prendi proprio *per poco* però eh! :-D

flaviano ha detto...

ecco il fatto delle royalties non l'ho mai capito. molti editori ti dicono questa è la tua paga, ma bada che è un anticipo sul venduto. con una faccia tipo "và che ti sto facendo un regalo" e tu rimani attonito. anzi, mi so pure sentito dire "perchè sei giovane e venderai poco" ed io sempre attonito pensavo, ma allora che razza di investimento stai facendo? per la mia bella faccia?

ma in che modo l'autore può poi controllare quanto il suo fumetto ha venduto? si deve fidare dell'editore? ogni quanto le royalties dovrebbero essere pagate?
la royalties ci sono anche sulle miriadi di copie che l'editore regala agli amici?

Ombra ha detto...

Mi sa che non sono aggiornata sulle ultime novita'. Chi e' riapparso dove?

Tetsuya ha detto...

Io sono rinko, ma al momento mi sfugge il nome sia della casa editrice decennale che del proprietario di casa editrice fallita poi diventato editori...

Jenny ha detto...

Ma si sta parlando di un'unica persona o della Banda Bassotti?

(Un nome mi è venuto in mente, ma non so...)

sraule ha detto...

Flaviano: gira che ti rigira, sì, si deve fidare dell'editore. Il quale, però, a fine anno ti manda un documento per la tua dichiarazione dei redditi con scritto il numero di copie che ha venduto (e quindi che può essere controllato dal fisco).
Poi, tecnicamente, quello che l'editore ti paga (o, a volte, non ti paga) per il tuo lavoro è un anticipo sul diritto d'autore. Non lamentarti di questo, perché il fatto che sia un anticipo sulle tue royalties ti consente di dichiararlo sotto la voce "opera d'ingegno" e quindi di avere una serie di agevolazioni fiscali.
(Si vede che in questi giorni sono torturata dal mio 730?)

[Mr.BEAST] ha detto...

è anche una metafora del nostro sistema politico, se vogliamo?

Design270 ha detto...

non starai mica parlando di qualcuno che ha trainato nell'abisso una casa editrice eccezionale che parlava mica dell'Arte Comica per eccellenza?

Jenny ha detto...

(Ecco, non l'ho pensato solo io.)

flaviano ha detto...

@sraule
interessante questa cosa dell'opera d'ingegno, ora mi informo. grazie

RRobe ha detto...

Non sto parlando di una sola persona (come si evince chiaramente dal testo) ma di varie.
Ma l'identità, in questa caso, non conta davvero nulla.
Ma tanto, come al solito, diventerà un gioco al pettegolezzo.
Stupido io a scordarmelo.

Tetsuya ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jenny ha detto...

> Non sto parlando di una sola persona (come si evince chiaramente dal testo) ma di varie.Me pareva.


> Ma l'identità, in questa caso, non conta davvero nulla.
Ma tanto, come al solito, diventerà un gioco al pettegolezzo.
Stupido io a scordarmelo.
Ma esattamente, con questo post, cosa intendevi dire/fare?
Se ti sfoghi sparando di qua e di là non puoi pretendere che non ci si chieda a chi pensavi.
Perché a dire che i generici "altri" non sono corretti e onesti come noi non è che ci voglia molto, si passa un sacco di tempo a dire che l'Italia in genere fa schifo.

Luigi Siviero ha detto...

Mi dai qualche suggerimento per il primo e il terzo?

Design270 ha detto...

acc, peccato, stavo già telefonando a "Novella2000" e a "Cioè", era abbastanza calzante come identikit però.
Torno ad appostarmi sotto casa tua con il teleobbiettivo a infrarossi impermeabile e antiruggine.

Fabio... ha detto...

Amen.

Io qualche nome cel'ho, e nel mio piccolo avevo già qualche perplessità al passaggio al nuovo editore...
Poi i fatti (ho amici che ci han lavorato) mi han purtroppo dato ragione...

Dicono che bisogna dare una seconda possibilità alle persone... 3 son troppe però

Ma3 ha detto...

Non so, ti amo.
Il problema è che è tutto vero e c'è pochissimo da ridere.

(I nomi non penso contino poi molto, è il panorama in sé che è poco "piacevole". Un nome vale l'altro e basta poco perché i posti vacanti tornino ad essere occupati)

Manu ha detto...

...e invece fai bene a dire ste cose, perchè si da per scontato che tutti sappiano ma non è così.

TSUNAMI ha detto...

MA CHE SEI MATTO?!
Come osi parlare di pagamento flessibile...
E non lo so io...
Queste idee non vanno mica diffuse...che se arrivano alle orecchie di chi dico io sono rovinata...
Io ho provato a suggerire la consegna flessibile (tipo ti consegno le prime tavole in tempo e il resto quando mi sento in vena) ma mi hanno mandato a cagare...
E io che pensavo di essere stata coraggiosa.
Mah.
XD

Davide Caci ha detto...

Penso di aver individuato tutti i nomi di cui parli, Roberto. E condivido lo schifo...
Vorrei però aggiungere una cosa (quasi citandoti): talvolta, degli autori di fumetti, nonostante due, tre, addirittura quattro sonori fallimenti in edicola, sapendo che sarà difficile continuare a trovare editori pronti a credere in loro e nei loro futuri progetti, fanno in modo di anticipare gli altri, e si vendono a... un decimo di quanto l'editore sarebbe disposto a pagare...
Sarebbe carino pensare a un libro-raccolta di tutti questi aneddoti...
D'altra parte, però, sai le cause legali, poi...

ALESSANDRO BONI ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
AlessandroDiVirgilio ha detto...

Riguardo la prima parte del discorso, quello sulla "banda bassotti", non voglio entrare nel merito, non essendo interessato al pettegolezzo e non avendone individuato nessuno.

Cioè, forse uno si e se è quello che dico io, ben 23 anni fa lo apostrofai, sulle pagine di una fanzine, in modo assai pesante e, per questo, venni praticamente massacrato.

Vabbé.

Riguardo le royaltis, facendo un discorso così generico scadi nella generalizzazione e, considerando che gli editori che adottano questo meccanismo sono, in pratica, la maggioranza, non è una buona cosa.

Di queste realtà ne conosco molto bene due, sulle quali non posso dire nulla di male.
Anzi.

Non fosse stato per loro no avrebbe mai visto la luce tanta bella roba, tra cui delle opere che sono da annoverare tra le migliori uscite degli ultimi anni.

D'altra parte sono realtà piccole e, altrimenti, non riuscirebbero a sopravvivere e, cosa più importante, non prendono in giro nessuno.

Ketty Formaggio ha detto...

Un saluto a tutti!

Lo ammetto, sono frustrata su questo argomento. Perchè ogni tanto parlando con colleghi scopro qualche storia di questo tipo associata a persone e case editrici. "sai, la disney non fa... la coniglio prima faceva questo... la freebooks non ha rispetato... la star comics poi... la eura è cosi... bottero poi... per non parlare dei piccoli fanzinari!".

ECCAVOLO!!!

Scusate, ma come esistono gli elenchi di ditte con protesti e debiti non pagati, perchè queste notizie STORICHE sulle case editrici non possono essere divulgate? Mica si tratta di diffamazione ma di fatti storici, come il fallimento della Cirio.

Quello che più mi fa arrabbiare è che queste sono notizie difficili da reperire, persino a voce chi conosce fatti di questo genere non si esprime.

Quasi quasi mi viene voglia di fare come suggerisce Davide Caci, raccogliere per iscritto tutte le testimonianze a riguardo e farci un libretto nero clandestino...

Davide Caci ha detto...

Cara Ketty, come sai, almeno a voce, io parlo di ciò che so per certo, con nomi cognomi e date di nascita.
Ma a voce... Tu dici:

Scusate, ma come esistono gli elenchi di ditte con protesti e debiti non pagati, perchè queste notizie STORICHE sulle case editrici non possono essere divulgate?

Perché alcuni (in particolare una casa editrice) hanno la simpatica tendenza a minacciare cause legali – e talvolta portarle avanti – a ogni piè sospinto. Poi in giudizio si dovrebbe vincere, però lo sforzo economico sarebbe non indifferente…
(E un eventuale verdetto in aula, visto il Medioevo giuridico che viviamo, non sarebbe così scontato... Basti pensare che per i diritti d'autore Barbucci e Canepa hanno perso con motivazione ridicola...)

:A: ha detto...

Ma tanto, come al solito, diventerà un gioco al pettegolezzo.Ma allora, Roberto, what's the point? Hai scritto il post solo per sfogo e per fotografare, uhm..."lo stato di degrado del livello professionale dell'editoria italiana"?

RRobe ha detto...

Sinceramente, se a qualcuno non risulta chiaro il punto del post, dubito sul serio che sia colpa mia.

:A: ha detto...

Mamma mia, quando ti alzi storto...
Mettiamola così: che il mondo del fumetto italiano fosse pieno di figure al limite del criminale e/o non professionali lo sapevamo già.
Donc?

Simone ha detto...

x ketty: certo esistono delle liste di protesti e fallimenti, però per finirci vuol dire che hai fatto istanza di fallimento oppure che gli assegni che hai emesso sono stati rifiutati dalla banca perchè mancano liquidità o fido ecc.ecc. e quindi viene intrapresa un'azione di un certo tipo.
Quindi se l'eventuale committente emette un assegno di quel tipo finirebbe nelle liste.
Se invece non paga neanche non ci finisce, a meno che chi avanza i soldi non intraprenda a sua volta azione legale. Che mi pare di capire viste le cifre in gioco non sempre è giustificabile. Leggevo in internet di alcune persone che avanzano 500 euro: cosa ti metti a fare una causa per quegli importi?
con le parcelle dell'avvocato?
e se poi la perdi? devi pagare anche le spese legali. quindi non credo valga la pena.
puoi andare all'associazione consumatori, io l'ho fatto (per altre cose) e non è servito a niente purtroppo.
una volta tali aziende si sarebbero estinte per selezione naturale, purtroppo in questi momenti di crisi rispuntano fuori sfruttando il bisogno di lavorare delle persone.

RRobe ha detto...

Non è una questione di crisi.
E' una questione di sistema.
Ci sono certi lupi in questo settore che vivono da decenni con questo metodo. E certe volte sono pure travestiti da conigli.

Fabio... ha detto...

LOL

Comunque la voce su noi italiani si sta diffondendo, i francesi stan cominciando a comportarsi uguale...

Son stato licenziato a metà lavoro (di un contratto rinnovatomi in automatico da loro per lo "splendido" lavoro sul volume precedente) con scuse campate in aria e non pagandomi le pagine finite...

sraule ha detto...

ok, l'ultima mi ha fatto piegare.

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Vacceli a fa' 'stu lupi, eh?

:D

sraule ha detto...

ovviamente mi riferivo al commento di roberto, non di fabio (che, evidentemente, ha postato in contemporanea a me).

Fabio... ha detto...

ovviamente

amal ha detto...

RRobe ha detto...

Non è una questione di crisi.
E' una questione di sistema.
Ci sono certi lupi in questo settore che vivono da decenni con questo metodo. E certe volte sono pure travestiti da conigli.
Ecco. questa è la sintesi.
Ma sciacalli travestiti da porci non ti piace?

com'era quella storiellina delle mucche? chi è che ha suggerito che è anche una metafora del nostro sistema politico? per me non è una metafora. ma uno specchio.)

schifo è la parola migliore che potevi trovare.

werther Dell'Edera ha detto...

AAAAH! La Rabbia! Che bella la Rabbia!
Dove lo trasmettono il TG sui fumetti che vedi tu?
:D

maurizio battista ha detto...

@ Fabio
nel tuo primo post hai scritto:
Io qualche nome cel'ho, e nel mio piccolo avevo già qualche perplessità al passaggio al nuovo editore...
Poi i fatti (ho amici che ci han lavorato) mi han purtroppo dato ragione...
Dicono che bisogna dare una seconda possibilità alle persone... 3 son troppe però
Sospetto che tu ti riferisca a Federico Memola, se non è così mi scuso in anticipo per aver frainteso, e ti chiedo di saltare quanto sto per scrivere. :-)

Nel caso tu ti riferissi a Memola vorrei dirti come la vedo.
Secondo me Zona X e le due incarnazioni di Jontahan Steele non possono essere considerati fallimenti e di seguito provo a spiegare il perché.

Zona X ha cambiato formula editoriale in corsa incidendo sulla fidelizzazione con il lettore.
Nonostante questo, da quello che so, la rivista ha chiuso con vendite notevoli per gli standard non Bonelli. Inoltre ha rappresentato il primo laboratorio di miniserie in ambito bonelliano, sfornando fumetti (alcuni di grande qualità) che tanti fan ancora oggi rimpiangono. Per cui, pur chiudendo, il contenitore mantiene una valenza importante nella storia del fumetto bonellide. E poi non so se 4 anni di miniserie (tutte chiuse con un episodio conclusivo), possono essere definite un fallimento.

Jonathan Steele ha avuto una lunga vita editoriale che non è ancora finita. Considerare il cambio di editore e il cambio di periodicità due fallimenti è errato. Una rivista che esiste dal 1999 non è un fallimento. Il fallimento si ha quando un fumetto chiude dopo una manciata di numeri. Jonathan ha cambiato editore e diradato le uscite in ben dieci anni. La star con Agenzia Incantesimi ha anche (tra le varie cose) anticipato la formula del Dylan Dog Color Fest. E, ci tengo a ripeterlo, il personaggio non ha ancora chiuso. Infatti dopo ben 10 anni esiste ancora sotto forma di speciali.
Da come la vedo, possiamo criticare il fumetto, possiamo elencarne i difetti, ma non possiamo definirlo un fallimento. Questo termine andrebbe usato per quelle riviste che hanno chiuso molto (ma molto) prima rispetto a quanto pronosticato dall'editore. E aggiungo che se Rourke dovesse portare soldi anche solo per pochi anni prima esaurire la sua spinta, la Star farebbe comunque un buon affare. Quindi non ci vedo nulla di male se investono su un autore come Federico Memola.
Poi, se non ti riferivi a lui, ho solo sprecato fiato e chiedo scusa per averti annoiato con le mie elucubrazioni... i fumetti sono come il calcio e internet come un bar dello sport. Commentare la partita è sempre uno spasso... :-)

RRobe ha detto...

I NOMI, I NOMI! FATE I NOMI!

werther Dell'Edera ha detto...

Io porto le pietre eh? :D

Davide Caci ha detto...

> I NOMI, I NOMI! FATE I NOMI!

Inizia tu! ;)

Fabio... ha detto...

Maurizio, ho fatto un pò il gioco di rRobe, star sul vago così che ognuno completi le caselline coi nomi che gli suonan meglio...

:)

Il problema serio è che ogni "pezzo" del post c'è più di un nome associabile, più o meno in modo veritiero.

Io mi riferivo non ad un autore collezionista di "fallimenti" ma ad una "figura editoriale" che dopo aver fatto fallire un etichetta ora ne dirige (o quasi) un'altra...
(e sul serio conosco i disegnatori che lavorano con paghe al ribasso)

Slum King ha detto...

Però dai la Lexi e Comic Art avevano 2 bei cataloghi.

Slum King ha detto...

e poi
chi non ha un paio di mutande verdi?

maurizio battista ha detto...

@ Fabio
Ok, non avevo capito una mazza... :-D
Da fan di JS sono intervenuto per eliminare la mia squadra del cuore da ogni casellina.
Il primo che mi tocca la Juv... ehm Jonathan mi deve anche spiegare perchè non era fuori gioco, o rigore o quello che era!
E comunque il fuorigioco non c'era e ci vuole la moviola in campo! :-)

@ RRobe
Fare i nomi sono un ottimo modo per aiutare i nani in fiamme a prendere fuoco.

RRobe ha detto...

I nomi finiscono solo per sviare il senso del discorso, rendendolo specifico quando invece dovrebbe essere generico.

Slum King ha detto...

Ma la colpa di questa situazione di chi è?
Del compratore che dovrebbe sapere i retroscena e non comprare i prodotti di questa gentaccia?
Di vuoi autori che vi piegate a 90 davanti a questi individui?
Delle autorità che non vigilano su queste cose?
Di tutti?
Io so solo che nel mondo del fumetto una buona parte si sta a fare i pompini a vicenda e l'altra parte cerca di insabbiare tutto.
Ma perchè non parlarne?

amal ha detto...

mmmm


ecco. a parte le stronzate, che mi vengano in mente alcuni nomi o meno, che penso a quante volte si preferirebbe nascondere la faccia invece di esser testimoni di scene di merda ecc.

io ho approvato in toto come hai esplicitato il discorso.
probabilmente se avessi avuto la "competenza" e l'esperienza giusta, l'avrei scritto nello stesso identico modo.

@werther. sanpietrini. chiamali con il loro nome. io porto il disinfettante. qua si preannuncia un lago di sangue,

RRobe ha detto...

Per Slum: perché non parlarne?
Io mi chiedo perché non ne parlino (mai) le varie riviste e siti specializzati, per esempio.
In teoria, non dovrebbe spettare a me o a qualche altro autore fare questi discorsi (per ovvie ragioni).

RRobe ha detto...

Ma del resto... è molto più facile acclamare "la nuova rivista d'autore" che mettersi a fare domande scomode all'editore che la pubblica.
E sia chiaro, io sono abbastanza entusiasta della "nuova rivista d'autore", anche se non la comprerò per principio.

Davide Caci ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Davide Caci ha detto...

> Io mi chiedo perché non ne parlino (mai) le varie riviste e siti specializzati, per esempio.

Perché la dipendenza è una brutta bestia. E il rapporto tra organi d'informazione del fumetto (ma il discorso vale più o meno per tutto, penso) ed editori è più o meno lo stesso che c'è nelle fiere, tra organizzatore e standisti. Gli uni, senza gli altri, non campano.

E anche per il discorso di prima: se la casa editrice Tal dei Tali fa causa ogni 3x2, quale direttore si assumerà mai la responsabilità di pubblicare articoli del genere?

Slum King ha detto...

Ma se gli organi di informazione sono in mano a queste persone... perchè pure su internet non se ne parla?
Ma c'è diffamazione nel divulgare verità?

Davide Caci ha detto...

> Ma c'è diffamazione nel divulgare verità?

No. Ma se io ti faccio causa perché tu hai divulgato la verità, tu un avvocato per andare in tribunale lo devi pagare. Poi probabilmente la vincerai tu, la causa (detto che, mi ripeto... Siamo in Italia, non ne sarei così certo...), ma intanto le spese legali le hai sostenute.

RRobe ha detto...

Eh... è il solito discorso sulla critica e il giornalismo su internet.
raramente critico, raramente d'approfondimento... ma sempre votato a segnalare le novità per fare accessi.

spino ha detto...

"sempre votato a segnalare le novità per fare accessi."

anche il tuo post non scherza però... da oggi sei ufficialmente Rrobe, il mago dell'hype... :D

Ombra ha detto...

AH sul discorso in generale concordo in pieno. Pure peggio.Molto peggio. Ma sul personale proprio anche =P
Credevo semplicemente che queste riflessioni fossero scaturite da un qualche evento in particolare, per questo chiedevo. Ma dici di no, e allora hai ragione e chiedere lumi non c'entra nulla e manco serve.

Il discorso sta perfettamente in piedi in generale.
I nomi, beh, si applicano a (quasi) tutti ciclicamente!
Quindi non sarebbe servito indicarne, nemmeno se un evento ci fosse stato (imho)

:A: ha detto...

Ma la colpa di questa situazione di chi è?Secondo me principalmente degli autori (esordienti, soprattutto, ma non solo) che sono disposti letteralmente a tutto pur di essere pubblicati, quindi di lavorare pagati cifre vergognosamente basse (soldi che poi comunque spesso non arrivano), o addirittura gratis.
E poi chi "c'inzurra", ovvero chi si rivolge agli stessi interlocutori dopo essere stato inculato, o anche dopo avere avuto notizie di inculata (quasi) garantita da fonte certa (colleghi amici).

Planetary ha detto...

Slum:
Ma c'è diffamazione nel divulgare verità?
Dipende, per esempio non puoi dire che Tizio è un ladro anche se è stato condannato per furto.

Slum King ha detto...

c'è dello sbaglio di fondo...

Curioso ha detto...

Se il sito di critica segnala cose come queste e qualcuno lo denuncia chi paga le spese legali del sito di critica?
E non sto facendo un'ipotesi così campata in aria.

Siamo in Italia, come dici tu. Se esiste una tabella che classifica i paesi per quota di avvocati pro capite, noi siamo senz'altro tra i primi cinque.

RRobe ha detto...

Curioso, si chiama giornalismo eh?

Curioso ha detto...

Ma non hai appena detto che siamo in Italia?

No perché quello è il giornalismo sì ma altrove. Dove si è tutelati, per esempio.
Qui non lo sono i giornalisti col tesserino, figuriamoci coloro che lavorano solo sul web.

Curioso ha detto...

Parafrasando un vecchio detto genovese, son tutti giornalisti col culo degli altri :P

DIFFORME ha detto...

che tristezza,
in italia si ha paura di fare giornalismo d'inchiesta nel marginalissimo mondo del fumetto figuriamoci contro potentati economico-massonico-mafiosi,
siamo alla frutta,
siamo alla fine
e non scherzo

Curioso ha detto...

Stiamo parlando di due ordini di grandezza un po' differenti DIFFORME. Non credo che serva dire quanto, o in cosa.

Davide Caci ha detto...

Aggiungerei un “Moriremo tutti!”, e il quadretto è completo.
Difforme, se tu sei disponibile a sostenere eventuali spese legali, io mi occupo gratuitamente dell'inchiesta, coordinando diversi giornalisti, autori, e opinionisti.
Affare fatto?

RRobe ha detto...

errr... appunto?

DIFFORME ha detto...

appunto curioso se uno si caca sotto a fare inchieste nel piccolissimo e poverissimo (in termini assoluti) mondo del fumetto figurati contro mafie e politicanti... ma forse in fondo anche le malefatte sono proporzionate; piccolissime e poverissime, in termini assoluti, anche loro...

DIFFORME ha detto...

X davide caci: se fai un'inchiesta seria con documenti, testimonianze, prove ecc. nessuna controparte ti farà causa, per dire Travaglio credo sia stato denunciato pochissime volte per calunnia, forse solo dal berluska e ha vinto la causa

Fabio... ha detto...

Deduco che Difforme farà un post sul suo blog in cui fa nomi e cognomi dei tizi in questione...

Davide Caci ha detto...

Ehm... Io ho in mente almeno sette procedimenti aperti e chiusi a carico di Marco Travaglio (quattro vinti, tre persi), e uno attualmente in corso. :)

Curioso ha detto...

@ RRobe
Non parlavo solo dell'argomento.
Mi riferivo al fatto che chi fa quel tipo d'inchiesta lo fa anche per un guadagno, e per questo di solito ha le possibilità, o gli interessi, per risponderne in prima persona.
Oltre ad essere "virtualmente" tutelato dall'ordine a cui appartiene.

Una situazione un po' diversa da quella della critica sul web.

RRobe ha detto...

Per Fabio: ma ti risulta che Difforme sia un giornalista, o redattore, o critico?

RRobe ha detto...

per Curioso: certo che è diversa. Perché manco le professionalità. Problema di cui si parla da sempre.

Ma ci sono gran bei blog e siti seri e realmente giornalistici in America e in altri paesi, eh? Anche sui fumetti.

Fabio... ha detto...

Rrobe lo so, ora si torna al discorso "io non sono un critico lo faccio per passione".

Però lo sai anche tu che c'è un tizio dalla denuncia facile, e siam tutti daccordo che certe cose andrebbero dette, ma un "critico" web deve rischiare il tribunale perchè noi (ci siam dentro tutti) fumettisti vendiamo il culo pur di pubblicare?

Non voglio difendere la critica (web o cartacea) ma non usiamoli come capro per la situazione

:A: ha detto...

Concordo con Fabio.

DIFFORME ha detto...

fabio non posso farlo perchè non conosco le questioni affrontate, al momento tutto quello che ho pubblicato mi è sempre stato pagato, non ho mai subito censure o altro quindi non ho da lamentarmi, e poi sono un autore non un giornalista, e mi riferivo a quella categoria (sempre se nel mondo del fumetto esiste)

mi domando se il nostro piccolo mondo non abbia tutti i difetti; pavidità, amatorialità, raccomandazioni, scarsa valorizzazione di talenti ecc. e nessun pregio (leggi pochi soldi) degli altri media italiani...

Curioso ha detto...

Aspetta, chiariscimi una cosa.
Tu stai scrivendo questi commenti a valle di un posto di denuncia, del tutto privo di nomi.
Privo di nomi perché non erano le singole situazioni che volevi sottolineare, ma il metodo.
Il tuo post è divertente da leggere, soprattutto per chi quei nomi li intuisce, ma giornalisticamente parlando non vale nulla.
Sarai d'accordo, spero.
Certo, tu, come DIFFORME, non sei ne critico ne giornalista.
Non è compito tuo.

Fare i nomi è invece compito dei siti di critica, perché sta a loro (gente non pagata, non tutelata, non legata ad editori) esporsi.
Esporsi con quale fonti, ad esempio? Tu, in un'intervista, daresti nomi e cognomi? Qualcuno lo farebbe?

Esistono blog che fanno così, hai ragione. Ma dei blog, di solito, nessuno si cura più di tanto.
Se lo fa un sito di critica, se lo fa qualcuno che rischia sul serio di ledere l'immagine di un autore o di un editore, allora sì che scattano le denunce.
Denunce a cui nessun sito di critica ha la possibilità di far fronte. Nessun paga. Nessuno "compra" i nuovi aggiornamenti. Nessuno ha introiti per affrontare cause.

Ma se volete si può anche mettere un pulsantino "dona qualcosa a" su ogni sito ;)

RRobe ha detto...

per Curioso: certo che sono d'accordo.
Infatti non sto facendo giornalismo, sto scrivendo su un blog personale che contiene i miei scazzi e le mie cazzate e altro.

Non so se in una intervista farei i nomi. Dovrei scoprirlo sul momento. Nessuno me li ha mai chiesti perché sai la verità? In 14 anni di attività professionistica e dopo una tonnellata di interviste rilasciate a siti specializzati e riviste del settore, non è mai stata posta una domanda scomoda.
Mai.
Inquietante, non ti pare?

Sul resto: hai perfettamente ragione. Infatti i siti di fumetto, a conti fatti, non sono altro che fanze mascehrate.
Basta dirlo.

Detto questo: i blog, in ambito internazionale, stanno avendo sempre più peso (specie nell'ambito di grossi aggregratori come l'Huffington Post, per esempio).

Fabio... ha detto...

Difforme il giornalismo d'inchiesta non si fa per vendetta, il non essere stato toccato da nessuno dei punti del post non esula dal poterne parlare se si pensa la cosa sia deleteria per il proprio settore.

Se invece sei all'oscuro di tutto e mentre leggevi cascavi dalle nuvole, beh salutami Babbo Natale.

DIFFORME ha detto...

fabio: ma sei un giornalista? t'ho stuprato la gatta?!
sono sempre stato un cane sciolto, mai fatto parte di gruppi o cordate (forse potremmo parlare della valenza e l'importanza di queste...), dove abito io non c'è mai stato nessun altro fumettista, mai parlato di fumetti nella mia vita reale, giusto negli ultimi anni via web quindi sì se vuoi ti saluto babbo natale (placati ok?)

Curioso ha detto...

@ RRobe
Ma noi non siamo "in ambito internazionale", siamo in Italia, giusto? :)
Se la differenza tra giornale e "fanza" sta negli introiti, nelle sponsorizzazioni, nella tutela e negli stipendi, sì, i siti di critica equivalgono alle fanze, e non mi pare che la cosa sia mascherata.
Che nessuno ti abbia fatto mai domande scomode dipenderà anche dal fatto che "i tuoi scazzi" non sono esattamente un segreto di stato. Ne parli qui. Ne parli sui forum. Ne parli sugli altri blog.
Quello che volevo dire è : qualche autore coinvolto nei fatti, direbbe sul serio qualcosa di scomodo?
Guarda il caso Concina, per pensare a qualcosa di abbastanza recente. Quanto autori Disney hanno rilasciato dichiarazioni scomode? E le domande scomode, in quel caso, si facevano eccome.

Fabio... ha detto...

No ma io sono calmissimo, ma visto che alle fiere ti vedo (non ci conosciamo ma so chi sei) mi faceva strano che uno nel settore da più di 10 anni (comprai un tuo fumetto secoli fa) non abbia mai sentito un collega dire "non son stato pagato" o "quello li prima lavorava per quell'altro che è fallito".

Ma visto che in buona fede ti credo mi chiedo come mai allora all'oscuro di tutto dai così addosso ai "giornalisti" del settore che non parlano di ciò che non esiste (se non lo sai non esiste)

RRobe ha detto...

Per Curioso: ma che fai, mi rigiri la frittata? Io ti dico che non sono professionistici, tu mi dici che non possono esserlo perché non guadagnano da quello che fanno. Io ti dico che hai ragione, che, a conti fatti, sono delle fanze e quindi non hanno il dovere di essere professionali... e tu mi ironizzi sul fatto che il professionismo non andrebbe valutato sul guadagno?

Non ti seguo.
Se sono realtà professionali, allora sono palesemente manchevoli di approfondimento.
Se non sono realtà professionali, allora non trattiamole come tali.

Fabio... ha detto...

Ah difforme, non ho una gatta ma se serve a rilassarti te ne porto una alla prossima fiera.
(mai si dica che son stronzo)

Il Parolaio Perplesso ha detto...

Problema: il tuo è un post di denuncia di un sistema. Alcuni nomi li ho intuiti persino io, un semplice lettore di fumetti che non ha però nulla a che fare con quel mondo. Altri aspetti mi sono (ovviamente, in quanto relativi a rapporti tra autori ed editori) del tutto ignoti.

Affermi che l’onere di “fare i nomi” (che tu ben conosci) spetta ai siti di critica. Per citarne uno che conosco personalmente e che tu, per quello che mi è parso di capire da più di un intervento, “cordialmente detesti”: UBCFumetti. Ecco, conosco personalmente uno dei redattori di UBC, che di professione (vera, quella che gli consente di arrivare a fine mese) fa tutt’altro. Però, per passione, recensisce fumetti.

La maggior parte dei siti/blog che parlano di fumetti (UBC, Comicus, Ayaaak, giusto per citarne alcuni) sono composti da semplici appassionati che non guadagnano nulla (anzi, si pagano di tasca loro i fumetti), non hanno nessuno che gli pari le spalle (non a caso i quotidiani e i giornali sono assicurati) e vedono il mondo fumettistico dall’esterno. Lo conoscono, lo studiano, si appassionano. Ma non lo vivono come lo vive un autore.

Poi ci sono blog, come il tuo o altri, in cui viene data una visione del mondo fumettistico dall’interno. Ma (da un lato anche giustamente, visto che a nessuno piace fare il Giuda) non si vogliono fare nomi (come per la storia di Infinito).
Rimarrebbero le riviste di settore, che dovrebbero avere il giusto mix tra conoscenza del mondo fumettistico “dall’interno” e tutela del giornalista in caso vengano rivelate realtà scomode.
Su queste non mi pronuncio (visto che non le seguo), però temo che spesso queste riviste abbiano interesse a non inimicarsi nessuna casa editrice…

Mi chiedo però perché ci sia questo astio verso i siti che parlano di fumetto che (spesso per ammissione degli stessi redattori) sono esattamente fanzine di appassionati. Forse guadagnano qualcosa? Forse si definiscono giornalisti? Fanno forse inchieste? No. Spesso e volentieri si limitano ad offrire la loro opinione sui fumetti che leggono.
Se tu non vuoi esporti per paura di ripercussioni o di una citazione per danni, perché pretendi che un altro (che conosce quel mondo molto meno di quanto non lo conosca tu) lo faccia?

PS: mi scuso in anticipo per la prolissità

DIFFORME ha detto...

fabio il mio era uno sfogo generico riguardo la situazione dell'italia, se uno ha paura ad andare contro 4 editori pezzenti figurati contro la mafia, a conferma dell'anomalia tutta italiana in cui giornalisti di cronaca giudiziaria o d'inchiesta come un travaglio siano un'anomalia mentre nei paesi anglosassoni la regola,
per il resto in effetti le fiere, vero, unico momento in cui m'immergo completamente nel mondo del fumetto, parlo per lo più di arte, figa e alcool, ma dal prossimo comicon vedo di recuperare...

DIFFORME ha detto...

grazie per la gatta, bella grassa e la topa stretta mi raccomando

Capitan Ambù ha detto...

Si il mondo del fumetto è fatto in questo modo, un piccolo paese che riflette il male di un'intera nazione.
Preso atto del fatto che tutto quello che è scritto è a conoscenza di tutti, che si può fare?
Ci sarebbero da aggiungere alla lista anche atteggiamenti mafiosi e scorrettezza professionale, stile o con me o contro di me.
Ma detto questo mi pare che il fatto che siamo in Italia abbia una certa rilevanza.
Penso che trovare mani pulite in questo ambiente come in altri è davvero un'impresa.
Per quanto mi riguarda sono convinto che la soluzione al problema sta nel comportamento dell'autore.
Ci sono pochi veri professionisti in questo ambiente, parecchi poi non danno valore al proprio lavoro.
Non si può pretendere che i recensori e critici amatoriali possano prendere le difese degli autori.
Bisogna acquistare il concetto di professionalità, questo vale sia per pretendere rispetto nel lavoro sia per essere corretti nelle consegne nella qualità e nel rispetto del lettore.
La verità che una buona parte di chi fa fumetti non ha mai lavorato in vita sua e vive il mestiere come un gioco.
Naturalmente è solo una mia opinione.

RRobe ha detto...

Per il Parolaio: non ho un particolare astio nei confronti dei siti fumettistici, anzi, collaboro anche con alcuni di loro.
Ma il discorso è nato perché mi è stato chiesto di fare nomi e cognomi, e il punto del post non era questo e, se proprio a qualcuno spettasse fare "I Nomi", quelli sarebbero i siti e le riviste che dicono di fare giornalismo nel nostro settore, tutto qui.

RRobe ha detto...

Per Ambu: hai ragione praticamente su tutto.
A parte il fatto che io non ho chiesto a siti e riviste specializzate di difendere gli autori. Al massimo gli ho chiesto di fare informazione in maniera più approfondita e seria, qualcosa che vada aldilà della caccia alla news.

Fabio... ha detto...

Scusate ma creare un "ordine" dei fumettisti, con una specie di codice di autoregolamentazione...
Una libro nero con le cagate certificate da parte di editori e editor...

(la sto buttando li senza un senso preciso)
Una specie di iscrizione alle liste professionali...

Davide Caci ha detto...

Difforme, tu dici

> andare contro 4 editori pezzenti

peccato che, proprio perché sono 4 e sono pezzenti, andare contro vorrebbe dire, al 99%, chiudersi ogni porta, da un punto di vista professionale. A che pro, poi? Tra gli addetti ai lavori, certe cose si sanno. Le voci girano...

Davide Caci ha detto...

Fabiano, non avevo letto il tuo intervento, ma, tanto per cambiare, sono d'accordo con te.

Per l'idea di Fabio, il problema è anche questo... Trovarsi, creare qualcosa che riunisca i fumettisti... Ivo Milazzo, per la questione diritto d'autore, sta lavorando molto in tal senso. Proprio l'altro giorno parlava di momenti in cui i professionisti, non solo a livello italiano, si possano confrontare...

Penso però che per una cosa del genere non basterebbero un Davide Caci qualsiasi, con un Fabio D'Auria (che pure è molto più del sopraccitato)... Servono nomi e volontà da chi ha ben più peso, in questo mondo.

Curioso ha detto...

@ RRobe
... oddio, dov'è che ho ironizzato sul metro di giudizio della professionalità? Per carità, mi sarebbe piaciuto farlo. Ma non l'ho fatto. Almeno, non intenzionalmente.
Ai siti di critica non manca il coraggio o la professionalità, mancano le possibilità, e le tutele, che in parte derivano anche dagli introiti (diretti o indiretti).
Per questo non potranno mai fare quel passo in più che potrebbe portare a delle sane inchieste.

Inchieste che poche righe fa ipotizzavo come irrealizzabili anche, e soprattutto, perché nessun autore "a conoscenza dei fatti" avrebbe mai il coraggio di esporsi, mettendo magari in gioco la propria carriera. Questo perché anche gli autori non sono tutelati.
Salvo quelli che non hanno nulla da perdere. E facevo l'esempio di Concina.

DIFFORME ha detto...

che poi mi rispondo da solo, qualcuno può dire: ma se non fanno inchieste serie su tutto il marcime politico ed economico perchè mi devo complicare la vita per 4 beghe fumettare, lo capisco, sia chiaro...

Il Parolaio Perplesso ha detto...

Per quanto riguarda la tutela dei diritti il problema è che spesso (o quantomeno in diverse occasioni) sono gli stessi autori a dimostrare di non conoscere i propri diritti.

Giusto pochi giorni fa mi è capitato di leggere una discussione (penso abbastanza risalente, ma ci sono capitato per caso) relativa "Capitan Italia" e si leggevano post spesso fuorvianti o del tutto errati su temi come il rapporto tra diritto d'autore e diritto di marchio.

Se l'autore non conosce (o quantomeno non conosce appieno) i diritti a lui spettanti, sarà anche più semplice "ingannarlo" o minacciarlo di adire alle vie legali.

Per quanto riguarda il "fare i nomi" i discorsi sono 2:

1) dal punto di vista legale, riportare un fatto vero (corredato da prove verificabili) non ha conseguenze negative, in quanto esercizio del diritto di cronaca (tutelato costituzionalmente). Ovviamente discorso diverso è se i fatti vengono presentati in modo malizioso, frammentario, di parte o senza il supporto delle prove.

2) al di là del problema legale, però, gli autori rischierebbero di essere ostracizzati (questo il motivo principale per cui non si trova quasi mai un avvocato disponibile a fare causa ad un collega).

Quindi ci si trova in un circolo vizioso: gli autori (che hanno le prove) hanno paura di parlare, i blogger che riescono ad estrapolare le notizie hanno paura delle cause (giustamente, visto che baserebbero le accuse su "sentito dire"), i giornalisti veri (quelli da quotidiano, per intenderci) se ne fregano.

RRobe ha detto...

Esatto.

Capitan Ambù ha detto...

Per roberto. Il discorso non era rivolto a te, ma all'effettiva impossibilità della critica amatoriale di risolvere i problemi che nemmeno gli autori coinvolti riescono a risolvere.

Per Fabio.
Non c'è bisogno di una lista, siamo sinceri, in questo ambiente si sa tutto di tutti, in fondo è un paesotto.
Si conoscono le case editrici e i loro comportamenti, l'unico modo per tutelarsi e scambiare informazioni come gia facciamo.

Purtroppo ci sono "autori" che arrancano e cercano di pubblicare accettando qualsiasi tipo di trattamento. Purtroppo si pensa più ad ungere ruote che a lavorare per migliorare, è il discorso degli elemosinatori di lettori e consensi di cui si è discusso a suo tempo.
L'editore si comporta in modo scorretto, bene lo so e non ci lavoro più e naturalmente se mi si chiede informo colleghi e amici (non mi si può chiedere di parlare bene di chi è scorretto, non aspiro alla santità e non ho la carota nel c...).
Detto questo Roberto tu sai bene che parecchi "autori" malgrado ricevano certi trattamenti continuano a proseguire il rapporto lavorativo e la risposta che spesso mi viene detta è " non so fare altro".
Bhè io mi comporto in modo corretto e non accetto ricatti che ledono la mia dignità di persona e professionista, finora non c'è stato editore che possa lamentarsi del mio operato, ho sempre rispettato consegne e ho cercato di fare del mio meglio, non so se questo atteggiamento possa pagare sempre ma se tutti facessero così ci sarebbe meno mediocrità e forse maggior rispetto verso la professione.
Per concludere, troppi autori e pochi professionisti, prima di fare fumetto un paio di mesetti di miniera non farebbero male ahahah

Davide Caci ha detto...

Caro Parolaio Perplesso,
sono d'accordo con te. O meglio, lo sarei se fossimo in un paese con la "P" maiuscola.

Quando tu dici:
> 1) dal punto di vista legale, riportare un fatto vero (corredato da prove verificabili) non ha conseguenze negative, in quanto esercizio del diritto di cronaca (tutelato costituzionalmente)

È vero. Ma l'italiano medio porta in tribunale anche il gatto del vicino che gli ha pisciato sulla porta. Quindi la causa partirebbe comunque. E i soldi, l'avvocato, li vorrebbe subito.
Senza contare che l'esito di un dibattimento in tribunale sarebbe tutt'altro che scontato: in Italia un giudice è capace di dire che la paternità di un personaggio di una serie a fumetti non è certo attribuibile, nemmeno in parte, a chi lo ha creato graficamente e come colore...

Il Parolaio Perplesso ha detto...

@ Davide Caci:

Dipende. Il mondo legale (diversamente da quello del fumetto) lo conosco in prima persona. E conosco anche i giudici della Sezione Specializzata (che è quella che si occupa di Diritto Industriale ed Intellettuale).

E' vero che chiunque è capace di minacciare una azione legale (o di notificarti direttamente un atto di citazione). Altrettanto vero, però, è che spesso questo si fa proprio per spaventare la controparte e convincerla a cedere o rettificare le proprie affermazioni. E non è così vero che tutti gli avvocati sono dei vampiri (anzi, in buona parte dei casi non viene nemmeno chiesto un acconto).

Spesso e volentieri un buon avvocato è in grado di rispondere per le rime alla controparte ed è in grado di evitarti la causa (certo, non deve essere un Azzeccagarbugli che vuole a tutti i costi farti fare la causa per pagarsi il suo mutuo...).

Per quanto riguarda la "volubilità" e scarsa preparazione di alcuni giudici, purtroppo è una situazione che capita in tutti i settori (può capitarti il dentista perfetto e quello che ti rovina la bocca).

A partire dalla costituzione delle Sezioni Specializzate (27 luglio 2003), però, la situazione è migliorata non di poco e spesso i Giudici sono più preparati ed attenti (beninteso: questo è un discorso generale e non legato al caso concreto da te citato, che andrebbe esaminato a parte ed in tutti i suoi aspetti). Prima poteva capitarti un Giudice che un'ora prima della tua causa aveva visto un divorzio o una causa condominiale. Oggi ti capiterebbe un giudice che, di professione, lavora su IP e diritti d'autore. La cosa è ben diversa...

Poi esiste sempre l'appello (ma qui, lo ammetto, i costi si saranno già fatti sentire).

Luigi Siviero ha detto...

Qualche tempo fa ho parlato di un problema di pagamenti.

Capitan Ambù ha detto...

Sui 600euro...Fallirà presto e morirà di stenti, spero soffra.

Marco Rizzo ha detto...

E' lecito chiedersi però, come fa giustamente roberto, se è normale che nell'ambiente girino ancora persone con torbidi trascorsi (recenti e non) legali o gente che non paga, paga poco o paga male. La risposta semplice è che siamo in Italia e queste cose succedono in tutti i settori (ahinoi), e che in uno piccolo come il nostro si vengono a sapere anche senza la compilazione di liste nere su Comicus o UBC. Non è una giustificazione ma un invito a informarsi.

La risposta complicata è che perché questo sistema vada avanti vuol dire che c'è qualcuno che si mette a disposizione a seconda dei gradi di compromessi che è disposto a fare (essere pagato poco, lavorare con gente poco raccomandabile, etc). E non riguarda solo gli autori, ma anche le fumetterie, le fiere etc (vi immaginate una fiera che dice a un editore a te non ti accolgo perché sei uno che è campato anni con diritti non pagati di merchandising giapponese?)

nessuno obbliga nessuno a lavorare per tizio o caio.

Ognuno sta attento al proprio culo.

Fermo restando quanto detto sopra. E fermo restando che per fare un'inchiesta ci vogliono soldi, tempo, avvocati (che all'inizio di un procedimento si pagano cmq, e non abbiamo tutti le casse di Travaglio) e non solo palle (che a parole è facile vantare). Magari ai fanzinari - con affetto parlando, come lo stesso roberto, mi pare - che compongono le redazioni virtuali dei siti di fumetto, e mi ci metto anche io anche se mi occupo sempre meno di queste cose e sono giornalista professionista, prima delle palle manca tutto il resto.

Luigi Siviero ha detto...

Magari ai siti non frega niente dei contratti stipulati fra editori e autori e del sistema che c'è dietro (a me non frega niente, a parte rilanciare casualmente qualche dichiarazione trovata in rete).

Gianfranco Goria ha detto...

Stimolante. Per cui oggi sei su afNews. :-)

Fabrizio MAZZOTTA ha detto...

Ma lo sai che dal tuo post, chissà perchè, mi sono venuti in mente due o tre nomi? E _ ahimé _ ci ho anche lavorato!
( Detto per inciso: con poche variazioni tutto ciò vale anche per il doppiaggio. )

Fabrizio MAZZOTTA ha detto...

Una volta c'era una bellissima fanzine fatta da "quattro gatti" che si chiamava ! L'Urlo". E non lesinava critiche e nomi. ( ricordo le critiche alla Lancio, alla Disney, a Luciano secchi...)
Non esistono più appassionati di fumetto come gli eroici redattori di quella rivista. E non esistono più riviste di fumetti come " L'Urlo".
Sarà indicativo di una certa realtà?

denism ha detto...

Questo post lo potevi intitolare anche "Italiani Brava Gente..Ma pure gli altri non scherzano.."..

Io non ho molta esperienza e conoscenza dei meccanismi italiani delle piccole medie case editrici , di quanto pagano, se pagano , di come si comportano , dei nomi e dei cognomi , delle bastardate ecc..mi sono sempre tenuto alla larga e mi sono tolto il problema a monte..
Cmq tutto il mondo è paese, alla fine in questo settore sembra che siano tutti un pò cialtroni, chi piu chi meno, dalla Major al piccolo editore indipendente ,anche se noi Italiani rimaniamo sempre i maestri in questo..,poi c'è pure la parte sana di tutto questo,ovvio..
però problemi, storiacce,comportamenti scorretti , poca chiarezza e via discorrendo capitano anche e spesso all'estero pure con editori importanti,sia in Francia che in USA..
il problema c'è ,è grosso, ma che fare?
alla fine tutti ce lo becchiamo dietro, stiamo muti e speriamo che al prossimo giro ci sia almeno parecchia vasellina..
perchè "oddio se vado contro a tizio , poi se in futuro rimango senza lavoro , con che faccia mi ripresento da tizio ??"
il fatto è che sto lavoro è una continua danza sul filo sottile del "oggi ho il lavoro , domani non lo so " . quindi ci caghiamo tutti sotto ad alzare la voce..
tranne casi rari siamo tutti piu o meno eterni precari..
Ci vorrebbe piu tutela per gli autori forse..

Fulvio ha detto...

Ciao, volevo segnalarvi il link dell'iniziativa di Ivo Milazzo citata dal buon Davide Caci.

http://blogone.eu/unafirmaperilfumetto/

Una delle colonne del fumetto italiano, che potrebbe starsene per conto suo a godere i frutti del suo talento, si sta battendo invece per un riconoscimento ufficiale della professione di fumettista da parte della siae, nonché per una associazione di autori.

Giacomo Michelon ha detto...

Caro Rrobe, da onesto artigiano del fumetto dal lontano 1988, confermo in pieno quanto dici.
Fumettari più navigati di me, mi hanno raccontato che 'ste cose capitavano pure negli anni '70.
Ho subito fallimenti, tavole non pagate e via dicendo per fortuna in percentuale abbastanza bassa, tant'è che continuo a campare di questo mestiere e di quanto in quanto continuo a prendermi qualche fregatura.
La cosa che condivido di più del tuo scazzo è che vuoi sottolineare l'andazzo e non fare del pettegolezzo ,quindi non farti tirar dentro sui nomi, sono inutili.
Potrei farne tanti, passati e presenti, ma a che pro?
Tutti possono cambiare ( in meglio o in peggio, sia chiaro ) ma se l'andazzo resta sempre quello, se il bastardone oggi è un integerrimo, ci sarà purtroppo sempre qualcunaltro al posto suo a far danni.
Elementare quanto tragico.
Ciao.

Gianfranco Goria ha detto...

Scusate, ho dimenticato di ricordare che chi lo desidera può anche pensare di organizzarsi in un sindacato, visto che la nostra Costituzione lo consente. Una volta no c e n'erano, oggi non so quanti sono, i sindacati dei fumettisti, ma almeno di uno, per forza di cose, ho la certezza che c'è: http://www.silf-cgil.org
L'avrete notato tra i firmatari dell'appello di Ivo Milazzo, naturalmente. Tra i compilatori del testo di legge, ovvio. Si occupa anche di vertenze per i suoi iscritti, si capisce. Qualcosina ha anche potuto fare, pur essendo giovanissimo, per il riconoscimento della professione, la pensione ecc., come si può leggere nella colonna di destra del suo sito. Ma la cosa più difficile resta sempre riuscire a convincere i fumettisti dell'importanza di "fare -davvero- gruppo attivo", temo.

Jenny ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jenny ha detto...

Secondo me qualcuno di voi ha una strana idea di cosa sia "fare del pettegolezzo".
Dite pure che non volete fare nomi perché comunque non desiderate rogne di tipo legale da parte dei nominati; è comprensibile e non è una colpa che vi si possa addebitare.
Ma lasciate stare la questione che non si vuole fare pettegolezzo, ché non regge proprio.
Altrimenti si dovrebbero etichettare tutti i giornalisti d'inchiesta come pettegoli.
Il che mi sembra parecchio ingeneroso e scorretto.

Paco Desiato ha detto...

Santissime Parole.

Giacomo Michelon ha detto...

Mi sa che chi non ha ben chiara la differenza tra pettegolezzo ( riportare delle voci sentite qua e là ) e notizia ( riferire in base a documenti e testimonianze raccolte )sei tu, Jenny.

Potrei farti l'elenco di chi si è comportato male con me e di chi invece è stato sempre corretto...sarebbe giornalismo d'inchiesta, ma a che pro un'inchiesta su di me e sui miei editori?
Chi sono io?
Nessuno.
E se quelli che sono stati onesti con me, magari trattassero a pesci in faccia tutti gli altri?
Potrebbe anche essere.
Che ne so.

Ma tu vorresti che scrivessi di tutte le volte che ho sentito parlare male di questo o di quello, ti dicessi di tutte le volte che un collega mi ha detto di non essere stato pagato.
Vorresti che lo scrivessi pur non avendo nessun riscontro concreto in mano. ( documenti, fatture, pubblicazioni etc...)
Se scrivessi questo, a casa mia si chiama pettegolezzo.
'Sto morboso bisogno di vedere scritti dei nomi è assolutamente inutile, quando il problema - come è stato scritto fin dall'inizio dall'autore di questo blog è un altro.
Ricordo che stiamo parlando di editori privati, non di amministratori pubblici.
Se non ci piace uno, possiamo andare da un'altro.
Peccato che l'andazzo sia al 90% sempre quello sottolineato all'inizio.
E allora, vuoi ancora i nomi?

Non è difficile da capire.

Elisa.M ha detto...

Tutto questo e, aggiungerei, molto molto di più!
Proprio in questi giorni sto affrontando l'ennesima lieta novella °___°

pierluigi rota ha detto...

Ricordo che, agli inizi della mia esperienza come editore (per chi non mi conoscesse, parlo della Lilliput), gran parte degli autori che ho pubblicato mi raccontavano (eravamo negli anni 2002-2004) di essersi rivolti già ad altri editori che, per pubblicare i loro lavori, gli avevano chiesto dei soldi.

E so di giovani autori che hanno accettato, pur di essere pubblicati.

Tra gli autori affermati e/o da diversi anni sulla breccia, ce ne erano alcuni che non erano affatto sopresi della cosa. Anzi, uno di loro, mio conterraneo, era meravigliato del fatto che come editore non mi facessi pagare per pubblicare degli esordienti.
Quando gli dissi chiaramente che non avrei mai chiesto dei soldi a qualcuno per pubblicarlo (esordiente o meno), perché lo ritenevo moralmente inaccettabile, per lui io ero un fesso (o quasi); perché in giro c'era (c'è ancora?) gente che era disposta a pagare...

Mi sento di sottoscrivere in toto quello che afferma Marco Rizzo nel suo commento. Compreso il discorso sul denunciare (facendone i nomi e mettendoli alla berlina) quelli che approfittano degli autori in vario modo.

Informarsi è importante, certo...

...ma (lancio una provocazione) se, invece che su una fanzine come ComicUs o Ubc, dello sfruttamente degli autori del fumetto ne scrivesse Repubblica o ne parlasse il TG1, magari con un pezzo scritto da Umberto Eco o in un servizio di Vincenzo Mollica, credete che servirebbe a qualcosa?

Jenny ha detto...

Mister Michelon, la ringrazio per la lezioncina.
Ma veramente è lei a non aver capito di cosa sto parlando io.
Nomi non ne ho proprio chiesti, le mie parole sono state chiarissime.
E io nomi non ne ho fatti, perché appunto non ne ho da fare; al massimo ne ho forse dedotto qualcuno.
La questione è proprio tutt'altra.
La questione è che il padrone di casa ha lanciato delle accuse precise e dai toni usati non si può certo dire che abbia "riportato delle voci sentite qua e là" così come fa intendere lei ora.
Lei e lui non volete fare nomi?
Benissimo, è legittimo.
Ma di certo non vi potete trincerare dietro al fatto che indicare di chi si parla sarebbe fare del pettegolezzo perché allora se ne dedurebbe che già in partenza il post presente in questo blog sia tutto un pettegolezzo.
La cosa più fastidiosa è che poi venga detto a chi interviene senza adagiarsi su frasi fatte del tipo "Eh, sì, hai ragione!" di essere dei pettegoli.
Ma dio bono, il post polemico che spara su quanto male si comportino i generici altri è opera di RRobe, mica ha da lamentarsi se poi c'è chi manifesta un vago desiderio di saperne e capirne di più!
O forse voleva solo tante risposte solidali e amichevoli in riferimento ai maltrattamenti subiti da lui, o da voi, dal bieco mondo dell'editoria?
Ok, la solidarietà ce l'ha e ce l'avete.
Embé? E dopo?
Se vi accontentate delle pacche sulle spalle manifestate nei post di un blog, vabbé, non c'è problema.
Ma per creare una coscienza un po' più ampia riguardo i problemi riguardanti la vostra professione dovreste fare tutt'altro.
Se non volete, ok, ma i lettori possono fare ancora meno, praticamente nulla.
E soprattutto non dovreste insultare, usando termini impropri come lo è quello di "pettegoli", chi vi degna di attenzione e cerca di capire i fatti così come sono andati in concreto.
E sì, anche venendo a sapere nomi e cognomi, ché a sparare genericamente sui cattivoni tanto per dire che noi si è bravi ed onesti di certo non si conclude nulla.

Giacomo Michelon ha detto...

Non era mia intenzione offendere nessuno.
Abbiamo 2 modi di intendere completamente diversi.
Come autori una delle poche cose che possiamo fare è associarsi come giustamente ha indicato Goria e soprattutto per quanto possibile resistere alle offerte di lavoro sottopagate.
Ripeto per quanto possibile, perchè le bollette arrivano a tutti.
Per voi lettori, assetati di nomi, per non scadere nel pettegolezzo, possiamo fare noi autori ciascuno una piccola personale cronistoria della propria carriera, con l'elenco dei successi, degli insuccessi e dei torti subiti, dei compensi percepiti etc etc...
Se vi interessa...
magari non qui, perchè finiremo per intasare il blog del Rrobe...magari ciascuno sul suo blog, magari se più di qualche collega si prenderà la briga di buttar giù 10 righe,se qualchedunaltra anima pia si prendesse la briga di raccogliere tutto questo materiale in un unico sito, ed ecco che, così si potrebbero quantomeno sapere le cose come stanno da diversi punti di vista.
E accontentare tutti.
Forse.
Fatemi, fateci sapere...io sono disponibile.

Jenny ha detto...

Boh...
Continuo a dirle che francamente nello specifico non c'è proprio alcuna sete o fame di nomi.
E' solo che voler associare un fatto ad un nome è cosa normalissima, soprattutto se si tratta di scorrettezze che galleggiano ai limiti della legalità e non di vicende riguardanti chi si scopa chi (tanto per dire qualcosa per la quale invece parlare di pettegolezzo è altrettanto naturale).
Sentirsi dire che anche solo accennare alla questione nomi è far pettegolezzo è abbastanza triste.
Perché dai, siete gente con un po' di cultura e dovreste sapere anche voi che etichettare come immorale o disonorevole (e il termine pettegolezzo sottintende un giudizio di questo tipo) il "fare dei nomi" è roba che di solito si fa in ambienti davvero poco puliti.
Capisco il non voler avere rotture di scatole e un po' anche la pigrizia, ma l'ipocrisia nel replicare a chi interviene dicendo che ci si sta indirizzando verso (cito) "un gioco al pettegolezzo" no.
Soprattutto se viene da chi ha lanciato il sasso.

Silverware ha detto...

Grazie per il semplice fatto di aver detto la VERITA'.

luciano calboni ha detto...

mmmmmmh...cerca di non farti "trainare" da questi individui....

Luigi Siviero ha detto...

Teoria del complotto?

Jenny ha detto...

Toh, guarda un po' chi si rivede: Dodoria/WallyWest/MarcoRaggi/Bart Allen/eccecc...
Stesso individuo, mille nick (a causa dei molti ban subiti).
E con l'ennesimo blog...

Luigi Siviero ha detto...

Ci avrei scommesso che era Dodoria :-)

Curioso ha detto...

Belin, a leggere in giro, noi di Comicus prenderemmo soldi più o meno da tutti.

Ridete, ridete. Che uno di questi giorni si chiude serranda e ci trasferiamo alle Cayman, altro che inchieste e nomi.
Il Mojito l'offro io.

Lesbo ha detto...

Io voglio sapere i nomi, le singole esperienze di ognuno. Così mi faccio un paio di idee, non saprò di chi fidarmi, ma almeno saprò da chi guardarmi le spalle.

Dark Diamond
(cthulhu73@hotmail.com se volete comunicarmelo in modo privato).