21.4.09

Siete tutte malelingue.

Spesso si parla in termini negativi del settore fumettistico italiano, descrivendolo come un nido di serpi, pronte a vendere la madre per un posticino al sole.
Io penso che sia una cosa ingiusta e totalmente falsa.
Il nostro settore è pieno non solo di persone disponibili e premurose ma, soprattutto, di persone buone.
Talmente buone, per esempio, da concedere il perdono senza nessun atto di pentimento o redenzione da parte di chi ha sbagliato.

In quale altro settore un editore che si porta dietro da decenni la fama di essere uno che non paga gli autori che pubblicano per lui, che è costantemente inseguito dai tipografi, che pirata i fumetti stranieri, che tiene una linea di condotta piuttosto dubbia nell'annunciare l'acquisto di licenze estere senza avere nemmeno in mano una bozza di contratto, potrebbe allo stesso tempo continuare a essere ben voluto e sostenuto da sceneggiatori e editori concorrenti e essere indicato come un vero amante del fumetto, coraggioso e sognatore?
Solo nel settore dei fumetti italiano.

In quale altro settore il proprietario di una casa editrice che ha piratato l'impossibile prima di fallire miseramente, lasciandosi dietro una scia di debitori insoluti, potrebbe diventar l'editor di un'altra casa editrice di alto profilo e mettere, senza vergogna alcuna, il suo nome in bella vista sugli albi?
Sempre e solo da noi.

In quale altro settore un altro editore, anche lui a capo di una casa editrice che ha fatto piangere parecchie persone con il suo fallimento e che si è volatilizzato dall'Italia per sfuggire ai creditori, potrebbe tornare sulla scena dopo alcuni anni e, come il figliol prodigo, venire applaudito da una folla di professionisti durante la premiazione ufficiale nel più grande salone fumettistico nazionale?
Indovinate? Sì, sempre da noi.

In quale altro settore si possono trovare autori di fumetti che, nonostante due, tre, addirittura quattro sonori fallimenti in edicola, continuano a trovare editori pronti a credere in loro e nei loro futuri progetti e finanziare i loro futuri fiaschi?
Ma certo... da noi!

In quale altro settore si possono trovare editori che hanno capito che pagando poco i loro autori possono guadagnare facilmente anche a fronte di vendite non eccezionali e quindi continuano a sfornare prodotti nuovi?
Capita anche altrove, ma solo da noi questi editori vengono definiti "coraggiosi".

In quale altro settore un editore può inventarsi un pagamento flessibile (nel senso che quando inizi a disegnare un fumetto viene stabilito che verrai pagato una certa cifra per tavola ma, in corso d'opera, il pagamento ti viene ridotto) e continuare a trovare gente disposta a lavorare per lui?

In quale settore alcune case editrici possono continuare a pubblicare fregandosene altamente di tutta una serie di leggi (leggi, non chiacchiere) sul diritto d'autore e la proprietà fisica dell'opera?

In quale altro settore realtà editoriali stimatissime e coperte di premi e apprezzamenti della critica possono, semplicemente, non pagare i loro autori promettendogli solamente delle royalties sul venduto (che raramente arrivano)?

Da noi. Da noi. Fortissimamente, da noi.

Che dire?
Siamo un popolo di brava gente, incline al perdono, alla tolleranza e alla comprensione. E il merito va anche alla nostra splendida terra, baciata dal sole e dal mare, patria dell'amore, dell'arte, della canzone e della buona cucina.
Certe volte sono così orgoglioso del mio retaggio culturale che mi faccio schifo.
Ecco, schifo... è proprio questa la parola che cercavo.