7.4.09

There must be some kind of way out of here, said the joker to the thief

IL SEGUENTE POST NON CONTIENE SPOILER (o quasi).

A un certo punto, durante la visione della seconda parte della quarta stagione, lo spettatore capisce che qualcosa deve essere andato storto.

Ovviamente, sto parlando degli episodi conclusivi di Battlestar Galactica, quella che da molti (me compreso) è stata definita come la miglior serie di fantascienza mai creata e che ha recentemente trovato la sua, per me deludente, conclusione.
Sia chiaro, non sto parlando di una debacle totale in stile Alias o X-Files: BSG, pur zoppicando e arrancando, arriva a termine mantenendo una qualità comunque superiore alla media.
Ma non si può fare a meno di avere l'impressione che tutto sia stato fatto finire in fretta e furia, che talune idee siano state cambiate in corsa a causa di una imprevista conclusione e che gli sceneggiatori, durante il corso di tutte e quattro le stagioni, abbiano messo in piedi dei gran bei colpi di scena senza però poi trovare una soluzione decente per spiegarli.
C'è comunque da riconoscergli il merito di non essersi sottratti al loro dovere: la maggioranza delle trame aperte è stata chiusa e, per quanto discutibili, tutte le risposte sono state date.
Resta il fatto che, a mio parere, quando arrivi a dover utilizzare gli angeli e il volere di Dio per spiegare determinate svolte della trama, qualche cosa devi averla pasticciata.
Valutando gli aspetti positivi, invece, c'è da dire che anche questa quarta stagione è scritta meravigliosamente bene sotto il punto di vista emozionale e che trova i suoi punti più alti proprio negli episodi più intimisti e umani, merito anche di un cast eccezionale.

Resta comunque un dubbio generalizzato sul nuovo corso intrapreso dalle serie tv americane (o canadesi, come in questo caso):
dodici anni fa, quando battevo le case editrici italiane con la mia folle idea di fondare una rivista dedicata ai telefilm, ero sinceramente convinto di stare assistendo alla nascità di una nuova età dell'oro per la televisione e, in parte, avevo ragione.
Oggi però, dopo essere stato deluso innumerevoli volte da serie che hanno promesso molto e mantenuto poco, comincio a nutrire qualche serio dubbio su questa scrittura "sprint", che spara le migliori cartucce all'inizio, sempre giocata al rialzo e tutta basata su colpi di scena continui a cui, raramente, viene data una risposta logica, coerente e esaustiva.
A conti fatti, le uniche serie televisive che si sono concluse senza deludermi ma, anzi, riuscendo a esaltarmi come al primo episodio, sono state I Soprano e Buffy, entrambe serie che si sono tenute ben lontane da questo genere di scrittura. Spero, vivamente, che almeno 24 riuscirà a tener botta fino alla fine.