18.5.09

[Fiera del Libro di Torino] Ciao, sono il tuo ufficio stampa. Esattamente chi dovresti da essere?



Siamo all'interno della fiera, allo stand Pan.
Marco Schiavone ha in mano il nuovo volume di A Panda Piace, Loudon, il Peter Pan di Losiel (finalmente presentato in un'unica soluzione e in una edizione degna) e il fumetto dei Ghostbusters. Con noi ci sono Marco Rizzo, Andrea Ferrari e una ragazza carina e dall'aria simpatica.

- La conosci Maria Rosaria? E' il nostro nuovo ufficio stampa...
- Certo. Ci siamo visti a Milano e pure a Napoli... ciao Maria Grazia!
- Tu non sei Giacomo Bevilacqua.
- In effetti, no...

Maria Antonia a quel punto sembra delusa, poi vede che, giusto dietro di me, c'è un giovane ragazzo intento ad attaccare adesivi sulla schiena di inconsapevoli visitatori della manifestazione. Lo sguardo di Maria Alberta si illumina. La minuscola ragazza effettua una finta a destra, poi scatta verso sinistra, scartandomi abilmente e si invola  verso l'amabile creatore di A Panda Piace, lo piglia per la manica (impedendogli di fargli taggare una suora di passaggio) e comincia a informarlo di tutte le interviste e le varie occasioni di far parlare del suo lavoro che lei ha approntato per lui. 

- Dicevo... io sono Roberto Recchioni. Hai presente, "Ucciderò ANCORA Billy the Kid", "Battaglia"...
- Sì, sì... quella roba era già stata edita prima che mi assumessero. Fai qualcosa di nuovo e vedrò di trovarti un buco in agenda. Adesso scusami ma devo portare Giacomo al trucco.

Subito dopo Maria Costanza comincia a diramare un comunicato stampa in cui informa la nazione che Giacomo Bevilacqua, il geniale autore di A Panda Piace, è arrivato in fiera (insieme al suo servo muto evestito con un ridicolo K-Way giallo) sano e salvo, un poco stanco e che gradirebbe un caffè. Al vetro.

- Il nostro ufficio stampa è molto zelante.
- Lo vedo. Vado a farmi un giro.

La fiera del libro di Torino è davvero grande e piuttosto ricca. Non è Francoforte, ok... ma non è nemmeno una fiera di fumetti. I grandi editori hanno stand faraonici e pure i piccoli fanno di tutto per mettersi in mostra, in giro ci sono le celebrità, le televisioni, le radio, tonnellate di giornalisti e via dicendo. E' un salone di livello internazionale e si vede.
E io non posso fare a meno di pensare che quando gli editori si lamentano del fatto che in Italia vengono letti solamente 1,5 libri pro-capite all'anno, poi si scordano sempre di dire che questa media produce un totale di 90 milioni di libri, una cifra mica da ridere. Ma del resto, voi avete mai sentito un commerciante che dice che gli affari gli vanno bene?
In giro per la fiera c'è uno spazio sempre più rilevante per i fumetti, sia nello spazio appositamente dedicato, sia negli stand dei vari editori e distributori.
Forse quelli che continuano a ripetere che gli allegati ai quotidiani non sono serviti a nulla e che nel nostro settore c'è sempre più crisi, farebbero bene a mettere il naso fuori dal loro condominio per vedere che le cose si stanno muovendo, e pure in fretta.

Mentre cammino sento due ragazzi che parlottano tra di loro a proposito del fatto che Giacomo Bevilacqua, l'incredibile autore di A Panda Piace è andato al bagno e si è molto lamentato dei servizi igienici della fiera. lo hanno letto in comunicato del suo ufficio stampa.

Per i vari corridoi incappo in un mucchio di colleghi, tra cui l'immenso Paolo Bacilieri (c'è il suo secondo Jan Dix in edicola, compratelo!), Tito Faraci (che presenta il suo Cane Piero), Luca Enoch, Francesco Ripoli, Paolo Armitano e Davide Furnò e molti altri.
Un tipo francese con una copia di Battailes (l'edizione francese di Battaglia: le guerre di Pietro) mi placca e mi chiede quando sarò disponibile per una firma e un disegno. Sono quasi commosso, piglio il francese e me lo trascino dietro per farlo vedere a Maria Petrilla.

Nel frattempo, Giacomo ha scoperto la potenza del badge.
Lo trovo in un corridoio all'aperto, fermo davanti all'entrata della fiera, a dare indicazioni sbagliate alla gente che passa. A un certo punto, esibendo con fare convinto il suo pass (su cui c'è scritto "OSPITE" in maniera piuttosto chiara) si avvicina a un gruppo di vecchietti seduti su di una specie di panchina, sotto a una statua. In meno di tre minuti convince tutti che non possono restare seduti in quel punto, che è vietato e che se insistono il quel loro pernicioso comportamento, dovrà far arrivare un superiore. I vecchini si alzano. Uno recupera a fatica il deambulatore. A quel punto Giacomo comincia a dire che i cornettari di Torino dovranno chiudere a mezzanotte d'ora in poi e che è colpa di Romanzo Criminale se poi ci sono tanti ragazzi con il coltello in tasca, in giro per la fiera.
Gli togliamo il badge e sembra calmarsi.
Maria Mario ha già diramato due nuovi comunicati stampa in cui informa l'Italia che Giacomo Bevilacqua, il meraviglioso autore di A Panda Piace, sarà un dittatore severo ma giusto e che lei pensa che farà proprio un buon lavoro.