
Le cose hanno preso una piega strana già dall'imbarco.
Io e Giacomo Bevilacqua siamo in fila per il check-in e commentiamo una ragazzetta che sta davanti a noi: è alta due mele e un cazzo, è accompagnata da un entourage di improbabili amici ed è vestita che ti verrebbe voglia di pestarla con il crick.
- 'Mazza quella nana deforme come se la tira...
- Ma dai che ha un suo perché...
- Non me la scoperebbi manco con il cazzo di un altro! Ma poi, guarda che gente si tira dietro... ma che è? Il circo Togni?!
A quel punto un gruppetto di ragazzine isteriche si proiettano verso la nana deforme e gli chiedono l'autografo e di farsi la foto con loro.
Giacomo chiede lumi sul quell'esemplare di femmina palolitica a una ragazza che, tutta eccitata, gli risponde.
- E' Alessandra Amoroso, quella che ha vinto AMICI!!
'Sti cazzi, penso io.
Giacomo cerca di fare il simpatico con la ragazza e gli dice che invece a lui deve essere andata male perché ha vinto un solo amico in quel viaggio: io.
La ragazza non ride. Gli standard della comicità del popolo italiano sono diventati altissimi da quando c'è Silvio a capo del governo.
Saliamo in aereo. La tribù degli Amici si impegna a fondo per recitare appieno la parte dello stereotipo: starnazzano, usano il cellulare, non rimangono nei loro posti, cagano il cazzo a tutti gli altri passeggeri e sono assolutamente odiosi come uno si aspetterebbe che dei sottoprodotti televisivi dovrebbero essere.
Io sto seduto in mezzo a Giacomo e a un vecchio dall'aria scorbutica che sfoga tutta la sua irritazione per la situazione con una hostess, rea di avergli spostato la giacca per far spazio alla valigia di uno dei coglioni telecatodici.
- Le femmine quando nascono sbagliate... nascono sbagliate!
Dice il vecchio alla hostess.
La hostess borbotta qualcosa che non capisco ma che potrebbe suonare come "ti sputerò nel caffè, vecchio di merda".
Inarco le sopracciglia e cerco di sprofondare in un articolo di Vanity Fair la cui lettura, mi assicura la rivista, non dovrebbe rubarmi più di sette minuti della mia vita.
Uno dal fondo dell'aereo invita qualcun altro a bere la sua acqua.
Giacomo e il vecchio alzano di scatto la testa.
- Hanno detto Bevilacqua?
Chiede Giacomo.
- Mi pare.
Dice il vecchio.
- No perché io mi chiamo così.
- Anch'io.
- Giacomo.
- Alberto.
Io penso alla copia de La Califfa nella libreria di mia madre e a I Tre Volti del Terrore di Bava e poi realizzo che sono a bordo di un aereo con uno scrittore scorbutico e famoso, una starlette e il suo entourage e un fumettaro/comico/intrattenitore. Non sarà l'Oceanic 815 ma le possibilità di schiantarci su un'isola misteriosa sono piuttosto alte.
Decolliamo.
Il giovane Bevilacqua di lamenta che la sua aranciata è salata, quello vecchio che il suo caffè ha un sapore strano.
Gli Amici non sono per nulla amichevoli e il volo è una merda tra turbolenze, vuoti d'aria e quanto altro.
Ma a Torino ci arriviamo lo stesso.
Sono quasi deluso... mi ero già visto con in mano un fucile d'assalto a gridare alla folla di sopravissuti che da quel momento in poi c'era un nuovo sceriffo in città e a dare a tutti dei buffi soprannomi.
(continua)
La hostess borbotta qualcosa che non capisco ma che potrebbe suonare come "ti sputerò nel caffè, vecchio di merda".
Inarco le sopracciglia e cerco di sprofondare in un articolo di Vanity Fair la cui lettura, mi assicura la rivista, non dovrebbe rubarmi più di sette minuti della mia vita.
Uno dal fondo dell'aereo invita qualcun altro a bere la sua acqua.
Giacomo e il vecchio alzano di scatto la testa.
- Hanno detto Bevilacqua?
Chiede Giacomo.
- Mi pare.
Dice il vecchio.
- No perché io mi chiamo così.
- Anch'io.
- Giacomo.
- Alberto.
Io penso alla copia de La Califfa nella libreria di mia madre e a I Tre Volti del Terrore di Bava e poi realizzo che sono a bordo di un aereo con uno scrittore scorbutico e famoso, una starlette e il suo entourage e un fumettaro/comico/intrattenitore. Non sarà l'Oceanic 815 ma le possibilità di schiantarci su un'isola misteriosa sono piuttosto alte.
Decolliamo.
Il giovane Bevilacqua di lamenta che la sua aranciata è salata, quello vecchio che il suo caffè ha un sapore strano.
Gli Amici non sono per nulla amichevoli e il volo è una merda tra turbolenze, vuoti d'aria e quanto altro.
Ma a Torino ci arriviamo lo stesso.
Sono quasi deluso... mi ero già visto con in mano un fucile d'assalto a gridare alla folla di sopravissuti che da quel momento in poi c'era un nuovo sceriffo in città e a dare a tutti dei buffi soprannomi.
(continua)
14 commenti:
madò....non ti invidio...passi per lo scrittore...ma l'entourage di amici proprio no!!!! Probabilemnte sarebbe stata migliore la compagnia di Locke, Hurley, John e sopratutto Kate! ;-)
Credo che in un aereo del genere sarei diventato un serial killer.
eheheh!!!
ma che sfighe ti tiri addosso!?!?!?!?!
c'hai la Murphite!
I ragazzini di amici sarebbero stati i primi a morire per mano del fumo nero.
Anzi...c'era un torturatore sull'aereo?
Ok, ora bando alle ciancie: torna di corsa nel 1977 e metti sotto la De Filippi con un califfone rubato! :D
Su un aereo con quelli di Amici? Io mi sarei fatto detonare dando fuoco ai gas intestinali, per il bene dell'umanità.
la realtà imita la fantasia, tutto ol tempo, cazzo.
Hahahahahahahaha!
Povero Giacomo,essere snobbati da una che si fa fare l'autografo dagli "amici" dev'essere dura. C'ha provato a riprendere fiducia in aereo e invece...quello di fianco a lui aveva lo stesso nome!!(per non dire che era bevilacqua appunto)hahahahahaha!
Mi raccomando,ci devi ancora spiegare "Giacomo è pazzo" (l'ho letto nel twitter)
non vedo l'ora che si arrivi al momento delle indicazioni bevilacquesche tra i padiglioni...
"Amici" è sempre stato uno schifo. E guarda che mostri ha generato...
Gli standard della comicità del popolo italiano sono diventati altissimi da quando c'è Silvio a capo del governo."
ROTFL
pensa a chi con quelli di amici ci convive quotidianamente, aspiranti litigatori mediatici che vanno in giro per cinecittà come se fosse loro, e in effetti il resto delle persone piegano la testa e si trovano costrette a ringraziare la de filippi senza la quale cinecittà sarebbe già chiusa da un bel po'... e ti dico solo che in sto periodo ci sono i provini di uomini e donne...brrr
In pratica, l'aereo più pazzo del mondo
Ma io pensavo che l'Alberto Bevilacqua di cui si parlava fosse il papà del Bevilacqua di cui si parla ancora e sempre (amen).
Immaginarti come companatico di un panino bevilacquiano mi faceva ridere un sacco.
Ma vederti nel K-way di C'è Posta per te, mi fa ridere ancora di più.
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