22.5.09

Mi scappa una rivista...


Facciamo un'ipotesi.
Facciamo che io sia un editore e abbia una gran voglia di fare una rivista a fumetti perché ne ho l'esigenza culturale e ne veda l'opportunità commerciale. Il problema è che non ho i soldi per farla.
Lascio stare?
Ma non scherziamo... siamo in Italia e in Italia i soldi sono sempre un problema relativo, quando si parla di fare fumetti.

Quello di cui si ho bisogno è  questo:

- dei buoni rapporti con un gran numero di autori che mi vogliono bene per qualche motivo.
Magari perché sono stato il primo a farli pubblicare, magari perché (ai loro occhi) incarno l'idea di un editore romantico e coraggioso, magari per affinità culturali, magari perché sono l'unico disposto a stampare la loro roba (a patto che me la diano gratis, o quasi).
 
- dei buoni contatti con il maggior numero possibile di editori che mi vedano di buon occhio, o che non mi ritengano una minaccia, o che abbiano una qualche affinità culturale o economica con me o che, semplicemente, vedano nella mia rivista una opportunità di farsi pubblicità gratis.

- la possibilità di raggiungere un gran numero di aspiranti autori che non vedono l'ora di pubblicare qualcosa.

-  del materiale d'archivio, magari frutto di qualche altra mia pubblicazione. 

- un Mac collegato a una linea internet abbastanza veloce.

- una manciata di pelo sullo stomaco.

A quel punto, tutto quello che devo fare è aprire la mia "agenda dei favori" (grazie Tom Wolfe per aver dato forma a questo concetto) e cominciare a fare qualche chiamata.

- Hai mica una storia nel cassetto che potresti darmi per la mia rivista? Senza impegno, eh...?

- hai mica tempo di farmi una storiella di un paio di pagine da pubblicare sulla mia rivista... ovviamente senza impegno, eh?

- Ti ricordi quell'idea di cui mi hai parlato che però non interessava a nessun editore perché troppo personale... a me piacerebbe pubblicarla sulla mia nuova rivista, ovviamente senza impegno, sia chiaro.

- Senti, ma quella lunga storia che stai realizzando per tal dei tali... ma dici che tal dei tali sarebbe d'accordo a serializzarla sulla mia rivista che gli facciamo pubblicità? Una cosa così... senza impegno.

Dove la formula "Senza Impegno" sta a significare, gratis o quasi. Ovviamente.

Recuperata una certa quantità di materiale più o meno inedito, per il resto della rivista potrò affidarmi al web (in giro ci sono un mucchio di bravissimi fumettisti che mettono dello splendido materiale inedito sui loro blog e che sarebbero ben disposti a cedermelo gratuitamente in cambio della pubblicazione cartacea), al mio materiale d'archivio e a una serie di articoli scritti di mio pugno (magari con qualche pseudonimo, per non far sembrare che in redazione ci sono solo io e il mio cane Zero) o da qualche penna amica che non ha bisogno dei miei soldi.
Per la grafica... ho un Mac e so come usarlo! Oppure posso sempre farlo fare a quel mio amico grafico, nei ritagli di tempo.

E a questo punto, la rivista è fatta. Tutto quello che devo fare è trovare un tipografo disposto a farsi pagare a 90-120 giorni e eccomi in edicola, proprio come una rivista vera.
Magie del desktop publishing e di un'agenda voluminosa.

Adesso... c'è qualcosa di profondamente sbagliato in tutto questo?
Dipende dall'idea di deontologia professionale che avete.
Per me, sì. Ma non penso che il mio giudizio debba essere assoluto.

Quello che, invece, mi preme sottolineare è che una rivista concepita in questa maniera avrà degli ovvi limiti derivati dal fatto di avere una linea editoriale dettata dagli espedienti produttivi e non da una vera progettualità. In sostanza, sarà il materiale su cui posso mettere le mani a costi ridotti (o nulli) a decretare la linea editoriale della mia rivista e non il contrario.
Certo, se le cose vanno bene e la mia rivista comincia a guadagnare soldi da subito (cosa che può pure accadere, in particolare per i ridotti costi produttivi) in futuro potrò cambiare metodo e iniziare davvero a produrre materiale sulla base della mia visione... ma se le cose non vanno così bene? Se l'unico modo di tenere la rivista in edicola sarà quello di continuare a affidarsi a favori e espedienti? 
La mia rivista sarà sempre il frutto dell'arte, tutta italiana, dell'arrangiarsi.
E nulla di più.


p.s.
Prima che tutti vi mettiate a parlare di Animals... questo topic non parla della rivista di Coniglio e Laura Scarpa. 

p.p.s.
Scherzavo. 
Questo topic parla di Animals.
Ma non solo di Animals.

36 commenti:

werther Dell'Edera ha detto...

E di che ti lamenti! Se pure arte dell'arrangiarsi, sempre arte è!

Hen ha detto...

Quando vedo il tag Nani In Fiamme mi metto comodo e mi "godo" lo spettacolo. Peccato non avere un bravo barman disposto a farmi un cocktail. Senza impegno, ovviamente.

Artan ha detto...

Con tutte le visioni pseudointelettuali che ci sono al mondo, quasi si rischia meno la catastrofe se ti affidi al caso e al materiale disponibile piuttosto che alla tua visione.
(Che poi, a me la grafica di Animals non dispiace)

Greg ha detto...

vogliamo il sangue

S3Keno ha detto...

uhm, guarda Robe'... per quanto riguarda "Animals" nello specifico, la mia al riguardo - con pro e contro, anche in maniera assai esplicita - ho già avuto modo di dirla QUI... per il resto, spesso purtroppo con questi tuoi post mi lasci piuttosto perplesso (proprio in virtù del fatto che sei innegabilmente un opinion leader, capace di avere davvero "influenza" sui giudizi della gente) perchè bene o male parli sempre male di TUTTI gli altri editori meno i TUOI (come in questo tuo post) quando in realtà - chi non è nato ieri - può supporre facilmente che OGNUNO ha i propri scheletri nell'armadio, dal primo all'ultimo editore italiano, eccenzion fatta per nessuno!!!
E la cosa sembra sempre un tantino faziosa, no?

RRobe ha detto...

Veramente, in quel post che indichi, io parlo male pure dei miei.

RRobe ha detto...

Poi è ovvio che trovandomi adesso nella possibilità di scegliere con chi lavorare, evito le realtà che ritengo detestabili e lavoro con quelle che, pur con tutta una serie di difetti, riesco a ritenere accettabili o valide.

Davide Mana ha detto...

Ahimé, non è pratica limitata al fumetto - ci son fior di antologie pubblicate da editori titolatissimi, e messe in piedi dall'editor di turno con un giro di telefonate agli amici di merende e una richiesta del tipo
"Me le fai venti cartelle su..."

E il problema è poi quello - il richiedere non il miglior lavoro possibile, ma un "word count" a tema entro una scadenza.

Poi i risultati si vedono.

Giacomo Cimini ha detto...

Funziona così anche per il cinema...

Fabrizio ha detto...

Non mi pare che la cosa sia del tutto detestabile.
Voglio dire, se è un problema di linea editoriale, si può risolvere.
Se è un problema di chi ci guadagna, chi no e in che termini, questa è un'altra cosa.
Ma mi pare di ricordare che in post precedenti (via del bushi?) tu abbia esposto il problema della mancanza delle fanzine sulle quali gli esordienti potevano esercitarsi ed emergere.
Non potrebbe essere utile per quello?
Mi pare poi che anche Mono abbia alcune cose in comune con l'identikit che hai fornito. Eppure mi sembra che come progetto sia buono e tu stesso hai collaborato.

Dove si trova la linea di confine tra il Bene e il Male in quello che hai segnalato?

RRobe ha detto...

In realtà, proprio con Mono prima ho collaborato, poi ho capito e polemizzato.
Ma ripeto, decidere se un comportamento è buono o meno, è cosa che dipende da ognuno di noi.
Il punto della questione è altro: ovvero le conseguenze della linea adottata.

pic ha detto...

Punto 1. Per quanto tu sia bravo e scaltro a un certo punto "l'agenda dei favori" si esaurisce.

Punto 2. Chi "sfrutta" questo sistema, non sono solo gli Editori ma anche autori emergenti che ogni tanto diventano star del fumetto passando anche per queste strade. Anche autori affermati ogni tanto si sono trovati a concedere prestazioni gratuite in nome dei "vecchi tempi". Quindi che male c'è? Se nell'accordo tra le parti, le parti ci stanno dentro, evviva l'arte dell'arrangiarsi! no?

Punto 3. Altra storia è il discorso qualitativo/progettuale.

Evilex ha detto...

Non ho letto la rivista in questione, non è il mio tipo di lettura, ma vista la tua capacità di tastare il polso del mercato la domanda che mi è sorta spontanea è un'altra:

Una rivista che nasce con le basi da te elencate quanto può durare?

Fabrizio ha detto...

La conseguenza peggiore non è semplicemente che venga fuori una pessima rivista?

RRobe ha detto...

Per Pic: sul punto 1 e 2, concordo.
Ma il mio discorso era tutto centrato sul punto 3.

RRobe ha detto...

Per Evilex: sa va bene, cresce e migliora.
Se va malissimo, chiude e bon.
Il problema è se va media.

Evilex ha detto...

mmm... secondo me va media. :)

pic ha detto...

allora parli di un universo altalenante tra la robba buona, media e da vomito.
Chi ha già preso Animals? Com'è? Visto che circoscrivi ("ma non solo"), ne approfitto per capire meglio.

makkox ha detto...

Uaaaaaaaaaaahhh
pezzemmè!

ecche voresti dire che non trovo altri editori?
lascia stare che è vero, questo è un dettaglio.

e allora vorresti dire che coniglio mi ci piscia immano colla promessa che forse, un giorno, un cartonato tradotto in 28 lingue...?
lascia stare che non ci ho messo la firma quando me l'ha prospettato, questo è un dettaglio.

e che vorresti dire che...
:)

fatto è che sulla roccia prima nuda mò c'è un lichene.
ch'è 'na specie di fungo, dici tu.
è sempre vita dov'era non vita dico io.

la prossima che t'incontro ti dò un coppino (coll'accento perché quello è il suono: un dò settima). ché mi fai comunque ride e non le mandi a dire e ti voglio bene.
istess'

makko

RRobe ha detto...

Ma io a te non sono venuto a dire niente! Il tuo lavoro è splendido come al solito (anche se, per me, il linguaggio dei canemucchi non funziona altrettanto bene sulla carta rispetto al monitor), è la logica produttiva della rivista che mi lascia molto perplesso.

Legend Fenys ha detto...

ebbè, le riviste senza impegno è facile a farle, tanto non pagando (o sottopagando) ciò che si pubblica alla fine resta solo la stampa, che spesso è il male minore...

Però è anche vero che come tu hai accennato, pubblicare così "gratis" da visibilità agli autori emergenti, oppure è una semplice pubblicità in cambio di un favore

makkox ha detto...

ma ossacc' che non mi stavi coppinando. volevo solo cazzeggiare perché porcaputtana a napoli t'ho cannato e mi spiace, ché mi mette sempre di bell'umore parlarti.

rientrando in focus:
sul prossimo c'è una storia origginale mia di 5 pag.
a un euro a pag, che li vale sicuro e anzi son pochi, le altre 93 ti vengon di guadagno.
compralo che giovedì interrogo.
io DD (Tuo) allettato con Mastro Carnevale che disegna i letti corti, ME LO SO DOVUTO LEGGE TUTTO.
ergo
ti tocca.

baciamo le mine

RRobe ha detto...

Lo guardasti solamente. Poi ti toccherà leggerlo.
Ma 5 euri per 5 Makkox sono un prezzo giusto.
Posso avere solo quelle paginette?

latte e sangue ha detto...

x makkox:
purtroppo non mi è piaciuto come sono state impostate le tavole su carta.
Funzionano meglio su web. Allora se proprio si vuole portare alla luce con una rivista un autore da web sarebbe meglio fare un articolo e lavorare con dettagli accattivanti per portare la gente sul blog.
Detto questo ignoro completamente la logica delle riviste sui fumetti.

makkox ha detto...

in effetti neanch'io son molto contento della resa su carta di quel pezzo.
da n'altra parte PERO' son contento perché vuol dire che quel napoleone era ed è un webcomic.
devo dire che per vives la migrazione è risultata meno dolorosa, ma lui è molto cartaceo enche sul web.

Slum King ha detto...

In contemporanea Elvezio Sciallis se la prende con l'antologia La Sete additando il sistema produtivo simile a quello di Animals.
Editore del libro?
Esatto.
Ma allora Rrobè
non sei pazzo.
Pure sul versante libri s'incazzano :-p

Slum King ha detto...

http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/05/e-voi-di-cosa-avete-sete.html

per chi non ha voglia di cercar su Google...

che strano... è proprio vero che certe idee girano nell'etere...

nuvoleonline ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Greg ha detto...

ma makkox in che lingua parla?

Fam ha detto...

Chiedilo a Lillo. O non sei "quel" Greg?

perissi ha detto...

Scusate se mi intrometto, ma visto che anche "La Sete", antologia che ho co-curato con Alberto Corradi,è stata qui inopinatamente tirata -sebbene di straforo- in ballo, mi preme sottolineare che non vi è stato nulla di simile di quanto sopettato in questo post da Roberto nei confronti di "Animals" e da Elvezio Sciallis sul suo nei confronti, appunto, de "La Sete".
Le cose sono andate così: Corradi ed io avevamo questa antologia, Coniglio si è dimostrato interessato e noi gliela abbiamo
fatta leggere, lui ci ha fatto una proposta SERIA e PROFESSIONALE, e noi -in accordo con tutti gli autori coinvolti- abbiamo accettato. Curatori e autori sono stati regolarmente RETRIBUITI.
In editoria accade spesso questo: uno propone una cosa e se piace gliela pigliano e gliela pagano.

il decu ha detto...

Ho come un senso di déjà vu...

Lowfi ha detto...

stavo già per mandarti a cagare, menomale che mi son letto tutto fino in fondo. asd

capodanno ha detto...

ma davvero ti interessa tanto la sorte di sta' rivista?

capodanno ha detto...

commentino acidulo.

pietro ha detto...

ciao RRobbe.
mi fai quai paura.
ti stai mettendo a parlare come me.
che abbia generato un mostro?
(di bravura)