23.6.09

Giugno Bonelli.

La Bonelli è una casa editrice signorile.
Quindi non si mette a strepitare e a fare il diavolo a quattro per far notare che questo mese ha inondato le edicole con centinaia di tavole a fumetti di una qualità senza precedenti.
Ma visto che io, invece, la signorilità non so nemmeno dove passa di casa... posso strepitare quanto mi pare!


TEX 584
La prima parte era buona, la seconda è ancora meglio. Boselli confeziona una storia solidissima, avvincente e ben narrata, Mastantuono illustra tutto con il suo consueto talento e con la sicurezza che gli era mancata sul Texone, sfornando uno dei suoi lavori migliori. Tex è in un periodo d'oro.

Texone n.23
Ancora Boselli ma servito alle matite da un mostruoso Pasquale Frisenda. Storia scritta con tecnica perfetta e tanto cuore. Disegni, semplicemente, fuori scala. Un capolavoro di quelli che rimarranno per sempre nella storia del fumetto italiano.

Lilith n. 2
Luca Enoch mette a registro i meccanismi del suo nuovo personaggio, trovando quel ritmo che nel primo albo gli era sfuggito. Disegni fantastici. Se continua così, Lilith potrebbe diventare il mio secondo personaggio preferito tra quelli di Enoch (scusa, Luca... ma Liz è imbattibile).

Caravan n. 1
Il più convincente esordio di una mini-serie Bonelli.
Medda rimane lontano dalle facili sirene della narrazione più modaiola e superficiale (quella in cui io sguazzo, per capirsi) e confeziona una storia solidissima, raccontata con mano sicura, coraggiosa, consapevole e testarda. De Angelis ritrova uno splendore che da qualche tempo sembrava sfuggirli e tutto fila come un treno. Non vedo l'ora di leggere il secondo numero.

Se l'italico fumetto è in crisi e questi sono i risultati... cosa succederebbe se invece godesse di buona salute?

19 commenti:

il Dono di Ture ha detto...

La vuoi detta cosa?
il tuo JD ha smosso qualcosa..
senza falsa adulazione, ma prima il mercato italico era impantanato..
se io nn lo avessi letto, probabilmente ora nn sbatterei per diventare fumettista.. :)

Greg ha detto...

Ture potrebbe avere ragione...

e anche tu Rrobe quando riconosci la tua narrazione come modaiola e superficiale! Ora che ti sei confessato devi pentirti della cosa e fare buoni propositi.

Tex domina sempre e comunque, mio papà me lo ripete ogni volta che vede qualsiasi altro bonellide sugli scaffali di casa.
Ma anche Lilith e Caravan sembrano ottimi bocconi. Li sfoglierò quanto prima.

Design270 ha detto...

Concordo su tutto e visto che sto così in sintonia beccati questo http://www.numerozero.it/giapponeserie/557/eppur-si-muove-il-gundam-di-odaiba-s-intende

spino ha detto...

Quoto quasi su tutto.

3 su 4: enoch mi piace, anche se non come "autore completo"...imho, anche Sprayliz (che peraltro mi piaceva molto) era decisamente sopravvalutata, a mio parere... Lilith non l'ho letto (solo sfogliato) ma immagino che la signora di lesbia faccia capolino :D

Corrado non si discute: si sbava! :)

Frisenda: un classico...

Caravan: decisamente una boccata d'aria fresca...anche se devo confessare che la nuova deriva "tirata via" di de angelis non mi fa impazzire...lo trovo decisamente più "omologato" e pulitino, negli ultimi anni...

il Dono di Ture ha detto...

Ragazzi il cambiamento di status di JD da umano a Morte è stato shock anafilattico, non si era mai visto in italia un cambiamento così netto e radicale nella testata, lo so che sono off topic ma AMO JD :)

e ho visto immagini della 4° Stagione, credo saremo proprio fuori dal mondo xD

Guglielmo Nigro ha detto...

ecco, non credo che sia merito di jd, ma concordo sulle considerazioni di rrobe.
in bonelli ultimamente ci sono cose molto apprezzabili.

e aggiungerei alla lista i due numeri di nathan never realizzati da simeoni, che pur senza strapparsi le vesti, realizza una storia solida e ben equilibrata.

il Dono di Ture ha detto...

non dico che il merito è tutto di JD, la realtà fumettistica è vasta e infinita..
Ma gli autori,secondo me, hanno capito e hanno saputo guardarsi intorno, traendo un loro punto di vista, forse discutibile a tratti, ma sempre variegato e eterogeneo

Dario ha detto...

Dissentisco: non c'è nulla di più modaiolo di Caravan, tanto è vero che segue l'attuale moda del "classico" serial televisivo americano. La cosa personalmente mi annoia, ma il talento sta nell'aver recepito un'esigenza del mercato e ad averla saputa trasporre con buoni risultati (per ora) in una testata a fumetti.

Davide G.G. Caci ha detto...

Beh, devo ancora leggere Caravan, ma mi incuriosisce, e sono sicuro sarà ottimo.
Sulle altre considerazioni nulla da dire, anzi...

Però mi incuriosisce la tesi che sostieni, e anche le prove con le quali la sostieni.
Mi spiego: giugno 2009 è un mese in cui la Bonelli ha letteralmente inondato le edicole di materiale di qualità alta se non altissima. Ok, ottimo. E con ciò?
Ammesso e non concesso che la salute del mercato la si possa testare su di un solo editore (il più grande, il migliore)... Un discorso del genere non si dovrebbe fare DOPO un successo commerciale, e non PRIMA?
Purtroppo non sempre le cose migliori hanno successo di pubblico (penso, in ambito Disney, a MM..). E non mi pare – ma magari mi sbaglio, o magari tu non intendevi in tal senso – che si dica che il fumetto è in crisi per carenza di bravi autori, quanto che è in crisi per carenza di lettori..
Sbaglio?

Andrea ha detto...

Paganini. Comunque hai ragione, Bonelli gode di ottima salute.

RRobe ha detto...

Dario, la scrittura di Caravan non ci capa nulla con la scrittura dei serial televisivi moderni. Nulla.

RRobe ha detto...

No, David, non sbagli.
E' che però ha frainteso il tono dell'affermazione.

Dario ha detto...

Visto che non ho la competenza di chi fa il vostro mestiere, mi spieghi dove stanno le differenze?
A me pareva di leggere una qualsiasi puntata di "Lost"...

Davide ha detto...

come ho detto altrove, lo speciale di tex doveva costare 38 euro, per essere il prezzo adeguato alla qualità

e frisenda non è classico, in questa storia, è innovativo, massiccio ed eccezionale

con scelte (come alcune di boselli) di carattere

RRobe ha detto...

Nello stile di scrittura.
Per Dario: basta che vedi le differenze tra un mio JD (serie scritta tenendo ben presenti i trucchi delle serie televisive moderne) e questo primo numero, scritto (stilisticamente), nella più tradizionale dello stile Bonelli.
Guarda come è gestito il ritmo e i colpi di scena.
Medda evita volutamente ogni chiusura "sospesa", ogni colpo di scena facile per staccare e andare da qualche altra parte (trucco che io uso sempre) e opta invece per una narrazione classicissima, elegantissima, del tutto fluida e mai forzata.

Guglielmo Nigro ha detto...

a proposito di caravan, concordo con rrobe.
il fatto che spesso si confonde l'impostazione tematica di una storia con il modo in cui è realizzata e sviluppata sul piano stilistico e narrativo.

Claudio Nader ha detto...

Beh, certo che è in crisi.
In crisi perché in pochissimi altri luoghi si parla di queste belle cose del fumetto italiano. Tu, voglio dire, ci sei dentro. E' ovvio parlarne.

Ma poi?
Delle peggio-cose di alcuni altri settori si parla un botto più di queste.

Guglielmo Nigro ha detto...

qualcun altro ne parla:

http://harrydice.blogspot.com/2009/06/la-fabbrica-dei-sogni.html

http://harrydice.blogspot.com/2009/06/caravan-serraglio.html

:)

perissi ha detto...

Caravan e il Texone sono due figate!