4.6.09

[RECE] Antichrist


Principalmente, il film ha due livelli di lettura (probabilmente gli intellettuali ce ne vedranno di più ma, per me, son tutte pippe).
Il primo, quello più superficiale, è un horror vero e proprio... ed è un gioiello come non se ne vedevano da tempo. Un attacco urticante, costante e persistito, una provocazione violenta, sardonica, malevola, grottesca e feroce nei confronti del pubblico.
Il secondo livello di lettura è una tesi, piuttosto manichea e dicotomica sul rapporto tra uomo e donna, razionalità e istinto, esseri umani e natura, ordine e caos, bene e male e via di seguito. E, sotto questo aspetto, il film è più debole, semplicistico, quasi accademico nelle sue figure archetipe, ma non per questo brutto.
In sostanza, possiamo inquadrare l'Antichrist di Lars Von Trier come un meraviglioso film di genere o un discreto film d'autore.
Preferisco di gran lunga la prima ipotesi, quindi me ne sono tornato dal cinema felice e contento.
Bello, bello.