21.6.09

[RECE] Una Notte da Leoni


Quattro figure archetipe (il Fighetto Cinico, il Fuso di Testa, il Bravo Ragazzo e il Represso) decidono di andare a festeggiare l'addio al celibato di uno di loro (sì, del Bravo Ragazzo che, ve lo dico subito, alla fine si sposa) a Las Vegas. Le cose gli sfuggono di mano. Proprio come su Cose Molto Cattive solo che in quel film c'era Kobe Tai e qui un tigrotto di pezza.
Ok, il tigrotto non è SEMPRE di pezza... ma in una scena, piuttosta impietosa, sì.
Comunque sia, la distanza che passa tra Cose Molto Cattive e questo Hangover è proprio la stessa che intercorre tra una anal queen asiatica e un personaggio di Winnie The Pooh.

Chiariamo una cosa però, "Una Notte da Leoni" una buona idea a livello di scrittura ce l'ha, ed è quella di non mostrarci la notte di bagordi passata dai protagonisti ma di farcene vedere solo le assurde conseguenze. Conseguenze che, a poco a poco, troveranno tutte (o quasi) una spiegazione, via via che i protagonisti riusciranno a ricostruire i loro spostamenti.
E qui cominciano i problemi.
Perché ogni spiegazione data è inferiore alle aspettative create e il tutto si risolve in una serie di banalità piuttosto scontate.
Perché ho il braccialetto di un ospedale al polso?
Perché durante la nottata mi sono sentito male e i miei amici, in maniera molto responsabile, mi hanno portato ad un pronto soccorso.
Perché ho perso un dente?
Perché ho fatto una scommessa e me le sono strappato.
Perché c'è un cinese omosessuale e nudo nel portabagagli della nostra macchina?
Perché ce lo abbiamo messo.
Perché c'è una tigre nella nostra stanza d'albergo?
Perché durante la nottata abbiamo conosciuto Mike Tyson, siamo andati a casa sua e gliela abbiamo rubata.

E se ve lo state chiedendo... sì, c'è pure il matrimonio con la spogliarellista dal cuore d'oro.

Il film non ha costruzione drammatica, i personaggi non fanno alcun percorso personale (tranne uno di loro, il più scontato), non c'è trasgressione, la comicità è innocua, le situazioni non si incastrano le une con le altre, non c'è progressione per accumulo e tutto è molto, molto, borghese.

Il sunto del film protrebbe essere: mi ha raccontato delle cose delle sue ferie divertentissime, ma tipo che lei era andata là con un sacco di creme dopo sole, poi ha preso un casino di sole e....

A peggiorare il tutto c'è poi l'ultima scena del film in cui i protagonisti trovano una macchina fotografica contenente le immagini della notte brava e sono indecisi se guardarle o meno.
Adesso, un bravo scrittore dovrebbe conoscere la regola d'oro per cui l'evocato è sempre più potente del mostrato.
Todd Philipps non è un buon narratore (del resto, è quello che ha storpiato Starsky & Hutch, se avete presente...) e quella regola non la conosce e decide quindi di farci vedere quelle foto, trasformando quella notte "selvaggia" che avevamo immaginato in una banalissima sbronza. In poche parole, ho avuto pomeriggi più movimentati e trasgressivi di questa Notte da Leoni.

Però, a pensarci bene, una cosa veramente di cattivo gusto in questo film c'è: Zach Galifianakis che passa tutto il tempo a cercare di scimmiottare il Walter di John Goodman e un personaggio a caso di John Belushi. Imbarazzo empatico per lui.

4 commenti:

Uriele ha detto...

l'idea delle conseguenze mi fa venire in mente il demenziale "Dude, where is my car" (fatti, strafatti e strafighe), purtroppo manca la demenzialita' pura in questo film...

kingsimon ha detto...

sottoscrivo , fatti strafatti e strafighe e' un gran film , nonostante il titolo , e a differenza di quello che dici su sto film qua' , che hai appena recensito , e' assolutamenyte al di sopra dell aspettative.......

Artan ha detto...

Ah, perche' non e' Goodman quello?

Greg ha detto...

"Il film non ha costruzione drammatica, i personaggi non fanno alcun percorso personale (tranne uno di loro, il più scontato), non c'è trasgressione, la comicità è innocua, le situazioni non si incastrano le une con le altre, non c'è progressione per accumulo e tutto è molto, molto, borghese."

Se fantastico, hai appena dato una definizione da vocabolario alla voce CINEMA BLOCKBUSTER AMERICANO.
Definizione che ti prendo in prestito per gli anni a venire.
Grazie