22.7.09

Con un piede nella fossa e uno su una buccia di banana.

Questi giorni sono un poco acciaccato.
In particolare, ho avuto una serie di crolli fisici che mi hanno lasciato abbastanza turbato.
Un collasso può derivare da una carenza di zuccheri, da un colpo di sole, da un problema digestivo, e da tutta un'altra serie di cause che non starò a elencarvi. Il problema è che i sintomi iniziali sono gli stessi, identici, di quelli di una emorragia interna, come quella che mi ha quasi ammazzato quattro anni e mezzo fa. E quindi vado nel pallone.
Perché magari è solo una botta di sole o un calo di zuccheri... e il mio cervello invece lo decodifica come l'inizio di una nuova ordalia. E da lì, il panico.
Adesso, non sto dicendo che crollo per terra come una pera cotta in stile "Tony Soprano e le Anatre", ma quasi.

E' inutile che mi illuda nel dirmi che in questi quattro anni ho fatto passi da gigante per tornare a una solida stabilità mentale. La verità è che la mia razionalità è solo un velo steso sopra un abisso di terrore e questa cosa mi fa incazzare.
Che il mio fisico fosse una macchina poco affidabile l'ho sempre saputo e ho pure imparato a farci i conti... ma se adesso non posso fidarmi nemmeno della mia testa, sto davvero fresco.

La situazione attuale è questa: nella migliore delle ipotesi, sto svalvolando... nella peggiore c'è qualcosa di brutto in arrivo.
Che figata.