9.7.09

Mr. 7 Minuti

Un minuto per entrare, cinque minuti per dire quello che avete da dire, un minuto per levare il disturbo. E’ tutto quello che vi viene concesso... fatevelo bastare!
La regia del teaser è di Pierluca Di Pasquale.
Il pitch che trovate qui sotto è mio.

Il mio tempo è denaro. Il suo tempo è un debito che lei sta contraendo con me.

Mr. Sette Minuti è un produttore cinematografico.
Secondo molti sceneggiatori che hanno avuto a che fare con lui, è anche un incrocio tra l’uomo nero, la peste bubbonica, Freddy Krueger e un brutto incidente autostradale.
Perverso, influente e cattivo, la sua parola è in grado di cambiare il destino di qualsiasi imbrattacarte sulla piazza.
Il suo sopranome deriva dalla durata degli incontri con lui:
un minuto da spendere tra l’anticamera del suo studio e la presentazione formale, cinque minuti per esporre la propria idea, un minuto per sentire il suo sprezzante giudizio e venire accompagnati alla porta.
Pochi sono quelli che sono usciti vittoriosi dal suo studio.
Nessuno se ne è andato senza portarsi dietro delle brutte cicatrici.

Gli esseri umani sono un male necessario.

La struttura narrativa della serie è una sorta di Decamerone in pillole.
Ogni episodio durerà esattamente sette minuti.
La scena si aprirà sempre nella sala d’attesa antistante allo studio del nostro produttore, dove alcuni nervosi sceneggiatori saranno in attesa del colloquio. Poi ci sposteremo nello studio vero e proprio, dove assisteremo a una rapida presentazione da parte delle sceneggiatore di turno, seguita da qualche tagliente giudizio personale da parte di Mr. “Sette Minuti”. A quel punto arriverà il momento dell’esposizione del soggetto da parte dello sceneggiatore. Il soggetto ci verrà raccontato per immagini, come fosse un vero e proprio cortometraggio della durata di cinque minuti. Ogni racconto avrà la classica struttura a “sentinella”, ovvero il tipico schema narrativo che ha reso popolare serie come “Ai Confini della Realtà”, “Alfred Hitchcock Presenta” e “Creepshow”. Al termine del racconto, il produttore smonterà quanto ha sentito, sottolineando le incongruenze della storia, le falle dell’esposizione e la pochezza umana dello sceneggiatore che glielo ha raccontato.
Lo sceneggiatore di turno se ne andrà dallo studio sotto lo sguardo dei colleghi, sempre più in ansia.
Puntata dopo puntata, il numero degli sceneggiatori in attesa continuerà a diminuire (venendo scartati dal produttore) fino a quando non ne resterà soltanto uno.
E’ quasi inutile dire che l’ultimo sceneggiatore riserverà qualche sorpresa al nostro produttore, scagliandolo di prepotenza in uno di quegli incubi che, fino a questo momento, si è solo sentito raccontare.

L’ha scelta lei quella cravatta?
E’ stata mia moglie.
Da quanto tempo la tradisce?

Il nucleo portante di ogni episodio sarà la storia che verrà raccontata dallo sceneggiatore di turno.
Ogni sceneggiatore avrà un suo stile e una tematica differente ma l’idea di fondo sarebbe quella di proporre sempre storie molto brevi, molto asciutte e con un finale a sorpresa.

La sua esposizione è goffa, il suo soggetto puerile e ho il sospetto che il suo abito non sia di sartoria...