17.7.09

Che certe volte uno si pente di aver scagliato quella prima pietra...


Prima di cominciare, chiariamo un punto: c'è differenza enorme tra copiare e plagiare/ricalcare.
Tutti i disegnatori hanno copiato o copiano. Tutti, praticamente senza eccezioni.
E' una parte normale del processo di apprendimento e crescita di qualsiasi artista e non c'è nulla di male in questo.
Discorso molto diverso è il plagio/ricalco, che con l'apprendimento ha davvero poco a che fare e che, di fatto, è solo un espediente per andare più in fretta o per nascondere i limiti delle proprie capacità.

Parecchi anni fa un disegnatore italiano alle prime armi venne beccato ad aver largamente plagiato il lavoro di Claudio Villa, per realizzare un albo. All'epoca, dopo che il plagio era stato segnalato da vari lettori, il supervisore, lo sceneggiatore e la casa editrice di questo disegnatore alle prime armi presero nettamente le distanze da lui, stigmatizzando le sue colpe pubblicamente e scusandosi con i lettori, con Villa e con la Sergio Bonelli. Ovviamente, rimarcarono la loro assoluta buona fede e scaricarono ogni responsabilità sul disegnatore esordiente in questione.

Un caso abbastanza analogo accadde pochi anni dopo ma con altri nomi coinvolti. Anche questa volta c'era di mezzo un giovane esordiente ma la vittima del lavoro di ricalco era Eduardo Risso. Anche in questo caso, quando l'abuso di copia/incolla divenne pubblico, i curatori e la casa editrice che avevano dato lavoro e pubblicato l'esordiente, si affrettarono a mettersi dalla parte dei frodati e presero immediatamente le distanze dal disegnatore.

In entrambe le occasioni, io restai perplesso.
Perché aldilà delle colpe evidenti dei plagiatori, non potevo fare a meno di pensare che una buona dose di responsabilità ce l'avessero pure quelli che quelle tavole le avevano viste, approvate e pubblicate. Se sei un supervisore e non noti un plagio evidente, vuol dire che stai facendo male il tuo lavoro e hai una parte di responsabilità.
Inoltre, è molto probabile che il disegnatore colpevole di ricalco sia arrivato a quella "soluzione" a causa di qualche pressione esterna: una richiesta esplicita di ispirarsi a qualche modello di riferimento, tempistiche produttive troppo strette, compensi non adeguati, e altre cose di questo tipo.

E adesso veniamo a noi.
Sulla rete sta rimbalzando una polemica piuttosto accesa riguardante il lavoro di un disegnatore accusato di plagio/ricalco nel realizzare delle tavole sceneggiate dal sottoscritto.
Adesso, se fossi furbo mi terrei lontano dal discorso. In fondo, sono solo lo sceneggiatore. Potrei lavarmene le mani, scaricare la questione sul disegnatore o sul curatore di questo progetto e guardare sereno verso il domani.
Ma non posso.

In primo luogo perché io quelle tavole le ho viste e approvate, ritenendo che fossero influenzate da una serie di altri artisti ma nel limite del lecito. Quindi, la responsabilità del plagio, se di plagio si tratta, è anche mia.

In secondo luogo perché su questo blog non mi sono mai tirato indietro a farmi due sane ghignate nei confronti di quelli pescati con le mani nel barattolo della marmellata (vedi il caso Carofiglio, per esempio) e sarebbe davvero ipocrita far finta di nulla in un caso che mi tocca da vicino.

Come noterete non sto facendo nomi.
La ragione è presto detta: per quanto ritenga che siano stati fatti degli errori sul piano della deontologia professionale, non voglio entrare nel merito delle responsabilità o meno del disegnatore, dell'editore e dei supervisori coinvolti in questa faccenda. Spetterà a loro, se lo riterranno opportuno, esprimersi.
Parlo solo del mio e mi prendo le mie responsabilità e le mie colpe: ho visto quelle tavole e le ho approvate, probabilmente con eccessiva leggerezza. Se avessi prestato maggiore attenzione è probabile che le cose sarebbero andate diversamente.

Stimo molto il disegnatore coinvolto e ritengo che quanto di suo ha messo in questo lavoro sia straordinario e denoti un gusto, una sensibilità e una intelligenza rari nel nostro settore e, per quanto oggi non possa fare a meno di condividere alcune delle perplessità che in tanti stanno esprimendo, ritengo che non sia giusto scaricare solo su di lui l'esclusiva responsabilità.
Dietro ogni lavoro ci sono tutta una serie di scelte che coinvolgono un mucchio di persone. Alcune di queste scelte, fatte da individui diversi, con diversi gradi di responsabilità, e in diversi momenti della produzione, hanno portato alla situazione attuale. Se un difetto esiste, allora la colpa di quel difetto è da spartirsi (a livelli diversi) tra tutti quelli che hanno fatto queste scelte e non sono da imputarsi a un solo individuo. Del resto, quel singolo individuo non può nemmeno nascondersi dietro un dito.

Detto questo, direi che non ho altro da aggiungere su questa storia.
Se siete tra quelli che non possono vivere senza nomi e cognomi, sono sicuro che troverete tutto su Google, o in uno dei blog che ho linkato (in tempi non sospetti) nella colonna qui di fianco.

153 commenti:

CREPASCOLO ha detto...

Nel caso del clone di Villa, il sindacato, ci pare di ricordare un intervento di Toninelli, segnalò al virtuoso del tavolo luminoso quali erano, comunque, i suoi diritti ( l'editore non voleva pagare o rivoleva i suoi soldi ). Il resto del microuniverso che ruota intorno ai fumetti lanciò strali avvelenati contro l'improvvido operaio di giorno, aspirante cartoonist di notte, che aveva osato una cover del Reuccio.
Condividiamo quanto detto da Asso Merrill - come non potremmo dopo aver ammirato per anni le tavole di Rick Buckler su Fantastic Four e Invaders, in cui il quartetto ed il capitano sono presi di peso dai primi cento numeri di FF e dalle short stories di tales of suspense. E se è concepibile che un editore italiano, magari cresciuto a pane e comics USA, possa non riconoscere il lavoro di un mangaka, è sospetto che la Casa delle Idee non riconosca il lavoro del king.

• emmeics • ha detto...

cristallino...come sempre, bravo <3

Andrea Del Campo ha detto...

Ricordo la polemica sul disegnatore che plagiò Risso.
Se non sbaglio solo per una manciata di vignette e per un numero di anteprima fatto a velocità stratosferica.
E già allora non capii il perchè di un processo su un esordiente al quale venivano tagliate le gambe in maniera così netta eper così poco.
Il punto poi, secondo me, è perchè ad un disegnatore venga chiesto un particolare stile o un particolare riferimento iconografico quando magari non rientra al 100% nelle sue corde...considerando che in ogni caso il disegnatore ne darà una "sua" versione distante necessarimante per alcuni elementi dal modello originale.
A meno che non copi direttamente.
E a quel punto non gliene si può dare una colpa.

RRobe ha detto...

Troppo facile, Andrea. Mica sei costreto a accettare un lavoro se non è nelle tue corde.
Va bene distribuire le responsabilità... ma toglierle mi pare eccessivo, francamente.
In giro ci sono un mucchio di disegnatori che si fanno il culo, senza ricalcare... e magari hanno vita dificile.
E' squalificante vedere che qualcuno pubblica ricalcando.

il Dono di Ture ha detto...

Non sarai costretto, ma è pur sempre un lavoro.
Sareste così gentili da darmi un link che mi delucidi su questa storia? Vorrei capirne di più..

RRobe ha detto...

Sì, è un lavoro.
E ogni scelta lavorativa che fai è una scelta politica.
Se accetti un lavoro, accetti pure tutto quelle che comporta.

Fabio... ha detto...

Trovata e letta la discussione...

Ora non voglio fare l'eroe, ma ho rifiutato un lavoro (colorista) per la Soleil perchè mi si chiedeva di "colorare come tizio" visto che la serie faceva parte di una collana con una certa linea editoriale, gli ho detto gentilmente e in sincera cordialità di farlo colorare a tizio.
(nel mio caso non si trattava neanche di ricalcare, ma non era roba nelle mie corde)

Ho perso dei soldi e l'aggancio con l'editore, ma avrei lavorato controvoglia...

il Dono di Ture ha detto...

Certo

Se lo si capisse ai livelli alti sarebbe pure meglio.

Ma tu, vuol dire, l'avevi giudicato valido? era davvero così ovvio il Plagio? mi pare che Turini copiasse pure... in "Frammenti" c'erano i fotogrammi di Vanilla Sky!

cristiano ha detto...

faccio fatica a separare la critica a quel mostro che è (e che potrebbe ulteriormente diventare) la normativa sul diritto d' autore e la critica alle accuse di plagio.
in altre parole: c'è un vero confine tra il reclamare il diritto ad una libera diffusione delle opere e la possibilità di usare il lavoro altrui per alimentare il proprio?
l' idea di proprietà intellettuale è relativamente recente ed ha radici nel torbido della censura, la copia e l'utilizzo di lavori precedenti sono invece fondanti per qualsiasi processo creativo.
i distinguo tra copiare e plagiare/ricalcare mi sembrano molto fragili, e nel tuo pezzo parli più di intenzioni che di tecnica.

CREPASCOLO ha detto...

siamo portati per l'off topic, ma ci pare che si corra il rischio di non considerare il significato del pezzo merilliano. In un momemto in cui è di moda l'iper-realismo e la tecnica conseguente che prevede lavorazioni successive a foto
( basti pensare alle copertine di Bradstreet, alle tavole di Butch Guice e di Maleev, ai dipinti di Alex Ross ), cambia anche la percezione di cosa sia e non sia disegnare. Non crediamo che qualcuno criticherebbe i collages di Breccia sr. per esempio.
Il punto di Asso consiste nel rilevare che se un editore licenzia delle tavole copycat, altre figure professionali, principalmente l'editor, devono assumersi la responsabilità di aver commesso un errore, anche in buona fede.

Andrea Del Campo ha detto...

Questo è sicuro, un esenzione di responsabilità totale è eccessiva,hai ragione, ma è facile immaginare magari le pressioni per aderire ad un certo stile , dall'altro la scadanza per la consegna che si avvicina, e mille altri fattori che possano portare in extrema ratio a ricorre a certe scorciatoie.
poi non so e non mi sono voluto informare dalla cosa in questione, ma se si parla di una manciata di vignette è un conto, se si parla di un copiare sistematicamente per tutto un albo è un altro conto.
e per me nel primo caso non c'è da gridare allo scandalo...

il Dono di Ture ha detto...

Appoggio Del Campo che verrà in accademia a Catania a parlarci del suo lavoro (Speriamo!)

Greg ha detto...

a me pare in realtà che quando certe cose le fa il disegnatore sia PLAGIO.
quando invece le fa lo sceneggiatore si chiami ispirazione, attingere a fonti alternative di sottocultura (quando lo sceneggiatore da dimostrazione di talento ed intelligenza), omaggio, richiamo, "sapore"...

effettivamente la scopiazzata nel disegno (che appunto altro non può essere, la semplice ispirazione ha tutt'altre caratteristiche) fa veramente serie B, diventa una vergogna, una mancanza di rispetto, un made in taiwan, uno "scemo chi legge"...

ma parliamoci chiaro, nel panorma dell'entertaining puro gli italiani copiano, come gli americani, i francesi, i sudamericani... mi sbaglio o solo gli inglesi hanno un briciolo di originalità in più!?!?

da noi poi il fumetto è una cosa per ggggiovini, per ragazzini, al massimo per "giovani adulti". i doppioni e le fotocopie si sprecano... anche e soprattutto nei titoli disuccesso!





delusione





mi piacerebbe vedere più impegno e più voglia di "dare" in questo settore.

Greg ha detto...

da parte di tutti i coinvolti nella catena di pubblicazione, si intende

il Dono di Ture ha detto...

Certo, ovvio, c'è anche chi come me, ancora ci studia sopra

Giuseppe Ferrario ha detto...

Oh bella, ma qua si parla di me. Mi trovo costretto ad intervenire anche se è praticamente la prima volta che scrivo su un blog.
Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki. Mi esaltava l'idea di provare una nuova linea artistica e, forse sbagliando, ho impostato tutto sullo stile del mio idolo. Credo di aver fatto un lavoro pazzesco di ricerca di pittura e di lavoro sulle atmosfere e sul colore. Anche sui personaggi volevo avvicinarmi e in alcune pose li ho proprio copiati, ma l'ho fatto in maniera palese e rispettosa(dichiarandolo sempre) Chiunque compri un art-book di Miyazaki può trovare quei disegni. Nella mia stupida mente, non c'era l'idea di fare meno fatica, anche perchè, senza vantarmi, non credo di dover copiare nessuno, ma di tributare colui che stimo. Lungi da me fare il furbetto, non sono uno che ha paura di fare fatica e credo d'averlo dimostrato con tutto il mio lavoro.

Ivan Vitolo ha detto...

molto spesso i tempi brevi e le richieste pretenziose degli editori spingono il disegnatore a fare cose improprie, io stesso, appena entrai nel mondo del fumetto, mi trovai difronte ad una storia di 94 tavole da fare in 3 mesi scarsi, ovviamente non usai il copia incolla, ma altri espedienti per velocizzarmi, la qualità, almeno per i tempi, è quella che è, ovviamente non conosco i tempi per il fumetto in questione e nemmeno il compenso, e non so se, in caso di tempi stretti e una inadeguata ricompensa, un copia e incolla sia giustificato, in tal caso eviterei pero' di fare un inutile caccia alle streghe. Per quanto riguarda la questione se il lavoro non è nelle tue corde allora lo lasci perdere, mi trova diviso su due ragionamenti, uno di pura morlatià e serietà, che mi vedrebbe, nel caso fossi incapace di soddisfare le richieste dell'editore, rinunciare al lavoro, ma si contrappone poi al fatto che, oggi come oggi, trovare qualcuno che ti pubblichi è troppo raro, e rinunciare a una possibiltà del genere è da stupidi, quindi, con qualche piccolo espediente, lo farei, certo non a questi livelli.
Come disegnatore mi ha leggermente disturbato la questione, non mi ha fatto incazzare, nemmeno indignare, sicuramente non farei una fiaccolata sotto la casa editrice per richiedere le dita del disegnatore perchè ha indignato la mia "sensibilità artistica"(parlo per tutti quelli che si sono visti indignati, specialmente dopo aver letto su quella community che quasi tutti vogliono la testa del disegnatore).
Roberto, ti fa onore quello che dici rispetto alle responsabilità, ma credo che tu e i vari collaboratori ed editori non ne avete, anche perchè controllare tavola per tavola, vignetta per vignetta, un probabile plagio, costerebbe davvero un tempo infinito, senza contare che non sapresti nemmeno da dove iniziare.
Ovviamente capisco che non si vuole voltare le spalle ad un collaboratore, che non lo si vuole gettare in pasto ai cani rabbiosi che ne richiedono la pelle, capisco, e questa cosa ti da onore, credo che nel campo fumettistico nessuno lo farebbe mai. Non credo che si debba distribuire la responsabilità, quello che credo è che non si deve correre il rischio che questa questione diventi un marchio del disegnatore, rovinandolo per i tempi a venire.

il decu ha detto...

Lo scenario della società fumettistica italiana, soprattutto quella degli addetti ai lavori, ultimamente mi appare sempre più simile a una specie di colleggio femminile, popolato di civettuole, sparlotti, voci di corridoio in brodo di giuggiole.

il Dono di Ture ha detto...

Ferrario è bravo, ora ho visto i suoi lavori, credo gli siano piaciute le pose... Sono per la buona fede.
penso che sia stato un pò leggero nel non capire
che questo genere di prodotto viene comprato dai super nerd del genere che ti aspettano al varco...
Forse doveva aspettarsi una cosa del genere?

Fabio... ha detto...

Ivan io non ero impossibilitato a quello "stile", si è trattato solo di (boh, chiamiamolo) orgoglio.
In quel caso ero stato suggerito dall'autore, l'editor ha visto i miei lavori precedenti e ha accettato.
Alle prime pagine mi ha detto di usare tonalità diverse "come per", allora visto che non se ne veniva fuori (tra l'altro i due fumetti erano in stili di disegno opposti) ho tolto le castagne dal fuoco all'editor lasciandogli usare un altro colorista.

Tempi brevi e richieste pretenziose ci sono solo nel piccolo mercato italiano che tutti conosciamo...
Alla Marvel come alla Bonelli, come alla DC, l'editor ti chiede:
"Quante pagine fai al mese?"
Tu gli dai una risposta onesta, senza fare il fenomeno, e lui pianifica le uscite in base a queste tempistiche.

3 mesi per un bonelliano ci son poche (ma pochepoche) persone a pretenderli...
E se sono ancora li quelle persone è perchè trovano i soliti aspiranti disposti ad ammazzarsi pur di pubblicare...

Ma siamo OT...

Io sono per il sistema americano e concordo in parte con Rrobe.
Gli editor americani perdono il lavoro se fan pubblicare cose che "ledono" l'azienda (o la sua immagine).

Enrychan ha detto...

Ciao Roberto :)
Forse non ti ricordi di me, ma dal momento se leggevo spesso il tuo blog, ti ho chiesto l'amicizia su facebook e sono stata davvero contenta che tu abbia accettato!^^
Veniamo a noi. Io sono una disegnatrice di fumetti e il mio stile è molto ispirato ai manga giapponesi, quindi in qualche modo la cosa mi tocca da vicino.
Per prima cosa, io credo che il disegnatore non fosse in grado di riprodurre lo "stile manga" (chiamiamolo impropriamente così per comodità), semplicemente perché non era nelle sue corde e non vi si era esercitato. Ergo, ha pensato di copiare autori giapponesi. Ma allora non si farebbe prima a rivolgersi ai disegnatori che da anni (decenni) si esprimono proprio con lo "stile manga"?
Secondo punto. Essendo una disegnatrice anche io, vedo chiaramente la differenza tra "ispirazione" e "copiatura". Ispirazione è quando l'atmosfera, qualche carattere dello stile, un certo tipo di tratto ricordano un altro autore: e questo è giusto, sacrosanto e salutare perché nessuno di noi nasce già provvisto di uno stile personalissimo e originalissimo.
Copiare è tutt'altra cosa. Si tratta di prendere il disegno di un'altra persona, e trasferirlo pari pari sulla propria tavola. Mi spiego meglio: qui non si tratta di copiare una foto che hai preso in montagna durante le vacanze; si tratta di appoggiarsi al lavoro ed alla fatica compiuti da un altro artista.
Peggio ancora il ricalco... e purtroppo, stando a quel che esce dalla prova di sovrapposizione, a volte pare essersi trattato proprio di questo.
Io lo trovo eticamente scorretto, anche se comprendo che un disegnatore professionista abbia dei tempi molto stretti nei quali deve consegnare il suo lavoro. D'altro canto, se non se la sentiva perché lo stile manga non è il suo, forse non avrebbe dovuto accettare il lavoro.
Detto tutto questo, io francamente non credo che tu abbia qualche responsabilità in merito. Ma è stato molto corretto da parte tua parlarne. :)

Ivan Vitolo ha detto...

OT

Fabio non mi riferivo a te :P
stavo scrivendo il commento quando ancora c'erano 3 o 4 commenti ( sono lentuccio a scrivere XD e poi nel frattempo sono alle prese con il prossimo Nemrod)

Chiaramente quando ti trovi difronte ad un editore che dice "voglio questo tipo di lavoro qui" allora la risposta è spontanea: "chiama quel tizio li"
è capitato anche a me, creandomi non poche seghette mentali su quello che stavo facendo.

fine OT

Fabio... ha detto...

Tranquillo Ivan non volevo litigare...

Ma abbiam visto che copiare Villa per 94 pagine ha le sue conseguenze.
E un editor che ti pubblica 94 pagine copiate da Villa dovrebbe prendersi le sue responsabilità, conscio o no...

:A: ha detto...

Ma allora non si farebbe prima a rivolgersi ai disegnatori che da anni (decenni) si esprimono proprio con lo "stile manga"?

Enri, parli di Dall'Oglio e dei pochissimi altri nomi di persone che hanno già pubblicato (Dany&Dany, Cancellieri, ecc.) o di qualcuno che fa parte dell'esercito degli aspiranti?
Se è la seconda che hai detto, tieni conto che è dura che una casa editrice affidi un progetto su un franchise così delicato a un esordiente.

Ivan Vitolo ha detto...

ma chi è il tizio che copio' villa?

Ed! - the webcomic ha detto...

La figlia, Emanuela

il Dono di Ture ha detto...

ahahhahahhahahha!!

il Dono di Ture ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Capitan Ambù ha detto...

Prima che arrivino gli avvoltoi a sbranare il cadavere consiglio di dare uno sguardo al blog di Giuseppe Ferrario.
http://giuseppeferrario.canalblog.com

Mi pare che la scelta di lui come autore del fumetto sia più che lecita.(mi riferisco a Enrychan, ho visto anche il tuo blog)
Ma se lo stesso autore parla pubblicamente del suo riferimento e omaggio a Miyazaki prima del polverone citarlo di copiatura è davvero fuori luogo.
In che modo dovrebbe citare un disegnatore?
Ricordo una storia di John Doe di Roberto dove c'era un chiaro riferimento a Misery non deve morire (scusa ma ora non ricordo il titolo), in quel caso è citazione o plagio?
Io sono convinto che siano citazioni entrambi, sopratutto quando l'autore non nasconde la provenienza ma anzi la rende immediata e diretta per il lettore.
Poi ripeto conoscendo il lavoro di Ferrario mi pare non ne abbia bisogno.
Di solito il furbo (mediocre) ti copia delle vignette o tavole e poi crolla quando fa di suo, lo becchi subito.

RRobe ha detto...

Giuseppe è un disegnatore della madonna e l'ho affermato anche in questo topic.
Ma prima di parlare, io consiglierei di informarsi e vedere per bene tutti i link, anche quelli messi nei commenti.

Perché questo topic è scritto con il bilancino e nessuna parola è scritta a caso: quando parlo di copiare o ricalcare, faccio un distinguo chiaro all'inizio.

Comunque sia, come ho già scritto: non voglio (e non entrerò) nel merito del lavoro di Giuseppe più di quanto non abbia fatto.

Andrea ha detto...

Ho visto Ferrario al lavoro sul "Mondo Emerso": è bravissimo. Il suo stile pulito mi è piaciuto molto,lo trovo molto ma molto personale. Nessun copia incolla,semplicemente è un rielaborare uno stile,con la propria intelligenza e sensibilità. Se ci mettessimo a fare gli "spioni",il 90% dei fumetti sarebbe RICALCO.

Capitan Ambù ha detto...

Il discorso non era rivolto a te Roberto, ti ho incluso perchè tu fai della citazione una tua caratteristica di scrittura e che trovo sia naturale in una professione come quella del fumetto.

Il discorso del copiare, dell'utilizzo di foto etc è spesso ripreso nel mondo del fumetto ma alla base del lavoro del professionista c'è sempre la rielaborazione, che mi pare Ferrario abbia fatto.
Non ho effettivamente seguito tutti i link di cui parli e non riesco a trovarli.
Poi se uno ricalca e copia per trovare una scorciatoia concordo con te, non è giusto nei confronti di chi fa questa professione con onestà.
Forse ho perso il senso del discorso non conoscendo la sua partenza.

RRobe ha detto...

Io, sul serio, non capisco, come ci si possa inserire in una discussione esprimendo un giudizio definitivo senza aver ben presente di cosa si sta parlando.
Sul serio, ve lo dico senza polemica... è che proprio non capisco.

Capitan Ambù ha detto...

Io ho letto il tuo post e ho commentato, senza link riferimenti etc. come posso sapere?
Prova ad immaginare di leggere il tuo blog e di non sapere niente di più di quello che stai leggendo.

Scopro le citazioni nel blog di Nuvole Anomale e non ci trovo nulla di strano, cerco su Google e trovo un articolo dove Ferrario ammette di ispirarsi a Miyazaki.

Poi entro nell'argomento Copia e plagio e dico la mia.

Il mio non è un giudizio definitivo (magari potessi elargire giudizi definitivi e universali), è un punto di vista su un discorso abbastanza generale.
Senza polemica ma nemmeno io ho capito il senso del post, è abbastanza criptico.


Comunque...
Ci si inserisce così!

Manuel ha detto...

Qualcuno pensa che basti dire
"mi sono ispirato a Miyazaki"
per fare quello che vuole.
"Ah, tanto l'ho detto prima!".
Ma di che parliamo?
Un'ambientazione può essere Miyazakiana,
un personaggio può essere Miyazakiano etc.
perchè le caratteristiche sono tipiche.
Ma una cosa è ispirarsi e una cosa è replicare pose,
espressioni, inquadrature pari pari!
Non scherziamo!
Un omaggio al maestro è una cosa:
ah, ma tu guarda quanti omaggi!
Andrea dice che tanto copiano tutti.
Bel discorso, complimenti.
Ambu dice che non ha trovato i link,
quindi non ha visto le vignette incriminate
ma comunque lo difende a spada tratta.
Beh, è un collega!

Parlo da semplice lettore e appassionato,
sia chiaro: la sua condotta
è INDIFENDIBILE!

Manuel

cristiano ha detto...

perchè mai sarebbe indifendibile copiare una posa, un' espressione od un' inquadratura?
e, per esempio, che ce ne facciamo di "per un pugno di dollari"?

Giorgio Salati ha detto...

effettivamente sono un po' tantine le copiature, ispirazioni o come vogliamo chiamarle. Ma Ferrario è un grande disegnatore, e il beneficio della buona fede glielo concederei.

Magari era semplicemente "accecato" dallo zelo e dall'ammirazione dello stile di Miyazaki... Anche a me è capitato di copiare involontariamente autori che mi piacciono un sacco perché magari in quel momento stavo proprio rileggendo una storia particolare... altre volte magari invece era una citazione voluta con la speranza che qualcuno se ne accorgesse... E credo che questo succeda a tutti gli autori.

Ferrario a me come disegnatore piace moltissimo, mi sembra che abbia già dimostrato la sua bravura, non è un ragazzino che "non sa come disegnare una scena" e allora è costretto a plagiare gli altri.

Capitan Ambù ha detto...

Non ho difeso a spada tratta, ho visto quella vignetta su Nuvole Anomale e non ne ho viste altre, se ce ne sono tante o tutto il fumetto questo non lo so, poi ho semplicemente detto la mia sul discorso della copia e del plagio.
Ho detto anche cosa non approvavo nella copia.

Quello che ha detto di giusto Roberto è che la responsabilità non è solo dell'autore ma è anche di chi ha supervisionato e pubblicato l'opera.
Ma se di copia e plagio si tratta la responsalità è sopratutto dell'autore, su questo non ci piove. Sono più che convinto dell'importanza dell'etica nella professione e nella vita.

Forse ho tratto delle conclusioni troppo presto o forse no, ma conoscendo il lavoro di Ferrario e vedendo quell'immagine non ho trovato niente di scandaloso.

Ma non penso che sia una colpa non conoscere tutti i forum di fumetti.

Manuel ha detto...

Sia chiaro, io non sto criticando
Ferrario come disegnatore, ma per
quello che ha fatto in questa occasione.
Che non è copiare UNA posa O UNA
inquadratura o UNA espressione:
ma fare queste tre cose
contemporaneamente per n volte
nello stesso albo.
Ecco, questo n è un valore
pericolosamente alto.
E' indifendibile perchè non
sta pubblicando in una fanzine
amatoriale, ma in un albo della
Panini legato a un fenomeno
editoriale come Le Cronache.
Con un bacino di lettori
che ne comprende molti che
probabilmente di Miyazaki
non sanno nulla. E possono
rimanere, per esempio, colpiti
dalla forza di certe scelte.
Bella forza! E' Miyazaki!

Luigi Siviero ha detto...

Qua:
http://community.disegnomanga.it/profiles/blogs/gli-erroricopiature-del-mondo

Luigi Siviero ha detto...

Adesso cosa scriverà Gamberetti Fantasy? :-)

:A: ha detto...

Nulla, credo. Chiara non legge fumetti occidentali.

Fabrizio ha detto...

@ :A:

e invece ti sbagli, perchè la conversazione sì è già spostata sulla terra dei Gamberi, nella recensione di "Nihal della Terra del Vento".
Con un tono molto meno civile di quello che si sta tenendo qui. :/

cristiano ha detto...

@manuel:

quello che mi premeva dire lo ribadisco nuovamente con l' esempio del film di Leone: è talmente fedele all' originale che è strano non si sia chiamato "la vendetta del pistolero".
eppure è stato uno dei fuochi che ha scatenato il fenomeno del western italiano, ha lanciato clint eastwood e brilla ancora di luce propria e non riflessa.
è la storia dell' arte, ed è da sempre così, e pazienza se qualcuno non riconosce miyazaki.
aggiungo e chiudo: mi sembra tra le altre cose che si stiano confrontando due media diversi, o sbaglio?

RRobe ha detto...

Leone è stato citato in giudizio da Kurosawa e ha perso.

RRobe ha detto...

E "Yojimbo" si magna a colazione "Per un Pugno di Dollari".

cristiano ha detto...

il punto non è che leone ha perso in tribunale, il punto è che oggi un' operazione simile sarebbe impensabile, e secondo me è un male.
poi, ho preso l' esempio di leone perchè è estremo e piratesco, ed ho pensato potesse togliere ogni ambiguità a quello che scrivo.

RRobe ha detto...

Mica tanto impensabile.
"Le Iene" non è altro che "City On Fire" di Ringo Lam senza la scena della rapina.
Poi c'è il talento di Tarantino a fare la differenza, ma il film è lo stesso.

Ma il punto è che qui si continua a confondere due concetti: copia e ricalco.
Il primo per me va bene. Il secondo no.
Punto.

Raul Cestaro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Raul Cestaro ha detto...

Roberto, mi chiarisci quale sia questa differenza tra copia ricalco? Anche a me capita di prendere spunto o anche prendere una posa che può tornarmi utile e magari evitare di perdere troppo tempo su una vignetta. Ma una cosa è utilizzare sporadicamnte una posa o una soluzione grafica di particolare atmosfera(come a me capita),e un'altra è riprendere pari pari delle vignette,come tra l'altro è capitato ad uno dei disegnatori del tuo Garrett,che ha ripreso diverse vignette da un mio lavoro. E quello mi sembra copiare in piena regola,se non fiorare il ricalco. Il confine è labile.

watanabe ha detto...

Io credo Rrobe, che la tua posizione sia inattaccabile. Hai fatto fin troppo ad esporti in prima linea. Alla fine sei lo sceneggiatore.. è vero le tavole le hai viste. Però diciamoci la verità, mica è tanto facile riconoscere 2-3 tavole sospette. Il fan e l'accanito del presento autore plagiato le riconoscerà al volo. Ma ripeto NON E' FACILE.

Detto ciò credo che plagio - copia - ispirazione sono concetti ben definiti non labili. E prima di sparare qua e là bisogna fermarsi a ragionare:
1- Chi tira in ballo John Doe è fuori strada. E' un fumetto che fa della citazione (e altro) la sua ciliegina sulla torta. E' un intento dichiarato.
2-Se facciamo analogia con il cinema. Bisogna cmq sia sempre controllare gli intenti. Psycho di Gus VanSant è un ricalco. Ma lo è volutamente e dichiaratamente. Se il buon Gus si fosse presentato dicendo: ho fatto un nuovo film ispirato a Hitch, ed è un bomba! L'avrebbero infamato tutti.
3- Ispirarsi a un maestro, e riprendere il suo stile è pericoloso. Perchè involontariamente ci può scappare il plagio/ricalco. Nel cinema: chi fa un film alla ... di solito fa una serie di scene già viste. I film alla tarantino per esempio fanno schifo.

PS: yojimbo-leone. E' un bel plagio. Però negli anni 60' non c'era emule e ne vhs-dvd. Quindi nessuno l'aveva visto Yojimbo.
PSS: Tarantino prende spunto da talmente tante fonti (in un solo film) che è difficile parlare di Plagio.
PSSS: Lasciamo il postmodernismo dov'è per altre discussioni.

scusate la lunghezza. ciao

Enrychan ha detto...

Ad Adriano: naturalmente sarebbe stato molto intelligente contattare qualcuno che sia già considerato "professionista" perché ha diverse pubblicazioni alle spalle. Comunque puntare anche sugli esordienti ogni tanto non sarebbe malissimo, ce ne sono di bravi e volenterosi. ;P

A Capitan Ambù: non ho mai detto che Ferrario non sia bravo nel suo genere, anzi, lo trovo molto bravo e anche per questo mi fa strano vedere delle scopiazzature così "pari pari" in un suo lavoro. Dico, questo sì, che al manga non è probabilmente abituato, per cui ha dovuto trovare una soluzione in tempi brevi. Per cui forse, piuttosto che forzare lui a cambiare rapidamente stile, forse ci si sarebbe potuti rivolgere a qualcuno che disegna abitualmente in stile manga. :)

Luca Di Simone ha detto...

In temi come questi non dovrei entrare. Un pò perchè non professionista, ma aspirante tale (con tutto quello che concerne il tema aspirante vs esordienti/o quasi), un pò perchè casi così mi mettono un pò in imbarazzo, nonostante non sia il protagonista della vicenda.

Devo però dire che quel che ho visto non mi è piaciuto.

Non metto in dubbio, assolutissimamente, le capacità artistiche del disegnatore, però c'è, e ci deve essere sempre, un limite tra scelta artistica, imposta o meno che sia per ragioni editoriali, e "apporti" più o meno palesi.

Per quel che ho visto, quel limite è stato superato. Il limite tra il voler citare l'autore (anche stilisticamente parlando.. essere cloni non è reato) e voler ridurre i tempi o lavorar meno. (stento a credere che l'autore in questione, con le capacità dimostrate, non abbia avuto il tempo per tirar fuori alternative proprie a quelle a cui ha fatto ricorso)

Almeno per un wannabe come me questo caso non rappresenta un esempio da seguire. Sarà perchè mi è hanno sempre incoraggiato a "andar da solo" o perchè ricorrere alla farina di altri trovo sia segno di poca fiducia verso le proprie capacità.

Per quanto riguarda il tema supervisione, credo che il rapporto editor/artista sia esclusivamente fondato sulla fiducia.

Il supervisore dovrebbe limitarsi ad indicare cosa, a suo dire, funziona meno o funzionarebbe meglio e il disegnatore a garantire la genuinità di quanto realizza.

Così non fosse il tema della professionalità non avrebbe senso e gli editor dovrebbero passare il tempo, oltre a controllare "le strutture" di quanto si sta disegnando, anche a difendere la casa editrice e i suoi lettori da possibili "drittate" perpretrate dagli autori.

Capitan Ambù ha detto...

Roberto capisco il tuo punto di vista etico sulla copia e il ricalco e condivido, sia nel rispetto della professione che nei confronti del lettore.
Ma non è una questione che si basa solo sull'approvazione tua o di chi supervisiona l'opera, ma è sopratutto legata esclusivamente ad un discorso di legalità e diritto d'autore.
Qualsiasi sia il motivo di una scelta come il ricalco, un autore deve essere conscio del rischio di plagio a cui va incontro.

Per Enrychan

Non esiste un genere per un professionista, se la cultura manga prendesse il sopravvento sulla cultura fumettistica italiana penso che la maggior parte di autori riuscirebbero ad adeguarsi senza problemi.
Io trovo molto meno difficoltoso rapportarmi ad uno stile manga che a quello bonelliano che richiede una notevole attenzione al dato reale, ridurrei tempi di disegno e produrrei molto di più (questo senza polemica alcuna).
Se lo stile viene imposto e non ci si trova in sintonia, come ha detto qualcuno meglio rifiutare il lavoro.
Poi in Italia ci sono ottimi esempi di autori italiani che hanno saputo adattare lo stile giapponese mediandolo con quello europeo, ad esempio i miei conterranei Dall'Oglio e Dany e Dany, ma non si sono di sicuro improvvisati e hanno lavorato sodo per emergere con questo stile (tutto personale e riconoscibile).
Quello che ho letto nel forum, dove è stato criticato il lavoro di Ferrario, è in parte uno sfogo di emergenti che non riescono a pubblicare.

Siamo sinceri se un autore è valido faticherà moltissimo ma riuscirà prima o poi a pubblicare ottenendo anche una giusta attenzione.
Ma la realtà è che ogni mercato ha le sue esigenze e fortunatamente il manga ne è solo una fetta.

Manuel ha detto...

@ cristiano

l'esempio di Leone secondo me è inadatto
per diversi motivi, a cominciare dal fatto
che Leone era il regista e il film era
il "suo" film. Ha fatto le sue scelte perchè
poteva permettersi di farle: poi comunque
ha plagiato e per me ha sbagliato. Il suo film
ha fatto la storia del cinema ma con un debito
pesantissimo nei confronti di Kurosawa.

Questo progetto non è del disegnatore.
Qua il disegnatore è stato scelto per fare
una parte del lavoro, che non era, mi sembra
chiaro, copiare quello di altri.
Le conseguenze delle sue azioni, in altre parole,
ricadono anche su altre persone che in lui hanno
riposto la loro fiducia.
E questo aggrava ancora di più il suo gesto.
Non mi sembra che sia cresciuto dal punto di vista
artistico: piuttosto ha razziato opere altrui
per ottenere un beneficio momentaneo.

Supponendo (ma io non lo credo) che il plagio
in alcuni casi si possa giustificare in nome
dell'Arte, non mi sembra sia questo il caso.

Salvatore Nìves ha detto...

Salve.
Sulla questione credo di avere già abbondantemente detto la mia nel topic specifico.

Volevo solo fare una precisazione e poi sparisco, perchè qui pare che a tutti i costi ci si voglia far passare come i "frustrati rifiutati arrabbiati del manga".
Non è così.

La frase è questa:

"Quello che ho letto nel forum, dove è stato criticato il lavoro di Ferrario, è in parte uno sfogo di emergenti che non riescono a pubblicare."


No, ti sbagli, anzi, il 90% delle persone in quel topic(me incluso) sono persone che stanno ancora "imparando" a fare fumetti e che hanno ancora parecchia strada da fare.
Il 90% delle persone di quel topic sono sotto i 21 anni, per cui no, non siamo persone che "non riescono a pubblicare"...non siamo ancora arrivati nemmeno al punto di dire "ecco, ora propongo qualcosa perchè sono pronto".
Non abbiamo ancora nemmeno fatto il "tentativo" di pubblicare.

Precisazione fatta.

Quindi appunto, se avete letto un "Noi" nei vari post di quel topic, non ci si riferiva a "noi persone su questo forum" ma in generale a "noi popolo in stile manga che troviamo/troveremmo difficoltà a proporre un prodotto del genere".


Ecco tutto...

cristiano ha detto...

mi piace questa discussione, per cui continuo.
@roberto:
la distinzione che fai tra copia e ricalco, almeno nel tuo pezzo, si basa sulle intenzioni del disegnatore e non su caratteristiche tecniche, e non mi basta.

FABIO MANTOVANI ha detto...

Ragazzi state più sereni perchè chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ho visto il blog dove ci sono le puntualizzazioni e rimango perplesso della mole di lavoro che ha fatto l'autore del blog per denuciare sta cosa. Si parla di un cartone se non sbaglio. Essendo un onnivoro di fumetti, ho "beccato" autori anche MOLTO FAMOSI, che si "ispiravano" ad altri autori, non so se avete presente Moebius, in un suo ultimo bluebbery, si "ispirò" ad un quadro di Remington. Posso farvi i nomi di alcuni autori molto copiati o che sono fonte di ispirazione per altri, alex raymond, al williamson, neal adams, john buscema, masamune shirow,jorge zaffino, mandrafina, ticci, cavazzano, alex toth........ e la lista continua, per questo ripeto tranquillità, troppo livore in queste situazioni, anche perchè si parla sempre di persone che comunque il lavoro lo hanno fatto. Mi dispiace che sia uscita di nuovo la storia dell'operaio e del lavoro che ha fatto, lo conoscevo all'epoca ed era una bravissima persona, quella storia gli è costata molto cara, anche perchè molti altri non furono mai"sgamati". Aveva peccato di ingenuità visto che altri applicavano lo stesso "metodo".
E' ovvio che tutti abbiamo copiato, è un passaggio necessario per migliorarsi.
Riguardo all'altra storia che avete accennato, per un pò, per omonimia, anche io ho avuto dei disagi. Vedo invece in queste reazioni a volte, una ricerca per screditare i lavori altrui, e non si pensa alle conseguenze che poi ne derivano.
Concludo ripetendo che chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Scusatemi per il post molto lungo ma mi fa male leggere questo tipo di reazioni, i lettori hanno un grande potere in mano, se non vi piace il fumetto, non compratelo.

Stammi bene Robbè è una vita che non ci vediamo.

Fabio

Manuel ha detto...

Non condivido questo ragionamento,
che mi sembra si possa riassumere
con "tutti copiano, perchè io non dovrei?"

In altro contesto Craxi giustificava
allo stesso modo le sue "malefatte"...

Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
un impoverimento generale.

E questo è quello che penso possano essere
le conseguenze di atti come questo: ci
perdiamo tutti, noi che il fumetto lo amiamo.

Io personalmente non ci penso lontanamente
a "screditare il lavoro altrui" (cacchio,
nel suo blog ci sono cose bellissime) ma sto
perdendo la pazienza nel vedere come
in ogni campo in questo paese si tenda a
minimizzare, perdonare, confondere
opportunismo con ingenuità...

No, non va assolutamente bene.

I primi a pensare alle conseguenze che
derivano dalle proprie azioni non dobbiamo
essere noi che critichiamo, non credi?

FABIO MANTOVANI ha detto...

Ho molta difficoltà a rispondere ad una persona che non conosco, ho cercato il tuo blog ma non è venuto fuori nulla. Credo sia lecito un distinguo tra la politica ed il fumetto, l'unica cosa che un cattivo fumetto possa fare è di mandarti di traverso 15 minuti di seduta al bagno, la politica qualcosina in più. E' facile contestare, gridi il tuo disdegno e ti metti l'anima in pace, si monta il caso e il fumettista in questione ci rimette la faccia ed il lavoro. Vuoi fare un atto concreto? non comprarlo, quella è un espressione concreta della tua scelta. Si tende mettere alla gogna con troppa faciltà e scegliere di "rubare" o meno da un altro autore qualche vignetta , è una scelta personale che è dettata dalla necessità dovuta ai tempi di consegna o da specifiche richieste dell'editore che, nonostante tutto è quello che paga, oppure dovuta dall'incapacità di affrontare alcune problematiche che richiede il fumetto. Ma il blogger in questione prima di mettere alla berlina il lavoro, non poteva contattare prima l'autore per avere dei chiarimenti, visto che poi lo ha fatto.? dopo però. Io non conosco l'autore in questione, ed è un pò di tempo che non vado alle fiere, e la cosa che mi fa incazzare è che gli amanti del fumetto non hanno mai il coraggio di prendere sotto mira i nostri grandi autori, è facile attaccare i pesci piccoli. Non ho mai letto niente del genere su Hagiwara che in bastard ha fatto saccheggi di frazetta, otomo, le carte di magic ecc. ecc...o del grande Madureira, osannato per il suo battle chaser, dove, oltre allo stile, ha copiato da Hagiwara. Hai presente la copertina di Prototype? vai a cercarti le copertine Franco urru di Spike asylum uscito più di un anno fa, ti farai due risate. E' possibile che anche nelle critiche al fumetto rimaniamo "esterofili?" Tutto quello che si fa all'estero è meglio? Hai presente Travis Charest? Sai quando ha cambiato il suo modo di lavorare? dopo una fiera fatta quì a Roma dove si è comprato tutto quello che si trovava di Serpieri e di Toppi. Queste discussioni mi ricordano molto quelle che facevo molto tempo fa"perchè lui lavora ed io no?" Io non sono approssimativo "Manuel", sono pratico, un fumetto non mi piace? non lo compro.
Credo che con questo, almeno da parte mia, abbia esauruto l'argomento, mi scuso con Roberto per aver approfittato del suo spazio che, comuque, rimane sempre suo, ma una replica era dovuta.

Fabio Mantovani

P.S."Il risultato è sotto gli occhi di tutti:
un impoverimento generale."
Vai a vederti quanti italiani lavorano all'estero, non lo definirei proprio impoverimento.

Fabio... ha detto...

Fabio mi trovi daccordo su molti punti, ma tu parli comunque di ispirazione o di "rubare" pose o stile.

Quello che invece accusano a Ferrario e di aver ricalcato.
E' diverso.

Giusto o sbagliato farlo, iniziativa sua o imposizione, volontà dichiarata o tentata frode, non è dato saperlo al lettore/fan che vi si trova davanti...

Charest da clone di Jim Lee ha poi scoperto Toppi, ma nei suoi lavori non trovi ricalchi di Toppi.

Abbiamo molti autori bravissimi in Italia che dichiaratamente o no si rifanno ad altri autori, ma anche se trovi in una vignetta (su 600) la stessa posa usata da un altro autore, sarà adattata e rifinita (inchiostrata) con lo stile proprio...

Carnevale omaggia Zaffino (tra gli altri) ma non troverai un ricalco di vignette di Zaffino nei suoi lavori...

E'Diverso...

Manuel ha detto...

Non ho un blog, sono davvero
un qualunque lettore... non
penso sia importante chi sono
quanto quello che dico, no?

Il riferimento politico l'ho
fatto solo perchè il meccanismo
mi sembra simile; è ovvio che
le conseguenze siano ben diverse.
E' semplicemente un meccanismo
che io rifiuto.

Gli esempi che citi purtroppo
non li conosco e non li posso
giudicare, ma se anche fossero
pertinenti al caso significa
che è un'usanza comune, ma
questa non è, per me, una
giustificazione, come ho
gia detto.

La presunta "esterofilia" delle
critiche non la capisco bene.
Qui, adesso, stiamo parlando di
questo caso; se altre volte non
si è parlato non credo sia stato
per mancanza di coraggio,
chi lo sa?

Mi ricordo la vicenda che riguarda
Takehiko Inoue col suo Slam Dunk.
Un nome grosso, quindi.
Qua trovi degli esempi:
http://www.kukinews.com/online_image/2005/1113/20051113s22.jpg

Era stato coperto di critiche.
Ma nessuno ha mai messo in dubbio
il suo talento.
E non aveva copiato altri disegni,
ma foto di partite dell'NBA...
Ai miei occhi questo ha tolto
molto valore alle sue tavole.
Ha fatto una cazzata ed è stato
giusto parlarne e lamentarsi...
chissà che un'altra volta ci pensi
due volte prima di farlo?

Non penso di essere "approssimativo"
neanche io se un fumetto non lo
compro non perchè non mi piace
ma per come è stato fatto.
E, proprio per questo, mi
piacerebbe saperlo per tempo.

P.S. Il riferimento all'impoverimento
generale era relativo al paese e
il fatto che tanti italiani siano
costretti a lavorare all'estero,
mi sembra una lampante conferma...

fabio abbreccia ha detto...

" ha fatto una cazzata"....cioè un artista disegna un fumetto sul basket...ed ha fatto una cazzata solo perchè ha usato delle pose tratte da foto dell' NBA????
siete per caso impazziti o cosa...avete idea di cosa significhi disegnare un fumetto...e di quanto possano essere necessari i riferimenti fotografici in certi casi?

Manuel ha detto...

Ha ricalcato delle foto.
Uno che dovrebbe disegnare.
A me pare una cazzata.
A me, sia chiaro.
Comunque meno grave che
ricalcare altri disegni.

FABIO MANTOVANI ha detto...

Manuel, due critiche ti ho fatto, la prima riguarda la politica la seconda è che potresti firmare i tuoi post, ma non è diretta a te specicatamente, ho visto altri post in questo argomento che sono firmati da pseudonimi o soprannomi, non è onesto. Il resto della lettera è rivolto sopratutto al blog che ha "smascherato" questa cosa. Ho letto che il disegnatore non ne ha mai fatto mistero. Non ti ritengo approssimativo anche perchè non ti conosco e il tuo intervento non è stato così greve, mi rivolgevo al blog che ha iniziato tutto questo, credo sia giusto commentare quello, nel post di roberto ho letto solo opinioni, come la mia del resto. Rimango della mia idea, non vi siete accorti che questa è stata una gogna, non tanto in questo blog, i commenti possono essere coloriti ma ci può anche stare, la cattiva intenzione sta nel comprarsi gli albi, fotografare le vignette incriminate e cercare, impiegando molto tempo, le vignette originali per poi "sputtanare" l'autore. Sono rimasto sconcertato del tentativo da parte della "detective", di contattare la scrittrice, voleva la testa del disegnatore e forse l'avrà anche ottenuta.Io mi chiederei invece perchè l'autrice del post lo ha fatto. Tutta questa mole di lavoro per "beccare" uno che il suo discreto mazzo comunque se l'è fatto. Le mie citazioni erano rivolte sempre ai commenti originali di questa discussione che non sono per nulla edificanti del tipo "noi italiani..." ripeto è stato un linciaggio, autori nostrani hanno fatto di peggio, nessuno ha mai detto nulla. Credo fermamente che l'obiettivo delle vostre critiche sia sbagliato perchè un disegnatore ha da rendere conto sempre ad altri. Gli italiani che lavorano all'estero non sono "costretti", se ti chiama la marvel non ci vai? E' ovvio che oltre ad un sogno che si avvera, ti pagano di più, ma perchè hanno un mercato più vasto. Questa cosa la si poteva fare anche senza tanto clamore. Non è mai uscito niente di buono da un linciaggio.

fabio mantovani

Andrea Del Campo ha detto...

allora...il fumetto non è nè un arte, nè un lavoro...è un mestiere.
Ha quel chè di artigianale ed una vocazione popolare che lo mette a metà strada...
Ora se le foto del giocatore di basket fossero state fltrate a photoshop ed incollate alla buona sulla tavola, sarei di sicuro concorde...ma anche se c'è del ricalco questo è sempre mediato.
Perchè una foto non è mai ricalcata così com'è, viene adattata, corretta lì dove serve per eliminare la aberrazioni prospettiche, resa col proprio stile ed amalgamata al resto(io per esempio quando trovo la foto adatta per gli sfondi vado così)...di sicuro è una scoricatoia, ma non per questo non c'è del lavoro dietro...perchè quando si ricalca una foto e basta, non ci sono cazzi ,si vede ed in mezzo al resto è come un pugno in un occhio.
e concordo con quello che Fabio dice...la corsa al linciaggio al disegnatore (quando comunque lil suo lavoro "oltre" a quelle vignette incriminate l'ha fatto ed è notevole) con tanto di prove fotografate è davvero una esagerazione, e non ne trae beneficio nessuno.

fabio abbreccia ha detto...

caspita... ma avete visto il lavoro di sean phillips su criminal...vogliamo linciare anche lui perchè usa delle foto??

Capitan Ambù ha detto...

Quello che conta è come si utilizzano le foto, se è per questo Uggeri inseriva nelle sue illustrazioni immagini fotografiche, lo stesso Daniel Zezelj mi pare utilizzi le foto, non esistono limiti alla creatività.
Un altro discorso se decalco il disegno di un altro autore in quel caso compio un plagio a tutti gli effetti sopratutto se la riconoscibilità è immediata, tra l'altro passibile di denuncia (diritto d'autore).
La Disney per "Il Re Leone" ha preso una sonora ammenda per aver utilizzato la storia di "Kimba il Leone Bianco" di Tezuka e in questo caso non erano i disegni ma la storia sotto accusa.

Poi che il fumetto non sia arte, scusate la parola ma è una gran cavolata, lo può essere in alcuni casi e non lo è in altri.
L'arte è un mestiere e consiglio di approfondire la conoscenza sul suo significato (ad esempio Winckelmann o lo stesso Vasari).
Per il resto quoto Fabio d'Auria che concorda in parte con Mantovani.

Manuel ha detto...

L'utilizzo delle foto non è di per se IL problema,
ci mancherebbe.
Nel caso di Inoue i problemi sono che 1) le foto
non erano sue ed erano coperte da copyright
e 2) sapere che erano ricalchi, anche se rielaborati,
toglieva genuinità all'opera, per quanto mi riguarda.

Non sono sfondi... sono il cuore della storia.

Rimanere a bocca aperta per la forza della mano
che ha disegnato quelle pose così naturali è una
sensazione che svanisce. E mi manca.

Sbaglierò io... che credo che scrivere e disegnare
fumetti sia arte. Evidentemente non è così per tutti
e beh, io preferisco autori che la vivano così.

Per quanto riguarda la firma, Manuel è il mio nome
vero e per come la vedo io è la firma dei miei post.
Mettere il cognome darebbe forse più senso a quello
che scrivo? Se non volessi farmi riconoscere metterei
un cognome falso e come faresti a capirlo?
In definitiva, a che servirebbe?

:A: ha detto...

Qualcuno ha detto che il cinema è un'industria che a volte produce opere d'arte.
E' vero anche per il fumetto.

Fabio... ha detto...

Manuel quello delle foto è un discorso a parte, non mi trova daccordo (come credo non lo sia nessuno di quelli che fa questo mestiere) ma non è questa la piazza per discuterne.

Planetary ha detto...

Scusa Manuel ma il tuo discorso sulle foto è assolutamente fuori dal mondo :)
I riferimenti fotografici sono NECESSARI, anche perchè nessuno, neppure il più bravo disegnatore del mondo sa disegnare tutto.
Tanto meno le complicatissime dinamiche di un'azione di basket.
Ha fatto benissimo a prendere spunto dalle foto piuttosto che disegnare delle castronerie :)
I disegnatori di Tex, anche i maestri, prendevano le videocassette dei film western e col fermo immagine sceglievano le inquadrature migliori.
E' NORMALE.
Il discorso sul copyright poi è assurdo, non esiste minimamente in questi casi.

FABIO MANTOVANI ha detto...

sono della vecchia guardia, le presentazioni sono d'obbligo per me, ma se a te sta bene non vedo proprio come possa intervenire, riguardo al nome e cognome fittizio hai ragione, lo sapresti soltanto te, per me sarebbe inconcepibile. Nelle mie opinioni ho cercato di essere sempre chiaro, e continuo a ripetere, perchè questa ragazza ha fatto un articolo impostato in quel modo così dettagliato con i tentativi di contattare i diretti interessati dopo che aveva scatenato il putiferio? questa storia mi è arrivata già all'orecchio da due persone ben distinte e che non si conoscono. E' questo che mi incuriosisce, della questione se è giusto o sbagliato ricalcare, io posso esprimere la mia opinione personale su ciò che ho fatto io, non mi metto a giudicare l'operato degli altri, farne un articolo su un blog che rimarra' lì a disposizione di tutti quelli che vorranno farsi due risate. ditemi se non è gogna questa! di tutti i disegnatori che leggono questo blog, chi in vita sua non ha mai ricalcato?

fabio mantovani

Fabio... ha detto...

Io non ho mai ricalcato un altro disegnatore.

Referen(c)ze invece ne uso tante, per imparare e migliorarmi, amando il "realismo" lo trovo necessario.


Ma io non faccio testo perchè non lo faccio per mestiere...

KoShiatar ha detto...

Purtroppo quello che ha scatenato la vena polemica di molti, me inclusa, è anche la portata del plagio.
In 19 pagine si parla di almeno 10 vignette copiate o ricalcate, una serie di espressione facciali rubate a 100% Fragola senza tentativo di personalizzazione o quasi, e possibilmente altro.
Sono certa che se si fosse trattato di una o due vignette, avremmo detto solamente "Toh, gli sarà piaciuta davvero tanto quella posa" e tutto sarebbe finito più o meno lì. Ma qui stiamo parlando di un'operazione sistematica.
In più Ferrario non sembra certo il tipo da aver bisogno di certi trucchetti, anzi... e allora perché?

Si tratta di uno sfogo da parte di emergenti che non riescono a pubblicare? Certamente sì, è anche quello. Conosco più di un disegnatore in stile manga bravissimo che ha fatto il giro degli editor italiani sentendosi rispondere mille volte "Non interessa".
Poi salta fuori questo fumetto, che è in quello stile che ci avevano detto che nessuno voleva. L'autore è uno già noto che ha modificato il proprio stile solo per questa operazione. E ha plagiato. Non in una o due vignette, ma in tante.
Come fa un aspirante autore a non sentirsi preso in giro a questo punto?

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ KoShiatar
mi è paciuto il tuo commento, il problema non si risolve denigrando il lavoro di un altro disegnatore. 19 tavole dipinte, con 10 vignette copiate, alcune espressioni da altri lavori, rimane comunque fuori dal conto una gran mole di lavoro fatto, le tavole sono dipinte a photoshop ed è una tecnica abbastanza complicata. Io da esordiente non vorrei mai rivalermi su un lavoro di un altro, capisco la rabbia, ci sono passato anch'io, ma la colpa non è certo del disegnatore, non sembrava più logico incentivare un operazione del genere pittosto che condannarla? Secondo te la panini farà alre sperimentazioni di questo genere, con disegni manga, dopo quello che è successo? poteva essere l'inizio, le intenzioni erano buone, potevano esserci altri progetti simili che sicuramente avrebbero dato lavoro a persone più indicate.
Poi i disegnatori vengono chiamati per partecipare a i vari progetti, raramente si offrono.

fabio mantovani

Fabio... ha detto...

Riassunto finale (non richiesto) del mio pensiero.

Ispirazione, "in stile" e omaggio si.
Ricalco no.

Le accuse i lettori devono rivolgerle a di chi ha imposto uno stile ad un disegnatore con un altro stile.
Se sia stato il disegnatore stesso, lo sceneggiatore, la creatrice dell'opera, il curatore o l'editore, non lo sappiamo.

Le critiche (giuste o no, ognuno ha giustamente il suopensiero) mosse dai lettori vanno a:
-Ferrario se si è proposto come disegnatore Miyazakiano sapendo di dover poi andare a copiare
-A chi ha chiamato Ferrario (in quanto disegnatore professionista e stimato) e poi gli ha detto di disegnare "come".

Dal canto mio poi non vedo la gogna, non credo ne parlerà il TG, e Ferrario è bravo, ho i suoi Milano Criminale e Justin Supermaxieroe, e li ho trovati molto belli.
Non credo non gli diano più lavoro per questa storia...

:A: ha detto...

@Koshiatar: Conosco più di un disegnatore in stile manga bravissimo che ha fatto il giro degli editor italiani sentendosi rispondere mille volte "Non interessa".
Ah, sì?
Strano.
Io quelli bravissimi li conosco quasi tutti personalmente e pubblicano.
Ne conosco invece tanti che non sono ancora pronti per la pubblicazione e invece di lavorare per migliorarsi e cercare di capire cosa ancora non va nel loro stile (indipendentemente dal fatto che sia fortemente ispirato dai manga) si trincerano dietro il fatto che "lo stile manga non interessa".
Non interessa?
Chissà come mai Dall'Oglio, Cao, Dany&Dany e Cancellieri hanno pubblicato, in Italia e/o all'estero.
Ma fatemi il piacere.

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ fabio

concordo con te, non conoscevo il lavoro di Ferrario( mea culpa), ma provvedero' presto. Quello che dico è che passerà molto tempo prima che qualcun altro abbia l'ardire di sperimentare il genere "manga" in Italia. Non vorrei che questo diventasse un boomerang per tutti quegli esordienti che abbiano voglia di proporsi con uno stile nipponico. Io insegno in una scuola di fumetto e chiedo sempre ai ragazzi se comprerebbero mai un manga fatto da italiani, la risposta è sempre stata no. Se non siamo noi disegnatori o lettori di fumetto a sostenere queste iniziative, perchè le case editrici dovrebbero investirci sopra?
Riguardo alla gogna ce vole poco, nei due casi precedenti nessuno dei due ha più lavorato e nessuno è finito sul tg.

fabio

Capitan Ambù ha detto...

Quoto Adriano. Ed è assurdo pretendere che tutti gli editori possano interessarsi al manga, dico fortunatamente perchè mi piace leggere fumetti con stili differenti e non conformarmi solo su un genere.
Gli autori che cita Adriano oltre che utilizzare uno stile manga sono dei validi professionisti, in questo rientra qualità nel lavoro, puntualità di consegna, e determinazione nel migliorarsi e crescere.
Ci sono tantissimi autori che amano lo stile americano, ma si propongono alle case editrici statunitensi non di certo alla Bonelli ad esempio.
Quindi se io voglio disegnare manga posso provare in Italia con chi pubblica fumetti con questo stile, ma è logico che è un mercato ristretto.
Se la Panini chiama Ferrario e come dice, propone uno stile di quel tipo non penso ci sia stata una richiesta di un disegno manga (Questo è quello che leggo dall'intervento).
Gli editori italiani probabilmente sono a conoscenza che produrre un manga avrebbe un costo superiore a quello giapponese ed una maggiore difficoltà di vendita. Senza parlare dell'impossibilità di trattare argomenti come il sesso e l'omossessualità in questo paese.

Riguardo invece il ricalcare altri autori io non l'ho mai fatto perchè lo trovo inutile per migliorare.
Se un autore ricalca un lavoro di un collega si assumerà le sue responsabilità, anche legali (perchè ci sono).
Ferrario nel suo intervento dice di avere copiato i disegni di Miyazaki e non ricalcato, quindi mi pare abbastanza maturo per assumersi le sue responsabilità.

Un'ultima cosa se sono un emergente (e lo siamo stati tutti) cerco di migliorare e raggiungere certi risultati non elimino e distruggo un professionista tanto non ne prenderà mai il posto se non dimostra di avere le capacità.
Un periodo scherzavo minacciando un autore Bonelli di ucciderlo per prenderne il posto, spero che qualcuno non ci pensi sul serio e se proprio deve consiglio di congelarlo almeno potrà mangiare l'autore nei momenti di crisi.

:A: ha detto...

Più che altro, per integrare quello che dice Fabiano, penso che esistano spazi per uno stile manga, in Italia, in Francia e in USA.
Ma soprattutto esisterà sempre spazio per la QUALITA'.
Chiaro, se hai uno stile ispirato al manga per il momento resti in una nicchia.
Ma se il lavoro è buono, a nessuno frega che sia manga o meno. Interessa che sia, appunto di qualità.
Sembra lapalissiano, ma molti di questi aspiranti ("narutini", li chiamo io, dato che copiano lo stile degli shonen più in voga senza farlo "loro") sembra che non ci riflettano sopra.

Luigi Siviero ha detto...

Ahahahaha Adesso viene fuori che la colpa è di TeaSe che ha scoperto la dozzina di plagi... :-)))

Ladro d'Anime ha detto...

Premetto, non mi intendo di fumetti, anche se ero un vorace lettore di manga fino a pochi anni fa.
La discussione che avete aperto ha molte affinità con tutti gli annosi dibattiti che hanno seguito, nei forum fantasy, il fenomeno “Licia Troisi”.
Tralasciando le considerazioni sulla sua opera, soprattutto in fantasy magazine c’è chi sosteneva che questo fenomeno letterario avrebbe alimentato il mercato del fantastico in Italia, favorendo i nuovi autori a emergere. Dopo alcuni anni possiamo tirare le somme: i bravi autori che c’erano prima sono rimasti tali, con il loro target ridotto. Ne sono emersi altri, ma sono rimasti sostanzialmente nell’ombra. Mentre le gradi case editrici si sono buttate su autori giovanissimi e dalla qualità di scrittura assai precaria.
Concludo quindi con una domanda: segnalando e dibattendo riguardo certe operazioni di plagio (o di omaggio se preferite) si fa un torto o meno al pubblico? Si fa un torto o un favore al professionista, sia esso scrittore, sceneggiatore o disegnatore, a segnalare queste cose?
Di fronte alla consapevolezza di avere di fronte un pubblico attento e critico (anche schizzinoso, se preferite) forse le case editrici eviterebbero di proporci scrittori che descrivono architravi, con chiavi di volta o disegnatori inadatti a un certo stile.
Scusate l’intrusione.
Stefano

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ luigi siviero

io non discuto quello che ha denunciato, ma come lo ha fatto e tutti i vari commenti che ha postato, vi auguro di non commettere mai degli errori e il mio non è buonismo da due soldi, anche perchè lavoro per l'estero e, ripeto, non conosco l'autore interessato, ho assistito come spettatore a situazioni analoghe e non è stato divertente come pensavo in precedenza. Poi oggi si è paventato "servilismo", ma le risposte che i blogger hanno dato all'intervento di roberto nel sito in questione? cos'è? A mio avviso dovevano prendersela con tutti i curatori della serie, letterista compreso, ma invece guarda un pò....
Di chi sarà il prossimo culo dell'ortolano?

fabio

fabio

lucifer ha detto...

Salve a tutti, volevo esprimere la mia piccola e breve opinione.

Ovviamente ho letto sia questo post di Roberto Recchioni e tutti i commenti sia il post di TeaSe e tutti i commenti.

Non ho letto l'albo incriminato però, e non conoscevo Ferrario se non dalle cose nel suo blog.

Devo dire che la cosa mi ha disturbato, vedere che un professionista debba ricorrere a simili espedienti e giustificarsi dicendo che ha reso omaggio al suo idolo ( anche se pare abbia reso omaggi a più persone).

Non credo che in quel modo abbia reso omaggio a nessuno.
Come non credo che, chi lo accusa, normalmente stia ore a vagliare tutte le vignette di tutti i fumetti che legge.

La cosa è saltata all'occhio e ha fatto riflettere.

Mi è sembrato di capire che chi l'accusa non sia necessariamente un mangaka fallito come si sta cercando di far credere qua, ma siano soprattutto LETTORI di quel fumetto che si sono un tantino sentiti presi in giro.

Questo non fa molto bene al fumetto italiano.

E in ogni caso non capisco come mai Recchioni debba sentirsi responsabile mentre il disegnatore venga giustificato un pò da tutti qui.

saluti

Capitan Ambù ha detto...

Lasciando i santi in paradiso, io penso che il manga non faccia bene al fumetto italiano, perchè proviene dal Giappone :-)( metto il faccino altrimenti non si capisce che scherzo).

Non penso che sia una questione di accuse e colpe, più che altro ogni persona affronta certe situazioni a modo suo.

E' logico che se uno sceneggiatore si assume delle responsabilità pubblicamente per le scelte di un disegnatore o di una casa editrice il pubblico giustamente lo assolve, ma se lo fa probabilmente è perchè in parte ha commesso un errore di disattenzione.
Forse chi giustifica l'autore lo fa perchè conosce certe politiche del mercato, io di sicuro non mi sento di giudicare pubblicamente un collega,però ci tengo dire la mia sull'argomento.

L'autore dei disegni ha dato le sue motivazioni in merito al suo lavoro, chi sono io per dire pubblicamente se ha ragione o torto, penso che il discorso sia interno a chi ha lavorato al progetto.

I lettori hanno tutti i diritti di dire, scrivere e commentare un prodotto che hanno acquistato senza nessun limite.

E io sto discutendo un argomento che mi interessa insieme ad altre persone che hanno la mia stessa passione.

Se vogliamo parlare di cosa fa male al fumetto italiano parliamo di case editrici scorrette, autori che non rispettano consegne, arrivismo, protagonismo, atteggiamenti al limite del mafioso etc. etc.

Il fumetto italiano di sicuro non risente di questo piccolo ed insignificante avvenimento.

FoC ha detto...

Senza offesa per nessuno, ma imo siamo al delirio.
Si può parlare quanto si vuole del disegnatore in questione, di quanto sia o meno bravo ecc, ma il punto è che non c'entra una fava.
L'unica cosa che qui conta è cosa abbia fatto nella specifica situazione, e la cosa è LAMPANTE per chiunque abbia gli occhi e abbia visto quelle tavole.
Ergo si è trattata di una vera e propria PORCATA punto e basta, non c'è giustificazione che tenga.
Poi non è che si deve necessariamente crocifiggere il tizio in sala mensa eh: ma non si può proprio leggere gente che dice "ma ehy dai il fumetto è così, non si può dimenticare il resto del suo lavoro ecc", per carità di Dio.

FABIO MANTOVANI ha detto...

altri pseudonimi.....non ho mai parlato di mangaka falliti, non ho mai detto "ehy dai il fumetto è così". Rispetto qualsiasi opinione, mi dà fastidio l'atteggiamento, ho detto solo poche cose che riconfermo, se un lavoro non vi piace, non compratelo e, ringraziando il cielo, c'è anche una storia scritta oltre il disegno. Se lo riportate indietro potrebbero anche cambiarvelo con qualcos'altro. Rileggietevi tutti i post del blog in questione e poi vediamo se c'è stata superficialità nel commentare, la scrittura la prendo seriamente, e i commenti rimangono idelebili. Non ho letto una critica distaccata nei commenti,a volte canzonatori, del blog in questione, non ho criticato nessun punto vista espresso in questo blog che appartiene comunque a roberto, mi indispettiscono solo alcune cose che non hanno nulla a che vedere su come si commenta, è una mia mancanza, non posso farci nulla. La cosa che mi ha lasciato perplesso, è stato come la ragazza che, credo abbia 17 anni, ha organizzato la cosa, e di come ci sia stata una rincorsa a "cerca la vignetta" da parte degli altri, la mancanza di coerenza da parte di criticava, diciamo che è quì che si vede l'italianità, non dico che sia sbagliato ma riconfermo che non sono d'accordo,mio parere personale, non mi sembra tanto delirante sta cosa.

gino la lavatrice

FoC ha detto...

"Se non ti piace non comprarlo".
Wow, questo sistema tutto.

Quanto al resto: è giusto e naturale che in casi come questi i commenti si facciano anche "canzonatori" e "irriverenti", visto che con la sua scelta il disegnatore è stato il primo a mancare di rispetto ai lettori.
E non vedo cosa c'entri sottolineare l'età della ragazza o la "corsa alla vignetta".

Luigi Siviero ha detto...

Per me non c'è niente di male a postare le vignette originali di fianco alle copie, anzi.
Se una persona mi dice che sono state ricalcate tot vignette io voglio che lo provi, anche perché non mi riguardo molto volentieri gli ultimi film di Miyazaki :-)

FABIO MANTOVANI ha detto...

@foC

WOW........

@ luigi
non ci trovo nulla di sbagliato nemmeno io, sono i commenti della ragazza e i toni che usa, compreso il tentativo di mettere al corrente direttamente gli interessati, che mi fa riflettere, a 17 anni tanta intraprendenza, ma i commenti mantengono gli stessi toni anche dopo il chiarimento che ha avuto con il disegnatore, mi ricorda l'alligatore che una volta presa la preda non la lascia più. Aveva ottenuto ciò che voleva? un chiarimento?
Mi spieghi perchè continuare allora?
credo che con questo chiuderò l'argomento anche perchè credo che solo Koshiatar abbia risposto alla mia domanda.
La cura che sto facendo, mi debilita un pochino, e sono un pò stanco, non è niente di grave tranquillo FoC.

orietta berti

FoC ha detto...

Essì, scandalizziamoci perché una diciassettene usa toni a noi non graditi, il punto focale è proprio quello.

FABIO MANTOVANI ha detto...

non mi sembra che tu sia una persona molto attenta a quello che scrivo FoC, altrimenti avresti notato le mie firme sarcastiche ed irriverenti, se vuoi fare polemica a tutti i costi ti lascio a professionisti più bravi di me.
Ma come mai ti dà tanto fastidio il fatto che io abbia puntualizzato l'età della ragazza?




obi wan kenobi

FoC ha detto...

Essì, le tue "firme sarcastiche" capovolgono completamente la questione e il senso dei tuoi interventi, che stolto a non averle messe nella giusta considerazione!

Fabrizio ha detto...

Ci mancava il "Ladro d'Anime" con la dotta riflessione sulle sorti del fantasy italiano...

Si può discutere di plagio quanto si vuole e tirare su flame lunghissimi.

A me sembra tutto tempo rubato al tavolo da disegno.

Che per un aspirante è sempre tempo prezioso...

Ladro d'Anime ha detto...

Grazie Fabrizio per la gentile considerazione e scusami per il tempo prezioso che hai perso. L'account di google lo uso di solito su usenet, mi ero firmato in fondo comunque, come faccio anche ora.
Stefano

p. ha detto...

@ fabio mantovani
e tu insegni alla scuola dei comics?
mahhhhh O____o

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ p

non credo che tu possa permetterti di criticare il mio lavoro, discuti sulle mie opinioni come hanno fatto gli altri mettendoci faccia e firma.

lucifer ha detto...

Non mi piace molto il modo di fare di alcuni professionisti arrivati che si sentono superiori solo per questo.

Ma stiamo andando OT.

Mi sembra ovvio che quello che è accaduto tolga fiducia nei lettori appassionati verso pubblicazioni italiane se si cerca sempre di fare i furbi.
In questo caso la cosa riguarda solo il disegno, ma è anche una delle cose importanti per una storia a fumetti.

Il disegnatore avrà pure tutti i suoi buoni motivi per quello che ha fatto, ma non mi sembra il caso di rovesciare la frittata solo perchè ad aver fatto una critica è una ragazza di 17 anni.

Per me è una persona che si è posta delle domande nel riscontrare un errore.

Manuel ha detto...

Torno indietro un attimo:
l'esempio di Inoue l'ho tirato in ballo
per dire che anche i "grandi" incorrono
in queste polemiche.
Il discorso delle foto forse è al limite,
ma molti lettori non hanno apprezzato.
E ancora una volta il problema non è
usarle come referenza ma ricalcarle.
Non credo ad esempio che i disegnatori
di tex abbiano ricalcato il fermo immagine
dallo schermo! :)
Sul discorso del copyright non ci metterei
la mano sul fuoco...
Ma appunto, quello delle foto è un discorso
a parte.

@ FABIO MANTOVANI

c'è una cosa del tuo discorso che non capisco:
se è vero che il disegnatore in questione
non ha fatto niente di male sono sicuro
che non ci saranno conseguenze; spiegami
perchè tutto il nostro parlare allora
dovrebbe creargli problemi o spingere
addirittura la casa editrice a non ripetere
un simile esperimento?
C'è una contraddizione o sbaglio?

lucifer ha detto...

Uno può essere anche un bravissimo insegnante e un bravissimo disegnatore fuori di qui, ma incentivare le nuove leve a fare i furbi e ricalcare gli altri tanto poi nessuno se ne accorge non mi sembra un grande insegnamento ...

p. ha detto...

In qualsiasi lavoro esiste un etica per cui se si imbroglia un cliente si è fuori.
Disegnare fumetti non è un lavoro?

FABIO MANTOVANI ha detto...

ciao manuel
non ho mai detto che il disegnatore in questione non ha fatto niente di male, dico che personalmente quello che ha fatto è un problema suo e della sua coscienza, gli è stato fatto notare l'errore, lui si è esposto, basta, i commenti della ragazza in quel blog sono continuati.
per la seconda parte della tua questione, ho avuto già esprienze simili a cui ho assistito e non sono finite bene e basta, non sottintendo nulla. la domanda che mi sono posto io e a cui solo un paio di persone hanno risposto, è come mai tanto accannimento su una storia che poteva essere discussa con toni più moderati? nel campo dei fumetti in italia, hanno già provato a fare esperimenti del genere e non sono finiti bene. Mettiamoci anche questo! I miei sono dubbi che espongo aspettando qualche risposta. negli gli ultimi post dove mi hanno ribattuto, non mi si rispondeva esponendo i propri argomenti, ma si basavano sopratutto sulla polemica, ora sta benedetta ragazza ha 17 anni o no? La cosa che mi ha lasciato perplesso, e spero che almeno te conosca il significato del termine, è che una tale intraprendenza non me la sarei mai aspettata, e basta. dico solo che forse poteva usare dei toni un po' meno "canzonatori" e "irriverenti" termini non miei, si sta parlando comunque sempre di un disegnatore di 40 anni. Rispondendo ad un'altro post, non mi sento per nulla un disegnatore arrivato e le questioni che ho espresso non hanno nulla a che vedere con il fatto che io mi senta superiore o meno, ho molti amici che mi conoscono bene per fortuna, per di più lo trovo alquanto offensivo come l'ultimo commento fatto da p. sono le 2 e 10 e sto ancora finendo una copertina che devo spedire per domani, sono arrivato sì ma non come è stato inteso, in più la cura che sto facendo non m'aiuta. Ho ritenuto doveroso analizzare tutta la faccenda, scusatemi se non la penso come voi, ma non ci posso fare nulla.
Se tu ti ritieni offeso in qualche maniera, mi dispiace ma non so più come esporre le mie argomentazioni che a quanto pare non hanno ricevuto risposte se non in alcune eccezioni.

fabio mantovani

ps: il discorso del nome e cognome è una mia fissa puoi chiederlo a chi vuoi, ritengo importante che ci si prenda la responsabiltà delle proprie opinioni, forse internet non fa per me.

FABIO MANTOVANI ha detto...

lucifer è dal 97 che insegno a scuola sia a Roma che a Jesi, i miei allievi li trovi sparsi nei vari blog di fumettisti che lavorano, la maggior parte di loro hanno il mio link, puoi chiedere a loro qual'è la mia etica, sono autodidatta in questo mestiere, le cose che ho appreso, le ho imparate molto duramente con innumerevoli sbagli che ho commesso.
ho frequentato l'accademia di belle arti di roma e il mio primo lavoro pubblicato è stato nel 1995. Non ho molto umorismo nel lavoro che faccio e in cui credo, e i miei allievi lo sanno bene.
Non mi vanno a genio i toni usati, non sto minimizzando le vostre opinioni, e basta. poi fate voi.
a proposito di etica dovresti firmare i tuoi commenti secondo me, comunque fa come vuoi.

fabio

MarcoS. ha detto...

Il lettore ha diritto ad esprimersi(senza entrare nel volgare e nell'offensivo) come e quanto vuole. Una critica ad un ricalco per me è allo stesso livello di una critica ad una prospettiva o ad un anatomia errata e ho visto critiche peggiori in quei casi. Poi l'età conta poco, se la faceva un critico di 40 anni uno che ha pubblicato libri sui fumetti il fatto acquistava un'altra dimensione?
A me sinceramente di questa polemica non m'interessa molto, mi dispiace che anni fa delle persone per qualcosa di simile ci hanno rimesso il "lavoro".

PS non sono 19 tavole, perchè cronache è disegnato da due disegnatori, quindi potrebbero anche essere solo 9 le tavole su cui ha lavorato il disegnatore accusato.

Luigi Siviero ha detto...

"ma i commenti mantengono gli stessi toni anche dopo il chiarimento che ha avuto con il disegnatore"
Veramente il disegnatore, nella mail privata pubblicata in quel blog, ha dato una risposta arrogantissima. Non mi stupisce che siano piovuti altri commenti negativi.

"La cosa che mi ha lasciato perplesso è che una tale intraprendenza non me la sarei mai aspettata"
Io trovo normalissimo che in una situazione del genere la ragazza di 17 che ha trovato i ricalchi abbia scritto alla Troisi.

Quando succedono cose del genere in Giappone la casa editrice e l'autore che ha plagiato si scusano pubblicamente. Nei casi peggiori la pubblicazione viene sospesa e l'autore licenziato.
La ragazzina che ha scoperto i plagi nelle Cronache del Mondo Emerso legge i manga e si informa su quello che succede nel mondo dei manga, quindi per lei è questa la norma.
Non poteva certo immaginare che in Italia le uniche risposte che avrebbe ricevuto sarebbero state una mail privata dal tono stronzo da parte dell'autore dei plagi e la difesa a oltranza da parte dei colleghi.

Martina ha detto...

Un buongiorno a tutti. Ho gradito l'intervento del sig. Recchioni sulla comunity di disegnomanga ma vorrei intervenire per esprimere il mio parere in quanto, mio modesto giudizio, si sono travisati dei punti fondamentali. In particolare il sig. Mantovani ha provato a rimescolare le carte cercando di coprire le malefatte del suo collega Ferrario.
Andiamo con ordine. La Panini e la sig.ra Troisi decidono di creare un fumetto tratto dalla saga di Cronache e così si mettono a cercare degli artisti che possano interpretare quel mondo con uno stile molto vicino a quello del manga.
Immagino che la Panini abbia indetto una sorta di provino a cui hanno partecipato vari disegnatori. Tempo fa su un sito di un disegnatore che ammiro tantissimo: Dennis Medri vennero pubblicati dei provini proprio tratti da Cronache.
Il sig. Ferrario ha partecipato al provino e l'ha vinto, quindi la Panini e la sig.ra Troisi danno fiducia al sig. Ferrario, rispettabilissimo disegnatore con una carriera alle spalle che però non ha mai disegnato in stile manga. Il sig. Ferrario per vincere quel provino e superare disegnatori che magari avevano una maggiore familiarità con lo stile manga ricalca alcuni disegni di Miyazaki-sensei. Grazie a questa "furbata" Ferrario raccoglie consensi da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Si aggiudica un lavoro senza faticare, basta una lavagna luminosa, una fotocopia ribaltata del disegno da ricalcare e il gioco è fatto. Nel momento in cui su neanche 20 pagine di fumetto troviamo oltre 19 disegni ricalcati possiamo parlare a tutti gli effetti di plagio di un'opera coperta da diritto d'autore anche e perché l'atmosfera generale ricalca (scusate il gioco di parole) quella di Mononoke Ime.
Insomma quello che mi chiedo è cosa abbia spinto Ferrario a ricalcare i disegni di un maestro come Miyazaki pur di vincere un provino ed aggiudicarsi un lavoro. Se Ferrario non era in grado di disegnare in stile manga originale perché non mettersi da parte ed onestamente dire alla Panini che non poteva partecipare al progetto?

Martina ha detto...

Una cosa che mi incuriosce è anche il rapporto tra disegnatore e sceneggiatore. Il sig. Recchioni ammette la sua buonafede e fa subito un mea culpa, ma quello che mi domando è come scrive le sue sceneggiature, probabilmente offre molta libertà ai disegnatori se questi poi sono liberi di poter ricalcare delle pose ripetutamente senza andare fuori sceneggiatura. Sarebbe utile per noi che amiamo il fumetto, in particolare il manga, vedere pubblicata anche solo una pagina di sceneggiatura di Cronache per capire come sia riuscito il disegnatore sig. Ferrario ad unire una storia originale tratta da una serie di romanzi ai ricalchi presi da altre opere. La sceneggiatura prevedeva ad esempio il calcio rotante ricalcato da Street Fighter?
Per me non ci sono giustificazioni che tengano, gli autori giapponesi per anni hanno subito la pirateria delle proprie opere. Sul sito della D/visual ad esempio potete trovare una sezione dedicata alla pirateria in cui il maestro Go-Nagai ha indetto una vera e propria battaglia iscrivendosi, tra le altre cose, alla SIAE per tutelare le proprio opere. Ci sono molti artisti giapponesi che fanno parte di questa associazione. Spero di cuore che il maestro Miyazaki veda l'albo di Cronache e intervenga per punire chi ha rubato il suo lavoro per farsi bello agli occhi dei lettori. Gli artisti giapponesi sono molto sensibili a questo argomento e non transigono che le loro opere vengano piratate ed il ricalco è proprio una forma di pirateria. E' come copiare un modello di Versace, si finisce in prigione. Il sig. Ferrario quando ha ricalcato alla lavagna luminosa i disegni del maestro doveva capire di commettere un errore. Nel fumetto italiano queste cose sono concesse ma noi che seguiamo il fumetto giapponese non tolleriamo chi ricopia i maestri di questa scuola. Spero di cuore che il sig. Recchioni faccia qualcosa per bloccare questo scempio, ha dato dimostrazione che il problema gli sta a cuore venendo nella nostra comunity, ora tocca alla sig.ra Troisi intervenire e prendere le distanza dai disegni ricalcati. Scusate la lunghezza della presente ma l'argomento mi stava a cuore.

Manuel ha detto...

@ FABIO MANTOVANI

Beh, il comportamento della ragazza
a me non pare particolarmente
strano... se i tuoi dubbi riguardano
il suo comportamento l'unica che
potrebbe risponderti è proprio lei...
Per come la vedo io è stata spinta
dall'indignazione.
Anzi, forse la sua giovane età ci fa
capire quanto questa possa essere forte!
E non mi sembra strano perchè è
lo stesso sentimento che provo io.
Aggiungici che i 17enni di oggi sono
molto svegli, che internet amplifica
di per se tutte le discussioni...

E poi l'intervento dell'autore non
mi pare molto di "pentimento" ha
candidamente ammesso che cit.
"l'ho copiato e l'ho copiato di brutto",
che non è lo stesso che dire "mi sono
ispirato a" che sarebbe davvero lecito.

A questo punto quale sarebbe la soluzione?
Visto che la frittata è stata fatta,
per come la vedo io, l'unico modo
corretto sarebbe chiedere umilmente scusa
e promettere che una cosa del genere
non accadrà più.

Ma bisognerebbe prima capire la portata
dell'errore commesso, che a me pare
evidente, ad altri un po' meno e a quelli
direttamente interessati tendente a zero.

Forse è questo che genera indignazione?

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ luigi

ciao, ho capito, alla mia domanda se questa faccenda poteva essere affrontata con toni più moderati, la risposta è no. Non ho mai difeso nessuno ad oltranza. Non mi sento collega di nessuno, anche perchè tendo a rimanerne fuori da questo "mondo". comunque oggi non mi sento molto in forma, scusatemi se non risponderò, ma non ce la faccio.

fabio

Fabio... ha detto...

Fabio tu sbagli la considerazione del mezzo.
Ho assistito a discussioni ben più violente e offensive su internet, i tono non sono mediati, nè per volontà di chi scrive ne dalla voce che a seconda dell'intonazione può ribaltare un pensiero.

La ragazza che ha tirato fuori l'argomento, non è una giornalista e non l'ha fatto su una testata "pubblica".
L'ha fatto a casa sua, col linguaggio suo, ai suoi soliti interlocutori.

Non credo alla Troisi o a Ferrario abbia scritto con la stessa verve.

S'è incazzata e ne ha resi partecipi i suoi amici/lettori.

Lo fanno tutti, forse sei davvero troppo lontano da blog e forum :)

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ martina

giuro che questo è l'ultimo post, poi andrò a letto, hai perfettamente ragione, ma la mia domanda era un altra, ed è quella che ho scritto nel post precedente, però gli addetti ai lavori non dovevano forse capirlo?
parliamo di professionalità, io non difendo nessuno e non mescolo le carte, speravo che qualcuno ponesse le domande che io, ovviamente, non posso fare, chi ha sbagliato? Lascio a voi le conclusioni, non ho usato casualmente il termine gogna.
Spero riusciate a capire il senso delle mie argomentazioni.

@ manuel

"Aggiungici che i 17enni di oggi sono
molto svegli, che internet amplifica
di per se tutte le discussioni..."
me ne sono accorto.
Con questo vi saluto.

fabio

Manuel ha detto...

@ FABIO M

Cerco di capire il tuo discorso,
ma davvero qualcosa mi sfugge!
L'unica che mi viene in mente è
che forse stai dicendo che il
post di Recchioni ha scatenato la
vera gogna?
Se quando sarai più in forma ne
avrai voglia mi piacerebbe capire.

Resto dell'idea che qua il 99%
dell'errore l'ha fatto una persona
sola.

cristiano ha detto...

la discussione continua ad essere farraginosa: le critiche più forti mi sembra di capire vengano da persone che non hanno la minima idea di cosa sia un processo produttivo.
rispondo direttamente a manuel, perchè usa toni civili: perchè ti da fastidio che per un fumetto sul basket si usi della documentazione sul basket? liberati della visione falsamente pura che hai della creatività, e goditi slam dunk come hai fatto in precedenza!
tavoli luminosi, fotocopie, fotografie allo schermo della tv a tubo su di un fermo immagine, ecc. sono strumenti tanto quanto le matite ed i pennelli.
e non è una giustificazione del tipo:"ma fanno tutti così". si fa così.
si chiama documentazione, e più ce ne è, più la maggior parte dei fruitori apprezza.
nessuno ha voluto chiarire tecnicamente dov'è il limite tra copia creativa e ricalco:
io credo che non esista. esiste soltanto la volontà dell' autore di esplicitare o no le proprie fonti documentarie, la voglia o il tempo di integrare o modificare il materiale di partenza.
poi, aggiungo, e mi rendo conto che possa suonare estremo, ma reputo tutta la storia dei diritti d' autore un po' una fregnaccia, che riguarda più l' esercizio del potere editoriale che la tutela dell' artista.
e mi fermo qui, che è la terza volta che scrivo la stessa cosa.

Manuel ha detto...

Scusa cristiano, dimmi chiaramente
se secondo te le vignette incriminate
sono frutto di un'operazione lecita
o meno, perchè forse su questo punto
non ci incontreremo mai.
Quella dove si abbracciano è quella
che più mi fa incazzare: gli occhi chiusi
di lui, lo sguardo di lei, la posizione
della mano, il frammento di spalla che
si intravede; i capelli, le pieghe dei
vestiti! Le ha solo allungato le orecchie!
Nelle altre anche i capelli seguono
le stesse curve!
La documentazione è sacrosanta, ma
non riesco a vedere come copia, ricalco
e ispirazione possano stare sullo stesso
piano!
Quando mi dici che "fanno tutti così" io
non ti credo proprio: la documentazione
sicuramente, ma l'uso che se ne fa no!
La questione del copyright, per quanto
possa sembrare assurda/ingiusta/limitante
e quel che vuoi, è una cosa seria che
può portare problemi, o sbaglio?
E da alcuni esempi che sono stati fatti
possiamo vedere che sono gli autori
stessi a reclamare.
E ancora, alla fine, se sono i lettori
quelli che si lamentano, quelli che pagano,
quelli a cui ti rivolgi e per i quali sei
pagato per lavorare... non pensi che
dopotutto sarebbe meglio non farli
incazzare (insoddisfarli)?
E la soluzione non è mettere a tacere
chi scopre "l'inganno", minimizzare,
o dire "fanno tutti così".
La soluzione è non farlo.

MicGin ha detto...

Se si volesse impiegare un po' di tempo e analizzare le prime strisce di Aurelio Galeppini e confrontarle con quelle di Alex Raymond, oppure le prima tavole di Munoz e Pratt, confrontate con quelle di Milton Caniff, si potrebbero trovare tantissimi presunti "plagi".

E' chiaro che lo stile di un disegnatore, nel periodo della sua formazione, abbia sempre dei debiti verso altri. Debiti che vengono poi completamente saldati dalle realizzazioni successive.

Il caso qui in oggetto è però un poco diverso, perché Ferrario non è il giovane Galeppini.
Il riferimento alle immagini preesistenti segnalate in rete è innegabile. Rimane quindi da stabilire se questo sia un fatto negativo e se possa considerarsi plagio d'autore.

C'è un elemento che corre in soccorso di Giuseppe Ferrario ed è il suo talento. Se le sue immagini riproducono le pose originali, è indubbio però che questo non avviene con sciatteria, ma con grande bravura. Il risultato artistico è buono, se non eccellente. Dunque Ferrario non si è risparmiato. Non ha fatto questa scelta per fare più in fretta, per utilizzare al volo qualcosa di già pronto.
Ha invece voluto riprodurre uno sguardo, un'estetica ben precisa, senza negarlo ovviamente.
E questa, prima ancora che una responsabilità dell'autore, è una responsabilità dell'apparato produttivo, cioé della Panini.

La Panini è una casa editrice che potrebbe dare un grande contributo allo sviluppo del fumetto italiano.
Ma non ci riesce.
Perché é ingabbiata e auto soffocata da uno gestione manageriale che non consente di innovare. Tutto ha un costo.
Quindi tutto deve ripagarsi.
Una produzione italiana, che costa di più, deve ottenere risultati certi.
E lavorare su un progetto che strizza l'occhio al manga e al fantasy, firmato da nomi popolari, non può che portare a conseguenze di questo tipo.

Invece di chiedere e stimolare ad un talento puro come Giuseppe Ferrarrio qualcosa di nuovo, personale e innovativo, gli si chiede di riprodurre un modello.
Perché il lettore ha già negli occhi quello che vuole. E il prodotto di questo processo è, si suppone, quello che questo pubblico vuole.

A me dispiace che si usi il talento di tutti gli autori coinvolti per un progetto di corto respiro creativo, che, addirittura, ironia della sorte, diviene oggetto di una polemica comprensibile, ma che sbaglia completamente bersaglio.

Riassumendo, ecco il verdetto finale.

Giuseppe Ferrario assolto per le attenuanti.
Panini colpevole.
Roberto Recchioni libero ma su cauzione
;-)

RRobe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Giusto per capire di cosa stiamo parlando e eliminare qualche sofismo dalla discussione, ok?

Andate qui:
http://yfrog.com/17siokj

Detto questo, io ripeto: quello che Giuseppe ha messo di suo in questo lavoro è straordinario perché lui è un bravissimo autore.
Purtroppo non tutto quello che ci ha messo è suo.

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ MicGin



BINGOOOOOOOOOO!
ma chi t'ha mandato a te!

fabio (resuscitato parzialmente)

Manuel ha detto...

@ MicGin

Mi oppongo!

C'è un solo problema nel tuo ragionamento:
nel suo post (molto in alto) Ferrario dice:
"Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki. Mi esaltava l'idea di provare una nuova linea artistica e, forse sbagliando, ho impostato tutto sullo stile del mio idolo."

Eliminiamo le attenuanti?

Poi sul controllo dei controllori...
non so e se ne siano accorti o meno (a parte RRobe, di cui sappiamo);
nel primo caso colpevoli, nel secondo,
come hai detto tu, cauzione (proporzionale
al livello del controllore).

:)

MicGin ha detto...

Bravo Manuel, mi piace questo stile!

Ricordo il passaggio di Giuseppe.
Ma qui il discorso è ancora più a monte. L'autore grafico ha compiuto questa scelta. Ma è una scelta che sta in un sistema di valori che ha fatto sì che venisse accettata probabilmente senza discussioni o approfondimenti.
Disegni belli?

In linea con le aspettative di chi ama manga e fantasy?

Disegni belli?
sì sì

ok procedere!

E' per questo che si creano i cortocircuiti. Perché è proprio sbagliata la filosofia di fondo con cui si producono fumetti in Italia. Almeno questi fumetti di questo editore.

Per questo concedo tutte le attenuanti del caso.

werther Dell'Edera ha detto...

Secondo me tra copiare e ricalcare una differenza, seppur labile (a quanto pare), c'è. La differenza sta nel rielaborare secondo il proprio gusto quello che si vede, adattarlo alle esigenze della pagina. Cercare documentazione e ispirazione fa parte del processo creativo, però un conto è piegare ciò che si vede alle proprie esigenze e un conto è ridurre le proprie esigenze a ciò che si trova. Inoltre copiare, prendere ispirazione da etc. è propedeutico alla crescita "artistica", emulare dei modelli per superarli: di solito è a questo che si tende quando si usano dei modelli. Ricalcare un modello ha solo un beneficio momentaneo. A cosa porta questo? Che crescita ti offre? Avrai un risultato che all'occhio di un lettore disattento non farà nessuna differenza, all'occhio di un lettore attento provocherà fastidio e all'occhio di un addetto ai lavori si presenterà come un lavoro altalenante e discontinuo, per via del fatto che non sempre sarai stato in grado di trovare la scena da ricalcare e le differenze tra vignetta e vignetta saranno evidenti, troppo evidenti saranno gli alti e bassi tra pagina e pagina.

cristiano ha detto...

prima di uscire dalla discussione rispondo a manuel:
mi sembra chiaro che non ci incontreremo mai sui punti in discussione, come è chiaro che non condivido le posizioni di roberto, e fino a qui pace, e meno male che c'è internet e tutti parliamo e discutiamo, eccetera eccetera. rispondo a te perchè hai espresso dispiacere e disillusione, e conseguente incapacità di continuare a fruire di cose che ti piacevano, secondo me senza motivo.
lo dico a fin di bene, e suona paternalista purtroppo, ma è quello che penso.
per quanto riguarda un eventuale aspetto legale della vicenda, credo sia evidente non mi possa interessare di meno, e credo che forse dovrebbe, semmai, interessare
soltanto al "maestro giapponese".
ciao

cristiano ha detto...

@werther:
a me sembra che continuiate tutti a proporre una visione molto etica dell' idea di modello: se guardo ad un modello (propriamente detto o un altro autore in generale) per accrescere la grandezza dello spirito umano e della storia dell' arte, allora va bene. se invece uso un modello per fare un disegno, è cosa bassa e non si fa.
ma stai confondendo etica ed estetica.

werther Dell'Edera ha detto...

@Cristiano
Ti sbagli, io non confondo etica ed estetica, semplicemente perché l'etica, nel mio discorso, non è presa neanche in considerazione. La mia era una disquisizione puramente estetica, come dimostrano le conclusioni alle quali sono giunto :)

Martina ha detto...

Dico la mia per chiudere la visione che ho di questa bruttissima storia. L'unica persona che ha avuto la sincerità e la lealtà di non sottrarsi alle critiche del pubblico è stato Roberto Recchioni che da prima è venuto nella nostra comunity disegnomanga e poi ha aperto questo topic sul suo blog cospargendosi il capo di cenere. Immaginate la vergona che ha provato Roberto fidandosi del sig. Ferrario e autorizzandone le tavole la cui maggior parte delle immagini venivano poi ricalcate dal lavoro del maestro Miyazaki (quindi qui c'è stato un vero e proprio furto dell'altrui arte) e ora la vergogna che proverà la sig.ra Troisi a vedersi rovinato l'adattamento a fumetti della sua celebre saga. E poi la Mondadori, la Panini, tutti si sono fidati del sig. Ferrario e lui in cambio li ha ricambiati ricalcando delle opere artistiche di altri grandi maestri. Il sig. Ferrario invece di censurare i nostri messaggi sul suo blog si cosparga il capo di cenere, ammetta di aver rubato l'arte del maestro e chieda scusa alla Panini, ai suoi colleghi, alla sig.ra Troisi e soprattutto al maestro, solo in questo modo potrà sperare di non essere denunciato dall'associazione dei diritti d'autore guidata da Nagai-Sensei. Io ho inviato un'email dettagliata con questa storia alla D/Visual sperando che anche l'attenzioni degli artisti giapponesi si attivi su queste opere di sciacallaggio. Mesi fa c'è stato un sequestro in Italia da parte della guardia di finanza di dvd d'animazione pubblicati senza il pagamento dei diritti. Fu la D/visual e Nagai-sensei a guidare questa operazione.
Se il sig. Ferrario ha le spalle larghe risponda a tutto il pubblico e porga le sue scuse invece di nascondersi.

cristiano ha detto...

@werther:
non lo so.
il sottotesto del tuo intervento mi sembra: se agisci senza l'intenzione di crescere, il risultato sarà mediocre.
come dire che la riuscita di un lavoro è subordinata allo spirito con cui lo si affronta.
secondo me è falso.







e poi che è 'sta storia dell' iguana tra i capelli?
:) anche a te!

MicGin ha detto...

Il post di Martina, che non rende pubblico il suo profilo, rischia di cadere nel ridicolo quando scrive:
Il sig. Ferrario invece di censurare i nostri messaggi sul suo blog si cosparga il capo di cenere, ammetta di aver rubato l'arte del maestro e chieda scusa alla Panini, ai suoi colleghi, alla sig.ra Troisi e soprattutto al maestro, solo in questo modo potrà sperare di non essere denunciato dall'associazione dei diritti d'autore guidata da Nagai-Sensei.

Se anche Ferrario riconoscesse di aver sbagliato, anche se c'è da discutere sul se e sul quanto, rimane e rimarrà il problema a monte. Si è ritenuto che il mercato potesse gradire questo prodotto. E tutto viene di conseguenza. Andrebbero invece fatte altre scelte. Premiare e incentivare l'originalità invece di cercare il facile business. Questa vicenda mi sembra esemplificativa. Molti rimarranno comunque per sempre convinti, e c'è da capirlo, di un torto commesso. E per il momento rimane in croce uno dei più interessanti talenti del fumetto italiano. A chi giova?

Luigi Siviero ha detto...

"E per il momento rimane in croce uno dei più interessanti talenti del fumetto italiano. A chi giova?"

"In croce" è esagerato! Semplicemente si è scoperto che ha ricalcato delle vignette e la cosa è stata resa pubblica.
E poi la parentesi "spiacevole" (uso le virgolette perché per molti sembra che ricalcare sia la norma) è chiusa.
Spero che in futuro non gli mancheranno le occasioni di pubblicare perché è molto in gamba come disegnatore.

Più che Ferrario è stata messa in croce la ragazzina di 17 anni che si è permessa di fare il confronto con Miyazaki.

Capitan Ambù ha detto...

Il cospargersi il capo di cenere, inginocchiarsi sui ceci ed entrare in una vasca di coccodrilli li posso accettare solo nei film di Fantozzi o nelle puntate di mai dire Banzai. (ridicolo davvero)

Non entro nel merito se Ferrario abbia sbagliato o meno, di questo se ne occuperanno gli appartenenti al progetto, ma dopo avere reso tutto pubblico cara Martina vorresti saperlo crocifisso?
Tu vuoi che uno stimato professionista si ritrovi in mezzo ad una strada per aver commesso, se anche fosse un errore?
Ma davvero pensi che si libererà un posto per un emergente che non ha le stesse qualità di Ferrario?
Un emergente comincia con le fanzine, con delle prime pubblicazioni spesso non pagate e piano piano cresce fino ad arrivare ad essere uno stimato professionista.
Se crei dei manga carini che funzionano (secondo amici e parenti) sei un professionista in grado di disegnare un albo.
L'editore deve essere certo delle tue capacità in tempi magari stretti, se sei uno che rispetta le consegne e tante altre variabili che tutti i professionisti conoscono.


La critica che fai ci sta tutta, come lettrice hai tutte le ragioni del mondo per sentirti come ti senti ma penso che il tuo discorso stia andando oltre la polemica da lettrice.

Riguardo a Roberto lui è colpevole quanto Ferrario, o almeno lui dice così nel post, rendere pubblica questa cosa può innalzarlo ad eroe popolare ai tuoi occhi da lettrice, ma per chi fa questa professione la situazione è un pò diversa, concordo con Ginevra che arriva alla reale motivazione che porta ad una situazione come questa.

MicGin ha detto...

Luigi, TeaSe ha fatto quello che si sentiva di fare. E' una navigatrice della rete che si è accorta di una cosa che non andava e ha fatto bene ad esprimerla.

Personalmente, sto cercando di togliere dal tavolo della discussione il concetto di colpa, banale e riduttivo, che porta al capro espiatorio, per parlare invece di responsabilità.
Responsabilità del disegnatore, senza dubbio, ma anche a monte di lui.

E, a pensarci bene, anche a valle. Perché alla fine è anche il pubblico che sembra volere certi prodotti fatti in un certo modo.

Giorgio Salati ha detto...

Immaginate la vergona che ha provato Roberto fidandosi del sig. Ferrario...

...e ora la vergogna che proverà la sig.ra Troisi a vedersi rovinato l'adattamento a fumetti della sua celebre saga.

...

E poi la Mondadori, la Panini, tutti si sono fidati del sig. Ferrario...


Ma che è 'sto stile melodrammatico?


...si cosparga il capo di cenere, ammetta di aver rubato l'arte del maestro e chieda scusa alla Panini, ai suoi colleghi, alla sig.ra Troisi e soprattutto al maestro, solo in questo modo potrà sperare di non essere denunciato dall'associazione dei diritti d'autore guidata da Nagai-Sensei.

Per qualche vignetta copiata? Ma per favore. Un conto è copiare un'opera, un altro conto è fare un'operazione di questo tipo che è senz'altro sbagliata ma va a discapito più che altro dello stesso disegnatore perché ne sminuisce il talento.

I lettori hanno un'arma potentissima. Si chiama PORTAFOGLIO. Significa comprare o non comprare un prodotto che - quaslasi sia il motivo - piace o non piace.

Gli autori hanno il dovere di creare opere interessanti e ONESTE. Nel momento in cui il lettore si sentisse tradito, avrebbe il diritto di far valere la sua arma.


E per favore facciamo le battaglie di principio per cose un po' più importanti, che ce n'è di cose di cui occuparsi.

Cit.:
"Senatore McCarthy, non ha nessun senso della decenza, in fin dei conti?"

Luigi Siviero ha detto...

"Riguardo all'altra storia che avete accennato, per un pò, per omonimia, anche io ho avuto dei disagi. Vedo invece in queste reazioni a volte, una ricerca per screditare i lavori altrui, e non si pensa alle conseguenze che poi ne derivano."

Ferrario ha pensato alle conseguenze dei suoi ricalchi? Ha pensato alle figure di merda che avrebbe fatto fare a Roberto Recchioni e Gugliotta e alla Panini?

Luigi Siviero ha detto...

"Il cospargersi il capo di cenere, inginocchiarsi sui ceci ed entrare in una vasca di coccodrilli li posso accettare solo nei film di Fantozzi o nelle puntate di mai dire Banzai."

E' vero, in Italia è molto difficile che qualcuno ammetta di avere torto e chieda scusa (senza ceci e senza coccodrilli).

Non si riesce neanche ad avere una versione chiara di come sono andate le cose!

Da Disegnomanga.it:
"L'editore mi aveva chiesto uno stile leggermente manga, che non è il mio stile, così mi sono affidato alle sapienti mani del maestro Miyazaki per farmi guidare"

Da Asso Merrill:
"Per prima cosa vorrei chiarire che la Panini non mi ha imposto nessuno stile, sono io che ho proposto un lavoro alla Miyazaki."

Luigi Siviero ha detto...

"Ma davvero pensi che si libererà un posto per un emergente che non ha le stesse qualità di Ferrario?"

Ha ragione Ginevra. E' chiaro che in un ambiente del genere la gente ricalca e non solo pensa di farla franca, ma sfotte chi ha scoperto il ricalco.

Martina ha detto...

Io vorrei solo far notare, senza entrare in polemica, che secondo me i disegnatori italiani, in particolare quelli di un'altra generazione, hanno poco, pochissimo rispetto nei confronti degli artisti giapponesi tanto da denigrare il loro stile.
Forse il sig. Ferrario pensava di poter scimmiottare ricalcando il maestro Miyazaki senza che nessuno se ne accorgesse. Io mi sento di dire che il sig. Recchioni in questa circostanza è stato l'unico ad essersi caricato sulle spalle il peso di questa situazione senza esserne il diretto responsabile. Il sig. Ferrario si è limitato ad ignorare le ripetute email e i messaggi sul suo blog addirittura censurandoli, bastava avviare un dialogo e scusarsi con tutti.
Se fosse accaduta una cosa del genere in Giappone l'autore in primis, seguito dall'editore, si sarebbe scusato pubblicamente per il plagio e il fumetto sarebbe stato ritirato dal mercato per non fare un torto a chi ha subito il plagio. In Italia si tende a sminuire l'importanza che ha il diritto d'autore sulle opere come i manga, gli autori giapponesi sono molto sensibili a questo argomento, invito i detrattori e chi cerca di rimescolare le carte sminuendo la gravità del problema a leggere il sito della D/visual nella sezione "PIRATI".
Le colpe del sig. Ferrario sono gravissime e ancor più grave è l'atteggiamento di chi tra i suoi colleghi cerca di sposare l'attenzione dal vero problema: il plagio attraverso il ricalco dei disegni del maestro Miyazaki e dei volti dei personaggi di Fragola 100% oltre a tantissime pose prese da Naruto ed altri manga su cui si sta lavorando per trovare le fonti originali in modo da mostrare che di questo fumetto tratto da Cronache a livello grafico c'è ben poco di originale. Ricordo a chi ha poca memoria che Panini stessa pubblicò anni fa l'anime comics di Mononoke Ime. Cosa penseranno i giapponesi quando arriverà la notizia di questo plagio? Questo è un danno nei confronti del mercato italiano intero. Forse voi che non seguite il nostro mondo non siete al corrente del fatto che per anni la pubblicazione di Goldrake e delle opere di Nagai-sensei sono state stoppate dall'autore perché in Italia circolavano vhs prima e dvd poi pirata. Per non parlare del maestro Miyazaki il cui capolavoro Nausicaa venne trasmesso sulla Rai senza un regolare contratto, per anni un ventennio le opere dello Studio Ghibli non sono state cedute ad editori italiani per il problema della pirateria. Credo che qua dentro stiate sottovalutando la gravità di quello che ha fatto il sig. Ferrario ricalcando La città Incantata e La Principessa Mononoke.

Capitan Ambù ha detto...

E' anche vero che in Italia si fanno le battaglie per le cavolate come queste invece di contrastare le ronde, il razzismo, la dittatura mediatica etc...ma questo cosa centra con il caso in questione?

Recchioni ha detto la sua pubblicamente assumendosi le responsabilità.
Ferrario ha risposto anche lui pubblicamente.

La casa editrice penso che abbia ancora due numeri per scusarsi con i lettori e dare una risposta riguardo la questione ricalco.

Ora vorrei sapere i giudici qui presenti quanti anni gli vogliono dare, oppure lo possiamo flagellare ?...
Anzi li possiamo, perchè le "colpe" ricadono su tutti i coinvolti.


Continuo a preferire l'analisi di Ginevra, che mi sembra più costruttiva.

Martina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Martina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Martina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Capitan Ambù ha detto...

-Io vorrei solo far notare, senza entrare in polemica, che secondo me i disegnatori italiani, in particolare quelli di un'altra generazione, hanno poco, pochissimo rispetto nei confronti degli artisti giapponesi tanto da denigrare il loro stile.-

I disegnatori di altra generazione come me sono nati con i cartoni di Go Nagai, quindi senza entrare in polemica, dici qualcosi di assolutamente fantasy.
I disegnatori italiani, non solo conoscono gli artisti giapponesi ma anche quelli francesi, belga, spagnoli, americani come è giusto che sia per ogni professionista che si rispetta.
Spesso mi capita di sentire alcuni amanti del manga dirmi che il primo fumetto stampato è giapponese, o magari non conoscono minimamente autori come Toppi, Breccia, Battaglia, Munoz e a volte lo stesso Taniguchi.
Ma io non generalizzo, non sono convinto che tutti gli emergenti siano così carenti di cultura fumettistica.

Un professionista non si ferma alla conoscenza di un solo genere fumettistico, sarebbe una lacuna e un limite al proprio lavoro.

Manuel ha detto...

@ cristiano

mi sembra di capire che secondo te il
concetto di plagio non esista, di
conseguenza tutte le nostre sono parole
al vento.

Però il concetto esiste e le conseguenze
possono essere tangibili!

Che senso ha venire a parlarci di arte,
accrescimento personale etc in questo
caso?

Voglio dire, il punto non è "dovrebbe
potersi fare" ma "si può fare"?

@ Ambù

nel caso possa ergermi a giudice-lettore,
per quanto mi riguarda pretenderei
delle scuse pubbliche e la promessa
di non rifare lo stesso errore.
Come dici Ferrario ha risposto
pubblicamente ma quel che ha detto,
in pratica, è stato "me può fregar de meno".

Se a te sembra una risposta adeguata...

Giorgio Salati ha detto...

"La gravità di quanto ha fatto il signor Ferrario"...

Martina, forse non ti rendi conto che tra vendere una copia pirata di un film altrui, e copiare un po' di vignette c'è una bella differenza. Per dirla in termini economici, il danno economico della vendita di copie pirata è veramente ingente sia per i diritti d'autore degli autori, che per le case di produzione, distribuzione ecc. che si vedono rubare gli introiti da chi vende le copie pirata.

Copiare alcune vignette è sì sbagliato, ma il danno è infimo. Ferrario ci ha fatto una figura di merda. Ok. Ma la "gravità" del suo comportamento mi sembra abbastanza trascurabile, se non che ci ha fatto la figura di merda. Sai che danno a Miyazaki, mamma mia. Lo vedo, chiuso in bagno a piangere.

Ci sono milioni di film che "omaggiano" altri film copiando battute, interi dialoghi, intere scene addirittura (qualcuno ha detto Tarantino?).

E santa pazienza, che delitto!

Sono d'accordissimo che plagiare una storia sia una cosa grave, ma qui si sta veramente facendo un processo per un po' di vignette copiate, ma ci rendiamo conto che siamo fuori dal senso della realtà?

Ma poi basta, dai. Non ha nemmeno senso stare qui a discutere per tre lettori incazzati, ognuno ha le sue storie da scrivere e da disegnare, piuttosto torniamocene ognuno al suo lavoro, è lì che abbiamo da dimostrare qualcosa, e molliamo lì queste baruffe da bar sport.

Ferrario ha irrimediabilmente perso una decina di lettori, e bom.

Giorgio Salati ha detto...

pretendere le pubbliche scuse come se fosse un funzionario pubblico...

ma santodio, qui siamo alla fantascienza.

Basta, io mi tolgo dalla discussione perché il livello di parossismo ha superato ampiamente la soglia cui sono abituato.

Fabio... ha detto...

Giorgio usa google.
Sono più di 10.

E non li ha persi Ferrario, i fans di Ferrario rimarranno tali.
Nell'era di internet, a perderci è la Troisi, la Panini.

Ma io ripeto quanto ho detto 100 post fa.

Prima di crocifiggere Ferrario,
c'è da vedere a monte da chi è partita l'idea di far disegnare "alla Miyazaki" un autore bravo ma non in stile.

Gliel'hanno chiesto e lui ha detto "nessun problema"?
Gli hanno detto "lo fai tu ma devi farlo "alla Miyazaki"?

Poi, dato il lavoro a lui, c'è da capire perchè tra sceneggiatore, redattore, redazione, editore nessuno si è accorto che era un pò troppo alla Miyazaki.

Capitan Ambù ha detto...

Per Manuel

E' una risposta adeguata per Ferrario.
Come trovo giustissimo la tua richiesta come lettore del fumetto.
Infatti quello che ho scritto non era rivolto a te.

Ma io la scusa la pretenderei dalla casa editrice che prenderà provvedimenti nei confronti dell'autore, di solito nelle altre professioni succede così.

Il resto dei miei interventi non scusano assolutamente il plagio, e non mi trovano concorde nel ricalco.
Ho ribadito che l'intervento dei lettori è lecito e motivato.

Quello che ho contestato è l'attacco verso il solo autore, quando ad una pubblicazione intervengono tante altre figure.
Ho contestato alcuni emergenti che sono intervenuti dicendo perchè invece di chiamare Ferrario non hanno chiamato un nuovo autore che fa manga, perchè questo mostra un interesse diverso da quello di lettore.

Ho contestato alcune frasi che trovo ridicole, come cospargersi il capo di cenere, liberissimi di dirlo e libero io di trovarlo ridicolo.

Come "collega", o professionista, non entro nel merito della scelta di Ferrario e non trovo giusto discuterlo pubblicamente per una mia idea di etica professionale.

Non lo difendo e non lo accuso, posso comprendere la reazione di Roberto e approvo quando si sente responsabile di quello che è successo.
Rendere pubblica la vicenda secondo me non lo assolve da queste responsabilità e penso che anche lui non abbia chiesto questo.

Capisco la critica mossa dai lettori, la condivido solo per il fatto che hanno acquistato un prodotto che li ha delusi.

Il discorso di Michele Ginevra affronta invece un nodo importante della produzione fumettistica italiana, il vero nervo scoperto che andrebbe analizzato in maniera più approfondita.

Manuel ha detto...

@ SALATI

la tua analisi mi sembra riduttiva.

Giusto per farti un esempio di come
siano i manga-fan, leggiti questa
notizia:
http://www.animeclick.it/notizia.php?id=22725
Maniacalità? Amore, passione, pazzia?
Che roba sarà mai?

A quanto dice Martina "Le colpe del
sig. Ferrario sono gravissime e ancor
più grave è l'atteggiamento di chi
tra i suoi colleghi cerca di sposare
l'attenzione dal vero problema:
il plagio attraverso il ricalco dei
disegni del maestro Miyazaki e dei
volti dei personaggi di Fragola 100%
oltre a tantissime pose prese da Naruto
ed altri manga su cui si sta lavorando
per trovare le fonti originali in modo
da mostrare che di questo fumetto tratto
da Cronache a livello grafico
c'è ben poco di originale."

Chissà quante cose scopriranno.

A me questa discussione sembra
interessante: ho scoperto che quello
che ai miei occhi è una vergogna,
è un malcostume abbastanza diffuso;
che ci sono persone che pensano che il
plagio sia un momento di crescita;
che molti pensano di sapere su cosa
sia più giusto fare polemica.

Pensa, io credevo che chiedere scusa
fosse il minimo!
Che c'entrano i funzionari pubblici?
Tu non ti sei mai scusato?

Alla faccia del parossismo!



@ AMBU

secondo quanto ha detto lui stesso
non ha avuto alcuna indicazione
ma anzi ha proposto lui lo stile.
E ancora una volta il problema
non sarebbe questo ma la modalità.

Giorgio Salati ha detto...

Fabio ok, ma nell'era di internet a perderci è la Panini ecc. proprio perché vengono imbastiti assurdi linciaggi e perché 10 o 20 o 50 lettori che urlano su internet sono più vistosi di 100.000 che comprano l'albo. E perché gli si dà retta invece di lasciarli urlare al vento come sarebbe giusto. Io sono uno che apprezza molto le recensioni dei lettori anche negative quando sono moderate dal senso della misura, ma vedere un po' di nerd che gridano allo scandalo e pretendono pubbliche scuse mi fa scendere il latte alle ginocchia.

Ferrario ha perso un po' di lettori non nel senso che ha perso i fan, ma che quelli che avrebbero potuto potenzialmente diventare suoi lettori affezionati invece li ha persi per aver fatto una cagata.

E chissenefrega.

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ luigi prima parte

io ho il sospetto che tu faccia finta di non capire, cercherò di essere chiaro, anche inimicandomi qualcuno, non ho idea se tu conosci i meccanismi di produzione di un fumetto, ma quì si continua a far finta di niente. mic gin ce lo ha spiegato con una semplicità disarmante, e quì si fa finta di non capire, nel post di roberto c'è un limpido richiamo al problema di fondo,e quì si fa finta di non capire, c'è stato un commento alquanto interessante di KoShiatar, e si continua a far finta di non capire, capitan ambu e giorgio salati ho il sospetto che ci siano già arrivati da ieri, tu difendi l'atto della "ragazzina" termine tuo, e quì scatenerò una sfilza di pseudonimi che mi si avventeranno contro, nascondendosi dietro l'anonimato perhè non hanno le palle per prendersi le proprie responsabiltà, lo scrivo a chiare lettere, così non creerò dubbi, nemmeno a manuel, tease ha sbagliato bersaglio o perlomeno non doveva essere l'unico, dato che la cosa si è ingigantita, ed è stata lei a farlo, mettendo al corrente sia il disegnatore che, ovviamente gli è roduto il culo,cerchiamo almeno di non essere ipocriti in questo, che la scrittrice. Non convieni con me? Perchè la casa editrice, che ha avallato il lavoro, no? Perchè quando ha avuto l'occasione di discutere di questa cosa con roberto che, per primo aveva fatto un"mea culpa" non lo ha fatto?. Sono più di dieci anni che lavoro con ragazzi di quella età, e credo di conoscerli un pò anche se quì è stata messa in dubbio la mia professionalità. C'è un direttore artistico che supervisiona i nostri lavori e la sua professionalità è data dalla sua conoscenza in materia, ovviamente dato che lo stile era manga, non credo che ci abbiano messo uno specializzato in topolino, e quì mi sono giocato ogni possibilità di propormi alla panini. Io ho mandato al diavolo Kilion perchè non riuscivo a comunicare con il direttore di testata, diciamo così.
chi manda in stampa è responsabile di quello che viene stampato.

FABIO MANTOVANI ha detto...

@ luigi parte seconda


Martina anche lei senza cognome ovviamente,è probabilmente un aspirante disegnatrice che da moderata m'è diventata forcaiola.
roberto s'è assunto le sue responsabilità, le ha fatte presente nel sito in questione, e questa è stata la ramanzina della ragazza" grazie mille roberto per aver fatto sentire la tua voce in merito...io personalmente ne sono onorata, grazie davvero...
sono concorde in tutto ciò che dice Salvatore...almeno la mia indignazione è partita dai risvolti che questa faccenda porta alla luce, di come evidenzia i meccanismi del mercato dei fumetti in italia. ". I meccanissmi del mercato in Italia non li fa il disegnatore, e lo sa anche lei sennò non avrebbe usato quei termini, smentiscimi anche questo, non mi pare che sia una persona sprovveduta. Riassumo, stiamo parlando di un aspirante disegnatrice che condanna il disegnatore che a 40 anni e si fa rodere il culo perchè una diciassettenne lo ha "beccato" e che comunque nella fase decisionale non ha tutta questa indipendenza,( mi dispiace manuel, se distruggo la tua idea del fumettista), e non se la prende con nessun altro. Vediamo vediamo, Roberto Recchioni è conosciuto, la sua parola ha un certo peso nel mondo del fumetto non mi conviene,la panini dunque.....sperimentano, fanno varie produzioni, non è il caso, ferrario, ma sì! Solo l'atto del chiarimento di ferrario con la ragazza era una chiara ammissione di colpa, non le bastava? o voleva la testa cosparsa di cenere, o voleva la testa?
Ieri mi è stato ripetuto più volte che questa non è ua gogna, ne siamo sicuri? gogna" Le gogne erano allestite nelle piazze di mercato e negli incroci per detenere criminali di poca importanza. Spesso un cartello era appeso al collo del malfattore, o nelle vicinanze, sul quale erano scritti il delitto e la pena. Queste punizioni generalmente finivano passate poche ore o qualche giorno." fonte wikipedia, non ti pare che ci sia qualche punto in comune?
nei casi di plagio citati in questo post, forse non sai che ai direttori di testata nessuno fece nulla, nemmeno uno scappellotto sulla testa anzi.....e quì mi fermo perchè non sono cazzi miei.
Ora non notate un anticcnia di opportunismo in tutto questo? no? contnuate ad inveire,
facciamo finta di non capire.

p.s poi uno dice che non ci meritiamo berlusconi e le camice nere a milano......mahhhhO_____O le faccette buffe le so fare anch'io


fabio mantovani

Giorgio Salati ha detto...

Manuel, io mi scuso con la casa editrice per cui lavoro, se faccio una cazzata. Perché magari faccio perdere dei CLIENTI facendo quella cazzata.

Non mi scuso con pochi lettori che gridano allo scandalo senza sapere minimamente il contesto in cui l'autore ha dovuto lavorare.

Perché ripeto, il lettore ha quell'arma potentissima, che è l'acquisto o meno. E' l'arma più democratica che esista.

Io ho profondo rispetto per il lettore, e cerco sempre di essere onesto nei suoi confronti. Ma anche il lettore deve avere rispetto di me. Se il lettore mi espone una critica motivata, sono dispostissimo ad ammettere di aver sbagliato. Ma se il lettore si propone di linciarmi, be', può anche andare al diavolo. Anche perché so che per un decimo di lettori che fanno casino sui forum, ci sono 9/10 che leggono e senza tanto clamore né linciaggi decidono se comprare o non comprare. Io è a QUEI lettori che mi rivolgono, quelli che hanno la razionalità per muovere critiche se necessario, ma con il dovuto senso della misura.

E, ripeto: se sbaglio, ammetto l'errore col lettore, ma è con la casa editrice che mi scuso.

Capitan Ambù ha detto...

Concordo anche sull'anonimato.

RRobe ha detto...

Sinceramente: mi pare che i più moderati e equilibrati non stiano facendo altro che ripetere parole e concetti che io stesso ho esposto con chiarezza nell'intervento d'apertura. Gli altri sragionano, per un verso o per l'altro.
Direi che è ora di chiuderla qui perché, tra forcaioli e coporativisti ne ho davvero abbastanza.