12.9.09

double feature review: Drag Me to Hell & G.I. Joe

Adoro andare a vedere due film nella stessa serata, specie se sono due cazzatone senza troppe pretese.

E di pretese, la nuova fatica di Sam Raimi, ne ha davvero poche.
Drag Me to Hell è un filmetto piccolo, sostenuto da una sceneggiatura che per metà (quella che funziona) è copiata e per l'altra metà è brutta.
La miscela che Raimi utilizza nel film è presto detta: prendete spunto da L'occhio del male, uno dei romanzi meno conosciuti di Richard Bachman (lo pseudononimo di Stephen King) che, oltretutto, è già di suo un plagio di Tre millimetri al giorno di Richard Matheson, aggiungeteci una spolverata di The Ring, e girate il tutto facendo finta di essere ancora il regista geniale e che eravate una volta.
Il risultato è un film horror divertente, vuoto e innocuo. Una piacevole perdita di tempo, tanto per chi guarda, quanto per chi l'ha realizzato. E a poco servono i divertenti colpi bassi che Raimi cerca di assestare allo spettatore, le strizzate d'occhio ai suoi fan della prima ora (per la cronaca: la sua automobile che lo ha accompagnato quasi in tutti i suoi film c'è e ha pure un ruolo di primo piano) e i tanti boo moments di cui tutto il film è costellato. Drag me to Hell è un filmetto di plastica, finto come i brutti effetti in CGI di cui è pieno.

Strano a dirsi ma le cose vanno decisamente meglio con G.I. Joe, nonostante io sia andato a vedere il film con l'atteggiamento dello spettatore ostile.
E sia chiaro, avevo le mie buone ragioni:

- Sommers è stata una delle mie più grosse delusioni cinematografiche degli ultimi anni. Ho amato da morire il suo Deep Rising ma la sua produzione successiva è stata una delusione via, via sempre più cocente, fino a farmi vergognare di essere andato al cinema a vedere Van Helsing.

- Questo film ha avuto parecchie rogne produttive. Che non sono mai un buon segno.

- Gli effetti speciali in CGI che si potevano "ammirare" nel trailer mi avevano fatto davvero cagare.

- Non sono mai stato un fan dei cartoni animati originali (in compenso mi piaceva un sacco il fumetto scritto da Larry Hama).

- E, naturalmente, per QUESTO.

Insomma, il film partiva con un bonus negativo mica da ridere.
E invece m'ha divertito.

Per carità, è una pellicola mediocre. La regia è priva di ispirazione, la fotografia sciatta, il montaggio confuso, la CGI fa effettivamente cagare, la trama è infantile, il design di mezzi e costumi è banale quando non brutto ma, nonostante tutto questo, il film è comunque meglio di Transformers 2. Sommers porta a casa un filmetto dal ritmo sostenuto che non annoia e che, stranamente, ha uno script che non ha offeso la mia intelligenza (ma forse è la mia intelligenza che è un tipo alla mano). Tutti i personaggi sono caratterizzati con l'accetta ma in maniera coerente e in più hanno un loro arco narrativo ben delineato (raccontato in maniera pedante ma chiara), la storia (nella sua stupidità) non ha enormi buchi e incoerenze e il film fila via in maniera da non farvi rimpiangere le due ore della vostra vita che gli avete regalato. Insomma, è poco ma è comunque molto di più di quello che mi aspettavo.


Ah, sì: Siena Miller è davvero figa.