2.9.09

Lanterne Rosse


Ieri era il compleanno di Sandrella, la ragazza del mio amico e socio Mauro. Per l'occasione, Mauro ha fatto le cose per bene, organizzandole una festa a sorpresa in un locale dove ha invitato tutti i suoi amici. Ma non basta: ha pure comprato un gran numero di lanterne volanti cinesi dei desideri e ha dato appuntamento a tutti sulla terrazza del Gianicolo per farle volare.

Un lanterna volante cinese è una roba come questa:
E' una "piccola mongolfiera" fatta di una carta velina molto leggera, sostenuta da un altrettanto leggero telaio cilindrico in ferro. Al telaio è appeso un gangio. Al gancio va attaccata la diavolina.
Si accende la diovolina, si aspetta che la lanterna si riempia di aria calda, poi la si lascia in aria e quella vola. A quel punto si esprime un desiderio e se lanterna si alzerà alta nel cielo, il desiderio verrà esaudito. Il risultato finale è questo:
Carina vero?
Per niente. E' la cosa più pericolosa del mondo.
Già sei poco pratico che queste sono cose cinesi e i cinesi c'hanno millenni di tradizione e esperienza in questo campo e tu, al massimo, hai provato a far volare un aquilone al parco della Caffarella (fallendo miseramente). Se poi hai deciso di far volare le lanterne in una serata ventosa, da una piazza nel bel mezzo di un grande parco romano, in estate, il disastro è dietro l'angolo.

Le cose sono andate più o meno così:
arrivati al piazzale del Gianicolo, Mauro ha distribuito le lanterne.
Una lanterna ogni due persone.
Un desiderio per ogni lanterna.
Io, da bimbominchia quale sono, ho subito cominciato a montare tutto quanto e, insieme con Marxia, in pochi minuti abbiamo fatto volare prima lanterna della serata.

- Guarda che bella!
- Guarda come vola veloce!
- Guarda come si sta dirigendo decisa verso quegli alberi laggiù...




















La nostra lanterna sfiora di un pelo le cime degli alberi del Gianicolo e prende quota, alta nel cielo romano. Tiro un sospiro di sollievo e mi giro per dire agli altri che dobbiamo cambiare posto per far decollare le altre lanterne.


Troppo tardi.


La prima flotta di incendi su commissione si dirige decisa verso il più alto albero del Gianicolo e si infila in mezzo ai suoi rami. Tutti i convenuti alla festa di Sandrella esprimono all'unisono lo stesso desiderio: Dio, ti prego, fai che arrestino qualcun altro.
Mauro decide di costituirsi subito e si lancia alla ricerca di un vigile. Sandrella respira in un sacchetto di carta. Io mi immagino già i titoli sulla cronaca cittadina: Roberto Recchioni, il Nerone del fumetto italiano!
Le diavolina delle lanterne brucia placida tra le foglie e noi la guardiamo, aspettandoci il peggio.

Nell'ordine sento dire frasi di questo tenore:
- Tranquilli, gli alberi non prendono fuoco!
- Annamosene, tanto la colpa la danno ai cinesi!
- Gli uccelli, qualcuno salvi gli uccelli!!
- Oggi siamo tutti greci!

Poi, per fortuna, le lanterne cominciano a estinguersi e tutti torniamo alla calma.
Dieci minuti dopo e a favore di vento, variamo una nuova flotta di piccole piromani volanti. Questa volta senza incidenti.

E se siete tra quelli che su Facebook si stanno chiedendo cosa fossero quelle strane luci che si stagliavano nel cielo romano, due notti fa, sappiate che non era altro che la nostra incoscienza.