24.9.09

Ma che cazzo ti guardi?


Tra le molte peculiarità della mia donna, ce n'è una che non finisce mai di sorprendermi:
la sua capacità di insultare le cose.
Il mio cane? E' scemo. Il mio gatto? Rincoglionito. La mia ex? Una stronza. Il suo ex? Una merda.
Una ragazza gnocca che passa per strada? Una troia. La pioggia? E' stupida. Werther? Ciccione. Mauro? Più ciccione. Il vento? Noioso. Il sole? Che due palle. Io?...

E badate questa lista non rende assolutamente merito alla capacità di Marxia (sì, è il suo vero nome) di perculare qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Stare con lei è come giocare a Nomi, Cose, Città... ma all'Inferno.
Voglio dire... è la donna che dopo avermi visto con questa maglietta mi ha detto:
"per cosa starebbe quella A? 'Ambecille?"
In poche parole, per Marxia se una cosa esiste, merita un insulto.

Nulla viene perdonato. Mai.
E io mi ci diverto un sacco. Lo devo ammettere.

Del resto, quando mi ricapiterà mai di incontrare qualcuno che insulta sul piano personale i fiori?