16.9.09

Non sono un imbroglione.

Dunque: in Italia c'è una legge, approvata l'estate scorsa, che prevede lo stop ai processi nel caso coinvolgano le quattro cariche più alte dello stato.
I media l'hanno definita lodo Alfano.
I detrattori la chiamano legge salva Berlusconi.
Quelli che la sostengono invece, dicono che è una legge giusta che serve a tutelare le figure cardine dello stato che, in caso di processi che le vedano coinvolte, finiscono per venire danneggiate a prescindere dalla loro colpevolezza o meno.
Un esempio storico in questo senso è stato il caso del presidente Leone, coinvolto nello scandalo Lockheed, prosciolto dalle accuse ma costretto alle dimissioni. Nello stesso scandalo era rimasto coinvolto anche Moro, anche lui prosciolto.

Adesso il lodo Alfano deve essere giudicato sulla base della sua costituzionalità.
E non è detto che passi.
E' per questo che l'avvocatura dello Stato, sotto mandato della Presidenza del Consiglio, ha depositato un documento per difendere la legge.
La linea di difesa è che, se il lodo Alfano venisse bocciato, si rischierebbero le dimissioni del Presidente del Consiglio in quanto questi è imputato in almeno tre procedimenti penali.
Che per la cronaca sono:

- un processo che coinvolge l'avvocato inglese Mills (già condannato per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari a favore di Silvio Berlusconi).

- un processo sulle irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi di Mediaset.

- un procedimento penale per istigazione alla corruzione di alcuni senatori eletti all'estero.

In poche parole: l'avvocatura dello Stato (che siamo noi) è stata incaricata dalla Presidenza del Consiglio (che è Silvio Berlusconi) di perorare la ragionevolezza del Lodo Alfano perché, altrimenti, si rischia che Berlusconi debba dimettersi, in quanto indagato penalmente, situazione questa che lo metterebbe in una difficile posizione politica e lo distrarrebbe dai suoi compiti istituzionali.

E a me vengono in mente le parole di Nixon quando è stato costretto a dimettersi per evitare l'impeachment:
"Continuare la mia battaglia personale nei mesi a venire per difendermi dalle accuse assorbirebbe quasi totalmente il tempo e l'attenzione sia del presidente sia del Congresso, in un momento in cui i nostri sforzi devono essere diretti a risolvere le grandi questioni della pace fuori dai nostri confini e della ripresa economica combattendo l'inflazione al nostro interno. Ho deciso perciò di rassegnare le dimissioni da presidente con effetto a partire dal mezzogiorno di domani."

A nessuno negli USA, è mai venuto in mente di inventarsi un Lodo Alfano per parare il culo a Nixon.
Sarà forse che, pur con tutti i loro difetti, gli americani preferiscono avere un momento di instabilità politica piuttosto che un presidente in odore di galera?