26.9.09

[RECE] District 9


Tagliamo la testa al toro: District 9 è meno bello di quanto si dica in giro.
Il che non significa che non sia un film da vedere nella maniera più assoluta.

Parlando solo del film, e facendola brevissima, i difetti della prima pellicola di Blomkamp sono quasi tutti da ascrivere a una sceneggiatura che, pur partendo da un bello spunto (comunque già visto nel film Alien Nation), si incarta in una serie di piccole e grandi incoerenze che, alla fine, ne pregiudicano il valore.
Aggiungiamoci pure che se siete tra quelli che di Blomkamp conoscevano anche i corti precedenti (QUESTO, QUESTO e QUESTO), non troverete in District 9 alcuna idea nuova rispetto a essi.
A parte questo, il film affascina e diverte alla grande e non rimpiangerete i soldi del biglietto.

E adesso che ci siamo tolti il dente del "bello/brutto", passiamo a parlare di quello che rende davvero importante questo film.
District 9 sarà un punto di svolta per i film di fantascienza nella stessa maniera in cui lo stati Matrix, Aliens, Blade Runner, Alien e Guerre Stellari.
Da questo momento in poi, qualsiasi film con elementi futuristici dovrà tenere conto dell'opera di Blomkamp perché, in termini molti semplici, District 9 cambierà le aspettative del pubblico nei confronti di questo genere di pellicole.
In poche parole, District 9 è quel genere di film che, una volta uscito, fa sembrare vecchi tutti i concorrenti presenti e futuri (e penso, in particolare, a Avatar e a Surrogates) e ridefinisce le regole del genere.
E non parlo solo dal punto di vista degli effetti speciali (che sono molto belli) ma proprio dell'approccio, della visione, del modo a cui si guarda alle cose.
Neil Blomkamp è nato nel 1979. E si vede.
L'uso che fa dell'immagine composita, il modo in cui ibrida il linguaggio cinematografico classico con quello televisivo e videoludico, la maniera naturale e fluida in cui usa tutti questi elementi senza alcuna remora o vergogna, lo identificano senza alcun dubbio come uno tra i primi esponenti di una nuova generazione autoriale (a cui appartengono anche Mark Neveldine e Brian Taylor), nata, cresciuta e maturata nella società dell'immagine digitale. Il segno più evidente di tutto questo è che i debiti più grossi che ha District 9 sono nei confronti di un videogioco come Half-Life e di una serie televisiva come Cops.

Insomma, forse District 9 non è il capolavoro in termini assoluti che si era detto ma è probabilmente il film più importante di quest'anno, alla faccia di James Cameron.