28.10.09

...che poi non è un problema.

Il tono di questo blog è cambiato spesso e volentieri da quando l'ho aperto.
Negli ultimi tempi, per esempio, è meno intimo.
Parla più a voi che a me stesso e non sono troppo sicuro che questa cosa mi piaccia.

Il problema è che non scrivo più la notte.
Avete presente quei silenzi tra due persone che si conoscono da poco? Quelli che, per dirla con le parole di Mia Wallace, mettono a disagio, dico.
Ecco, quando la mia casa è vuota, quando non c'è la musica a tutto volume, quando le persone non entrano e non escono continuamente, quando il cane e il gatto, uno solo adesso, finalmente dormono, ecco, in quei momenti io mi sento a disagio. E' il disagio di me stesso.
Siamo rimasti soli. Io e lui. Che poi dovrei dire io e io. E che cazzo mi dico, adesso?
Che mica possiamo restare zitti tutta la notte, no? E' pure rimasta una sola sigareta e se non dico qualcosa finisce che se la fuma lui.
Gli parlo del del calcio? Macchè, meglio lasciar perdere quest'anno, và.
Di politica nemmeno che poi parte con le sue filippe, eccheduecoglioni.
E allora buttagliela sui videogiochi. E' un bambacione, coi videogiochi c'hai gioco facile!

Certo che Uncharted 2 è proprio bello, eh?
. Dice lui.
E dovresti vedere che figata quando il palazzo inizia a crollare e tu devi riuscire a saltare in quello accanto!
Me lo ricordo. Lo abbiamo fatto insieme quel livello.
Ah, già.

E se invece aspetti e lasci fare a lui la mossa? Vediamo che ha da dirti, questo stronzo.
E dopo una pausa infinitamente lunga, lui parla.
Che sarebbe meglio che stesse zitto, visto quello che ha da dire.
Della bellezza del viaggio e della poca importanza della meta, di come le palle di cristallo con la neve dentro sono belle e ordinate viste da fuori ma che poi, se le apri, diventano un casino. Che lui ha capito che è inutile collezionarle e che vorrebbe andarci a vivere dentro a una di quelle palle, ma che poi non se fa niente perché conosce il trucco e non funzionerebbe. Che la tua palla di cristallo te la devi costruire ma è difficile farne una abbastanza grande da non vedere il tuo riflesso, quando ti guardi intorno.
Poi, come al solito, comincia a parlarti di Guerre Stellari.
Non c'è mai un cazzo di discorso che non comprenda uno Jedi o le le molestie che Leia può o non può aver subito da parte di Jabba.
E le ha subite, statene certi.
Quell'Hutt ha fatto passare le pene dell'inferno a quel culetto Jedi, statene sicuri!

Poi lui ti chiede:
quando il tuo cuore chiama, tu come rispondi?
Non ho capito la domanda.
Dico io.
Però sono sicuro che ha ricominciato a imbottirti la testa di quelle cazzate giapponesi, vero?
E allora ci stringiamo nelle spalle. Accendiamo una sigaretta e ce la dividiamo come fossimo Caino e Caino.

Il problema è che non scrivo più la notte.
Tutto qua.