23.10.09

Run for Your Life

Quest'estate, per una serie di sfortunate congiunture, nell'arco di una settimana mi sono trovato a fronteggiare tutta una serie di problemi lavorativi che potevano ridurmi in ginocchio:
la chiusura improvvisa di JD, i problemi con le Cronache del Mondo Emerso (che si sono immediatamente ripercossi sulla possibile seconda serie di DM: 911 ), il degradarsi dei rapporti umani con qualche collega e editore che credevo amici e che invece erano solo colleghi e editori.
E altre cosette di questo tipo.
A conti fatti, se in quel periodo non avessi avuto il mio lavoro per la Bonelli e quello come consulente per una azienda intenzionata a sviluppare videogiochi, probabilmente non avrei saputo come pagare le bollette. Ma quei lavori c'erano e quindi me la sono sfangata.
Fortunato? Anche. Ma c'è pure da dire che non mi sono mai dimenticato alcune regole per la sopravvivenza di questo lavoro: non adagiarti mai, non lavorare mai per un solo editore e su un solo progetto, non stare mai fermo.
Ultimamente vedo un sacco di amici e colleghi che credevano di aver trovato l'America (figurativamente e concretamente, in certi casi) che hanno scoperto che sì, l'hanno trovata, ma che non possono viverci con continuità e che un'America sola non basta per mangiare tutti i mesi. Che di "americhe" ne servono due, meglio tre o quattro, per sentirsi al sicuro e che poco importa se non tutte sono grandi alla stessa maniera, quello che conta è che ci siano o che almeno siamo in viaggio per raggiungerle.

E' per questo che ho passato gli ultime tre mesi a "pasturare", lavorando su nuovi progetti, esplorando campi attinenti ma non strettamente collegati al mio lavoro abituale, accettando proposte magari non fantastiche sotto il piano economico ma che mi aiuteranno a a fare esperienza e a entrare in determinati meccanismi. Ho guadagnato di meno? Certo che sì. Ma non è detto che domani, tutto questo lavoro non mi ripaghi con gli interessi.
Campare di scrittura (ma anche di disegno, se è per questo), non significa solo stare nel proprio studio a fare bene il proprio lavoro. Mi piacerebbe che fosse così ma non lo è.
Campare di questo lavoro significa anche sapersi guardare intorno, essere al posto giusto nel momento giusto, proporsi in giro, saper cogliere ogni possibilità e non fermarsi mai.
Perché per ogni giorno che stiamo fermi, poi sarà sempre più difficile rimettersi in movimento.

36 commenti:

MarcoS. ha detto...

Vangelo.
Credo che la cosa valga anche per chi vuole iniziare, giusto?

RRobe ha detto...

Assolutamente.

[mr.beast] ha detto...

Amen.

TSUNAMI ha detto...

Quanta verità nelle tue parole, oh mi Guru Pitka U_U

http://www.youtube.com/watch?v=2EpitmavYb4


;)

RRobe ha detto...

HAHAHHAHAHAHAH!

Evilex ha detto...

Pura e semplice verità.

Riccardo Torti ha detto...

Oddio, molto più semplice per chi scrive che per chi disegna... per una questione puramente di tempistiche.

Riccardo Torti ha detto...

p.s. ma che fine hai fatto? me mancano le nostre giocate :(

gianluca ha detto...

E il bello è che questo discorso è vero non solo per il mestiere di "fumettaro", ma è applicabile in molti altri ambiti (tra cui il mio, quello della ricerca scientifica).

Super Robot Italiani ha detto...

Jena direbbe: benvenuto nel mondo della razza umana.
Noi diciamo: meglio tardi che mai.

lucifer ha detto...

Hai ragione.

amal ha detto...

oh. beh. grazie.
prendo nota.

Andrea Del Campo ha detto...

puro vangelo

The Ramf ha detto...

Grazie... effettivamente un discorso utile che, personalmente, capita a fagiolo!

Andrea Cavaletto ha detto...

"Oddio, molto più semplice per chi scrive che per chi disegna... per una questione puramente di tempistiche."

no, Riccardo, personalmente nn credo... La tua idea è condivisa da molti, ma ti assicuro che scrivere è spesso sfiancante, molto + che disegnare... Trovare l'idea giusta, lavorarla, farla crescere, etc. Poi, una volta che hai messo assieme le cose e inizi la sceneggiatura, allora lì si che si va lisci e molto più veloci...

Te lo dico perchè io scrivo e disegno, e per quanto mi piaccia di + scrivere che disegnare, a volte trovo che disegnare (una sceneggiatura) sia in un certo senso più rilassante...

spero di nn aver detto una cazzata e di essermi spiegato, cmq x me è così...

In ogni caso sottoscrivo quanto detto da Rrobe...
:)

Daniele Caluri ha detto...

Sigh... è il motivo principale per cui non ho ancora iniziato il tuo DYD...

Lowfi ha detto...

mi verrebbe da dire "thank you cpt obvious!" ma poi mi rendo conto che tanto ovvio non è e mi limito ad annuire

Andrea ha detto...

Ottimo post! specialmente per quel che riguarda "l'America"...

DAVID MESSINA ha detto...

AMEN RRobe!

...credo che reindirizzerò a leggere il tuo post i miei allievi!

215 ha detto...

amen fratello!

latte e sangue ha detto...

Ottimo post. Soprattutto per il fatto che (per me) regali un momento di riflessione per i più giovani.
In questo mestiere, come in altri e come del resto nella vita, non c'è mai un punto di sicurezza totale. Restare in continuo movimento è la cosa più giusta.

elenA

LuKa ha detto...

concordo!

Artan ha detto...

Ancora con la storia se ci si mette di piu' a disegnare o a scrivere?
Beh, Andrea Cavaletto, io facco entrambe le cose (non scrivo in lingua italiana per cui non prendermi in giro per la grammatica :)) e non posso non farti notare un fatto molto semplice: puoi cullare un'idea mentre guidi la macchina, o fai il bucato, puoi trovare l'idea giusta mentre aspetti in fila per il cinema, puoi lavorare un concetto mentre fai finta di ascoltare la tua donna, ma disegnare... beh, con qualche riserva ma posso dire che la maggior parte di noialtri umani lo puo' fare soltanto al tavolo da disegno.
E' piu' rilassante disegnare, dici? Puo' darsi. Ma ci vuole piu' tempo.

S3Keno ha detto...

> "Esplorando campi attinenti ma non strettamente collegati al mio lavoro abituale, accettando proposte magari non fantastiche sotto il piano economico ma che mi aiuteranno a a fare esperienza e a entrare in determinati meccanismi"...

> "Campare di questo lavoro significa anche sapersi guardare intorno, essere al posto giusto nel momento giusto, proporsi in giro, saper cogliere ogni possibilità e non fermarsi mai"...

Si, eh?

Valentino Sergi ha detto...

Parole utili. Nulla di nuovo, ma non fa male ricordare i limiti di questo ambiente lavorativo.

spino ha detto...

trovo sia stupendo che, mentre filosofeggi su cose serie (e ampiamente condivisibili) tu riesca a fare gossip (chi sono i colleghi e gli editori? che ne sarà di david murphy ed eventualmente di chi sarà la colpa?)... :)

Alessio Fortunato ha detto...

Mai parole furono più giuste...

Fabio... ha detto...

E pensa se facevi il colorista
(nel paese del fumetto BN)

kingsimon ha detto...

mi assumo ogni responsabilita' per la crudezza del mio commento:
PORCODDIO!!! , se ci hai tristemente ragione..............

amen

Andrea Cavaletto ha detto...

x Artan

Condivido pienamente cò che dici...
La mia era solo una riflessione personale (infatti in giro c'è gente che scrive mooolto + velocemente di me, così come c'è gente che disegna ancora + veloce). Personalmente il tempo che impiego x la "preparazione" alla scrittura è moltissimo (ad es. leggerti un 3 o 4 libri sull'argomento una volta che hai l'idea...) ed equivale a quello che passo al tavolo da disegno, solo che in più c'è un po' di stress per "unire i pezzi" e far quadrare le cose. Tutto qui...
Poi ripeto, se paragoniamo la sceneggiatura pura al disegno, sicuramente la prima batte il secondo in velocità 10 a 1 (sempre x quel che mi riguarda)!
:)

SJ ha detto...

...i problemi con le Cronache del Mondo Emerso (che si sono immediatamente ripercossi sulla possibile seconda serie di DM: 911 )...

Spero si possa accasare da qualche altra parte, mi piacerebbe vedere ancora in azione DM 911, mi aspettavo trovate ancora più al limite in questa seconda stagione

Ci conto ;)

Gio' ha detto...

Amen!

Io personalmente trovo che da una parte questo "lato negativo" ovvero il doverti sempre mettere in gioco, la ricerca di nuovi lavori, l'esplorare nuovi campi è più di stimolo che una fatica.

Tante volte il lavoro non è duro per via del lavoro in se stesso ma nella routine del fare la stessa cosa tutti i giorni, sapendo che il giorno dopo sarà esattamente uguale a quello precedente.

Dopo aver passato anni in linea in fabbrica so cosa vuol dire!!!

PaoloArmitano ha detto...

Parole sante. Qua la Merica non si trova mai veramente, ed e' un bordello ricominciare quando ci si ferma.

Fabrizio ha detto...

Oddio, molto più semplice per chi scrive che per chi disegna... per una questione puramente di tempistiche

Sbaglio o a parità di successo, esperienza, mettiamoci anche la paraculaggine, uno sceneggiatore è pagato di meno di un disegnatore?

ivanhawk ha detto...

Ma quindi su David Murphy ci mettiamo una pietra sopra? Uffa!

Rendl ha detto...

Parola ahimè sante, concordo con chi dice che questo, purtroppo, vale anche nell'ambito della cosiddetta "ricerca scientifica"...