27.11.09

Avete rotto il cazzo.

Una delle cose buone di quando sto male è che il mio malumore assume livelli da opera d'arte e riesco sempre a trovare la forza di insultare qualcuno.
Questo è uno di quei casi.

Voi che su Facebook taggate le vostre cose con il mio nome (e con quello di qualsiasi altro professionista del settore su cui siete riusciti a mettere le mani) per costringermi ad andarle a vedere (e a togliere la tag).
Voi che mandate roba per mail chiedendomi se, con tutta calma, posso darvi un giudizio... e poi mi iniziate a mandare due lettere al giorno per sapere se l'ho guardata. Voi che mi incontrate per caso alle fiere e ve ne fregate altamente se sto parlando con qualcuno o facendo qualche altra cosa ma vi proiettate in avanti per presentarvi, darmi le vostre cose, mostrarmi i vostri book, chiedermi consigli. Voi che non posso stare in chat pubblica perché appena ci entro mi fate le richieste più assurde ("mi presenti Marcheselli?", "mi fai scrivere John Doe?", "leggeresti il mio romanzo di 3000 pagine?"), anche se non ci siamo mai visti e parlati prima. Voi che vi aspettate che io vi riconosca a colpo sicuro perché "siamo amici su Facebook"...
Ecco, voi, avete rotto il cazzo.

La mia mail è pubblica, non ho problemi a accettare amicizie su Facebook e quando non sono impicciato, non ho rogne e mi sento bene, sono disponibilissimo a scambiare due chiacchiere con tutti e a dare consigli e pareri, se me li chiedete. E certe volte, se penso che abbiate talento e ne ho la possibilità, mi capita pure di spendermi per darvi una mano.
Ma voi dovete rispettare le normali regole delle buone maniere che valgono nella vita reale di tutti i giorni.
Internet non è una scusa. I fumetti non sono una scusa. La mia disponibilità non è una scusa. La vostra età non è una scusa e nemmeno il vostro entusiasmo. Forse le tette possono essere una scusa... ma non è nemmeno detto.
In poche parole, in un intervento in cui dico che sto male, sono incasinato e depresso e dopo giorni in cui non posto nulla... NON potete venirmi a chiedere se ho letto la vostra roba.
Non potete farlo, punto.
Perché se anche l'avessi letta e mi fosse piaciuta, a quel punto me l'avreste fatta diventare odiosa. E se non l'avessi ancora letta, difficilmente lo farò nel futuro, dopo una roba così.

Imparate a rispettare la persona (PERSONA) che avete davanti e verrete rispettati di conseguenza.
Altrimenti, ho un sacco pieno di vaffanculo con il vostro nome scritto sopra e non ha paura di usarlo.

Saluti dal vostro affezionato RRobe di quartiere.