4.11.09

Fumetti Digitali -quarta parte-


C'è un modo per portare il fumetto su piattaforme digitali senza stravolgerne il linguaggio, senza rendere ostica la fruizione e senza dover creare delle storie pensate ad hoc per questo nuovo scenario?
Sì. E la soluzione non sta nel fumetto in quanto tale ma nel dispositivo su cui andremo a fruirlo.

Sono in parecchi quelli che si sono cimentati nella creazione di un corrispettivo dell'Ipod per la stampa digitale. Per un motivo o per l'altro, hanno tutti fallito.
Fino all'arrivo di Kindle.
Kindle è l'e-book reader di Amazon, un oggetto pensato con un unico scopo: far leggere.
Che cos'ha in più rispetto agli altri reader che lo hanno preceduto?
In primo luogo il form factor, davvero comodo e in grado di restituire da vicino l'esperienza della lettura di un libro, poi le tecnologie impiegate per la visualizzazione dei testi (il famoso E Ink), ma soprattutto, ha alle sue spalle Amazon, la sua sterminata libreria e il suo potere economico che non si traduce solo nella possibilità di imporre un prodotto ma anche di offrire un modello economico convincente e inedito.
Perché se avete già occhieggiato il prezzo avrete visto che Kindle costa caro per quello che offre (di fatto, nonostante le sue varie funzioni come lettore multimediale, l'unica cosa che fa davvero bene è proprio l'e-reader) ma nel prezzo è compreso il collegamento a internet.
In sostanza, comprate Kindle, lo accendente, lo connettete a internet e cominciate a scaricare libri o riviste senza dover configurare (e pagare) nulla. Il collegamento ve lo offre Amazon.
Questo significa che questo device è del tutto indipendente non solo dal computer ma anche da operatori telefonici di sorta. Una volta tirato fuori dall'imballaggio, i libri sono tutti a portata di mano e a prezzi convenienti.
In America la libreria a cui Kindle può accedere è sterminata e potete trovare praticamente ogni libro che potete desiderare, gran parte dei quotidiani e le maggiori riviste (con convenientissime offerte di abbonamento). In fumetti per ora hanno qualche problema perché la gran parte dei comics è a colori e Kindle è in bianco e nero (ma sono sicuro che Kindle 3 sopperirà a questa mancanza).
In Italia le cose vanno meno bene. Aldilà del quotidiano La Stampa (e, a breve, Il Corriere della Sera), non ci sono contenuti italiani. Il che è un peccato perché i fumetti Bonelli, viste le loro peculiarità, ci starebbero dentro come un pisello nel loro baccello.
Se volete saperne di più sul dispositivo di Amazon e sul suo effettivo utilizzo, vi consiglio di andare a leggere i commenti di Luca Sofri sul suo blog.

E se non sarà Kindle lo standard del futuro, allora lo sarà questo:


Oppure QUESTO (che è davvero figo).

O magari, il futuro tablet di Apple (che, secondo molte fonti, si dovrebbe chiamare Slate) che, di sicuro, utilizzerà un approccio stile Itunes per l'editoria in formato elettronico.

Quello che è certo è che la direzione è questa e se la gente si sta dimostrando disponibile a leggere su un dispositivo ancora scomodo come l'Iphone (date uno sguardo a questo link per averne la conferma), non esiterà a passare a piattaforme più comode, versatili e funzionali quando ne avrà finalmente la possibilità.

Il futuro del fumetto digitale quindi, a mio avviso si baserà su un approccio alle librerie simile a quello messo in atto da Disney, ComiXology, Amazon e Itunes, con una visualizzazione delle tavole a fumetti fedele all'esperienza originale ma arricchita da funzioni possibili solo su piattaforma digitale (lo zoom, tanto per fare un esempio stupido), il tutto sostenuto da un sistema di abbonamento e commercializzazione flessibile, dai feedback della comunità e dall'integrazione con i vari social network.
Se poi l'esempio di Kindle verrà seguito e questi dispositivi saranno quanto più indipendenti possibile dal collegamento con un computer, anche la pirateria diventerà un fenomeno marginale e sostanzialmente irrilevante. In caso contrario, aspettatevi i soliti DRR e i soliti (inutili) sistemi di protezione.

Per il momento, le mie riflessioni sul futuro del fumetto digitale si fermano qui.
Sono intimamente convinto che ci troviamo alle porte di una profonda rivoluzione per quello che riguarda i media tradizionali e che questa rivoluzione sarà più rapida di quella che molti si aspettano. Per carità, non sto dicendo che entro dieci anni nessuno leggerà più su carta, ma sono convinto che entro soli cinque anni il mercato dell'editoria digitale sarà diventato di primaria importanza per qualsiasi editore sulla piazza. Ed è bene cominciare a pensarci per non farsi trovare preparati.

26 commenti:

cristiano ha detto...

non posso che confermare le tue osservazioni:
sono possessore da un annetto di un cybook bookeen.
l' oggetto è al limite del prototipo, eppure mi ha già regalato grandi soddisfazioni.
per quanto riguarda il lettore amazon, sapevo di problemi di compatibilità con diversi formati, ma le informazioni che ho sono vecchie.

JenaPlissken ha detto...

Personalmente ritengo il passaggio al digitale come una grande opportunità ma anche come un grande, grande rischio.
Infatti, col digitale:

1)Non si acquista più un bene ma un servizio, quindi de facto il potere passa al 99% nelle mani delle grandi corporation (e quindi drm). L'utente quindi viene "espropriato" de facto dall'opera
2)Si rischia di perdere la dimensione d'insieme dell'opera: vedete cos'è successo con la musica dove il concetto di "album" inteso come non una semplica summa di canzoni singole di fatto è sparito.
3)Si perde il piacere fisico di sfogliare un libro, leggere un fumetto, sfogliare un booklet. Meno costi ma anche meno "amore" nella realizzazione del prodotto
4)Il potere distributivo di fatto è nelle mani di quattro o cinque compagnie monopoliste che possono fare il bello e il cattivo tempo, si veda cos'è successo con 1984 e con kindle di recente (il libro è stato forzatamente cancellato da amazon dai kindle degli utenti che l'avevano acquistato senza preavviso).
Insomma, i rischi sono tantissimi e molto cari. Come finirà?

maurizio battista ha detto...

Complimenti per il bellissimo articolo.
Posso solo aggiungere il mio disappunto per la situazione sul web. Spesso, da svilupptore, mi sono scervellato su quali dovrebbero essere le caratteristiche di un'applicazione online in grado di trasporre i fumetti cartacei. Ma tutte le volte ho sbattuto la capoccia sul problema schermo (più largo che alto). Per non parlare della visione globale: se la pagina è troppo piccola, guadagni una buona resa della tavola, ma perdi la leggibilità delle vignette (e dei balloon). Viceversa, se ingrandisci una sola zona con un effetto zoom, perdi la visione di insieme. Altro problema sono i rallentamenti quando entra in gioco Flash. Sfogliare le pagine con un sistema flip book è carino, ma a causa del precaricamento, la fruizione diviene macchinosa. Bisogna anche dire, che spesso,come nel caso della marvel, quelle applicazioni flash sono fatte maluccio (secondo me si potrebbe fare di meglio).
Forse per migliorare l'user experience, si potrebbe provare a creare un applicativo standalone da scaricare. Ma anche in quel caso, pur miglirando le prestazioni, rimarrebbero gli altri problemi.
Resta però un mio pallino. Prima o poi ci voglio provare lo stesso. Nel caso ti chiederò di farmi da Beta Tester. :-)

Fabrizio ha detto...

Ecco, lo so.
Ci cadrà il cielo sulla testa.

Non vedo l'ora che accada :asd:

Andrea ha detto...

Mah,e chi ha il tempo di leggere tutta 'sta roba?Siamo sicuri che la gente non si stia allontanando dal pianeta cultura e lettura per avvicinarsi ad altri intrattenimenti?

RRobe ha detto...

La cultura E' intrattenimento.

DIFFORME ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
DIFFORME ha detto...

"La cultura E' intrattenimento" E' il modello culturale anglosassone, ora dominante, ma non per questo necessariamente da condividere

latte e sangue ha detto...

Brividi lungo la schiena ! Eccitante ! Assolutamente eccitante !

elenA

cristiano ha detto...

@ jena:
sul mio lettore, che non è quello di amazon, ci metto i file che voglio, e nessuno me li toglie.
ci ho messo pure roba mia, tanto per provare.

ro-mario ha detto...

sono convinto che, nel giro di 5/6 anni, non esisteranno più i cd musicali (che, tra l'altro, hanno sempre avuto una qualità di riproduzione inferiore a quella del vinile).
da qualche tempo covo il dubbio che lo stesso fenomeno potrebbe ripetersi anche con i fumetti (già qualche anno fa il direttore di un famoso quotidiano americano -che non cito perché non mi ricordo quale fosse- annunciava che, nel giro di pochi anni, il suo giornale avrebbe abbandonato del tutto la forma cartacea per essere disponibile solo on-line): il processo sarà molto più lento, e non definitivo (il supporto cartaceo è comunque superiore a quello di qualsiasi schermo, ed infinitamente più comodo per il famoso "lettore occasionale"), ma è già in atto.
Se ci aggiungiamo la crisi delle fumetterie (TUTTE a rischio chiusura nel giro di pochi anni, a prescindere da quello che accadrà al fumetto) credo proprio che ci sarà da "divertirsi", nel medio-breve periodo: cosa faranno gli editori? serviranno ancora?

spino ha detto...

Mario, gli editori serviranno sempre, finchè ci saranno autori che han bisogno di vedersi pagato (causa vita, mutuo, famiglia, etc.) il proprio lavoro DURANTE la realizzazione, piuttosto che, forse, dopo migliaia di download...

Altrimenti, per pubblicare senza editori, ci sono già millemila soluzioni, ma mi pare nessuno finora abbia "svoltato" così...

O almeno, questo è quello che penso io...

maurizio battista ha detto...

@ ro-mario
Secondo me cambierà solo la catena produttiva che collega l'editore al lettore finale. Al posto del tipografo ci sarà un operatore informatico che avrà il compito di ottimizzare i disegni, al posto del distributore ci sarà un servizio online che avrà il compito di smistare i vari fumetti sottoforma di file.
Per quanto riguarda invece l'indipendenza degli autori rispetto alla figura dell'editore, un esempio sono gli ambienti di sviluppo amatoriale di videogames. In teoria, tutti quelli che ne capiscono un pochino, potrebbero fondare un team di grafici e sviluppatori per lanciare un nuovo gioco. E se bazzichi qualche forum specialistico, troverai decine di progetti amatoriali di questo tipo. Ma quanti hanno portato a compimento il progetto? Come ha scritto spino, le bollette incalzano. Analogamente, quanti avranno la forza per sfornare la loro risposta a Dylan Dog? Sfornando tutte e 94 le pagine? Magari disegnate ad un buon livello? Quanti avranno la forza di fare preproduzione e rispettare le scadenze di una miniserie?
Resta poi una questione da non sottovalutare, se tizio fonda domani la mortadella digital comics, senza spendere un tot per il marketing, come potrà competere con i nomi importanti? Come farà l'appassionato a sapere che il nuovo marchio esiste?
Da come la vedo, gli editori continueranno ad essere fondamentali.

Riccardo Torti ha detto...

Ci sono alcune cose che non mi convincono. Il discorso musicale è assai diverso e il cambio al digitale è stato molto più facile per molti motivi, primo tra tutti la voglia degli utenti di portasi sempre a presso la loro musica preferita... insomma i walkman sono roba vecchia e inizia più o meno da li.
Un fumetto è come un libro, di solito l'utente decide di dedicargli un momento del suo tempo... e non è una colonna sonora a qualcos'altro...
Il discorso costi è importante, ma veramente i fan preferiranno avere un singolo oggetto e un paio di hard disk piuttosto che una bella libreria piena di volumi?
Le motivazioni ecologiche sono stimabili e vanno condivise... ma ci credo poco che sono tra i principali motivi.
E poi per quanto un file digitale possa essere eterno, basta poco perchè ti schioppi un hard disk e addio a migliaia di brani, libri, film...
L'idea romantica e poetica del volume credo che permanga ancora... vecchia e sorpassata forse... siamo indubbiamente alle soglie di un periodo di cambiamento... ma non la farei così semplice. Io continua a preferire un volume, il calore della sua carta e il piacere di sfogliarlo... e siccome so presuntuoso credo che se lo penso io lo pensano in molti ^^

latte e sangue ha detto...

@ Riccardo

La questione che sollevi sulla CONSERVAZIONE è molto importante. Qualche giorno fà mi è caduto uno degli hard disk esterni. 500 giga di roba, no dico 500 giga di quasi mezza vita e non avevo ancora finito di trasferirlo in dvd. (a tal proposito se tra voi c'è qualcuno che mi sa dire se può essere recuperabile ne sarei davvero grata).
Per quanto riguarda il discorso CONSERVAZIONE per l'appassionato del tatto, del "rapporto sessuale" :) con la carta e la materia, secondo me può invece essere motivo di ritorno alla ricerca e al gusto artigianale che ho sempre amato. Le così dette nicchie o quelli che preferiscono rimanere off al consumo popolare o alla casa editrice "potente" dovrebbero incanalarsi nella cura del prodotto inquanto anche oggetto estetico. Così il fumetto alternativo io lo vedo avvicinarsi più al design o al concetto artistico, ma d'altro canto è già così indipendentemente dal futuro tecnologico che a questo punto non c'entra una mazza. Anche la casa editrice "potente" che si evolverà a questo nuovo impianto del futuro, che io trovo mitico e non vedo già di averlo tra le mani, potrà invece dall'altra parte curare anche lei delle magnificenze speciali su oggetto cartaceo trasformando la carta (finalmente per me) un oggetto prezioso. Non forse tra 10 anni, forse un bel po' di più ma il fumetto popolare girerà su quegli oggetti che per l'ennesima volta io trovo magnifici. Il resto, credo, si evolverà naturalmente con essa.

Andrea ha detto...

Facciamo un passo nel futuro. Eliminando i costi dovuti alla carta,alle tipografie ecc,le case editrici di fumetti risparmieranno (e non poco).Gli artisti, giustamente,chiederanno un aumento consistente delle loro entrate dicendo:"Cara casa editrice,risparmi su tutto,è tempo che mi paghi più lautamente".La casa editrice allora potrebbe optare per il cosidetto fumettista a tempo determinato,della serie lavoriamo meno ma lavoriamo tutti. Più proposte,più qualità,più concorrenza,più idee? Forse,ma anche tanto casino...
Se al giorno d'oggi l'editoria riesce a vivere in uno strano equilibrio che funziona,non so come potrebbe essere in futuro.
Quando il business entra dappertutto,a volte son dolori...pensate alle mostre del fumetto...

Planetary ha detto...

Mah, sempre dubbioso.
Primo perchè la tecnologia evolve e spesso si stravolge. Già diventa problematico leggere un file di testo di nemmeno 10 anni fa, che facciamo coi fumetti (e i libri), travasiamo TUTTO ogni 10 anni?
A quanto pare videocassetta, dvd, blu ray nel giro di 30 anni han insegnato poco (magari facciamo anche una bella guerra di formati per i fumetti?)
Secondo perchè l'impatto ambientale non scompare, anzi: se risparmiamo carta ed energia per produrla i nostri bei dispositivini con quale energia (in più) funzioneranno?
Terzo perchè più le cose sono date per morte e più queste sopravvivono, così come la fotografia doveva uccidere la pittura, il cinema il teatro, la tv il cinema e il computer la tv.
Stanno ancora tutti lì.

RRobe ha detto...

Che senso ha mescolare i media con i supporti?
I supporti muoioni (vedi il Betamax, i Super( e via dicendo) i media restano.
Il fumetto resta, la carta muore.

Planetary ha detto...

Perchè come ho scritto nei commenti della terza parte, il fumetto è "anche" il suo supporto (come il libro). E il fumetto il suo supporto funzionante e funzionale (usabile nel tempo, no upgrade, energia per produrlo ma non per utilizzarlo, ecc...) ce l'ha.
Ora, la domanda fondamentale è: che senso ha cambiarlo?

PS: che il fumetto rimanga tale e quale con la creazione di nuovi supporti tu stesso lo metti in dubbio nei post precedenti. Già il solo fatto di perdere (o cmq modificare o ripensare) la forma-tavola cambia le carte in tavola.

cristiano ha detto...

@ planetary:
a me sembra che pittura e teatro, nella loro funzione sociale almeno, siano abbastanza morti, no?

RRobe ha detto...

Per Planetary: per me il contenuto non ha nulla a che spartire con il supporto.
E,a nzi, al contrario, io esprimo perplessità su come abbiano cercato di portare il fumetto in digitale fino a questo momento meno sono assolutamente fiducioso di come lo faranno in futuro.

Planetary ha detto...

@Cristiano:
che si intende per "morti" socialmente?
Tutti oggi abbiamo almeno un quadro in casa (foss'anche una crosta) possiamo dirlo di 100 anni fa (che sembran tanti ma nell'evoluzione delle cose sono nulla).
Idem teatro, nella povera e contadina Italia di nemmeno tanti decenni fa si andava più a teatro di oggi?

Planetary ha detto...

@robe
intendiamoci, io sono sicuro che i fumetti troveranno una via digitale (sopratutto col diffondersi degli OLED). Sono solo convinto che sarà UN modello di fruizione, non IL.

ro-mario ha detto...

il discorso è bello ampio: i fumetti su carta non sono destinati a sparire (almeno, non nel medio periodo), mentre i cd sì.
- cambi di supporto: negli ultimi vent'anni ho comprato un migliaio di videocassette, che ho dovuto praticamente buttare nel cesso, un pò più di un migliaio di dvd, e adesso sono tentato dal blu ray. Ho "saltato" solo i laser disk. Come me, hanno fatto quasi tutti (magari non con le mie quantità). Si compra il prodotto sul supporto che, in quel momento, offre la qualità migliore. Succederebbe anche con il fumetto? Non ho alcun dubbio;
- detto questo: credo che il fumetto su carta, nel lungo periodo, farà la fine dei vinili. Ricercatissimo e per pochi appassionati. Un bene o un male? Non lo so e, visto che stiamo parlando di ciò che succederà tra qualche decennio, non me ne frega nemmeno molto ;)
- editori: senza il costo di stampa (che incide, quando va bene, per il 50% sui costi) è molto più semplice, per un autore, proporsi direttamente al pubblico, senza tramiti. Certo: i grandi personaggi resterebbero appannaggio delle case editrici. Ma un Gipi, per esempio, cosa se ne farebbe di un editore?
- inoltre: scaricare i file da internet è fin troppo facile. Con quali garanzie un editore investirebbe su un prodotto così facile da ottenere gratis?
- scomparsa delle fumetterie: questa la do per certa, e credo che già nei prossimi due/tre anni una buona metà di questi negozi chiuderà. Qui, e non solo perché ho una fumetteria, credo ci sia poco da discutere: anche se non sono mai riuscite a decollare (come dice giustamente Roberto), le fumetterie avrebbero dovuto essere (e, per colpa di molti fattori, non ultimo l'incapacità di molti gestori, non lo sono mai state del tutto) negozi specializzati dove trovare di tutto e, soprattutto, trovare qualcuno in grado di consigliare nuove, interessanti letture. Purtroppo, aprire una fumetteria è visto un pò come aprire un bar: tutti si credono capaci di farlo, poi sono costretti a svendere l'attività.

cristiano ha detto...

@ planetary:
io non ho nessun quadro in casa: ho illustrazioni pubblicitarie, tavole, copertine, stampe varie.
la funzione di testimonianza della pittura, dal ritratto alla celebrazione di eventi, si è trasferita di peso sulla fotografia.
per essere più esatti, la pittura ha trasferito la tecnica su altre forme espressive.
il teatro è morto, c'è poco da fare:
prova a togliere i fondi statali alle compagnie e vediamo cosa succede.

Andrea ha detto...

Buttiamola sul pratico. In futuro non si utilizzerà più la carta,dove andranno gli operai delle cartiere,delle tipografie e tutte le filiere legate alla carta?Pensate anche a loro.Se piantassimo gli alberi coscentemente come in Svezia,il disboscamento non ci toccherebbe.La cazzata del risparmiare carta è una barzelletta bella e buona,piuttosto preoccupiamoci di altro,tipo l'Haarp.