3.11.09

Fumetti Digitali -seconda parte-


Per prima cosa, rispondiamo a un quesito che mi è stato posto anche nei commenti dell'intervento precedente:
c'è davvero bisogno dei comics digitali?
Sì, c'è. E le ragioni sono tante.
La prima e la più ovvia è quella delle risorse e dell'inquinamento. I fumetti sono stampati sulla carta e la carta si fa con gli alberi. Sì, ok, si potrebbe usare anche la carta riciclata ma prima di tutto costa di più e, in secondo luogo, la produzione della carta riciclata richiede comunque un trattamento che, a sua volta, richiede risorse in termini energetici ed è inquinante. Anche i processi di stampa richiedono risorse e energie e, a meno che non siate stati su Marte negli ultimi dieci anni, dovreste avere ben chiaro che la questione delle risorse e dell'energia è la vera sfida che affronteremo nei prossimi decenni.

Il secondo motivo è quello dello spazio. La società è cambiata ed è cambiato il pubblico: l'homo erectus ha lasciato spazio all'homo consumens. Ho 35 anni, compro fumetti, musica, film e giochi dall'età di 5 e, personalmente, ho accolto come una manna da cielo l'arrivo della musica digitale che mi ha permesso di mettere in uno scatolone tutti i miei cd per affidare la mia intera libreria musicale a qualche capiente HD. E lo stesso farò quando un processo analogo mi permetterà di pensionare i miei 2000 film su DVD e Blu Ray, i molti videogiochi e le tonnellate di fumetti. Lo spazio è importante, al pari delle risorse e dell'energia.

Il terzo motivo è quello dei costi. Una volta che si sarà sviluppato un mercato per il fumetto digitale, sarà molto più facile produrre fumetti perché il costo maggiore, quello della stampa, verrà abbattuto.

Il quarto motivo è quello della distribuzione e della vendita.
Vendere fumetti è sempre più difficile. Il canale tradizionale italiano (quello dirette delle edicole) è in crisi e quello delle librerie specializzate non è mai realmente decollato. I fumetti stanno cercando di reinventarsi attraverso gli allegati ai quotidiani e le proposte da libreria di varia. Ma c'è un problema: anche le vendite dei quotidiani e dei libri sono in crisi e i grandi editori stanno cominciando a guardare con sempre maggiore interesse al mercato digitale che non comporta i costi di stampa, non comporta le spese di distribuzione e che, soprattutto, non prevede la rese.
Il discorso, ovviamente, non è solo italiano ma riguarda ogni nazione che produce contenuti su supporti tradizionali e che si trova, al pari nostro, in una profonda crisi in termine di distribuzione e vendita.

Il fatto è che siamo a un punto di svolta per quello che riguarda la commercializzazione e la fruizione dei media tradizionali. La musica è stata la prima a essere investita e il cinema sta subendo adesso questo processo. Letteratura, fumetti e videogiochi seguiranno a ruota perché la scelta è tra cambiare o morire.

Stabilito quindi che sì, il trasbordo su un formato digitale è probabilmente la nostra unica possibilità di salvezza, c'è da stabilire le modalità con cui verrà messo in atto questo esodo e a quale prezzo.

Ne parliamo nella terza parte.