9.11.09

Ma a chi la vuoi raccontare?


22 anni fa.Tanto è passato dalla mia "prima Lucca".
Avevo 14 anni e mi ci accompagnò mio padre, in macchina.
Non ho bene idea di dove avessi sentito parlare della fiera, probabilmente su uno dei primi albi dell'Uomo Ragno editi dalla Star Comics. O forse su Comic Art di Ribaldo Traini. Comunque sia, costrinsi mio padre a portarmici e ci passai la giornata. La fiera, per come la potevo percepire io, si componeva di due spazi: c'era il palazzetto che ospitava le case editrici maggiori e c'era una struttura esterna, che -se non erro- era appannaggio della sola Disney. Fuori dalla manifestazione c'era un grosso Topolino Apprendista Stregone gonfiabile. All'interno del palazzetto la gente si divideva tra i corridoi e le scalinate. Gli stand di collezionismo erano in alto, i fanzinari vendevano sugli scalini, al centro case editrici come la Bonelli, Comic Art e via dicendo. Di manga non si era ancora sentito parlare (Zero, la prima pubblicazione della Granata Press, e Akira, della Glenat, sarebbero arrivati solo un paio d'anni dopo), i super eroi non erano ancora esplosi, non c'erano proiezioni e, per quello che ricordo io, l'unico modo di parlare con gli autori era placcarli in giro, affidandosi alla buona sorte piuttosto che a un ragionato programma di incontri e conferenze.
Non ricordo mostre o momenti culturali, ma sicuramente erano in città e io non ne sapevo niente.
Da quella fiera me ne tornai con qualche numero di Ken Parker (non so bene perché ma li regalavano), un disegno di Carpi (che custodisco ancora piuttosto gelosamente), la colonna sonora di un film, un paio di albi di super eroi, qualche fanzine e l'immagine di una modella semi-nuda che veniva ritratta in uno stand. Era una bella fiera? Agli occhi di un quattordicenne che non c'era mai andato prima, era fantastica. A ripensarci adesso era abbastanza piccolina, commercialmente irrilevante per la città di Lucca e di non fondamentale interesse economico per gli editori.
Oggi però mi è capitato di leggere QUESTO e mi viene il sospetto che io andassi a una manifestazione diversa o che, forse, il concetto di "Salone" inteso da Traini fosse una manifestazione molto lontana dagli occhi del semplice appassionato ma molto vicina a quella di un preciso gruppo di autori, di addetti al settore, di politici e di faccendieri di varia natura. Fatto sta che io, di quella GRANDE e PRESTIGIOSA Lucca di cui parla Ribaldo, non ne ho memoria.
Ma diciamo che è un problema mio, ok?
Diciamo che le prime Lucca a cui ho partecipato erano le ultime della gestione Traini e che, probabilmente, qualcosa era già andato perso. Ammettiamo pure che forse ero io a non avere occhio per queste cose.
Però Expocartoon, la manifestazione a cui Traini ha dato vita subito dopo essere stato allontanato da Lucca, me la sono vissuta tutta e da vicino, spesso da espositore... e non mi pare proprio che fosse un GRANDE SALONE CULTURALE del fumetto. Anzi, ricordo che spiccava, in particolare, proprio per il suo piglio commerciale, caciarone, da grande festa paesana. Mi ricordo che era una fiera che non andava per il sottile e in cui trovavano posto stand di venditori di sorpresine Kinder, stand di rivenditori di impianti stereo per auto, stand dei Carabinieri... e chi più ne ha, più ne metta. Ricordo pure che, a parte le prime edizioni, le mostre di Expocartoon sono andate rapidamente peggiorando fino a sparire e lo stesso vale per gli incontri e le conferenze. Ricordo che Expocartoon è stata la prima fiera a far entrare gratis chi si presentava con un costume da cosplayer. Mi ricordo che gli stand di Expocartoon erano carissimi e che tutti, commercianti, autori, addetti al settore, odiavano quella manifestazione. Ricordo che le premiazioni degli Yellow Kid a Expocartoon erano deserte e di una noia mortale. Ricordo che gli autori, per avere i loro pass, dovevano implorare la Nanda (la moglie di Ribaldo) e spesso era tutto inutile e dovevi pagare il biglietto o entrare di straforo.
La mia prima cosplayer l'ho vista a Expocartoon (e sì, me la sono portata a letto, ciao Betta), la prima area dedicata ai giochi da tavola e ai videogiochi me la ricordo a Expocartoon (e trovai che fosse una buona idea), i primi giocatori di ruolo da vivo, intenti a darsi mazzate nel piazzale della manifestazione, li ho visti a Expocartoon, i primi stand di caramelle li ho visto a Expocartoon.
Expocartoon è stata per anni il paradigma delle fiere tutto commercio e zero cultura, pronte a cavalcare qualsiasi moda del momento pur di staccare qualche biglietto in più e appresso a lei tante altre manifestazioni si sono messe in cosa, emulandola.
Lucca, al contrario, ha sempre cercato di trovare (anche faticosamente e spesso sbagliando) un suo equilibrio, cercando di potenziare il suo lato commerciale senza, al contempo, perdere quello culturale. A conti fatti, specie dopo il ritorno in città, per me ci sono riusciti piuttosto bene.

Ecco perché oggi, a leggere quelle parole di Traini, mi viene da sorridere.
Anzi, no.
Mi incazzo proprio.

33 commenti:

Simone ha detto...

io ricordo una fiera in cui non facevano entrare le persone per problemi di agibilità, o cose simili. Ricordo una fila di gente che aspettava, protestando, ma senza incendiare macchine e lanciare bottiglie. Si, i fumettisti sono gente civile, rispetto a tanti altri.
Ah per la cronaca abbiamo scavalcato e siamo entrati di straforo. Ok gente civile, ma a tutto c'è un limite (ma il biglietto l'abbiamo pagato ugualmente)

colonnarob ha detto...

Su Traini ho spesso letto commenti forse "ingenerosi". Non conosco la persona, e non mi esprimo. Dal punto di vista editoriale, devo alla Comic Art la mia passione per il fumetto. Aveva delle testate strepitose, e grazie a Traini ho scoperto non solo quanto fossero varie le testate DC, ma anche ho potuto apprezzare fumettisti illustri ormai dimenticati in Italia. Dal Flash Gordon di Williamson fino ai volumi Disney dedicati a Walt Kelly, Murry e Gottfredson, non si può dire che la Comic Art non abbia pubblicato materiale di eccelsa qualità. Anche nelle testate da edicola, Traini in quanto editore aveva grandissimi pregi, non ultimo quello di confezionare una rivista (Comic Art, appunto) con i migliori fumettisti italiani di quel periodo (per non dire dei mensili che, a prezzi popolarissimi, riproposero l'integrale delle strip di Mandrake, Brick Bradford, Phantom, Popeye, etc.). Insomma, dal punto di vista editoriale credo che Traini meriti grandissima stima. Grazie alla Comic Art di essere esistita.

werther Dell'Edera ha detto...

il revisionismo storico con spruzzate di senilità credevo fosse un problema di Berlusconi e dei suoi scagnozzi, invece a quanto pare è un problema che riguarda, in maniera diffusa, tutti quelli che in un modo o nell'altro hanno da vergognarsi delle loro azioni. Chissà se arriverò a dire a mio nipote:"quando disegnavo sulla carta... quelli si che erano fumetti!"

MicGin ha detto...

forum e blog sono ok per esprimere un sentire personale. e il giudizio complessivamente negativo su expocartoon mi sembra consolidato. d'altronde non si può pretendere che qualunque visitatore, magari giovanissimo, possa cogliere il senso di una manifestazione che si propone come salone.
Fosse stato così l'avresti colto negli anni successivi alla tua prima lucca.
Invece la crescita dell'aspetto mercato ha fatto deragliare i propositi di una manifestazione che sino al 1986 è stata esattamente come Traini la rievoca. Ci sono cataloghi, articoli, atti, documenti, memorie e dati che lo dimostrano.
Poi scatta una dinamica malsana tra organizzatori e città...
Nel frattempo cambia l'editoria, il modo di distribuire e la tipologia di prodotto.
Lucca Comics decide di approfittarne, senza accorgersi che così facendo snaturerà la manifestazione originaria. Questo accadrà proprio sotto la gestione di Immagine.
Non a caso Expocartoon non riuscirà più a recuperare i valori iniziali, costretta dalla necessità di vendere stand e staccare biglietti.

E' il mondo del fumetto che ha accolto, incentivato, approfittato dei cosplayer. Che sono un fenomeno spontaneo, naturale e che non ha alcuna responsabilità in merito alle criticità di cui si parla. Sono stati creati spazi. Sono stati occupati.

RRobe ha detto...

Per Michele: il fatto che forse la "grande Lucca" me la sono persa sono il primo a metterlo in conto.
Ma non mi si venga a dire che Traini era il buono e il giusto, quelle delle "Grandi Lucca" e che i cattivi sono quelli che sono arrivati dopo.
Se non ci fosse stata la Napoli Comicon, a indicare che un altra via per le fiere del fumetto era possibile, Expocartoon sarebbe diventato modello imperante e totalitario.
Lucca, invece, negli ultimi anni ha saputo mediare la propensione commerciale in stile Expocartoon con l'attitudine culturale di di Napoli Comicom, ottenendio una fiera praticamente perfetta.

Ma le avete viste le mostre? Il programma di incontri e conferenze? Gli ospiti? L'organizzazione?

MicGin ha detto...

certamente, mica mitizzo i bei tempi andati. questa lucca, l'ho scritto, funziona. e può anche migliorare.
quella lucca era un'altra cosa e secondo me è irripetibile. o meglio deve essere ripensata a priori. e penso che siano necessari festival senza la parte mercato, che costringe le organizzazioni, anche quelle contrassegnabili con il bollino etico (W Napoli ovviamente!) a ovvi compromessi ed a un investimento di risorse organizzative notevoli.

ci sono già diverse ottime esperienze in corso. ma hanno budget ancora limitati.

RRobe ha detto...

Sì. Ma mi pare ovvio che per avere quel tipo di fiera che rimpiange Bonelli o di cui parli tu, la dimensione deve essere più "intima".
Non puoi avere "una delle più grandi manifestazioni legate al fumetto d'Europa" e, allo stesso tempo, il salottino culturale. Sono due cose diverse. Persino i francesi si stanno arrendendo all'evidenza.

Corbeauss ha detto...

faccio l'avvocato del diavolo.
Premesso che Traini e' Traini, quindi se si fa la Traineide, e' vero che per una parte del fumetto italiano non avrebbe diritto di parola.
E' anche vero che sarebbe sbagliato mettere di fronte i grandissimi meriti, per la stessa logica.
Facciamo una via di mezzo.
Io ho fatto l'ufficio stampa di Expocartoon per 3-4 edizioni, credo.

Il che mi ha permesso di vedere in parte dal di dentro il mondo della Comic Art.

Ormai e' storia, non cronaca, e' come parlare dei vizi di Giulio Cesare.

Fare l'ufficio stampa voleva dire che per i tre mesi e mezzo precedenti, per una cifra ridicola che ti ci faceva sudare fino all'ultimo (e quando dico ridicola, dico che neanche potete immaginarla) si era a disposizione 14 ore al giorno. Si faceva di tutto. Ma questa e' un'altra storia. Quello che io ho respirato (e parlo della seconda meta' degli anni 90) e' stata una grandissima storia alla spalle, ma non grandissima, un qualcosa di titanico. Ma titanico e' poco...
Veramente la storia del fumetto, almeno di un certo tipo di fumetto, quello che si considerava tale fino agli anni 80, almeno in una certa intellighenzia. Ma che - sembra assurdo, per quanto ci sembrano cose ovvie o vecchie, ad oggi - ha iniziato ad invecchiare male gia' con lo strapotere dei super eroi, figurati poi coi manga.
I super eroi li resse pure, anche se il fatto che non fossero "d'autore" iniziava a spiazzare.
Quindi si, tutto quello che non era "d'autore" ha iniziato a distruggere Traini ed il suo mondo, anche se da uomo di affari ha sempre abbracciato e anticipato il cambiamento. Ma senza mai capirlo veramente, senza capirne le regole, usando le vecchie regole per il nuovo (i manga su Comic Art vi dicono niente?).
Mentre Bonelli, per lungimiranza umana ed editoriale (ha fatto del fumetto popolare, il fumetto d'autore), Traini ha iniziato a dinosaurarsi con la scomparsa di quello che fino a quel momento era considerato fumetto d'autore.
Il che - per quella parte - a me fa inchinare. In effetti Traini e' stato il primo, con Bordighera. C'entra poco con Lucca, ma il suo lavoro certosino, unico al mondo, decenni prima della Kitchen Sink e probabilmente alcune cose ancora fatte solo da lui, sui grandi padri del fumetto, e' incredibile.
Le sue ultime Lucca non posso essere prese a paragone, ma neanche le prime, se e' per questo.
Tanto era diverso quel mondo del fumetto, tanto era a dimensione di famiglia, tanto e' impossibile paragonarlo a quello di ora. E' il pater familias che vorrebbe educare i figli ed i nipoti come ai suoi tempi, secondo i canoni dei suoi tempi. I suoi tempi, per l'epoca, erano grandiosi, ma il tempo passa per tutti (chi guarda Sons of Anarchy?). Lucca dei tempi era molto avanti alla San Diego e Angouleme dello stesso periodo, ora fa ridere solo pensarci, con quello che e' diventato San Diego.

Traini ha perso il controllo della situazione, del tempo che passa, semplicemente, e a seconda dei punti di vista, ha provato a cercare rimedi, non c'e' stato, c'e' andato in puzza.

Tanto lo so che ora mi denuncia, ma io Renato ti voglio bene, ma il famoso comitato internazionale di "saggi" che era vero ed effettivo fino agli anni 80, negli anni 90 divenne una cosa strana, con personaggi che venivano inseriti a loro insaputa. Tipo Miller, che scopertolo si incazzo' come una biscia, anche se in quanto ospite del Salone, per Traini era ovvio che facesse poi parte del comitato.

Sui cosplayer, non so se e' un merito, ma se e', me lo prendo tutto io. Frequentavo i newsgroup, facevo anche da portavoce di Traini rispetto alle varie beghe con Capone ed i Kappa Boys.
Avevo preso contatti con un ragazzo, mi perdoni che non mi ricordo il nome, che postava varie foto di lui vestito da Yatta Man.
Alla fine, alla seconda expocartoon, mi propose "ma perche' non ci fate entrare gratis, che facciamo colore?"
Io portai l'idea a Traini, che prima penso' ad uno sconto, poi alla fine, incredibilmente fece entrare gratis, ma credo con un coupon che si trovava sulle sue testate!!

direi fine prima parte

Avion ha detto...

Foto di Betta o stfu.

RRobe ha detto...

Voglio la seconda!

ivanhawk ha detto...

All'inizio ho pensato che RiBaldo Traini fosse un (meravigliosamente freudiano) refuso, ma l'hai scritto più volte, perciò non credo.

La Lucca chiusa per inagibilità me la ricordo anch'io. Mi ero svegliato tipo alle 5 e mezza per prendere il treno da Roma e, arrivato lì, mi sono trovato davanti al palazzetto chiuso. Bella giornata di merda.

Riguardo a Expocartoon, mi ricordo anche che non erano solo le mostre a sparire, anzi le mostre sparirono DOPO altre sparizioni...

RRobe ha detto...

Per quelli che parlano della Lucca chiusa per inagibilità: era la prima edizione senza Rinaldo, se non erro.

RRobe ha detto...

Inutile dire che le leggende si sprecarono sul perché quella mostra incorse in quei problemi.

Corbeauss ha detto...

seconda parte. Da quello yattaman, nulla fu come prima, anche se il mondo del fumetto in tal senso - per dire - camminava piano. La prima vincitrice del concorso, fu una Death, di Sandmaniana memoria. Le maschere giapponesi, nella giuria, non le conosceva nessuno, ma proprio nessuno. Mi ricordo uno spaesatissimo e preoccupatissimo Boschi...
Ovviamente sta poraccia (in senso di premi) non vinse nulla se non l'onore, ma il prode Pasquale Ruggiero le regalo' una vagonata di cartonati di Sandman, essendo un vero cavaliere di altri tempi.

Da allora fu appunto la fine.

Poi il traini di allora era il traini delle grandi visioni e dei grandi orrori. Da una parte non faceva entrare gli autori, dall'altra lancio' i videogiochi ed internet, e tutto quello che ho fatto dopo, direi che tutte le basi furono gettate li'. Sfruttava diversi collaboratori come cani, ma ti dava la possibilita' di tenerti le briciole, che fanno sempre un gran bel curriculum.
Nella sua lucida follia, direi che gli spaghetti manga fanno parte di questo quadro.
Poi lui era il carnefice, e noi le vittime consenzienti e collaboranti. il concerto con Neffa, che veramente non c'entrava nulla, praticamente deserto, lo organizzo' fomentato da Piccoli e Campana....

Ma questo e' solo per fare colore nel racconto...

Per quello che interessa a noi in questo caso, Traini e' un uomo di altri tempi, come Bonelli. Hanno preso strade diverse e gestioni diverse, ma e' ovvio che loro il passato e' glorioso ed il presente cupo e apocalittico e la fine del mondo e' stata ieri.

Quindi diamo a Traini quel che e' di Traini. Per i suoi tempi, il lavoro che ha fatto fino agli anni '80 e' stato oltre il titanico. In proporzione, pochi di noi sono in grado di baciargli i piedi.

Poi si e' autocombusto da solo, in una ricerca della vetta sublime anche nell'orrore.

Ma direi che sono due momenti distinti.

Come e' distinto il suo giudizio attuale, che lui guarda ancora Lucca con la sua macchina del tempo.

ivanhawk ha detto...

Me lo ricordo benissimo, Rrobe.

Fabrizio ha detto...

Che poi quel Salotto di Autori non starebbe male alla Fiera del Libro a Torino.
Nonostante al Lingotto, in quei giorni, si riesca a trovare con poca difficoltà chi ti fa assaggiare il suo barbera... ^__^

S3Keno ha detto...

> "il concerto con Neffa, che veramente non c'entrava nulla, praticamente deserto, lo organizzo' fomentato da Piccoli e Campana"...

Ehm, scusa Riccardo? Io che ci fosse un concerto di Neffa all'interno di Expocartoon (un sabato sera) lo seppi solo il primo giorno di fiera, cioè quel giovedi. Nè il sottoscritto, nè tantomeno Ottokin, c'entravamo niente con quella roba lì, conoscevamo a malapena Traini (se non per "buongiorno", "buonasera" e "abbiamo bisogno di altri pass"), non ci lavoravamo insieme... come accidenti abbiamo fatto anche solo a "fomentarlo"?!?

Matteo Losso ha detto...

Leggerò con attenzione il (lungo) "sfogo" di Traini che hai segnalato, ma sin da ora mi sento di concordare con la tua analisi dell'evoluzione delle convention chiamate in causa (per valutare lo spirito di Traini, invece, attendo di aver letto il suo scritto).

E premetto che la mia prima Lucca Comics risale al Marzo del 1989 e che ero uno di quelli che vendeva le fanzine sia sulle scalinate del palazzetto a Lucca sia nello spazio fanzine offerto ai vari Romics / Expocartoon. E aggiungo pure che alla fine mi divertivo in ambo le occasioni. Ho vissuto anche "di striscio" il lato culturale del vecchio Salone (ricordo una bella conferenza al Teatro del Giglio con Orlando e Garcia-Lopez sul significato di "graphic novel"), ma era qualcosa di decisamente "elitario" ed intellettuale, volutamente distaccato (anche a livello logistico) rispetto alla fiera.

Le fiere romane poi sono deragliate. Mentre la "nuova" Lucca si è trasformata in un grande evento, che tutti trovano piacevole visitare, dato che riesce a coniugare l'aspetto ludico / di intrattenimento (per il "lettore occasionale" e per chi i comics li "frequenta" solo nei giorni della mostra-mercato... merito anche dei tanto bistrattati cosplayers...) con quello destinato ai lettori più "esigenti" e scafati (fra editori presenti, ospiti, conferenze, mostre, incontri...).

Certo, Angouleme resta il fine cui tendere (magari anche a livello di trattative professionali su diritti et similia), ma ci si avvicina molto e... comunque... è proprio il mercato francese ad essere "lontanto" e diverso rispetto a quello italiano (e questa diversità si riversa naturalmente anche sugli eventi).

Corbeauss ha detto...

@ S3Keno:

allora ho dei ricordi completamente innestati.

Mi ricordo chiaramente la presenza tua e di Paolo, nella redazione della Comic Cart, a discutere dei nomi da portare e di quanto potessero spaccare rispetto ai ggiovani.

Anche perche' quei nomi li', non dico che eri l'unico al mondo a conoscerli, ma certo Traini da solo non li tirava fuori...

A questo punto serve la testimonianza di Paolo, o di qualcun altro della Factory che forse ho sovrapposto, per capire quanto ormai il mio cervello e' decomposto...

Corbeauss ha detto...

@ Matteo:

Sai quale fu anche la "rovina" di Traini?

Il taglio dei fondi, di finanziamenti.

Fermo restando che se non hai i fondi, forse e' meglio che una fiera non la fai, piuttosto che fare il concerto di Neffa ed i messaggeri della Dopa che poi va deserto, per aver sbagliato clamosamente luogo e tempo e modo... Oppure certe scelte politiche imbarazzanti non tanto per il campo, ma per i risultati...

Ma cmq, queste fiere, mostre, saloni che dir si voglia (anche se sono cose sostanzialmente diverse, ma ci torno tra poco) si basano tutto sui finanziamenti.

Sono stato ad Angouleme e sostanzialmente e' la versione per fumettisti del paradiso musulmano per i martiri dell'Islam.
Era oltre la perfezione, era sublime. Per logistica, servizi, contenuti.

Ma: http://www.comicus.it/view.php?section=news&id=6730

cioe'... 400.000 euro in piu' o in meno, faranno una certa differenza, no...?

E cmq, stiamo parlando di concetti che forse non abbiamo neanche chiari, visto che siamo una generazione perduta.

Mi spiego: per Traini, il salone era una cosa, la mostra mercato un'altra. Il salone si teneva solo ogni tot anni, mentre la mostra era ogni sei mesi.
Poi io sono arrivato tardi e non ho mai capito da differenza, neanche dal di dentro, ma concettualmente c'era.

Come concettualmente c'e' una differenza tra fumetto, videogiochi e cosplayer... c'e' addirittura tra fumetto e fumetto!!!

C'entra non so quanto col discorso, ma noi ci troviamo con fiere che mischiano tutto, chi molto bene, chi malissimo, quando forse il solo fumetto stesso avrebbe bisogno di momenti diversi, al suo interno.

Si Angouleme era l'apoteosi (lo spazio autori/editori internazionali con l'open bar era lo zenith, come pure le feste nei pub organizzati ogni sera da un editore diverso), ma quanto discendeva dai 400.000 euro?

Sergio Algozzino ha detto...

Corbeauss ti ringrazio molto per la storia, che, personalmente, trovo veramente molto interessante.

C'è da dir che questa ultima edizione di Lucca ha davvero cercato di migliorare l'assetto, smistando la fiera sia per motivi logistici sia anche per evitare tutte quelle sovrapposizioni che a molti addetti ai lavori stavano sui maroni (esagerando molte volte, secondo me).

I cosplayer ormai non entrano quasi più nei padiglioni "dei fumetti", e se stanno lì intorno che fastidio ci danno? Perlopiù cazzeggeranno nell'area games. Stessa cosa per i lettori di manga, reclusi al (bel) palazzetto manga (molto più bello del palazzetto manga fatto ad Angouleme l'anno scorso, tengo a specificare).
Stassa cosa addirittura per i lettori di comics, divisi da quelli delle "graphic novel".

Queste divisioni sono il frutto di una logica portata sì al contenimento della gente ma anche, credo, al voler accontentare le varie lamentele che additavano Lucca come un'orgia di costumi che se ne fotteva dei fumetti.

Gran Guinigi a parte, quest'anno dentro i padiglioni stava chi doveva stare, e poi, fuori, in piazza, a mangiare, ci si reicontrava tutti.

E' una formula che per me attesta una certa buona volontà.

S3Keno ha detto...

@ Corbeauss:
Non eravamo noi, Riccardo. E questo te lo potrebbe tranquillamente confermare anche Paolo. L'Expocartoon con il concerto di Neffa fu quello della primavera 1997 (me lo ricordo perchè proprio grazie al fatto che lui fosse lì a Roma, gli diedi di persona le copie del primo numero di "B.boyz", datato maggio '97, che portavamo come novità a quella fiera). La Factory sarebbe arrivata solo l'anno successivo.
Ma in quegli STESSI giorni, proprio approfittando del fatto che c'era Gabriele Di Benedetto (all'epoca ancora Shok Studio) qui a Roma per l'Expocartoon, piuttosto che gli uffici di Traini noi frequentavamo quelli delle alte dirigenze del Gruppo Editoriale L'Espresso, proponendo un settimanale a fumetti da allegare a La Repubblica (e qui te lo potrebbero confermare sia Ottokin che Akab) anche se poi ci veniva detto che "i fumetti non funzionano come allegati ai quotidiani"... eh eh eh... d'accordo era il '97, ma che lungimiranza... eh? ;)

Questo cosa ci insegna?

1) Che il tempo gioca brutti scherzi, e - esattamente come il famoso FACT! del forum del Rrobe - ognuno ha i propri ricordi soggettivi e difficilmente gli uni coincidono con quelli degli altri.

2) Che essere "troppo aventi" (come direbbe un certo Tommaso) non paga mai!!! ;)

Corbeauss ha detto...

@ S3keno: il mistero rimane, non capisco - a parte i miei ricordi innestati - chi avrebbe potuto rompere cosi' tanto le palle a traini con nomi cosi' precisi... neanche a dire 5mani, che all'epoca la general-magic era la versione fumettistica dell'influenza A, per i Traini.

E' anche vero che Expocartoon erano gia' due o tre anni che faceva accordi con una radio romana, per mandare in diretta non si sa bene che della fiera in cambio di uno spazio all'interno della stessa (mi ricordo che dovetti pure fare da "body guard" a Massimo di Cataldo, accerchiato da ragazzine assatanate. Io inizia a dire a tutte "ma scusate, perche' ce l'avete con lui, ma non sono molto piu' bello io? Scusate eh, lasciatelo passare, poi scusate, guardate quanto e' basso, io sono piu' alto e prestante, e lui ad un certo punto si incazzo' e mi disse: "scusa, eh, ma tu chi cazzo sei e che vuoi da me?"....hahahaha) quindi potrebbero essere stati loro, ed io poi vi ho innestato drogato dalle copie di Biz alla Magic...

Riguardo alla Factory, era un concetto, piu' che un atto notarile. Eravate un gruppo gia' da prima, ma capisco che tu ci tenga a chiarire persone e date.

Per le idee in avanti sono d'accordo, ma non solo. Dipende anche da chi le porta, e da chi porta chi le porta, in Italia...

watanabe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
keison ha detto...

te sei scordato lo stand con le musiche degli Indiani.
Non era EXPOCARTOON senza lo stand degli indiani.

Antonio ha detto...

No, non era Expocartoon senza la signora con la faccia da maiala che vendeva le caramelle.
E i freak da Expocartoon.

emo ha detto...

i profumi.
i.pro.fu-mi.
all'ingresso.

MicGin ha detto...

watanabe
come sarebbe bello parlare con qualcuno di lucca che abbia un nome e un volto...

i commenti su lucca sono tanti e diversificati. difendere le scelte della città contro una sorta di nemico esterno e invidioso fa abbastanza ridere.
così come è ridicolo non prendere atto del livello che cmq, checchè se ne dica, la manifestazione ha raggiunto.

Sono convinto che Lucca C&G abbia raggiunto un notevole livello qualitativo. E ha ancora margini di miglioramento.

Sono altrettanto convinto che questa non sia l'unico modello di manifestazione possibile e neanche necessariamente il migliore.
Penso di poterlo dire e argomentare senza mancare di rispetto al lavoro altrui.

Anche perché con Lucca Comics ho più volte collaborato e collaboro ;-)

Una chiosa sullee memorie e i commenti di Traini, che puntualmente e annualmente vengono diffuse a margine della manifestazione: non sono da sottovalutare. Contengono molti elementi di verità. E là dove sono contestabili o non veritiere... dimostrano alcuni gap che il fumetto italiano deve ancora colmare...
Insomma, siamo già piuttosto dentro gli anni duemila...

watanabe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Super Robot Italiani ha detto...

C'è poco da sorridere o da incazzarsi... solo da riflettere.
Lucca Comics & Game è un ottima manifestazione, ma è impossibile non rimpiangere quando era solo un salone INTERNAZIONALE di qualità.

MicGin ha detto...

Dal nickname watanabe si poteva arrivare ad un profilo blogger anonimo.
Sarà una fisima mia, ma mi piace sapere con chi discuto.

Fai benissimo ad esprimere il tuo favore per la manifestazione. Ma al dilà degli eventuali interventi "invidiosi" etc mi sembra giusto discutere di una manifestazione come Lucca Comics per discutere di dove va il fumetto e cosa può servirgli. senza contare che lucca comics si difende già abbondantemente con i numeri, ormai omerici.

cmq, partire dall'intervento (nn casuale e non gratuito) di traini non vuol dire denigrare o sminuire lucca comics...
il mio personale giudizio è largamente positivo, mi sembra si sia capito. però non mi accontento perché secondo me serve ANCHE altro al fumetto.

Corbeauss ha detto...

Visto che i cosplayer sono parte in causa del discorso, mi sembra giusto postare la foto della primissima rappresentate ufficiale dei cosplayer italiani:

http://photos-f.ak.fbcdn.net/photos-ak-snc1/v348/68/87/1476836127/n1476836127_78070_3074.jpg

Non e' quello a sinistra, specifico, anche se sembra.

MicGin ha detto...

Ma guarda che bella gente ritrovo in quella foto!!!!
Grazie Riccardo! A parte Pasquale, Roberto e Deborah non li vedo da un bel po'!