9.11.09

Ma a chi la vuoi raccontare?


22 anni fa.Tanto è passato dalla mia "prima Lucca".
Avevo 14 anni e mi ci accompagnò mio padre, in macchina.
Non ho bene idea di dove avessi sentito parlare della fiera, probabilmente su uno dei primi albi dell'Uomo Ragno editi dalla Star Comics. O forse su Comic Art di Ribaldo Traini. Comunque sia, costrinsi mio padre a portarmici e ci passai la giornata. La fiera, per come la potevo percepire io, si componeva di due spazi: c'era il palazzetto che ospitava le case editrici maggiori e c'era una struttura esterna, che -se non erro- era appannaggio della sola Disney. Fuori dalla manifestazione c'era un grosso Topolino Apprendista Stregone gonfiabile. All'interno del palazzetto la gente si divideva tra i corridoi e le scalinate. Gli stand di collezionismo erano in alto, i fanzinari vendevano sugli scalini, al centro case editrici come la Bonelli, Comic Art e via dicendo. Di manga non si era ancora sentito parlare (Zero, la prima pubblicazione della Granata Press, e Akira, della Glenat, sarebbero arrivati solo un paio d'anni dopo), i super eroi non erano ancora esplosi, non c'erano proiezioni e, per quello che ricordo io, l'unico modo di parlare con gli autori era placcarli in giro, affidandosi alla buona sorte piuttosto che a un ragionato programma di incontri e conferenze.
Non ricordo mostre o momenti culturali, ma sicuramente erano in città e io non ne sapevo niente.
Da quella fiera me ne tornai con qualche numero di Ken Parker (non so bene perché ma li regalavano), un disegno di Carpi (che custodisco ancora piuttosto gelosamente), la colonna sonora di un film, un paio di albi di super eroi, qualche fanzine e l'immagine di una modella semi-nuda che veniva ritratta in uno stand. Era una bella fiera? Agli occhi di un quattordicenne che non c'era mai andato prima, era fantastica. A ripensarci adesso era abbastanza piccolina, commercialmente irrilevante per la città di Lucca e di non fondamentale interesse economico per gli editori.
Oggi però mi è capitato di leggere QUESTO e mi viene il sospetto che io andassi a una manifestazione diversa o che, forse, il concetto di "Salone" inteso da Traini fosse una manifestazione molto lontana dagli occhi del semplice appassionato ma molto vicina a quella di un preciso gruppo di autori, di addetti al settore, di politici e di faccendieri di varia natura. Fatto sta che io, di quella GRANDE e PRESTIGIOSA Lucca di cui parla Ribaldo, non ne ho memoria.
Ma diciamo che è un problema mio, ok?
Diciamo che le prime Lucca a cui ho partecipato erano le ultime della gestione Traini e che, probabilmente, qualcosa era già andato perso. Ammettiamo pure che forse ero io a non avere occhio per queste cose.
Però Expocartoon, la manifestazione a cui Traini ha dato vita subito dopo essere stato allontanato da Lucca, me la sono vissuta tutta e da vicino, spesso da espositore... e non mi pare proprio che fosse un GRANDE SALONE CULTURALE del fumetto. Anzi, ricordo che spiccava, in particolare, proprio per il suo piglio commerciale, caciarone, da grande festa paesana. Mi ricordo che era una fiera che non andava per il sottile e in cui trovavano posto stand di venditori di sorpresine Kinder, stand di rivenditori di impianti stereo per auto, stand dei Carabinieri... e chi più ne ha, più ne metta. Ricordo pure che, a parte le prime edizioni, le mostre di Expocartoon sono andate rapidamente peggiorando fino a sparire e lo stesso vale per gli incontri e le conferenze. Ricordo che Expocartoon è stata la prima fiera a far entrare gratis chi si presentava con un costume da cosplayer. Mi ricordo che gli stand di Expocartoon erano carissimi e che tutti, commercianti, autori, addetti al settore, odiavano quella manifestazione. Ricordo che le premiazioni degli Yellow Kid a Expocartoon erano deserte e di una noia mortale. Ricordo che gli autori, per avere i loro pass, dovevano implorare la Nanda (la moglie di Ribaldo) e spesso era tutto inutile e dovevi pagare il biglietto o entrare di straforo.
La mia prima cosplayer l'ho vista a Expocartoon (e sì, me la sono portata a letto, ciao Betta), la prima area dedicata ai giochi da tavola e ai videogiochi me la ricordo a Expocartoon (e trovai che fosse una buona idea), i primi giocatori di ruolo da vivo, intenti a darsi mazzate nel piazzale della manifestazione, li ho visti a Expocartoon, i primi stand di caramelle li ho visto a Expocartoon.
Expocartoon è stata per anni il paradigma delle fiere tutto commercio e zero cultura, pronte a cavalcare qualsiasi moda del momento pur di staccare qualche biglietto in più e appresso a lei tante altre manifestazioni si sono messe in cosa, emulandola.
Lucca, al contrario, ha sempre cercato di trovare (anche faticosamente e spesso sbagliando) un suo equilibrio, cercando di potenziare il suo lato commerciale senza, al contempo, perdere quello culturale. A conti fatti, specie dopo il ritorno in città, per me ci sono riusciti piuttosto bene.

Ecco perché oggi, a leggere quelle parole di Traini, mi viene da sorridere.
Anzi, no.
Mi incazzo proprio.