22.11.09

Milano Corpo 9.

Continua il mio breve e convulso soggiorno Milanese, ospite dal Tito nazionale. Il tempo fa schifo e la città ha deciso che questa volta mi tocca sorbirmi il suo stereotipo.
Venerdì sono stato a una festa molto vivace, quel genere di feste che possono creare o distruggere una carriera (ne parla Sandrone Dazieri sul suo blog). Ieri sono andato per regali, scoprendo che a Milano è già arrivato il Natale e che sono tutti in fregola da regali. Oggi sono andato a vedere la mostra di Hopper (bella ma, sinceramente, mi aspettavo qualcosa di più dall'esposizione) e ho visto per la prima volta Zorro, il figlio di Luca e Manu: è fantastico.
Domani e dopodomani sono a spasso per varie redazioni. Poi a casa.

In giro c'è un'aria di crisi nera. La prima che avverto da tanto tempo. E non parlo delle vendite dei fumetti (che, anzi, stanno dando segnali piuttosto positivi) quanto proprio di instabilità e di un senso di incertezza per il futuro diffuso e abbastanza terrorizzante.
Qualcosa sta per cambiare e qualcosa è già cambiato, le assicurazioni di ieri sono la carta straccia di oggi e in giro si vede un sacco di gente presa alla sprovvista da eventi oscuri e inaspettati.
Mai come in questo momento sento la necessità di localizzare in fretta tutte le uscite d'emergenza disponibili: probabilmente non mi toccherà usarle, ma voglio sapere che ci sono e dove trovarle.

Per sollevare l'umore, ho deciso che nell'attesa del Natale vi intratterrò con una rassegna dei miei film natalizi preferiti, a cominciare da QUESTO, uno dei miei preferiti in assoluto.