12.11.09

[RECE] Bon Jovi -The Circle-


Premessa numero 1:
a me i Bon Jovi sono sempre piaciuti e non me ne vergogno.
Mi piacciono tanto gli album vecchi (diciamo dall'omonimo primo album Bon Jovi, fino a Keep the Faith, escludendo quella zozzeria di 7800° Fareneith) e ascolto tranquillamente quelli più recenti (in cui ci sono sempre almeno un paio di singoli che ti ricordano il perché ami la band).

Premessa numero 2:
l'ultimo album, Lost Highway, era un piacevole cambio di rotta rispetto agli ultimi lavori. Più intimo, più maturo e meno da "puttane del rock" del solito. Il che, da una parte era una cosa buona, dall'altra parte speravo che non diventasse la regola: a me i Bon Jovi piacciono puttane fino al midollo, con i loro inni da stadio, i riff facili che non spaventano nessuno e le loro canzoncine d'amore e di ribellione per adolescenti.

Ho quindi accolto l'uscita di questo The Circle con una certa curiosità. Mi chiedevo in che direzione il gruppo si volesse muovere: se sarebbero tornati al "more of the same" che li ha contraddistinti negli ultimi quindici anni o se volessero continuare a cercare di dimostrare di essere una band che aveva anche qualcosa di maturo da dire.
La verità è che, purtroppo, non hanno fatto nessuna delle due cose.
Da una parte hanno ulteriormente alleggerito il suono, ibridandolo con l'approccio danzereccio e elettronico dei The Killers, probabilmente per riuscire ad arrivare a un pubblico nuovo e più giovane. Dall'altra parte sono tornati alle canzoni facili che non danno fastidio e non impegnano in nessuna maniera, con testi che sembrano scritti da un Bruce Springsteen in crisi ormonale (ma questa non è una novità per il gruppo). In tutto l'album non c'è un singolo pezzo che lasci il segno. Per carità, sono tutti brani gradevoli, composti con un certo gusto e con bei suoni... ma il disco non ha lo spessore (o l'ambizione di avere uno spessore) che distingueva Lost Highway e nemmeno la carica e la sfacciata piacioneria dei (pochi ma buoni) momenti felici di un Have a Nice Day o di un Bounce.
In sostanza, questo disco non esalta, non disgusta, non toglie e non aggiunge nulla alla storia dei Bon Jovi e di sicuro nemmeno a quella di quelli che lo ascolteranno.

Inutile.

p.s.
ma almeno non offensivo come l'ultimo album dei Kiss, intendiamoci.