1.12.09

Che a essere rapida lo è stata. E' solo che io sono una testa di cavolo.

Mettiamolo così: nel corso degli anni, sono diventato abbastanza amico dei dottori che mi hanno in cura. E' per questo che, per esempio, quando capita un'emergenza, succede che mi facciano bruciare qualche tappa del normale decorso ospedaliero.
In sostanza, le cose sono andate così:
sono entrato sabato sera. Dal pronto soccorso sono passato direttamente in sala endoscopica e, nell'arco di un'oretta mi hanno anestitizzato e hanno fatto quello che dovevano fare. Visto che sono amici si sono pure divertiti a farmi foto improbabili mentre dormivo (maledetti).
La mattina di domenica, fidandosi delle mie capacità di valutazione, mi hanno chiesto se mi sentivo bene e se me ne volevo andare a casa e io ho risposto "Certo che sì!", tutto felice di battere il mio record di soggiorno breve in ospedale.
Grosso sbaglio.
Perché di solito, in ospedale ci resto almeno un paio di giorni, in cui smaltisco l'anestesia, mi sorbisco una cura di antibiotici in vena, e vengo idratato con le soluzioni saline. A casa non è la stessa roba. In sostanza, invece di aver accorciato i tempi di recupero, li ho allungati di parecchio.
Oggi mi sento come uno straccio che è stato usato per pulire il pavimento di un locale di biker dove c'è stata una festa, una rissa e un omicidio. Che è un'esperienza interessante, non lo metto in dubbio, ma poco piacevole.
Comunque sia, oggi va meglio di ieri, e mi tocca pazientare.