6.1.10

Camminando nella terra dei (quasi) morti.


Un paio di giorni fa avevo intenzione di scrivere un pezzo per celebrare la morte dei siti italiani dedicati al fumetto. Poi ci ho pensato e ho capito di essere troppo severo.
I siti italiani dedicati al fumetto non sono morti: sono in coma.
E nemmeno tutti, solo la maggior parte.
Se si vuol leggere qualcosa di interessante sul fumetto in questo momento, l'unica è rivolgersi ai blog (tanto degli autori quanto di semplici appassionati) e alle comunity dei lettori (forum e mailing list). Per il resto, questo è lo sconsolante panorama che si offre ai nostri occhi:


Comicus
Stato: confuso e infelice.

L'homepage penalizza gli aggiornamenti, non segnalandoli in maniera opportuna. La grafica della homepage, pur gradevole nel suo insieme risulta visivamente povera, con immagini piccolissime impilate l'una sulle altre.
Le news arrivano in ritardo (quando arrivano), spesso bruciate (anche di giorni) dal forum del sito stesso.
Non si riesce a distinguere la differenza tra recensione e minirecensioni visto che entrambe le categorie presentano pezzi brevissimi, spesso molto superficiali. Ancora più grave, le recensioni escono con settimane, a volte mesi, di ritardo sull'uscita del prodotto trattatato. Ora, forse sono scemo io, ma una recensione, specie una breve e non troppo approfondita e in un contesto come quello di CUS, è prettamente uno strumento per aiutare il pubblico a orizzontarsi nei suoi acquisti. Recensioni vecchie di prodotti da edicola che, al momento della pubblicazione della recensione, in edicola non ci sono nemmeno più, non servono a niente in questo senso. Se non si può essere più rapidi, allora che si scelga un approccio differente, dando maggiore approfondimento alle recensioni e rendendole uno strumento di critica e analisi.
Alcune rubriche "fisse" non sono aggiornate da oltre sei mesi.
Gli approfondimenti sono diventati sempre più sporadici e sempre più superficiali.

Terapia suggerita:
buttare via l'acqua sporca. A rischio di gettare via anche il bambino.
Vista la natura prettamente mainstream di Comicus e la carenza di contenuti, la grafica del sito andrebbe ripensata da capo (io prenderei a esempio siti come QUESTO o, alla peggio, alla sua copia italiana), dando a tutta la homepage un maggiore dinamismo atto ad attrarre l'attenzione dei visitatori e a nascondere le lacune in fatto di approfondimenti e recensioni. Ovviamente, tutto il discorso decade se alla base non arriveranno nuove iniezioni di entusiasmo e voglia di fare.


Manga Forever
Stato: si agita.

Il sito presenta una sezione di news accettabile, aggiornata puntualmente anche se praticamente priva di contenuti inediti o esclusivi. Gli approfondimenti ci sono e se forse ci si può lamentare della loro qualità generale (ma ci sono buone eccezioni), almeno sono scritti con passione e voglia di fare. Vivace (rispetto al resto dell'italico panorama) la parte dedicata alla recensioni.
Il vero problema di Manga Forever è la grafica del sito (ferma al web dei primi anni '90) e al fatto che è letteralmente infestato di finestre pop-up, banner pubblicitari e cazzate varie.
Ma il sito è portato avanti con passione e si vede. Nel bene e nel male

Terapia suggerita:
un bel lifting e una maggiore igiene personale (digitalmente parlando).


Lo Spazio Bianco
Stato: fermo come un semaforo. Spento.

Grafica vecchia, brutta, squalificante e faticosa per chi la fruisce.
Il sito non è specializzato in news e va bene, purtroppo anche gli approfondimenti e gli interventi critici degni di nota, sono ormai merce sempre più rara. Vista la frequenza con cui vengono aggiornate, le recensioni sono del tutto trascurabili nell'economia del sito. Molto discutibili anche le "brevisioni": verrebbe da pensare che una recensione breve è tale perché riguarda un fumetto uscito di fresco e analizzato rapidamente dalla redazione, non si capisce il senso di brevisioni di fumetti usciti mesi prima.

Terapia suggerita:
decollare e nuclearizzare.
Buttare la vecchia impostazione del sito, ripensare ai propri obiettivi, abbandonare ogni velleità di stare sul pezzo e dedicarsi (con passione e puntualità) a quella che, una volta, sembrava la vera attitudine dello Spazio Bianco: approfondimenti e analisi critica.


Glamazonia
Stato: si tocca.

Una casa povera ma, abbastanza, onesta.
Glamazonia propone un decente spazio per le news (anche qui ci si limita a riportare quanto trovato da altre parti, senza particolare voglia di andare a cercarsi la notizia), approfondimenti, recensioni e recensioni in breve segnalate con chiarezza dalla home page. Sotto l'aspetto sobrio però, si nasconde una certa povertà nella quantità dei contenuti.
In più, alcune rubriche non hanno aggiornamenti da mesi.

Terapia suggerita:
fare di più, sbattersi di più. Se siete appassionati, da vent'anni oltretutto, dimostratelo.

Stato: veste male.

La grafica è sobria ma vecchia nella concezione e nel gusto. La homepage è "ferma" e disagevole.
Lo spazio per le news non è male e non si limita a riportare comunicati stampa o news di altri siti. Buone le anteprime (fatte tutte di materiale esclusivo). Buone le recensioni (ce ne vorrebbero di più e più puntuali ma rispetto alla media non ci si può lamentare). Buoni gli approfondimenti.

Terapia suggerita:
sorprendentemente (visti i miei trascorsi burrascosi con quelli che lo realizzano), trovo che UBC tra i siti fumettistici italiani, uno dei meno peggio. E' vecchio, è poco dinamico e una bella aggiornata alla grafica e alla concezione della homepage non gli farebbe male, ma ha spessore, ha una linea editoriale (che spesso trovo discutibile ma che c'è, ed è già tanto), ha costanza e professionalità.


Stato: gioca con gli altri bambini nella scatola della sabbia.

E' un problema mio. Sono allergico all'approccio di tutti i blog del network di Blog.It.
I redattori sono generalmente ragazzi gettati allo sbando, spesso con pochissima (o nessuna) esperienza, pagati quello che sono pagati e costretti a scrivere a peso.
Ma manca una qualsiasi linea editoriale, manca una supervisione seria, manca la coerenza, qualche volta manca la correttezza (nel riportare la fonte delle news riportate, per esempio) manca l'approfondimento. Certe volte mancano anche le basi dell'italiano. Poi sì, tra i tanti redattori, c'è qualche nobile eccezione, ma l'impressione è che ognuno scriva quello che gli pare per incassare i suoi 3 euro.

Terapia:
non saprei da dove cominciare.


Stato: chiuso in casa, aspettando che suoni il telefono.

E' un sito di news e pubblica news, con discreta puntualità, integrando i comunicati stampa con notizie cercate attivamente per la rete. Segnala. Offre spunti. Qualche volta recensisce. Il tutto con competenza e professionalità. Ma chi lo nota?

Terapia:
uscire. Vedere gente. Fare cose.


Stato: deceduto.

Era tanto un bravo ragazzo.

Terapia:
mangiare tanta verdura. Dalla parte delle radici.

Stato: in the ghetto.

Non so davvero come giudicarlo.
Da una parte è un sito abbastanza volenteroso e aggiornato. Dall'altra parte è l'incarnazione virtuale di Hammamet per Bottero e le edizioni Cagliostro.

Terapia:
mettere da parte le piccole beghe da cortile e badare al sodo (e al proprio).

Stato: speravano in un grande cambiamento, per il momento, fanno movimento per il movimento.

Loro non mi amano ma questo non mi impedisce di amarli (in maniera squisitamente etero, sia chiaro). Fanno il loro, lo fanno da tanto, sono sempre (o quasi) stati fedeli alla loro linea. Non si curano delle news e fanno bene, perché la loro indole è quella di un sito di critica e approfondimenti. Ogni tanto si leccano troppo il culo tra amici ma è un peccato veniale. Il sito è elegante, fruibile e fresco. In termini assoluti non brillano per la frequenza degli aggiornamenti ma, rispetto allo stato in cui versano attualmente i colleghi, sembrano l'Ansa. Il problema è che sul web hanno deciso di essere sostanzialmente invisibili, proponendosi e segnalandosi pochissimo.

Terapia:
alzare il pugno in aria e gridare.

PRIMA CHE COMINCINO LE POLEMICHE: ogni volta che mi capita di lamentarmi della qualità dei siti web italiani dedicati al fumetto, arriva sempre qualcuno a dirmi che sono tutte realtà amatoriali, gestite da appassionati, e che quindi, più di tanto non si può pretendere.
Perfetto. Accetto il vostro punto di vista. Posso tollerare che, in alcuni casi, manchi la professionalità, il rigore, l'obiettività, persino la cultura... ma la passione, no. Quella ci deve essere, cazzo.
Gli appassionati, i nerd, i wannabe, si sbattono, si spendono, sono sempre sul pezzo, sono ossessivi, scrivono tanto (pure troppo) e ti investono con il loro entusiasmo. I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero".
Grazie ma, no grazie.
Il fumetto merita di meglio e di più.