6.1.10

Camminando nella terra dei (quasi) morti.


Un paio di giorni fa avevo intenzione di scrivere un pezzo per celebrare la morte dei siti italiani dedicati al fumetto. Poi ci ho pensato e ho capito di essere troppo severo.
I siti italiani dedicati al fumetto non sono morti: sono in coma.
E nemmeno tutti, solo la maggior parte.
Se si vuol leggere qualcosa di interessante sul fumetto in questo momento, l'unica è rivolgersi ai blog (tanto degli autori quanto di semplici appassionati) e alle comunity dei lettori (forum e mailing list). Per il resto, questo è lo sconsolante panorama che si offre ai nostri occhi:


Comicus
Stato: confuso e infelice.

L'homepage penalizza gli aggiornamenti, non segnalandoli in maniera opportuna. La grafica della homepage, pur gradevole nel suo insieme risulta visivamente povera, con immagini piccolissime impilate l'una sulle altre.
Le news arrivano in ritardo (quando arrivano), spesso bruciate (anche di giorni) dal forum del sito stesso.
Non si riesce a distinguere la differenza tra recensione e minirecensioni visto che entrambe le categorie presentano pezzi brevissimi, spesso molto superficiali. Ancora più grave, le recensioni escono con settimane, a volte mesi, di ritardo sull'uscita del prodotto trattatato. Ora, forse sono scemo io, ma una recensione, specie una breve e non troppo approfondita e in un contesto come quello di CUS, è prettamente uno strumento per aiutare il pubblico a orizzontarsi nei suoi acquisti. Recensioni vecchie di prodotti da edicola che, al momento della pubblicazione della recensione, in edicola non ci sono nemmeno più, non servono a niente in questo senso. Se non si può essere più rapidi, allora che si scelga un approccio differente, dando maggiore approfondimento alle recensioni e rendendole uno strumento di critica e analisi.
Alcune rubriche "fisse" non sono aggiornate da oltre sei mesi.
Gli approfondimenti sono diventati sempre più sporadici e sempre più superficiali.

Terapia suggerita:
buttare via l'acqua sporca. A rischio di gettare via anche il bambino.
Vista la natura prettamente mainstream di Comicus e la carenza di contenuti, la grafica del sito andrebbe ripensata da capo (io prenderei a esempio siti come QUESTO o, alla peggio, alla sua copia italiana), dando a tutta la homepage un maggiore dinamismo atto ad attrarre l'attenzione dei visitatori e a nascondere le lacune in fatto di approfondimenti e recensioni. Ovviamente, tutto il discorso decade se alla base non arriveranno nuove iniezioni di entusiasmo e voglia di fare.


Manga Forever
Stato: si agita.

Il sito presenta una sezione di news accettabile, aggiornata puntualmente anche se praticamente priva di contenuti inediti o esclusivi. Gli approfondimenti ci sono e se forse ci si può lamentare della loro qualità generale (ma ci sono buone eccezioni), almeno sono scritti con passione e voglia di fare. Vivace (rispetto al resto dell'italico panorama) la parte dedicata alla recensioni.
Il vero problema di Manga Forever è la grafica del sito (ferma al web dei primi anni '90) e al fatto che è letteralmente infestato di finestre pop-up, banner pubblicitari e cazzate varie.
Ma il sito è portato avanti con passione e si vede. Nel bene e nel male

Terapia suggerita:
un bel lifting e una maggiore igiene personale (digitalmente parlando).


Lo Spazio Bianco
Stato: fermo come un semaforo. Spento.

Grafica vecchia, brutta, squalificante e faticosa per chi la fruisce.
Il sito non è specializzato in news e va bene, purtroppo anche gli approfondimenti e gli interventi critici degni di nota, sono ormai merce sempre più rara. Vista la frequenza con cui vengono aggiornate, le recensioni sono del tutto trascurabili nell'economia del sito. Molto discutibili anche le "brevisioni": verrebbe da pensare che una recensione breve è tale perché riguarda un fumetto uscito di fresco e analizzato rapidamente dalla redazione, non si capisce il senso di brevisioni di fumetti usciti mesi prima.

Terapia suggerita:
decollare e nuclearizzare.
Buttare la vecchia impostazione del sito, ripensare ai propri obiettivi, abbandonare ogni velleità di stare sul pezzo e dedicarsi (con passione e puntualità) a quella che, una volta, sembrava la vera attitudine dello Spazio Bianco: approfondimenti e analisi critica.


Glamazonia
Stato: si tocca.

Una casa povera ma, abbastanza, onesta.
Glamazonia propone un decente spazio per le news (anche qui ci si limita a riportare quanto trovato da altre parti, senza particolare voglia di andare a cercarsi la notizia), approfondimenti, recensioni e recensioni in breve segnalate con chiarezza dalla home page. Sotto l'aspetto sobrio però, si nasconde una certa povertà nella quantità dei contenuti.
In più, alcune rubriche non hanno aggiornamenti da mesi.

Terapia suggerita:
fare di più, sbattersi di più. Se siete appassionati, da vent'anni oltretutto, dimostratelo.

Stato: veste male.

La grafica è sobria ma vecchia nella concezione e nel gusto. La homepage è "ferma" e disagevole.
Lo spazio per le news non è male e non si limita a riportare comunicati stampa o news di altri siti. Buone le anteprime (fatte tutte di materiale esclusivo). Buone le recensioni (ce ne vorrebbero di più e più puntuali ma rispetto alla media non ci si può lamentare). Buoni gli approfondimenti.

Terapia suggerita:
sorprendentemente (visti i miei trascorsi burrascosi con quelli che lo realizzano), trovo che UBC tra i siti fumettistici italiani, uno dei meno peggio. E' vecchio, è poco dinamico e una bella aggiornata alla grafica e alla concezione della homepage non gli farebbe male, ma ha spessore, ha una linea editoriale (che spesso trovo discutibile ma che c'è, ed è già tanto), ha costanza e professionalità.


Stato: gioca con gli altri bambini nella scatola della sabbia.

E' un problema mio. Sono allergico all'approccio di tutti i blog del network di Blog.It.
I redattori sono generalmente ragazzi gettati allo sbando, spesso con pochissima (o nessuna) esperienza, pagati quello che sono pagati e costretti a scrivere a peso.
Ma manca una qualsiasi linea editoriale, manca una supervisione seria, manca la coerenza, qualche volta manca la correttezza (nel riportare la fonte delle news riportate, per esempio) manca l'approfondimento. Certe volte mancano anche le basi dell'italiano. Poi sì, tra i tanti redattori, c'è qualche nobile eccezione, ma l'impressione è che ognuno scriva quello che gli pare per incassare i suoi 3 euro.

Terapia:
non saprei da dove cominciare.


Stato: chiuso in casa, aspettando che suoni il telefono.

E' un sito di news e pubblica news, con discreta puntualità, integrando i comunicati stampa con notizie cercate attivamente per la rete. Segnala. Offre spunti. Qualche volta recensisce. Il tutto con competenza e professionalità. Ma chi lo nota?

Terapia:
uscire. Vedere gente. Fare cose.


Stato: deceduto.

Era tanto un bravo ragazzo.

Terapia:
mangiare tanta verdura. Dalla parte delle radici.

Stato: in the ghetto.

Non so davvero come giudicarlo.
Da una parte è un sito abbastanza volenteroso e aggiornato. Dall'altra parte è l'incarnazione virtuale di Hammamet per Bottero e le edizioni Cagliostro.

Terapia:
mettere da parte le piccole beghe da cortile e badare al sodo (e al proprio).

Stato: speravano in un grande cambiamento, per il momento, fanno movimento per il movimento.

Loro non mi amano ma questo non mi impedisce di amarli (in maniera squisitamente etero, sia chiaro). Fanno il loro, lo fanno da tanto, sono sempre (o quasi) stati fedeli alla loro linea. Non si curano delle news e fanno bene, perché la loro indole è quella di un sito di critica e approfondimenti. Ogni tanto si leccano troppo il culo tra amici ma è un peccato veniale. Il sito è elegante, fruibile e fresco. In termini assoluti non brillano per la frequenza degli aggiornamenti ma, rispetto allo stato in cui versano attualmente i colleghi, sembrano l'Ansa. Il problema è che sul web hanno deciso di essere sostanzialmente invisibili, proponendosi e segnalandosi pochissimo.

Terapia:
alzare il pugno in aria e gridare.

PRIMA CHE COMINCINO LE POLEMICHE: ogni volta che mi capita di lamentarmi della qualità dei siti web italiani dedicati al fumetto, arriva sempre qualcuno a dirmi che sono tutte realtà amatoriali, gestite da appassionati, e che quindi, più di tanto non si può pretendere.
Perfetto. Accetto il vostro punto di vista. Posso tollerare che, in alcuni casi, manchi la professionalità, il rigore, l'obiettività, persino la cultura... ma la passione, no. Quella ci deve essere, cazzo.
Gli appassionati, i nerd, i wannabe, si sbattono, si spendono, sono sempre sul pezzo, sono ossessivi, scrivono tanto (pure troppo) e ti investono con il loro entusiasmo. I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero".
Grazie ma, no grazie.
Il fumetto merita di meglio e di più.

42 commenti:

Ombra ha detto...

"si agita" e "veste male" sono commenti da guinnes, sto ancora a ride

Antonio ha detto...

De:Code - deceduto.

Amen. Senza fare troppo il melodrammatico, De:Code rivista aveva delle velleità che, per una serie di motivi che è troppo noioso riportare, non è stato possibile realizzare.
Dopo anni di sbattimento, personalmente non ce la faccio più a portare avanti un sito da solo.
Specie se, come è il caso, ritengo che l'impostazione di siti come Comicus e Lo Spazio Bianco (ma anche il vecchio Comics Code) sia superata e ci voglia qualcosa di diverso. Non è una polemica contro LSB o CUS, sia chiaro (sono amici e non c'è motivo), ma penso che l'idea di breve recensione + intervistina + specialino sia un modo di fare il compitino.
Avrei voluto che De:Code uscisse da questa logica, ma allo stesso tempo non cadesse nelle trappole di quei parolai che con un po' di semiotica si danno un tono per nascondere una pochezza di idee innegabile.
L'idea era quella che si potesse trattare il fumetto in maniera seria ma non seriosa, giocando anche con le proprie ossessioni, in un certo senso.
Ma, come detto, non si riesce a ingranare. Lo ritengo un fallimento mio, ma non ci posso fare nulla.
Per ora la vita mi incalza...

Bapho aka Davide Costa ha detto...

La soluzione è una sola: decollare e leggere i siti americani, tanto 95 vole su 100 le notizie vengono riprese da quelli, di norma i soliti 3-4, e dai siti delle case editrici.

Idem per i blog di appassionati: in generale quelli americani sono più pimpanti, più eterogenei e più divertenti.

Basta www.the-isb.com per stracciare tutti, americani e non.

Sergio Algozzino ha detto...

però con Kinart siamo sempre attivi :D postiamo un tutorial ogni due settimane e ora c'è il kontest di Cattivik... scusa lo spammone, anche se mi rendo conto che non è tipologia di sito che intendevi...

Valentino Sergi ha detto...

L'acquazzone si è rivelato più lieve di quanto previsto. Credo che, a parte la questione grafica, la sostanziale differenza sia: pochi appassionati che fanno BENE quello che si può/ pochi appassionati che fanno MALE quello che (credono) si debba fare. Tendo a preferire i primi, che si preoccupano di scrivere della buona analisi, circostanziata e sensata, penalizzando magari la parte "frequenza aggiornamento"/"visibilità" (a prescindere dal sito in cui lavorino), per il semplice fatto che in 4 gatti o si fa bene una cosa o se ne fanno male 12. Altro punto negativo: l'informazione sul fumetto al momento paga poco (se non nulla) e viene naturale dopo un po' di gavetta sul web senza sbocchi, distaccarsene e dedicarsi alla saggistica (o mollare del tutto, e se n'è persa tanta di gente capace così). Ipotesi utopica: un accordo per una fusione bipolare (monolitica no) dei vari minisiti.

Filippo ha detto...

ne manca uno, no ?

RRobe ha detto...

Se mi dici quale è più comodo. Ne mancheranno mille, io parlato di quelli che conosco meglio e mi capita di seguire più spesso.

Filippo ha detto...

parlavo di Fumetto d'Autore

Luigi Siviero ha detto...

C'è:

Fumetto d'Autore
Stato: in the ghetto.

Non so davvero come giudicarlo.
Da una parte è un sito abbastanza volenteroso e aggiornato. Dall'altra parte è l'incarnazione virtuale di Hammamet per Bottero e le edizioni Cagliostro.

Terapia:
mettere da parte le piccole beghe da cortile e badare al sodo (e al proprio).

RRobe ha detto...

Luigi il tuo l'ho catalogato come blog, è per questo che non l'ho messo.

Engelium ha detto...

OK sarò grave io, ma su AF News mi hai fatto morire :P

Per il resto comunque è da sottolineare il fatto che ne mancheranno mille... letto così pare che non ci sia altro (ed altro c'è)

RRobe ha detto...

Di noti e letti?
Senza polemica, me li segnali?

Engelium ha detto...

Polemica? e perchè?

Io comincerei con realtà come Nanoda.com o Komixjam che seguono un po' (soprattutto il secondo) la linea dei vari comics blog ma in maniera decisamente più riuscita

Poi mi verrebbe in mente Fumettando ma rientrebbe più fra quelli in decadenza :P

quellocheledonnedicono ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MicGin ha detto...

Il pezzo che hai scritto ci sta tutto, come impressione d'insieme, al di là dei distinguo e degli aggiustamenti che si possono fare.

Secondo me non è solo un deficit di passione o competenza da attribuire a chi ha messo in piedi i siti commentati nel tuo post.
Certo, ci vorrebbe più progetto, più aggiornamento tecnico, più puntualità. etc...
Ma la verità è che ciò che definiamo come fumetto si è allargato tanto negli ultimi anni, a cominciare dalle pubblicazioni edite, che sono tantissime.
Il fenomeno fumetto sta anche esplodendo in tutte le direzioni come varietà di stili, interpretazioni, contenuti...

Si va, secondo me, da Via Curiel 8 di Mara Cerri a Chris Ware, da 100% Fragola a Spider Man, da tantissime cose a tantissime altre.

Quindi c'è un po' di confusione, che ciascuno risolve a suo modo, magari omettendo, rimuovendo, ciò che non capisce, che non vede, che non compra, di cui non parlano già gli altri...

Inveve tenere insieme tutto (o sviluppare un tema spcifico) attraverso un sito richiede molte capacità: quella di definire l'oggetto, quella di seguirne le manifestazioni, quella di organizzare contenuti e modalità di comunicazione e visualizzazione.

Ammesso che ci siano in giro oggi le competenze per fare tutto questo (ed è vero, come evidenzi, che c'è n'è carenza), è evidente che non riusciamo a metterle insieme, in progetti che non possono che essere, almeno in partenza, di puro volontariato.

Detto ciò, mi sentirei positivamente stimolato da quello che hai scritto. E sono a mia volta consapevole delle carenze del mio operato in materia...

fumettidicartarchivio ha detto...

Ciao Rrobe.
Non è vero che "non ti amiamo".
Non ti amo io (Orlando), degli altri, onestamente, non so.
Anche se non ti amo, quando hai ragione, hai ragione.
Non seguo il tuo blog, ma mi hanno segnalato questo post, l'ho letto e sono assolutamente daccordo con quanto dici.
Anzi, sei stato fin troppo buono (come mai?!?... Non è da te).
Tengo a precisare che sono daccordo sia con quanto dici a proposito del mio sito - fumettidicarta - che con quello che dici a proposito degli altri.
Accetto in pieno, anzi accolgo e faccio mie, le considerazioni e le critiche e anzi cercherò di usarle come ulteriore spunto di riflessione.
Non cerco ne' scuse ne' "captatio benevolentiae": la situazione non è rosea e la situazione "siti sui fumetti" lo è ancor meno.
In particolar modo:
I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero".
Grazie ma, no grazie.
Il fumetto merita di meglio e di più."

su questo hai maledettamente e tristemente ragione e, di nuovo, ci metto di mezzo anche il mio sito...
Non ci sono scuse: o ci mettiamo a fare un lavoro migliore, e - davvero - con maggiore passione (c'è, c'è ancora... almeno un po' ce n'è ancora...) o si muore.
Amore o non amore, un caro saluto a te e a tutte/i.
Orlando Furioso

Engelium ha detto...

Inveve tenere insieme tutto (o sviluppare un tema spcifico) attraverso un sito richiede molte capacità

Oltre alla questione capacità secondo me c'è da considerare che un'idea del genere diventerebbe fallimentare in partenza... la mole di lavoro sarebbe ingestibile probabilmente anche da una vera redazione professionale, figuriamoci da progetti amatoriali

Personalmente apprezzo invece la settorializzazione (manga, comics, intaliani, ecc...) che ti permette di stare più sul pezzo e, fra l'altro, di avere un tuo pubblico ben definito (chi si appassiona ai manga magari non gliene frega una cippa di Spiderman o Dylan Dog, e viceversa)

Poi se voi con siti di fumetto intedevate tutt'altro allora non vi è dubbio che c'è solo terra bruciata

Brio ha detto...

Ciao Rrobe, è la prima volta che commento sul tuo Blog e quindi...no niente buongiorno penso possa andare!

Seguo da anni il sito e il Blog di Comicus e devo dire che condivido molti dei punti dolenti che tu fai notare. Sicuramente il Forum è diventato il suo punto di forza tanto (come giustamente sottolinei) da essere svariati passi avanti al sito stesso( ho scoperto il tuo blog lì,per altro).

Complimenti per le tue opere che seguo sempre con molto interesse!

francesco ha detto...

Ciao RRobe,
nel mio piccolo, nel web-magazine mentelocale.it, come sai, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio ad hoc dedicato al fumetto, è una specie di isola, ed io spesso mi ci sento naufrago.

Non è semplice e non sono neppure sicuro di fare bene quello che faccio (tanti sono i dubbi che ho dopo quasi 4 anni di pezzi, al momento) anche perché non sempre a passione e volontà bastano, soprattutto in un contesto in cui si tende a sottostimare il fumetto (spesso fatico io stesso a trovare la mia rubrica...)
Se volete avere un porto in cui fare approdare idee, progetti e discussioni, io resto a disposizione, sempre curioso di vedere quello che succede ...
a presto

3Deimos ha detto...

Già, in compenso le fumetterie sono sempre piene di gente che compra praticamente ogni cosa possa riuscire a prendere. E' questo è un bene.

MicGin ha detto...

Ciao Engelium
Proprio nella frase che hai citato dal mio commento prevedevo entrambe le possibilità: il sito che prova ad abbracciare il fumetto nel suo insieme e quello che sceglie di specializzarsi su un genere (non dico su personaggi e autori, che è un altro discorso e riguarda l'esaustività, senza dubbio alla portata di qualunque appassionato sveglio).
Anche nei siti di genere ci sono carenze. Accanto alle responsabilità personali, secondo me, si è carenti nella visione d'insieme e ci si "accontenta" di parlare dei fumetti acquistati, rischiano di ridursi a cassa di risonanza pubblicitaria a disposizione degli editori più bravi o scaltri nel comunicare.

Viene così meno, rischia di venire meno, quella funzione di guida, aggiornamento, condivisione di cui si sente invece bisogno.

Quad ha detto...

"E' un problema mio. Sono allergico all'approccio di tutti i blog del network di Blog.It."

Condivido totalmente. Tutto quello che non è giornalismo lo puoi trovare su quel network.

"I redattori sono generalmente ragazzi gettati allo sbando, spesso con pochissima (o nessuna) esperienza, pagati quello che sono pagati e costretti a scrivere a peso."

Eh? Pagati per scrivere certe stron**te? E non mi riferisco in particolare a comicsblog ma a tutta la compagnia cantante.
No, non posso credere che siano pagati, visto che il 90% delle volte non fanno altro che incollare notizie altrui.

fumettidicartarchivio ha detto...

"Anche nei siti di genere ci sono carenze. Accanto alle responsabilità personali, secondo me, si è carenti nella visione d'insieme e ci si "accontenta" di parlare dei fumetti acquistati, rischiano di ridursi a cassa di risonanza pubblicitaria a disposizione degli editori più bravi o scaltri nel comunicare."
Volevo solo dire: sante parole, Michele. Che faccio mie per un discorso di autocritica e riflessione.
saluti a tutte/i
Orlando Furioso

DDComics ha detto...

Premessa:
(domanda) -> "il mio commento potrebbe sembrare di parte per il mio blog?!"
(risposta)-> "naaaaa"

Anche perchè il mio è un blog di nicchia, una sottocategoria della categoria bonalliana.. Quindi non fraintendete se dico che nessuno dei siti segnalati, è di mio gradimento.. Fatta eccezione, almeno in parte, per Comicus e soprattutto il Forum.. xD

Comunque pienamente d'accordo con il Rrobe, a cui per altro richiedo da tempo un'intervista.. sarà mai arrivata poi la mia richiesta?

RRobe ha detto...

Quando vuoi, DD.

DDComics ha detto...

Ah ok! allora non era arrivata la richiesta xD.. ti ho già su facebook ti scrivo lì..

verogabri ha detto...

"non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile"

Questa frase la girerei anche al mondo degli editori. E' da tanto che non trovo un titolo che mi appassioni così tanto da aspettare impaziente una nuova uscita. Anzi sempre più spesso mi sorprendo di aver perso qualche numero, e non me dispiaccio.
L'ultimo fumetto che mi ha veramente appassionato era proprio John Doe, ma solo le prime due stagioni (poi per fortuna l'hanno chiuso).
Per quanto riguarda il web, condivido le tue impressioni. A me piaceva Ayaaaak.net, su Bonelli era ben preparato. Ma è da più di un anno che non lo visito.
Ormai se cerco notizie, vado direttamente sui siti delle case editrici.

maurizio battista ha detto...

Certo che li hai strapazzati per benino...
Leggendo il tuo post mi è venuto in mente un vecchio video :-D

Fumetto's ha detto...

ciao roberto, e complimenti: sintetico ma molto efficace e condivisibile.
Le differenze con il panorama francese e americano sono ancora molto grandi. Un vero peccato, vista la ricchezza dell'offerta (ma anche del consumo) di fumetto in Italia, pur sempre il secondo mercato europeo.
Le ragioni sono tante: la cultura dell'informazione (scarsa), quella fumettistica (naif), quella digitale (confusa)...
Anno nuovo, vista nuova: speriamo che valga anche per questi siti.
ms

smoky man ha detto...

Credo che la cosa sia + complessa di quel che dici Robe. Ma il risultato alla fine è di una sorta di desolazione. In USA e in Francia le dinamiche sono diverse e i siti di fumetto fanno campare chi ci scrive. In Italia no, anzi, ci rimetti di tasca. Il mio Ultrazine è "morto" perchè alla fine si è soli a fare le cose e le 24 ore non bastano. E magari si fa qualcos'altro, per la carta stampata. O altre scelte. Si campa d'altro non di fumetti. Purtroppo. Sono anni che dico che l'unione farebbe la forza. Si potrebbe pensare ad un super-sito unendo diverse voci già attive o disperse. Ma è un utopia lo so bene. E la vita... incalza. Lunga vita al Fumetto! :)

RRobe ha detto...

Ciao Smoky, visto che è una riflessione e che mi dici che la cosa è più complessa, io ti chiedo: in che modo?

The Passenger ha detto...

I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero".

Grazie Rrobe che in questo caos e caso hai centrato perfettamente il discorso e hai detto una sacrosanta verità che riguarda fin troppe persone. HAI MALEDETTAMENTE RAGIONE. E mi permetto di aggiungere che quegli impiegatucci sono anche noiosi e saccenti!:-)

simspe ha detto...

Per quanto riguarda siti esistenti e non citati...faccio parte di una realtà attiva da pochi mesi ma sicuramente piena di passione ed entusiasmo. Se volesse dare un'occhiata ci trova all'indirizzo www.dcleaguers.it

smoky man ha detto...

Robe, intendevo dire che sarebbe un discorso ampio e necessiterebbe di tempo anche per articolare un pensiero coerente e leggibile (in questo stesso post).
Andando un po' a braccio, mi scuserai, penso che per fare un sito di fumetti come ipotizzo lo intendi anche tu, a 360°, con news, eventi, anticipazioni, giornalismo critico, interviste, recensioni, critiche, mini-saggi, scoop,
serva in primis qualità e competenza nei "redattori", ossia persone che conoscono il fumetto, che l'hanno studiato e continuano a farlo, che leggono fumetti (e per questo devono comprarli!), che sanno di che si parla... per fare questo serve tempo: per leggere, documentarsi, fare le cose per bene, scrivere... e il tempo, ahimè, è denaro... o lo investi in altro... servirebbe un progetto anche editoriale... servirebbe un'idea che garantisse anche un ritorno economico... riassumendo: per mettere in piedi un progetto di sito serio sul fumetto servirebbe un' "idea" imprenditoriale dietro, altrimenti il rischio è che si viva sulla passione che poi, INEVITABILMENTE, si esaurisce... ecco, un'altra riflessione da fare è: che fine hanno fatto i siti che erano iniziati con passione e competenza e si sono persi? Per dire, il mio Ultrazine anni fa era stato persino citato sulle pagine del Venerdì di repubblica... Fare un sito serio di Fumetto come lo intendo io è... un LAVORO, con cui, in un mondo ideale, campare. E' una cosa possibile questa? In Italia? Non credo, ahimè, lo sia... Una ipotesi potrebbe essere quella a cui accennavo di creare un super-sito, partendo dalle "teste", ma chi si assumerebbe la responsabilità di farlo, chi di coordinare il tutto? Si torna al solito punto, la passione va bene, ma la professionalità (e quindi la regolarità degli aggiornamenti, la qualità, etcc...) deve avere un ritorno... e alla fine l'unico ritorno possibile non è "apparire" estemporaneamente (per quello basta il blog, o FB, o twitter) ma farne una professione... Servirebbe uno sforzo titanico e non credo ci sia nessuno in Italia che lo possa fare. Ora. Basta guardare il mercato del fumetto in sè... forse è solo pessimismo del momento il mio, speriam bene... un abbraccio fumoso... smok!

DDComics ha detto...

Per me il discorso che di per se non è generale e complesso ma generalizzato sul particolare.. (confusi?! xD).. Nel senso che parte da dati oggettivi e arriva nel generale della situazione, nel web, dei fumetti..

- Mode Polemica OFF -

Comunque! Spinto da tutto questo marasma ho fatto un re-styling del mio comics' blog.. Anche perchè a breve ospitiamo una nuova intervista del RRobe! Quindi riduciamo al minimo le critiche :D

saldaPress ha detto...

"Gli appassionati, i nerd, i wannabe, si sbattono, si spendono, sono sempre sul pezzo, sono ossessivi, scrivono tanto (pure troppo) e ti investono con il loro entusiasmo. I siti di fumetto italiani, nella maggior parte dei casi, non sembrano più nemmeno gestiti da appassionati ma da annoiati impiegatucci che fanno il minimo indispensabile, giusto per timbrare il cartellino e dire "io c'ero"."

Come non citare?

AGC

Ezebediah ha detto...

Concordo con l'amico smoky. Al tempo, io e lui provammo un primo esperimento di sinergia tra stanza101 e ultrazine, ma poi vicende personali e stanchezza (facevo tutto da solo, eccetto nell'ultimo periodo) mi fecero desistere. Una delle cose che mi facevano più inca##are era la scarsa collaborazione da parte degli editori, in larga parte restii a darti una mano: per farti un esempio, una famosa casa editrice modenese mi mandava le checklist mensili e mi obbligava a pubblicarle solo dopo che l'avevano fatto loro, mah...
In questo senso anche il mondo editoriale (non so oggi) si dimostrava poco sensibile alle potenzialità del web e ottusamente miope di fronte al tam-tam promozionale del fandom. Certo che poi se qualcuno si offendeva se scrivevo una recensione che stroncava un albo...
Max

latte e sangue ha detto...

Arrivo per ultima. Letto bene il post e letto bene i commenti, ma:

Tralasciando l'accattivante e interessante modo con cui critichi questi siti e premesso che sia legittimo richiedere passione alla passione. Forse. Dico, forse perché è la mia opinione, bisognerebbe innanzi tutto indirizzare questa energia in un'altra direzione. Vale a dire che il problema più profondo è l'esortazione a una critica più professionale e la ricerca di un giornalismo professionale. La letteratura, il teatro, il cinema hanno le loro principali rubriche sulla stampa quali corriere, repubblica, la stampa etc. e altra stampa popolare con i propri giornalisti specializzati proprio in quel settore. Questi giornalisti sono spesso anche saggisti e dedicano interamente la vita a leggere libri o ad andare alle prime per nuove produzioni o a vedere ogni film sul mercato per poi farne una recensione, una critica, una ricerca. Non dico che non ci siano mai articoli sul fumetto, dico che molto spesso si ha un approccio a una redazione più generica e a seconda della notizia passa sotto la categoria, intrattenimento o arte o cultura. Detto questo, non mancano, per quel che conosco, personaggi capaci di intraprendere un percorso dedito alla critica fumettistica che non sono né disegnatori, né sceneggiatori, nè editori (quindi puristi), manca un interesse da parte delle grandi redazioni nazionali a investire in un organico competente e dedicato al settore fumetto. Eppure le uscite delle case editrici sono copiose e molto diversificate, non mancherebbe mai un articolo interessante almeno settimanale. Allora forse lì, una volta instaurato un rapporto tra casa editrice e giornalismo professionale il pubblico diventerebbe più attento e cercherebbero l'approfondimento. Dove ? In questi siti appassionati che avrebbero sempre più lettori di conseguenza e magari i migliori "giornalisti appassionati" potrebbero passare nelle grandi redazioni e poi lasciare spazio a nuovi giovani appassionati che molto spesso riescono a scovare piccole perle nelle nicchie.
Questo il mio pensiero.

elenA

Giulio ha detto...

Nel 2003, in occasione della mia laurea, scrissi una corposa tesi su "Strategie di comunicazione e politiche editoriali delle case editrici di fumetti in Italia". Un'analisi critica meticolosa, fatta con passione e competenza, ma soprattutto, prima di allora, mai affrontata. Girai mezza Italia, raccolsi un'infinità di materiale e intervistai un sacco di gente: Massimiliano De Giovanni, Sergio Loss, Stefano Marzorati, Alex Bertani, Pasquale Ruggiero, Daniele Brolli, Ade Capone, Andrea Plazzi e molti altri (tra cui distributori, librai, quelli di La Repubblica per la storia dei Classici del Fumetto e anche il buon Michele Ginevra che ogni tanto leggo volentieri su questi e altri lidi). Relatore l'ottimo Daniele Barbieri, voto 110/110, congratulazioni da ogni dove, lettera autografa di Sergio Bonelli che mi fa i complimenti (e mi trova anche un refuso nel testo!), ma tutto è finito in niente...l'unico vero interessamento fu di Tunué (all'alba delle sue pubblicazioni), ma non se ne fece nulla.
La mia passione è inalterata, ma il pane me lo procuro altrove e la vita si beve il tempo che rimane.
Dai commenti a questo post, mi pare sia un destino comune.
Un saluto a tutti e, a sproposito, complimenti anche da parte mia per Mater Morbi.
Giulio

Giulio ha detto...

Nel 2003, in occasione della mia laurea, scrissi una corposa tesi su "Strategie di comunicazione e politiche editoriali delle case editrici di fumetti in Italia". Un'analisi critica meticolosa, fatta con passione e competenza, ma soprattutto, prima di allora, mai affrontata. Girai mezza Italia, raccolsi un'infinità di materiale e intervistai un sacco di gente: Massimiliano De Giovanni, Sergio Loss, Stefano Marzorati, Alex Bertani, Pasquale Ruggiero, Daniele Brolli, Ade Capone, Andrea Plazzi e molti altri (tra cui distributori, librai, quelli di La Repubblica per la storia dei Classici del Fumetto e anche il buon Michele Ginevra che ogni tanto leggo volentieri su questi e altri lidi). Relatore l'ottimo Daniele Barbieri, voto 110/110, congratulazioni da ogni dove, lettera autografa di Sergio Bonelli che mi fa i complimenti (e mi trova anche un refuso nel testo!), ma tutto è finito in niente...l'unico vero interessamento fu di Tunué (all'alba delle sue pubblicazioni), ma non se ne fece nulla.
La mia passione è inalterata, ma il pane me lo procuro altrove e la vita si beve il tempo che rimane.
Dai commenti a questo post, mi pare sia un destino comune.
Un saluto a tutti e, a sproposito, complimenti anche da parte mia per Mater Morbi.
Giulio

DDComics ha detto...

Ok! Adesso (e solo in ritardo clamoroso xD) Ho riportato il concetto dell'articolo sul mio blog..

Qui invece cito dal mio articolo la parte che più interessa al RRobe:

N.B. “L’informazione viene data ai nostri lettori in netto ritardo, volutamente della redazione, che spera così di “provocare” il simpaticissimo Roberto!

N.B. 2 “Vi starete senz’altro chiedendo cosa c’entri l’immagine in alto.. ebbene sì, si tratta dell’esercito di blogger, webmaster e redattori vari, sul piede di guerra! Pronti a scagliare un crontro-attacco massiccio al RRobe.. Speriamo, almeno, che la reazione sia con i fatti: con il cambiamento e la rimodernizzazione!”


eheh detto questo! ciao!

GIORGIO ha detto...

Ciao Roberto,
leggo il tuo articolo in concomitanza dell'acquisto del volume Fumetto online della Coniglio editore...in cui l'autore fa notare come la maggior parte dei siti "specializzati" non siano mai aggiornati se non addirittura, in alcuni casi, nemmeno indicizzati nei motori di ricerca...che dire? è verissmo!!! Vorrei segnalarti il nostro di sito e mi farebbe piacere avere una tua opinione in merito: www.dylandogofili.com
Nessuno di noi è un professionista dell'informazione però ci piace metterci in gioco!