23.1.10

E ancora.

Qui il pezzo del Corriere.it con la mia risposta alla Roccella.

17 commenti:

Giunone ha detto...

Tanta gente è con te RRobe!
http://gaming.ngi.it/showthread.php?t=509422

DrGonzo ha detto...

Non male l'articolo, peccato che per tutta la galleria di immagini si parli di un certo "Massimo Carnevali"... :D

KK ha detto...

era da tanto che una storia di Dylan non faceva parlare , forse dai tempi di Johnny Freak , a parte i ricorsi decennali e ventennali. Dylan Dog è sempre stato cosi' , grazie Rrobe

lamoo ha detto...

Ciao, è bello sapere che il vecchio Dylan con cui sono cresciuta sa ancora scaldare i cuori, magari anche con una polemica (anche se superficiale e fuori luogo, diciamocelo...) ed è ancora più bello sapere che un artista ha qualcosa da dire, qualcosa di profondo, personale, controcorrente, scomodo... E' bello sapere che il fumetto non è "letteratura da cesso" come vuole un luogo comune della cultura italiana, ed è bello chiudere questo commento con un sorriso caloroso, ed un abbraccio, da parte di un'aspirante sceneggiatrice di fumetti, o "fumettara" che dir si voglia.

RRobe ha detto...

Grazie mille.

Roberto Alfatti Appetiti ha detto...

Toh. Sul Corriere..it è spuntata anche la replica della Roccella: «Sono felice che lo sceneggiatore Roberto Recchioni smentisca i miei timori rispetto al messaggio dell’ultimo numero di Dylan Dog, "Mater Morbi" - replica la Roccella - perché la mia paura è proprio che cresca nella cultura un rifiuto del corpo imperfetto e della persona malata. È sul dibattito giornalistico nato intorno al racconto che sono stata interpellata dal Corriere, e in particolare sulle interpretazioni fornite dall'Unità e dal Secolo. Se quegli articoli fornivano interpretazioni sbagliate o ideologiche, tutto il dibattito ne ha ovviamente risentito. E sono contenta di scoprire che erano "superficiali". Come avevo chiarito a chi mi ha interpellato, non avevo ancora letto la storia: la leggerò adesso e ne scriverò. Mi farà molto piacere se Recchioni si vorrà poi confrontare con me direttamente».
Adesso stai a vedere che la colpa è delle interpretazioni sbagliate (ideologiche) del Secolo e dell'Unità.
:-)))

RRobe ha detto...

Mah, quel passaggio ha lasciato perplesso pure me.
Però, sinceramente, nella battaglia ideologica pretestuosa che il sottosegretario vuol portare avanti, non mi ci voglio addentrare.

Roberto Alfatti Appetiti ha detto...

Sei stato sin troppo generoso nel dire che la lettura della Roccella è stata "superficiale".Il sottosegretario non aveva letto né l'albo di Dylan Dog né (evidentemente) gli articoli che cita. Altro che superficale. Parla per sentito dire. Peccato, da un'esponente del governo ci si aspetterebbe qualcosina di più.
Ciao.

scott_ronson ha detto...

Dai commenti: "Recchioni come Oesterheld". Oddio, speriamo di no.
O_o

MillaMD ha detto...

Albo favoloso, e te lo dice una che in quanto oncologa fa la mater morbi per lavoro..

Emi ha detto...

Mater Morbi ha quello che spesso manca ai nostri fumetti: il carattere.
Complimenti, splendido lavoro.

Gnappo ha detto...

Mi scuso in anticipo per la lunghezza del mio post...
Leggo Dylan dal lontano 1986 e questa è la prima volta che mi ritrovo a scrivere all'autore di un albo e nel farlo scopro di essere una voce fuori dal coro di complimenti.
Ho letto Mater Morbi tutto d'un fiato ed ho provato un'angoscia spaventosa, era da tanto che un albo di DYD non mi "prendeva" così tanto!
Poi però l'ho riletto ancora e ancora per cercare di capire, perché secondo me mancava qualcosa nell'albo.
Ed alla fine, secondo me, sono riuscito a trovare quello che manca: affrontare un tema così complesso ed importante come la malattia in un albo di 100 pagine è decisamente riduttivo.
Aldilà del clamore mediatico che ha suscitato (e di cui non voglio parlare perché altri utenti hanno espresso benissimo anche il mio punto di vista), Mater Morbi ha l'indubbio pregio di mettere tante pulci nell'orecchio, ma non riesce ad andare a fondo dei vari temi affrontati.
Ho apprezzato tantissimo la descrizione del malato fatta nelle pagg. 35-36 (terribile, angosciosa e, purtroppo, veritiera...) e quella della Terapia Intensiva da pag 48 a pag 51.
Per il resto ho visto parecchi spunti che avrebbero meritato un approfondimento migliore: la scarsa informazione del paziente riguardo le sue condizioni, il rapporto operatori sanitari-paziente, ospedali più o meno fatiscenti, la terribile situazione dei genitori di bambini malati, il testamento biologico, l'accanimento terapeutico, fino ad arrivare al temuto tema dell'eutanasia che va così di moda in questi anni.
Ecco, secondo me sono stati buttati nel calderone troppi argomenti importanti, forse sarebbe stato meglio affrontarne qualcuno di meno ma in modo più approfondito.
Sono comunque contento che si parli di nuovo di queste cose a livello nazionale, soprattutto se il merito è di una storia del nostro Dylan.

PS: sono un professionista sanitario e soprattutto sono padre di un bimbo in attesa di trapianto che dei primi 14 mesi di vita ne ha passati 9 in ospedale, so cosa significhi "malattia" e darei la vita per far guarire mio figlio.
Tra l'altro, recentemente ci è stato detto che in letteratura medica non esiste un caso documentato come il suo, sembra un bambino unico al mondo :-)
In bocca al lupo RRobe!!

Thomas ha detto...

cito:
"Polemica sul numero 280 di Dylan Dog in cui si affronta il tema dell'eutanasia. Aspettate a vedere che casino sul prossimo numero di Tex sulle rogatorie internazionali!
(Giorgio Montanari)", da danieleluttazzi.it

clockwork ha detto...

mater morbi è sicuramente il tuo lavoro più bello, non si vedeva un dylan dog così da...da troppo sicuramente. quanto alle polemiche meglio non rivelare al mondo che il fumetto parla anche di "cose serie" poi finirebbero per rovinarci anche questo angolo di paradiso come stanno facendo con sto albo, che stava tanto bene finchè gente che non l'ha letto e mai lo farà si mette a giudicarlo, ma che ci vuoi fare lasciamoli parlare di aria e torniamo a leggere va, che sia mai che impariamo qualcosa di buono.
complimenti ancora rrobe e scusa per le maiuscole mancanti, non so perchè ma mi sono sempre state antipatiche ;)

maurizio battista ha detto...

@ Roberto Alfatti Appetiti:
Il dubbio serpeggia anche nella mia zucca paranoica. Alcuni dei commentatori autorevoli, potrebbero non aver letto Mater Morbi! :-D

@ Gnappo: il fatto che leggi Dylan fin dal 1986, e per la prima volta scrivi ad un autore, la dice lunga su cosa è riuscito a combinare RRobe. In bocca al lupo per il tuo bambino!

@ RRobe: secondo me hai fatto benissimo a schivare la polemica ideologica. Difendere il fumetto come mezzo espressivo è stata la migliore risposta possibile. Sarà servito a qualcosa?

Faust VIII ha detto...

Complimenti RRobe per questa tua opera. Era da un po'che non compravo DYD, ma stavolta a fine lettura sono stato profondamente ripagato. Un autore, oltre a mostrarci mondi immaginari, deve raccontare la vita, non solo la sua, ma la vita nel senso più ampio del termine. Cosa che tu hai fatto in questo albo.

Mater Morbi è un personaggio fantastico: crudele, drammatico, triste. Una cupa dominatrice, che però ha anche un lato umano.

Per quanto riguarda le tematiche delicate di questo numero, c'è chi t'ha visto come pro-eutanasia e chi come pro-accanimento terapeutico, cercando di cooptarti nel suo "gruppo". Secondo me invece tu hai comunicato la legittimità di avere dei dubbi, di formarsi una propria opinione in merito e non ti sei fatto portatore di Verità assolute(al contrario di qualcuno che ha gridato "al lupo" sui giornali, senza neanche aver letto l'albo).

Per quanto riguarda la poca professionalità di alcuni giornalisti nel nostro Paese(non solo per quanto riguarda il medium fumetto, ma nell'ambito di tutta l'arte e la cultura) che scrivono i loro articoli come se vendessero bottoni in merceria, devo dire che è una cosa squalificante per tutti coloro che lavorano per suscitare emozioni e stimolare il ragionamento nel loro pubblico.

A risentirci.
Faust VIII

MicGin ha detto...

Gnappo ci ricorda la vita vera.
Intanto, oggi su Repubblica, Antonello Caporale riportava sul Breviario, una sua brevissima rubrica satirica, proprio la dichiarazione della Roccella in cui si misura con Dylan Dog... Una frase surreale. Come dire "Non sono d'accordo con Pinocchio" Oppure "Questa volta Spiderman ha sbagliato". Ma tutto ciò ci dice che il confronto è tutto simbolico. E scaturisce da pretesti. Baste che qualcuno inizi e poi si segue a ruota.
Mi sembra che tu abbia risposto bene, Roberto. Poi se andrete avanti a discutare ci farete sapere...