1.2.10

Atto di forza.

Sul forum di Comicus (il link qui di fianco) si sta discutendo sulla possibilità, o meno, che una miniserie a fumetti di stampo bonelliano possa diventare un fenomeno di massa come è successo per Tex o per Dylan. E' una discussione abbastanza interessante (anche se viziata da una pesante confusione di termini) che si è legata con una riflessione che stavo facendo ieri guardando la campagna promozionale per la messa in onda della sesta, e conclusiva, stagione di Lost.

Questa è una delle immagini promozionali:

Appena l'ho vista sono rimasto sorpreso perché, poco meno di due anni fa, un'altra famosa serie televisiva aveva utilizzato la stessa idea per presentare la sua season finale:
E la stessa idea era stata usata dal Doctor House:
E da i Soprano:

E probabilmente da altre ancora che adesso mi sfuggono (non mettetevi a fare a gara a segnalarmele).
In un primo momento ho pensato a una serie di coincidenze. Però mi è sembrata subito un'ipotesi poco plausibile: stiamo parlando di professionisti dell'intrattenimento di livello altissimo che non possono non sapere.

Ma allora come è possibile che l'abbiano usata?
E l'unica risposta che mi sono dato è che se ne sono fregati.
E se ne sono fregati perché, dalla loro, hanno la forza di essere parte di un ristretto club, quello delle serie televisive entrate nell'immaginario collettivo e che ha raggiunto un pubblico davvero massificato.
Certo, gli appassionati avranno di sicuro notato i vari plagi-omaggi e probabilmente qualcuno se ne sarà pure lamentato (io, per esempio), ma rispetto alla platea raggiunta da Lost, è una fetta di pubblico del tutto trascurabile.
E' la semplice logica della forza bruta del mercato di massa.

Il che mi fatto pensare al peso che mi capita di dare ai pareri dei lettori appassionati, quelli per cui Dylan Dog e Tex sono serie agonizzanti, in crisi di idee e contenuti e al fatto che, nonostante questo (ammesso che sia vero) sono ancora tra le più vendute al mondo (sì, ho scritto "al mondo", non mi sono sbagliato).

E se mi stessi facendo troppe pippe?

EDIT
Mi spiego meglio visto che ho capito dai commenti di essere stato troppo criptico.
Mi starò facendo troppe pippe (leggasi: problemi) a confrontarmi con un personaggio come Dylan, che ha dalla sua un pubblico di massa, tenendo così tanto presente il sentire del pubblico di appassionati di fumetto?

48 commenti:

Endriu ha detto...

Si, un po' di pippe direi che te le stai facendo. Gli autori di BSG non sono stati gli unici ad avere questa idea.
Guarda: http://leganerd.com/2010/01/10/lost-ultima-cena/

paperoga ha detto...

pippe per pippe, rivendico che i soprano's (la miglior serie di sempre quanto è vero a cristo) la loro ultima cena se la sono consumata prima di battlestar galattica.
http://dontcallmemike.files.wordpress.com/2009/04/sopranos.jpg

paperoga ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Wick ha detto...

Ma infatti è una pratica piuttosto diffusa, per motivi che non conosco, tra le serie televisive USA: a me, oltre a BSG e i Soprano, è venuto in mente subito anche House: http://joshjackblog.files.wordpress.com/2010/01/house-last-supper-house-md-836535_1440_900.jpg

Probabilmente ce ne saranno anche altre.

RRobe ha detto...

Mi devo essere spiegato male.
Intendevo dire: mi farò troppe pippe a leggere e soppesare il parere di un pubblico di appassionati, ergo, di nicchia, quando mi confronto con un personaggio come Dylan che si rivolge a un pubblico massificato?
Lost se ne è fregato di quanto fatto prima da BSG e Soprano's perché, dalla sua, ha un pubblico infinito di NON appassionati che quelle immagini non le hanno nemmeno viste.

boris battaglia ha detto...

sono 512 anni che la plagiano copiano citano quell'immagine.
Persino Luttazzi per un suo libercolo. Dici che gli autori di BSG e Lost lo avevano presente?
E comunque:
Non riesco a cogliere il nesso con Dylan Dog e Tex.
Me lo spieghi meglio?

Luigi Siviero ha detto...

"Quelli di Lost dovevano sapere che la stessa idea era già stata sfruttata da quelli di BSG.Ma allora come è possibile che l'abbiano usata?"

Nei fumetti va di moda omaggiare le copertine classiche. Ci sono decine di repliche di copertine storiche come Amazing Fantasy 15, Action Comics 1, Giant Size X-Men e così via.
Il poster simile mi sembra solo una versione in piccolo delle catene di omaggi fatti nei fumetti (che poi se si vanno a guardare tutti gli omaggi all'Ultima cena di Leonardo la catena non è poi così piccola).
Il gioco funziona proprio perché ci sono tanti omaggi.

Fabrizio ha detto...

...diventeresti troppo cieco.

Luigi Siviero ha detto...

"Lost se ne è fregato di quanto fatto prima da BSG e Soprano's perché, dalla sua, ha un pubblico infinito di NON appassionati che quelle immagini non le hanno nemmeno viste."

Secondo me chi ha fatto il poster di Lost confida che:
- tutti colgono la citazione dell'Ultima cena;
- ma soprattutto alcuni riescono anche a collegarla ad altri omaggi tipo quello di BSG.

RRobe ha detto...

Ho editato spiegando meglio il concetto.

francesco ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
francesco ha detto...

credo che quando un plagio diventa così solare non si tratti di di plagio, né di omaggio ma un modo per richiamare il ricordo di un ricordo.
Non credo onestamente che nella mente degli autori di lost ci sia stata la voglia di fregarsene ma proprio la voglia di realizzare un cortocircuito folle (pensa: battlestar lo ha fatto nel futuro, lost nel passato, ancora prima di house e dei sopranos'... forse è leonardo che ha plagiato lost mentre definiva la sceneggiatura di Alias...)
E poi, non è che ogni volta che uno in una partita fa una rovesciata, plagia Carlo Parola

paperoga ha detto...

ho capito quello che intendi. Ti fai troppe pippe? Si e no. Si perchè il pubblico di appassionati ed esperti è solo una fetta di chi compra ciò per cui ti pagano. E' la restante parte del pubblico che garantisce la vita ad un progetto editoriale e permette agli appassionati di continuare a discuterne. Ti faccio l'esempio di Magico Vento. Per me era un ottimo prodotto, che chiude toccando tra l'altro l'apice della sua maturità. Chiuderà inutile girarsi attorno, perchè non ci sono abbastanza lettori massificati. In Dyd abbiamo potuto leggere Mater morbi perchè ci sono ancora un sacco di lettori che lo comprano, me compreso.
Poi no, non ti fai troppe pippe. Perchè i lettori impegnati e di nicchia sono anche degli ottimi riferimenti, spunti, confronti. Che credo a voi autori e agli editori possano servire molto, ignorarli non è bene.
Anche se alla fine, ti ripeto, se il grande pubblico non compra, ce ne andiamo a casa tutti, voi autori e noi lettori di nicchia.

paperoga ha detto...

le tue pippe erano esattamente il contrario di ciò che credevo, ma il mio ragionamento rimane identico.

Filippo ha detto...

I casi sono due : o constatiamo semplicemente che Lost ha un successo immenso e quindi può fare quello che vuole, oppure notiamo come questa serie sia (diventata) un grande bluff.
Mi spiego meglio: ritengo che un autore, specialmente di una serie di successo, abbia una certa responsablità e debba almeno tentare di far evolvere il gusto del pubblico utilizzando i mezzi a sua disposizione. Cosa cui agli autori di Lost poco importa, almeno in questo frangente.

maurizio battista ha detto...

E' vero che in Italia il fumetto è ancora un fenomeno di massa. Ed è anche vero che i media legati all'intrattenimento sono imprevedibili: abbiamo visto capolavori annunciati rivelarsi dei flop e prodotti sottovalutati avere un successo strepitoso.
Però, anche la preoccupazione di chi vede una certa difficoltà nella nascita di nuovi "miti" italiani, è comprensibile. Nei serial, chiuso una grande fenomeno mediatico, se ne crea subito un altro. Idem nei manga/anime. In questo senso, la Bonelli ha la forza per bissare il successo dei due fumetti italiani da te citati. Il fatto che a preoccuparsi, o a incoraggiare voi addetti ai lavori siano degli appassionati, non cambia il risultato... semplicemente noi appassionati, sappiamo che nuovi fenomeni popolari farebbero bene a tutto il settore, e quindi speriamo in certi risultati. Il lettore distratto se ne frega. Tutto qui.

Mister Snike ha detto...

http://files.splinder.com/92eda03844dabf431ea9af7cfb8581a0.jpeg


Luttazzi è sempre il migliore!!! :)

So che non era una gara, ma Luttazzi è Luttazzi :)

RRobe ha detto...

Mi sa che oggi sono incapace di farmi capire.

Assunto: le serie che hanno dalla loro il fatto di aver raggiunto un pubblico massa, possono fregarsene di tutta una serie di cose (tipo essere inediti) perché non è al pubblico degli appassionati che si stanno rivolgendo.

Riflessione: io, che scrivo per una serie che un pubblico di massa, mi farò troppi problemi a tenere presente il parere degli appassionati?

Pog ha detto...

Fai male a farti le pippe.
Ma il parallelo che fai è viziato, le situazioni che confronti non sono uguali.
Il mercato di queste serie americane è relativamente nuovo, c'è o c'è appena stato un periodo di forte competitività nel settore.
Una volta beccato il target giusto, la serie buona, devi solo dare la botta finale che ti confermii prossimi 10 anni di stagioni, autocelebrazione.
E una volta arrivato a quel punto per non correre rischi fai quello che ha fatto chi è venuto prima di te, e cosi puoi vedere il metodo "ultima cena" applicato a chiunque.
Lo vedrai finchè non uscirà qualcuno con un formato nuovo, e si ricomincerà da capo.

Di fatto le pippe mentali se le fanno pure loro, non sui signoli utenti ma su indagini di mercato, per ovvie ragioni di comodità.

Però le pippe mentali che ti fa te sono diverse: sono su un "ristretto pubblico di appassionati". E, ti do il mio parere, fare cosi è pericoloso.
Il ristretto pubblico di appassionati tende a volere sempre le stesse cose. Se si punta a vendere dylan dog sempre agli stessi, stando attenti a non deluderli, il fumetto muore: invecchia come invecchia il ristretto gruppo di appassionati.

Se sei costretto a farti le pippe mentali per mettere una tua idea magari nuova in una storia, stando attento a non rivoluzionare troppo e a non far storcere la bocca a nessuno finisce che una buona idea si perde nel rassicurante solito fumetto.
(nessun riferimento a lacori tuoi in particolare eh, parlo in generalissimo non vorrei essere frainteso)

Il ristretto gruppo di lettori sa cosa gli è piaciuto, ma non sa di certo cosa gli piacerà. E' ovvio che non lo sa prima, sennò i fumetti ci stavano loro a scriverli.

Io non sono di quelli che condanna a morte il fumetto italiano solo perchè i personaggi che vendono sono ancora quelli, i personaggi possono pure restare quei 20 li pure per sempre, ma qualcuno deve fregarsene di accontentare i lettori: è li che il fumetto si rinnova.

Certo ci vorrebbe una produzione disposta a scommettere la sua posizione di mercato ed un auotre pronto ad essere preso a calci se non vende nulla.
Ma anche, più realisticamete qualche pippa mentale in meno.
Se poi leggi in un forum di qualcuno che ti critica perchè hai cambiato troppo dylan per i suoi gusti, insultalo forte e digli che lo hai fatto per il suo bene.
(magari sarà più diffficile spiegarlo alla bonelli)

In definitiva se ti fai troppe pippe fai diventare ciechi i lettori ( transitività del fumetto...)

JenaPlissken ha detto...

Secondo me fai bene a farti "le pippe" mentali, se così vogliamo chiamarle, perchè lo scopo non è tanto creare un buon "prodotto", ma cercare di raccontare qualcosa di significativo facendolo bene, magari cercando di fare arte, cioè qualcosa che venga pure ricordato e che abbia dei meriti oggettivi che non siano sterili dati di vendita che con l'arte non hanno niente a che vedere. L'artista crea per sè stesso, per fare qualcosa di buono. Non crea mai cercando di compiacere in basso modo la grande massa, il che non esclude che il suo lavoro possa raggiungere questo vasto pubblico.

Artan ha detto...

Non e' una questione di appassionati o non appassionati. Se io sono pagato per fare una cosa, e mi va bene lavorare per i soldi che mi danno, allora e' una questione di etica non artistica ma professionale e umana farlo al massimo delle mie capacita'. Uno dei criteri (MIEI, pero', qualcuno la pensera' anche diversamente) che devo soddisfare per poter dire di aver fatto il lavoro al massimo delle mie capacita' e' anche quello dell'originalita'.

Artan ha detto...

aggiunta al post precedente: lavoro al massimo delle capacita' se ho abbastanza tempo, altrimenti per forza si scende a compromessi.

francesco ha detto...

Rrobe,
capisco il tuo pensiero ma alla base mi chiedo se è così vero che esista una differenza tra pubblico di massa e appassionati. Come si distingue un lettore di massa da uno che è invece appassionato e può il primo precipitare nell'altro e vice versa?

ramjac ha detto...

Bellissima domanda.

Secondo me no, non fai male a tenere presente il parere degli appassionati. Anzi, credo che siano proprio queste "pippe" a dare una qualità superiore al tuo lavoro.

Ecco una bellissima citazione di David X. Cohen, creatore di Futurama:

"The operating principle of Futurama was that you can do a joke that 1percent of the audience gets, as long as it doesn't derail the enjoyment of the mass audience. And that 1 percent becomes a fan for life."

L'intervista completa la trovi a
questo indirizzo

--
Alessandro

maurizio battista ha detto...

Riflessione: io, che scrivo per una serie che un pubblico di massa, mi farò troppi problemi a tenere presente il parere degli appassionati?

Mea culpa! Effettivamente, non avevo capito esattamente a cosa ti riferivi! :-/

Bella riflessione...
Secondo me dovresti ascoltare tutti pareri, dal lattaio sotto casa che legge Dylan a super nerd che vive sui forum 24 ore su 24. Ma senza farti condizionare da nessuno. Alla fine, a prescindere dalle tecniche insite nel tuo mestiere, e a prescindere da tutti ragionamenti, sarà il tuo talento a dire l'ultima parola. Una dote che non ha né il super nerd, e nemmeno il lattaio. :-)

francesco ha detto...

Credo che il punto sia quanto riesca ad essere versatile una serie, un'idea, un progetto. Il merito - il limite - di una serie secolarizzata come DYD è quello di parlare e farsi comprendere a varie profondità. DYD piace ad un lettore occasionale perché ha tutto quello che occorre per essere un buon intrattenimento durante un viaggio di un'oretta, ma questo non preclude al lettore appassionato la possibilità di cogliere - proprio perché dotato dei mezzi per farlo - le sfumature che lo sceneggiatore ha voluto dare (ricordo ancora con piacere le tue citazione di Darwin's Dale nel primo JD).
Cambio il senso della domanda.
Se un botanico e uno che vuole fare due passi entrano in un bosco, chi dei due se la gode di più?

HulkSpakk ha detto...

Io penso che si, se te le fai, sono delle pippe. Pertanto inutili. Nel mondo del fumetto tutti stanno a tenere troppo in considerazione il parare di innumerevoli nickname. E' solo aria fritta.
Non è un problema solo tuo, ma di tutto il sistema: per paura di collassare molti editori hanno adottato le pippe a oltranza al pubblico, mettendolo su un piedistallo da cui ora è diffile che scendano. I disegnatori (magari non massmarket) fanno lo stesso. I negozianti per i clienti ci manca solo che si prostituiscano.
Ci tengono per le palle, questa è la verità :)

BostonPizzo ha detto...

sta alla tua coscienza.
dyd continuerà a vendere (quasi) per sempre, indipendentemente dalla qualità delle storie che tu o qualsiasi altro sceneggiatore proporrete.
puoi arricchire la serie con degli albi che passeranno alla storia (come mater Morbi) o semplicemente essere "uno" degli sceneggiatori (senza fare nomi).
quindi...come diceva Quelo, la risposta è dentro di te.

Alessandro ha detto...

Non entro nel merito dell'oggetto vero e proprio del post... solo mi dà lo spunto per dire una cosa, e cioè che in effetti Dylan Dog è una serie agonizzante oramai con rarissimi casi di albi che valgono la pena del tempo perso a leggerli e dei soldi spesi a comprarli. Ho acquistato mater morbi dopo due anni di stop. Per due anni ho smesso di comprare Dylan perché trovavo le storie sempre più inutili e noiose (e sono, ero, un appassionato lettore, fin dai primissimi numeri). La tua storia mi è piaciuta molto e mi auguro sia il segno di un cambiamento, anche se ci credo poco.
Con stima
Alessandro

preacher ha detto...

sì, Rrobe. ti fai un sacco di pippe a pensare a quel che dicono dei fan hardcore di fumetto. soprattutto di fumetto supereroistico.

ro-mario ha detto...

sì, secondo me sono pippe inutili: Mater Morbi ha venduto tantissimo (non ho dati, ma spero di sì: è il miglior Dylan degli ultimi dieci anni) perché l'ha scritto uno dei creatori di John Doe, perché l'ha disegnato uno dei migliori copertinisti italiani di sempre o perché ne è nata una polemica sui quotidiani che ha coinvolto anche politici di primo piano?
Quanto ha inciso ognuno dei tre fattori?
Quando Masiero ha "omaggiato" Sandman su Dyd... in quanti se ne sono accorti?
Il pubblico di Dyd non c'entra nulla con quello che scrive sui forum o sul tuo blog. Poi, certo: se ti fa piacere confrontarti con qualcuno, continua a farlo. E credo che ti piaccia, o no?

sraule ha detto...

a questo punto la domanda nasce spontanea: anche leonardo se n'era fregato?

e, per una volta, non è una domanda a cazzo, eh?

gongoro72 ha detto...

Il fatto che una serie sia seguita da un vasto numero di lettori, non vuol dire che sia necessariamente poco valida o troppo "commerciale". L'appassionato continua comprare a patto che il livello rimanga accettabile, in attesa di qualche storia veramente significativa.

In una serie che dura da molti anni ogni lettore può essere affezionato ad un particolare periodo (per quanto mi riguarda i primi 20/25 numeri), ma è innegabile che ogni tanto capitino dei piccoli capolavori (come l'ultimo) ... potrei anche cancellare l'aggettivo piccoli...

A quando un numero di TEX?

senility ha detto...

Era quello che ti dicevo di la da Harry. Troppe pippe.

Endriu ha detto...

Rrobe, smettila di farti ste pippe. fai un giro sul sito della American Apparel.
http://i.americanapparel.net/storefront/UGCStyle/BestBottom2010/index.asp

Longbeard Cux ha detto...

Ciao RRobe,
secondo me fai bene a tener presenti le osservazioni degli appassionati nel momento in cui vuoi avere una certa presa anche su di loro.

Riprendendo il tuo paragone, forse la locandina di Lost se ne frega di un certo pubblico più d'élite e si rivolge piuttosto alla massa. Può benissimo essere. Ciò non toglie che così facendo l'élite un po' se la gioca. Credo invece che tener presenti le osservazioni dei più appassionati renda non dico più facile (anzi, forse rende proprio più difficile), ma quanto meno più probabile il realizzare un prodotto che abbia un certo valore sia per la massa che per gli appassionati (non dico in ogni campo, ma almeno in quello del fumetto, o delle arti scritte).

Fabio ha detto...

Dico solo che, qualora tu dovessi scrivere Tex, non sarai più il solo a farti le pippe.

(Anche se, dal canto mio, saranno pippe di gioia)

Nebo ha detto...

RRobe, fidati di uno che legge Tex da quando è nato: FOTTITENE.

Tex ultimamente sta andando giù a piombo perché è ripetitivo. Non ha novità, tentativi o sperimentazioni. Ricicla a mani basse arrivando a scadere nel patetico con l'episodio conclusivo della Tigre Nera.

I migliori episodi di Tex per me sono sempre stati quelli dove si trovava ad affrontare qualcosa di nuovo e di imprevedibile. Hai presente quello che hai fatto con Mater Morbi? Ecco. Piglia Aquila della notte e fagli affrontare qualcosa di nuovo.

Personalmente adoro vedere come Tex affronta la vita, mi domando come affronterebbe ALTRO oltre alla solita città assediata dai banditi. Il forte di Tex è Tex personaggio assieme a Carson, Kit e Tiger.


Di Dylan non so molto quindi mi son trattenuto da dire alcunché, ma di Tex potrei far tesi di laurea. Sono convintissimo che se ci metti le mani fai figate.

raffaele ha detto...

Si, secondo me fai male a spippettarti i neuroni.
Al lettore "di massa", anche detto "occasionale", interessa solo svagarsi per un'oretta leggendo una storia coinvolgente: se ne frega delle citazioni, della metanarrazione, della coerenza interna della storia e di tutte queste menate da appassionato. Quindi per te autore di un fumetto "popolare" (cioe' con un pubblico "di massa") credo che l'impegno sia da concentrare sulla creazione di una storia che possa appassionare scritta bene, nel senso che deve scorrere liscia e rapida dalla prima all'ultima pagina (e in questo tu, scusa la leccaculaggine, sei maestro...)

kingsimon ha detto...

gli appasionati di fumetto sono "IL NEMICO"

Joel ha detto...

A mio parere in Italia il mondo dei professionisti del fumetto è fin troppo preso in considerazione, sembra che si producano fumetti solo ed esclusivamente per chi i fumetti li vuole poi fare.
Nel caso di testate come Dylan Dog invece i lettori non sono solo appassionati e aspiranti fumettisti ma un pubblico ben più variegato e meno interessato ai retroscena del panorama fumettistico italiano.
Credo sia giusto tenerlo in considerazione (il pubblico variegato) ma modificare o semplificare ciò che si scrive non è la risposta.
Penso che un Autore vero sia universalmente apprezzabile, indipendentemente dalle conoscenze del fruitore.
Tra l'altro colgo l'occasione per dire che Mater Morbi per me è come dovrebbero essere i fumetti, albi come questo danno significato al fumetto come medium.
Inoltre il tema mi ha toccato parecchio, la sofferenza ha per me un valore enorme, ed il concetto che la malattia non piace a nessuno è troppo vero. Complimenti quindi per aver scritto questo Fumetto.

mrmozo ha detto...

da non autore: ma si scrive per un pubblico (esclusivamente) o si scrive perche' ci sono cose da dire?

RRobe ha detto...

Dipende.

Enrico ha detto...

Ciao RRobe.
Se posso dirti la mia, fregatene delle pippe mentali, e racconta le storie che ti piacciono come ti pare. E i fan saranno sempre contenti.
Dylan Dog è diventato quello che è diventato con sclavi che remixava tutti i classici cinematografici anni '80.
Cameron ha ambientato Pocaontas nello spazio ed è il film con il maggiore incasso della storia.
Quindi direi che puoi prendere Lost Boys, ambientarlo in chiave Dylan e tutti saremo contenti :-D

Per quanto riguarda L'ultima cena, è l'ultima cena appunto...
Al terzo che usa la stesa idea, non si parla più di citazione, ma di tradizione nel comunicare l'ultima stagione...

A presto

krapula ha detto...

Io nn ci vedo nessun richiamo,dedica,citazione a BSG. (e qui abbandono il mio lato di disegnatrice ed entro in quello della storica dell'arte)E' la classica mercificazione del sistema comunicativo contemporaneo verso delle immagini artistiche maggiormente identificabili dalla massa (e sono due o tre) che ovviamente porta ad una banalizzazione e semplificazione che (e qui torno 100% nerd) non può lasciare che amarezza verso le scarse capacità del marketing di lost (o di qualunque altra serie da Rrobe indicata). Ovvero: ma che davero ce state ancora a propinà l'ultima cena?? un po' di fantasia signori!!!
quindi no pippe, mater morbi era fichissimo! vai così!

Shishitsu Nari ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Shishitsu Nari ha detto...
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Morlun ha detto...

Plagio. Plagio è una parola forte. Plagio significa rubare l'idea originale di una persona e spacciarla per propria.
Qua nessuno sta rubando l'idea a nessuno; senza dover andare a citare alcunché, immaginare questa immagine sia stata già proposta in altri ambiti pubblicitari, non è difficile.
Inoltre, secondo me sottovaluti il pubblico americano. La pubblicità non si rivolge certamente solo agli appassionati, ma va a pescare chi della serie ha solo sentito parlare. Devi prendere la visibilità italiana di queste locandine e (se vuoi riferirti al mercato americano) moltiplicarla per 100.
Perché sembra non fregare niente a nessuno? La domanda è un'altra, perché DOVREBBE? E' il risultato che conta.
Le "pippe mentali" sono una filosofia di vita molto italiana e anche dal punto di vista fumettistico, non dovresti fartene.
Quante volte è morto l'uomo ragno? Quante volte l'eroe si è innamorato della strappona supercriminale di turno? Ci sono citazioni continuamente nel mondo del fumetto, anzi, il mondo del fumetto è una citazione di per sé della vita reale.
Perciò, tranzollo.