6.3.10

[RECE] Alice in Wonderland

Nell'apprestarmi scrivere questa recensione ero quasi tentato di adottare un approccio sagace e arguto. Poi mi sono ricordato che non sono uno dei 400 Calci e quindi non ho l'obbligo di essere sagace e arguto ogni volta che parlo di qualcosa.
Quindi tratterò l'ultima fatica di Tim Burton con la massima serietà possibile, quasi che non si trattasse di uno scherzo.



Facciamo un ipotesi: immaginiamoci per un momento che Peter Jackson, nel trasporre su pelliccola il Signore degli Anelli di Tolkien, lo avesse trattato come una favola surreale invece che come un solido fantasy medievale, infarcendolo di creature bislacche, giochi di parole, inquietanti sottotesti erotici e non-sense.
Come avrebbero reagito i fan duri e puri del romanzo?
Avrebbero preteso la sua testa sopra una picca, ecco come.

Ecco, Tim Burton ha fatto la stessa cosa ma al contrario.
Ha preso l'immaginario fabulistico di Carroll e lo ha reso un fantasy coerente, con tanto di chiamata dell'eroe, compagnia di avventurieri, epiche battaglie, l'eterna lotta tra il bene e il male e compagnia cantante. In sostanza, lo ha banalizzato, reso consueto, privato di tutta la sua carica perturbante, trasformando la materia inquieta e inclassificabile dell'opera di Carroll in solida avventura fantastica.
Un crimine? Sì.
Ma se è colpevole Burton, allora è colpevole anche il Kubrick di Shining o il Ridley Scott di Blade Runner.
Visto che a nessuno sano di mente (tranne che a Stephen King e a Dick, ovviamente) verrebbe da rimproverare qualcosa a due film come Shining e Blade Runner , accettiamo il fatto che i film e i romanzi da cui sono tratti (o ispirati, come in questo caso) sono roba che non ha nulla a che fare l'una con l'altra e che il paragone non dovrebbe essere fatto e, di sicuro, non dovrebbe influenzare il giudizio finale.

Quindi, a conti fatti, questo Alice in Wonderland com'è?
Non tanto male.
Anzi, a dirla tutta, è uno dei pochi film di Burton che ho trovato tollerabile dall'inizio alla fine.
Non ha crolli di ritmo (e nella cinematografia di Burton è una rarissima eccezione), è scritto decentemente e narrato con sobrietà, ha un sontuoso aspetto visivo (anche se, diciamocelo, l'estetica di Ray Cesar e soci ha cominciato a rompere i coglioni), è graziato da ottime interpretazioni (persino la Bonham Carter è tollerabile), ha un buon montaggio, begli effetti, una ottima implementazione del 3D, e il solito Danny Elfman (che pure lui, quanto a rottura di coglioni...).
Certo, Burton continua a rimanere una pippa nel costruire una reale tensione drammatica e in questo film, in nome di una sobria professionalità, ha messo da parte anche tutte quelle cose di lui che lo rendono davvero speciale come regista (i disequilibri, la sua poetica, il suo tenero senso del ridicolo, la sua fragilità...), ma il film è comunque molto migliore di roba come Il Pianeta delle Scimmie.
O La Fabbrica del Cioccolato.
O Sweeney Todd.
O La Sposa Cadavere.
O Sleepy Hollow...

...è sorprendente quanti film di merda abbia fatto Tim Burton, pur rimanendo amatissimo dai suoi fan, non trovate?

In conclusione, a me questo Signore degli Anelli di Tim Burton è piaciuto e adesso aspetto ansioso Le Due Alici e Il Ritorno di Alice.

Di seguito una epica carrellata di immagini tratta da una delle battaglie del film:


Da sinistra a destra: Pipino, Aragorn e Dama Galadriel.

Pipino sta per dare il segnale che scatenerà l'inferno.

L'epica battaglia tra Aragorn e la cavalcatura alata di un Nazgul.

p.s.
Chissà se il prossimo adattamento di Alice sarà più fedele al testo originale...