10.4.10

[RECE] Green Zone


Paul Greengrass è un regista che mi piace.
Ho apprezzato il suo Bourne Supremacy e amato davvero molto Bourne Ultimatum.

Anche Matt Damon mi piace.
Pochi come lui sanno interpretare in maniera così semplice, convincente e pulita, la figura dell'eroe, donandogli sempre una misura umana, quasi fragile.
Il fatto che non gli abbiamo chiesto di interpretare Capitan America è uno scandalo.

E poi, mi piacciono i thriller (fanta)politici, mi piacciono i film di guerra, mi piacciono i film che dicono qualcosa in maniera chiara e con forza.
Alla luce di tutto questo, non è difficile capire perché mi sia piaciuto questo Green Zone.

Buona regia (anche se funestata dai soliti eccessi nell'uso della camera a mano tipici di Greengrassr), un pelo troppo convulso il montaggio, bella la storia, bello il ritmo, discreta la fotografia (bella nelle scene di giorno, eccessivamente scura nelle lunghe sequenze notturne), fantastico il comparto audio.

Il film gioca tra verità e finzione, innestando una storia da spy-action-thriller nel contesto di fatti e accadimenti reali.
Il risultato è un solido prodotto di intrattenimento che dice cose piuttosto pesanti in termini politici, oppure, se volete vederla dall'altro lato dello specchio, un film politico superficialotto ma sorprendentemente divertente.
Insomma, per me è consigliato.
A Mauro, in compenso, ha fatto davvero schifo (la litigata che ci siamo fatti fuori dal cinema era uno spettacolo nello spettacolo).