12.4.10

[RECE] Justified

Molti anni fa (più di quanti mi faccia piacere ricordare) ho scoperto Elmore Leonard.
All'epoca i suoi lettori "consapevoli" (ovvero: che leggevano lui proprio perché volevano leggere lui, e non uno scrittore di thriller qualsiasi), si contavano sulle dita di una mano monca.
I suoi romanzi li si potevano trovare principalmente nella pacchianissima collana dei Super Bestsellers Sperling, la stessa collana che ospitava gente come Jackie Collins (ma pure Stephen King, diciamocelo). Qualche altro titolo era sparpagliato tra gli Oscar Mondadori, gli Interno Giallo (sempre Mondadori) e nei cataloghi di uno sparuto numero di editori di fascia media, piccola e piccolissima.
L'unico modo per capire che dietro a quelle anonime edizioni si nascondeva un gigante della letteratura americana era incappare casualmente in uno dei suoi libri e leggerlo.
Io ebbi quella fortuna e da quel momento inizia a setacciare le librerie di mezza Italia, riuscendo con enorme fatica a procurarmi tutto quello che era stato pubblicato in Italia di Leonard.

E' sempre bello scoprire uno scrittore fantastico che non conosce nessuno.
Ti senti depositario di un grande segreto e sei combattuto tra la voglia di serbarlo per te (che sei uno che la sa davvero lunga) e il desiderio di farlo conoscere a più persone possibili (con il rischio che non lo capiscano e lo amico quanto fai tu).
A me è andata di culo perché a chiunque abbia passato un romanzo di Leonard, lo ha apprezzato (ciao Pasquale, ciao Mamma!), entrando a far parte del mio ristretto club.

In tutto questo, a un certo punto è arrivata l'Einaudi che (con giusto una trentina d'anni di ritardo) ha deciso che Leonard doveva diventare di moda. Quindi, quasi fosse un Lansdale o un Vargas qualsiasi, ha iniziato a pubblicare tutto quello su cui riusciva a mettere le mani, non andandoci troppo per il sottile tra romanzi vecchi e nuovi, cose già pubblicate (tutte rigorosamente ristampate con un titolo diverso, nella speranza di fregare qualche gonzo) e cose inedite.
Adesso le librerie sono piene di Elmore Leonard e chi lo vuole conoscere non deve far altro che andare e prenderselo. E nonostante un poco ci rosichi, questo è un bene.

Ma perché vi stavo raccontando tutto questo?
Ah, sì... a causa di Justified, la nuova serie televisiva basata su Rayland Givens, un personaggio creato da Elmore Leonard, appunto.
Chi è Rayland Givens?
E' l'archetipo di tutti i personaggi positivi di Leonard: un marshall dal sangue di ghiaccio, un'etica da vecchio west e una passione per il cinema.
A interpretarlo è stato chiamato Timothy Olyphant e mai scelta poteva essere più azzeccata.
La serie (per ora sono andati in onda quattro episodi) è ben diretta e ben fotografata, ha un cast fantastico, regie efficaci, ottimi dialoghi (la vera specialità di Leonard), è misurata nei toni, sobria nel ritmo e implacabile nelle meccaniche di causa ed effetto... in sostanza, è molto fedele allo stile dello scrittore.
E questa, purtroppo, potrebbe essere la sua unica debolezza perché Elmore Leonard è quanto di più lontano possibile dalle baracconate che piacciono tanto ai fighetti post-moderni che oggi dettano i gusti del pubblico di massa (e a cui, in qualche misura, appartengo con mia vergogna).
Avete presente Jackie Brown? Ecco, quel film è stato l'unica trasposizione cinematografica davvero fedele (nel tono quanto nello stile) di un romanzo di Leonard.
Ed è pure stato il film di Tarantino che ha incassato di meno.
Leonard non si arruffiana il pubblico, non lo hai fatto perché non ha mai avuto bisogno di farlo.
Lui, dalla sua, ha la forza dei personaggi e delle sue storie... e tanto basta.

La serie di Justified ha deciso, coraggiosamente, di percorrere la stessa strada.
Speriamo che sia un viaggio lungo.

p.s.
sì, nel cast c'è anche quel grandioso attore di Walton Goggins.