8.4.10

Simili come fiocchi di neve.


All'inizio ci somigliavamo tutti.
Giovani, arroganti, affamati. Tutti intenzionati a lasciare il proprio (di)segno nel fumetto.
E' per questo siamo diventati amici: perché ci credevamo simili.
Credevamo tutti che la fonte della nostra vita fosse la stessa ma, in realtà, ognuno di noi si abbeverava a sorgenti diverse.

C'era quello che faceva fumetti per il piacere di farli e quello che aveva bisogno di raccontare. Il disegno per il disegno, la parola per la parola... e roba così. C'era quello che ci imbarcava le fighe e quello che le fighe non le imbarcava ma ci sperava lo stesso. Quello che lo faceva per sentirsi parte di qualcosa, quello che cercava solo un modo per campare, quello che credeva che fosse più facile che fare cinema-romanzi-televisione, quello che credeva di saperne e quindi li faceva e quello che sapeva di non saperne e quindi voleva imparare a farli. C'era quello che voleva cambiare il mondo. Quello che voleva andare in America, quello che voleva che l'America venisse qui da noi. C'era quello che voleva diventare una rockstar, quello che pensava di avere qualcosa di profondo da dire, quello che voleva la statua in bronzo in un parco, come Hergé. Quello che si credeva un dono per l'umanità. Quello per cui l'umanità era un dono.

Le nostre vite erano vettori che correvano quasi paralleli, divergendo così poco l'uno dall'altro che era difficile accorgersi delle differenze.
Facevamo tutto insieme e se non era insieme, era almeno nella stessa direzione.
Ci sono voluti anni prima di accorgerci che non ci somigliavamo affatto, che pur mangiando tutti nello stesso ristorante, ognuno di noi ordinava pietanze diverse dal menù.

Qualcuno direbbe che è stata la vita a cambiarci, ma la verità (e la cosa più triste di tutte) è che eravamo differenti in origine, solo che non volevamo (potevamo?) vederlo.

Oggi capita alle volte di guardarsi da lontano, attraverso un blog, un fumetto, un'intervista, oppure di ritrovarsi a cena.
E di stupirsi di quanto siamo cambiati.
Ma la verità è che non siamo cambiati per nulla.
Quelli eravamo e quelli siamo.
Diversi.
Non più simili di fiocchi di neve.

Vi voglio bene, miei differenti amici.
Ve ne volevo allora, e ve ne voglio oggi.
Ma non ci somigliamo per niente.
E forse, è meglio così per tutti.