2.5.10

[Cartoline da Napoli] Giorno Due.


Napoli Comicon è un divorzio voluto da una moglie frigida che sognava la ribalta di Parigi ma era costretta a dividere la sua casa con un marito popolano, al Vomero.
Adesso vive sempre al Vomero, ma da sola.
Suo marito è andato ad abitare a Fuori Grotta e la sua casa è piena di persone.
Molte sono ragazze.
Seminude.

Napoli Comicon è il neonato dibattuto da due madri e posto sotto la spada di un Salomone con un orecchio al cellulare e la testa da un'altra parte.

Napoli Comicon è tutta diversa.

Napoli Comicon è sempre uguale.

L'edizione 2010 della salone diretto da Claudio Curcio è una manifestazione di sfaccettature e assolutismi, di scelte trancianti e ripensamenti, di intolleranza e rispetto, di insofferenza, di propositività, di coraggio e di debolezza.
Una fiera figlia delle necessità, dei malumori e delle contingenze, ma pure dell'opportunità, dell'amore e della voglia di fare bene.
E, nel bene e nel male, questa edizione 2010 è un punto di svolta per il fumetto italiano.
Ma di tutto questo ne parliamo a bocce ferme perché la questione è spinosa.

Anche la seconda giornata è andata.
L'ho vissuta molto più serenamente della prima e mi sono anche saputo divertire.
Pienone alla mostra d'Oltremare, affluenza da Napoli Comicon di qualche anno fa (parecchi anni fa) al Castello. Consegna dei premi Michelluzzi piacevole e rapida.
Tanto tempo per vedere i fumetti, conoscere gli autori e vedere le mostre.
Tanto tempo, forse pure troppo.
Dicono che alcuni editori presenti al Castello si siano detti molto soddisfatti dell'ambiente più tranquillo e culturale.
Personalmente, ho parlato con qualche altro editore che, invece, era piuttosto perplesso davanti a vendite di molto inferiori agli anni precedenti.
Forse mi sbaglio ma mi è parso di vedere il capoclacca di quelli che volevano una manifestazione senza cosplayer (e che quest'anno l'hanno avuta vinta) che se ne è andato allegramente via da Napoli questa mattina, all'alba del secondo giorno della manifestazione.
Troppo facile lanciare il sasso e nascondere la mano, signor Igort.
Troppo facile.
Che chi rompe paga, e i cocci dovrebbero essere i suoi.

7 commenti:

Antonio ha detto...

Beef! Beef!

Mister Snike ha detto...

Ciao Roberto, ieri ti ho intravisto al Castello, ma non ti ho fermato che eri molto stralunato (forse era troppo presto...) :)

Condivido il tuo parere sul COmicon.

Incollo il link al mio parere qui sotto, così spero che i lettori del tuo blog possano leggerlo, se interessati.

E' Spam, lo so. Ma io ci provo! :)

M.

http://www.ilcavatappi.org/wordpress/rece-comicon-2010-la-vera-pizza-iron-man-2-e-l%E2%80%99ennesimo-concerto-del-primo-maggio-mancato.html

iodisegno ha detto...

"Marisa Tomei". Geniale.

Lazarus Ledd ha detto...

Accidenti, Roberto... il tuo blog risveglia il mio spirito polemico che pensavo sopito dall'impietoso avanzare dell'età.

Fammi capire... si sta creando una "clacca" che vorrebbe bandire i cosplayers dalle fiere del fumetto?

Io non sono riuscito a venire a Napoli, ma se avessi potuto avrei portato con me due nipotini che a Mantova si sono divertiti un mondo ad agghindarsi un po' e a girare per gli stand (e a comprare, così agghindati, un bel po' di albi).

E c'è chi vorrebbe impedire ai ragazzini di divertirsi in questo modo, che oltretutto li porta ad avvicinarsi al mondo del fumetto più di quanto potranno mai fare le opere indimenticabili di autori "intelligenti" che si rivolgono a un pubblico altrettanto "illuminato" con storie che nessun adolescente leggerà mai? Un pubblico, diciamocelo, che raggiunge forse (forse) un migliaio di persone se va bene.

Per carità rispetto i gusti di tutti. Ma quando qualcuno non rispetta le esigenze altrui (e in questo caso esigenze adolescenziali, spontanee, senza menate e orpelli culturali) resto disgustato.

Niente cosplayers alle fiere del fumetto? Niente videogames o Yu-gi-oh eccetera? E magari anche niente anteprime cinematografiche o televisive?

Insomma, vogliono chiudersi nel loro orticello dove il multimedia è una parola proibita?

Per fortuna non accadrà, no. Il mondo va avanti, anche se loro restano fermi.

E un ragazzino di 12 anni spesso può insegnare a loro (e anche a me, certo) più di tutti certi illeggibili capolavori (si fa per dire).

Grazie per l'ospitalità!
Keep up the good work!

Ade Capone

Comix Factory ha detto...

Da utente qualsiasi devo dire che l'atmosfera che si respirava al castello mi è piaciuta. Ho avuto tempo di fermarmi agli stand, fare quattro chiacchiere e vedere con calma tutti i fumetti e le novità.

Da collaboratore del Napoli Comicon ho gradito la possibilità di camminare per i corridoi senza dover fare contorsionismi e senza dover pensare fra me e me: "se succede qualcosa siamo fottuti! Sardine in scatola".

Da osservatore mi è mancata la presenza dei cosplayer; ma i cosplayer non sono stati banditi dal Comicon, sono a loro modo stati promossi a fenomeno di tutto rilievo e in quanto tali destinati a una sede che non ne sacrificasse la loro presenza e non ostacolasse chi doveva lavorare.

Da commerciante (in vacanza) ho avuto molta preoccupazione per la presenza apparentemente non massiccia; osservavo gli stand e mi auspicavo: "speriamo che questo pubblico, apparentemente più interessato al fumetto, spenda e dia soddisfazione a editori e commercianti". Perchè, diciamocelo chiaramente, è da questo che dipende il successo dei prossimi comicon.

Da selezionatore dei premi Micheluzzi ho provato soddisfazione per la "battaglia" che ha diviso la giuria e stupore per alcune scelte. Ma i premi sono un gioco e così vanno valutati i giudizi espressi.

Da collezionista ho trovato stupore nel vedere i prezzi dei fumetti presenti presso gli antiquari. 45 € per il 100% Marvel Fantastic Four The end mi sembra uno sproposito

luttazzi4ever ha detto...

I prezzi sopra erano assurdi rispetto a sotto, ma tutto ciò ovviamente dipende dai venditori. La differenza tra le due location è che il Comicon è stato elevato ad un rango culturale altissimo, mentre il "Gamecon" è stato trasformato in un baraccone con gli stand. Dico una baggianata: sarebbe bastato che editori come la Panini e la Star fossero rimasti al Castello con magari disegnatori e quant'altro e ci sarebbe stato molta più gente sopra, quasi ai livelli scorsi. Comunque la divisione non mi ha convinto. E alla fin fine son stato più tempo giù che su. Il primo giorno ho diviso equamente i tempi, oggi sono solo passato al Comicon per poi scendere alle 12 giù alla Mostra. Belle cose della mostra? I giardinetti con le fontane. Belle cose del Castello? Tutto. L'anno prossimo se vogliono dividerlo che lo facciano veramente. Tutti i fumettari su, così si vedrà la differenza. Non credo, appunto, che alle case editrici questa "calma rilassante" abbia fatto bene.

luttazzi4ever ha detto...

Ah, RRobe, grazie per i due disegni dopo la conferenza del Canemucco!