10.5.10

[Ricordi di Napoli] Claudio Curcio tira le somme.

Ultimo appuntamento con i pezzi sul Comicon. Oggi intervistiamo di nuovo Claudio Curcio, direttore della manifestazione, per chiedergli come è andata, secondo lui.

Ciao, Claudio.
Ti sei ripreso dal Comicon?

Ti sto scrivendo dopo una settimana di lavoro intenso quasi quanto quello precedente e durante Comicon, passato questo fine settimana, probabilmente possiamo dire di esserci ripresi... un poco.

In giro per la rete in molti hanno espresso il loro parere sul nuovo assetto della fiera. Chi con termini soddisfatti, chi più perplesso, chi infastidito... voi avete tirato le somme?

Noi siamo soddisfatti. Tutto quello che ci eravamo ripromessi di ottenere con il nuovo assetto, lo abbiamo ottenuto: decongestionare il Castello ed avere una parte in fiera che funzionasse sia in termini di pubblico che di espositori ed attività. Le mostre in città forse hanno sofferto un po' della maggiore dislocazione, ma comunque nel complesso pensiamo di aver ottenuto più vantaggi che svantaggi. Se vogliamo dare qualche numero, posso dirti che abbiamo venduto il 27,5% di biglietti in più, ed avevamo il doppio degli espositori rispetto al 2009. Questa edizione è per noi una sorta di nuovo numero "zero", dal quale ricominciare, anche aggiustando gli errori, e migliorando molte cose (come abbiamo sempre fatto d'altronde).

Qualcuno (io, a dire il vero), ha letto in questa divisione geografica una similitudine inquietante: l'intellighenzia fumettistica, asserragliata nel suo alto e distante castello, chiusa agli stimoli esterni e, per certi versi, arida, e il popolo, volgare ma spontaneo e vitale, in basso, nella piazza, a festeggiare e divertirsi. E' davvero così o è stata solo la necessità a spingere per questa soluzione?

Pensavo fosse chiaro, e l'avevo detto anche nella tua precedente intervista, che la divisione era il risultato di una doppia necessità: non potevamo continuare a far convergere il pubblico al Castello e non volevamo abbondare la sede storica del Comicon. Abbiamo fatto una scelta, che prevedeva alcuni compromessi. Altre scelte avrebbero comportato altri compromessi... è una questione di nostra volontà, continuare a far crescere la nostra manifestazione, preservandone le caratteristiche che l'hanno resa unica sin dalla sua nascita. Io credo che questa soluzione possa essere la migliore possibile, onestamente l'atmosfera al Castello non mi sembrava così desertica, visto che comunque sono stati staccati più di 9.000 biglietti solo lì, e la stessa presenza di tanti operatori (quasi 2.000 tra autori, pro e giornalisti) io la valuto come una cosa positiva, una risorsa. Anzi, ti dico di più, per noi è sempre stato essenziale avere tanti operatori (l'area pro è nata nel 2003, e non esisteva un'esperienza simile nel nostro paese), perché crediamo che per un autore incontrarsi con i suoi colleghi, con gli editori, con autori stranieri, possa essere motivo di stimolo, di crescita, di scambio... e se proprio vogliamo essere un attimo seri, sentire polemiche su birra sì e birra no, o pensare che la corsa al pass autore è per ottenere accesso al caffè gratis, fa un po' cadere le braccia.

Fino a questo momento i pareri critici si sono soffermati solo sull'atmosfera un poco deserta del Castello e sulla mancanza di vitalità di questa parte della manifestazione. Guardando le cose da un altro punto di vista, invece, non si potrebbe parlare di una mancanza sotto il profilo culturale alla mostra d'Oltremare?

Dipende cosa intendi per "culturale"... se per essere culturale un evento deve avere incontri e mostre, allora la risposta è semplice, non potevamo duplicare questo programma al Castello ed alla Mostra d'Oltremare perché allora sì che avremmo avuto due eventi totalmente indipendenti l'uno dall'altro, mentre noi volevamo caratterizzare le due sedi e far sì che chi volesse fruire di tutto dovesse muoversi tra le due. Io però credo che, per farti un esempio, la cultura del cosplay, preveda altre cose: un buon palco, buoni camerini, una sfilata competitiva ben organizzata, ottimi premi e molto spazio. Alla Mostra d'Oltremare c'era tutto questo.
Così come penso che fare mostre di tavole originali in un padiglione fieristico, non faccia che riportare il fumetto indietro di 15 anni, quando nessuno si sognava di dare al nostro medium l'importanza che si merita, dal punto di vista artistico e culturale, e che oggi comincia a vedersi riconosciuta.

Perché Panini, Planeta, Jpop e GG Studio erano a Oltremare e non al Castello, luogo in cui, invece, si trovavano tutti gli altri editori?

La scelta di stare al Castello, alla Mostra, o in tutte e due le sedi (come hanno fatto sia Jpop/BD che GG Studio) era a totale discrezione degli editori, e visto che ci rendevamo conto che la doppia presenza sarebbe stata impegnativa, in termini di personale ed allestimento, e che mentre al Castello potevamo continuare ad offrire lo stesso prezzo basso per lo stand, alla Mostra d'Oltremare questo non era possibile, avevamo anche proposto di prendere lo stand in una sede e rifornire il nostro bookshop di libri nell'altra, con un sistema di conto vendita che avrebbe permesso agli editori di essere visibili in tutti e due i punti. Quasi nessuno ha aderito (solo Hamelin), ma noi avevamo dato a tutti gli editori le informazioni necessarie a modulare la loro presenza, e quello che si è verificato nelle due sedi è esattamente quello che prevedevamo...

Qual è il tema del prossimo anno?

Sorpresa... ;-)

Le mostre. Belle e tante. Ma sparse per la città, proprio come a Lucca... con la differenza che Napoli è una megalopoli e Lucca un piccolo centro. Siete sicuri che questa scelta abbia premiato i vostri sforzi e le abbia valorizzate?

Le mostre durante Comicon, appartengono a due categorie: quelle del programma principale, e quelle del circuito OFF.
Queste ultime, non dipendono da noi, ogni anno le proposte che ci arrivano sono di più, e questa cosa oltre a farci piacere, dimostra come il lavoro svolto finora stia pagando, visto che si parla di fumetto a Napoli molto più di prima e soprattutto in luoghi non deputati. È ovvio che la moltiplicazione degli eventi può disorientare, però l'alternativa, cioè non accettare proposte, sarebbe anche peggio, secondo noi.
Le mostre principali, invece, erano effettivamente per la prima volta in più punti della città, e non solo al Castello, e questo è il risultato anche di una richiesta precisa da parte delle Istituzioni: non dimentichiamo che il nostro salone è supportato dagli Assessorati al turismo di Comune e Regione, ai quali non interessa solo che si facciano tanti biglietti nei 3 giorni, o che gli appassionati siano contenti, ma, giustamente, interessa che l'offerta culturale e turistica in città nel periodo di aprile sia ricca, e questo per accontentare un numero di utenti che è ben maggiore dei visitatori di Comicon (basti pensare che la città Metropolitana di Napoli conta 3 milioni di abitanti e ogni settimana ci sono decine di migliaia di turisti in città); come ben dici tu, Napoli, nel bene e nel male, non è Lucca, né Angoulême, è ovvio quindi che sia differente l'approccio ad un Festival come il nostro.


Veniamo a noi. Per il primo anno abbiamo collaborato come media partner. Per me è stato divertente... per voi?

Per noi è stato... impegnativo! Conoscendo la tua pignoleria, e sapendo quanto i frequentatori del tuo blog sono esigenti (oltre che numerosi), ma spero che continueremo, anzi che ci venga in mente qualcosa per essere attivi anche durante l'anno, perché no?

Grazie ancora.

Grazie a te, e alla prossima.

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