10.5.10

Una volta copiare era più facile...

...non perché non ti sgamavano (perché ti sgamavano comunque) ma perché, almeno, la cosa rimaneva più circoscritta. Adesso, con internet, i blog e via dicendo, non solo ti sgamano, ma ti sputtanano anche in pubblico. E' un mondo difficile per chi prova a fare il furbo (e meno male, aggiungerei).
Carmine di Giandomenico DICE la sua.

Comunque sia, il nocciolo della questione, ha ragione Carmine, non sta tanto negli autori che copiano ma nei supervisori che non se ne accorgono.
Nell'ultimo anno, di situazioni del genere ce ne sono state parecchie, sia qui in Italia sia negli USA, e io credo che sia il palese sintomo di un problema.
Nel caso specifico poi, questa è la seconda volta che Laura Scarpa, come supervisore, incappa in un incidente così plateale (la prima era stata con un giovane autore che, addirittura, aveva fotocopiato delle vignette di Risso). Io non credo che Laura sia una persona che prende alla leggera il suo lavoro ma è evidente che le sue molteplici attività non le permettono di conoscere e seguire tutto quanto con la necessaria attenzione, oltretutto, il suo ruolo sula rivista Scuola di Fumetto, la mette in contatto con un gran numero di esordienti che sono quelli che più spesso cadono in questo tipo di tentazioni (ma capita anche con gli affermati professionisti, come la storia recente ci insegna). Forse bisognerebbe ripensare da capo il ruolo del supervisore.

p.s.
per la cronaca, il blog dell'autore in questione è QUESTO e oltre a delle amabili copie-ricalchi di Carmine, ci sono anche delle pregevoli contraffazioni di Eduardo Risso (uno dei più gettonati quando si tratta di plagi). Io capisco che il disegnatore sia giovane... ma internet è una grande livella che mette tutti sullo stesso piano, e se tu spacci del materiale copiato-ricalcato come tuo, allora devi anche mettere in conto che qualcuno ti venga a fare tana. E questo vale tanto per il giovane esordiente quanto per l'autore affermato.

52 commenti:

V ha detto...

da aspirante disegnatore dico: che tristezza infinita!
e 100% solidarietà a carmine di giandomenico!continua così che sei un grande;)

Il Dani ha detto...

Il supervisore ha sicuramente le sue responsabilità, ma il nocciolo della questione, a mio parere, rimane l'autore che copia.

RRobe ha detto...

Per me, no.
Specie se si tratta di esordienti.
Copi? Il supervisore se ne accorge e ti cazzia.
Ma se non se ne accorge, tu pensi di averla fatta franca e continui su quella strada.

Fabrizio ha detto...

Quando beccherà la botta di visite sarà contento sulle prime.
Poi vedrà le provenienze e gli prenderà un colpo...

Il Dani ha detto...

Così si scarica il grosso della colpa sul supervisore "colpevole" di non aver sgamato la scopiazzatura, cosa che magari accade incolpevolmente.
Ma chi copia lo fa consapevolmente, sperando di non essere beccato, con le conseguenze che dici tu... secondo me questo è un comportamento più condannabile del primo.

RRobe ha detto...

Sì e no.
Il supervisore che viene pagato a fare se non bada a queste cose?

Vaz ha detto...

Ecco qual è il pregio di disegnare male come me: non incapperai mai in figure di merda come queste, non essendo in grado di copiare nessuno (segnaletica stradale a parte).

Karcinome ha detto...

Boh alla fine è colpa del supervisore (almeno in buona parte), questo si, però anche lui non è che sia tanto candido.

fran- ha detto...

Non so, Roberto. Credo sia normale che un supervisore possa non conoscere tutto quello che esce, e soprattutto che possa non ricordarsi di ogni singola vignetta di ogni storia che legge.
(Non a caso, qualsiasi contratto di pubblicazione prevede che l'autore si assuma ogni responsabilità in caso di plagio.)
Io credo che l'errore sia in primo luogo dell'autore che copia, visto che è l'unico a essere cosciente di ciò che sta facendo. Per me, in un caso del genere, supervisore ed editore sono i primi a essere truffati.

Lorenzo Palloni ha detto...

Massimo rispetto per il tono di "risposta" di Carmine Di Giandomenico. Non so quanti sarebbero stati così pacati, diplomatici e umani dopo aver visto il proprio lavoro rubato e violentato (perchè così è stato, eh).

E quoto la responsabilità abnorme del supervisore.
Ma, cazzo, il disegnatore... C'entra poco il fatto che sia o no esordiente. C'entra anche poco il fatto che sia giovane o no, o che abbia qualcuno alle spalle che lo indirizzi.
C'entra molto, se non tutto, il fatto che questa persona abbia un po' di buon senso o se lo sia bevuto insieme al resto della sua dignità.
Perchè caso vuole che, oltre alla possibiltà di essere sputtanato (taaaac) e che la sua eventuale futura carriera sia compromessa fino all'apocalisse (taaaac, mi sa), ci sia la chance di finire in casini legali (ma di questo non so davvero un cazzo, quindi mi fermo qui).

In fondo questa persona mi fa un po' pena, come chiunque vada avanti sulle spalle degli altri.
A questa persona faccio un grosso "imboccallupo".
Ne avrà bisogno.

--LP

Manu ha detto...

Apprezzabili i toni pacati sia Di Carmine che di Roberto, ma posso scrivere che il coglione è quello che ha copiato così spudoratamente? Ma cosa crede di ottenere lavorando in questo modo? Potrai farla franca una volta, farti un po' di pubblicità...ma resti un povero coglione pescato con le mani nel vasetto della marmellata.
Ci ha provato e gli è andata male.
Peggio per lui.

AlessandroDiVirgilio ha detto...

Ringrazio iddio che la AlienPress non esista più e che, quindi, il 6° episodio del mio "Il segno del male" non veda mai la luce.
L'ho comunque diffidato a proseguire.

Grazie Robe' per la telefonata.

Sono incazzato e meravigliato per la leggerezza di certi.

RRobe ha detto...

Sì, ok.
Io però continuo a pensare che lui può pure aver fatto il furbo e che sia giusto che adesso riceva le bastonate, però bisogna guardare anche a monte.

AlessandroDiVirgilio ha detto...

D'accordissimo.

Infatti con "la leggerezza di certi" intendevo proprio quello che intendi tu.

maurizio battista ha detto...

Quoto RRobe. E aggiungo che troppi addetti ai lavori leggono poco o addirittura smettono di leggere fumetti. E' già grave se lo fa un fumettista (che rischia di cristallizzare il suo linguaggio), ma se lo fa un supervisiore è molto più grave. Non so se il supervisore ha avuto una sfiga micidiale oppure è uno di quelli che legge poco. Ma come dice Carmine sul suo blog, non è stato ricalcato un fumetto sconosciuto di un autore morto da 30 e passa anni.
Parliamo di un autore molto noto e di un volume recente che in tantissimi hanno comprato e letto.
Per quanto riguarda il disegnatore, se fosse stato beccato in redazione, prima di andare in stampa, avrebbe avuto la possibilità di trasformare il passo falso (e il dovuto cazziatone del supervisore) in un'esperienza costruttiva. Così facendo invece, si farà solo molto molto male.

flaviano ha detto...

bisognerebbe fare una classifica dei più plagiati. parecchi bonelli hanno dentro un sacco di Castellini e un sacco di americani, mi ricordo un nathan nerver 100% john romita jr.

Gennaro Costanzo ha detto...

Roberto, credo che il discorso che fai è applicabile nella teoria ma non nella pratica. Per me hai perfettamente ragione, il supervisore deve accorgersi di un'eventuale plagio e prendere provvedimenti. La colpa è più sua che dell'esordiente. E fin qui, ci siamo.

Però, per dire un'assurdità, se io copiassi da una storia Marvel (rimanendo nello stesso ambito) inedita in Italia o non ristampata da 30 anni, o ancora da un autore poco noto, è dura.
Ma anche se il fumetto è popolare, magari il disegnatore copia da Naruto, per dire, il supervisore può benissimo leggere 1000 fumetti al mese ma non seguire quell'unico fumetto. Quindi, anche leggere molto non salva. In questo particolare caso il plagio è palese considerando la popolarità del fumetto di Carmine. Però, vale il discorso di prima.

Sinceramente la questione è spinosa, è impossibile conoscere tutto, ma è giusto che il supervisore si prenda le sue responsabilità anche se le attenuanti che scrivevo prima devono essere prese in considerazione.

Negli ultimi anni si sono verificati vari casi, è vero. Però c'è da dire che in passato non c'era internet a fare (giustamente) le pulci ai disegnatori che plagiano. Inoltre, forse, anche per i supervisori era più semplice, non c'era l'ampia proposta di fumetti di oggi quindi era più facile che un editor conoscesse tutto o quasi, o almeno le proposte erano indirizzate. Era più difficile che un autore potesse pescare altrove, non c'era internet per le fonti e, la formazione fumettistica magari era la stessa dell'editor.

Per quanto riguarda il disegnatore, purtroppo, se ti sgamano sei fottuto. E' un errore da non fare, ti può andare bene, ma come facevi notare oggi è difficile scappare dall'occhio vigile della rete. Spero che possa riscattarsi, ma dovrà fare il doppio della fatica, anche perché gli editori saranno un po' diffidenti con lui.

latte e sangue ha detto...

Un supervisore di una casa editrice di fumetti? Deve leggere tanti fumetti ? Tutti ? Coglionate.
Uno serio dovrebbe saper guardare le tavole originali, saper guardare i book, le matite, le chine etc...
(Per quanto riguarda l'episodio di Laura, essendo la pubblicazione di un esordiente, le tavole probabilmente sono arrivate via mail presumo... e credo che gliene arrivino un bel po'. Perciò per me non ha molta responsabilità)

elenA

Vaz ha detto...

@flaviano: il NN alla John Romita Jr. era di Paolo Di Clemente, adesso non ricordo quale numero fosse di preciso; poi è passato a tutt'altro stile, evidentemente l'ufficio legale Bonelli deve avergli dato un paio di suggerimenti.

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

Salve a tutti.
Mah....resto un po' perplesso.
Sinceramente mi trovo d'accordo con Gennaro e Elena.
Tra l'altro, se c'è qualcuno in Italia che il fumetto lo conosce e lo può declinare come se fosse un verbo è Laura.
UN volume, per quanto sia di un autore importante, per quanto sia recente e bello PUO' sfuggire.
Non dovrebbe, vero. Ma può capitare.
In merito al disegnatore...dargli del "coglione" mi sembra davvero esagerato. Sbagliare è umano.
Molto umano.
Prima di aggiungere altro voglio vedere il numero di SDF per capire in che contesto è stato pubblicato.

Andrea

RRobe ha detto...

Non devi conoscere tutto o aver visto tutti i volumi, ovviamente.
Ma lo stile di un qualche disegnatore, professionista e anche affermato come Carmine (affermatissimo nel caso di Risso), io mi aspetto che tu lo conosca e che lo scrupolo ti venga.

maurizio battista ha detto...

Mah... per me non sono coglionate.
Un supervisore deve essere preparato, e se ha qualche lacuna può sempre chiedere aiuto. Se per esempio l'artista selezionato ha uno stile manga, e il suddetto supervisore di manga ne sa poco, chiede un parere a qualcuno esperto nel linguaggio dei manga. Ci vuole tanto?
Se un ricalcatore si fa beccare, tutti (a partire dal supervisore) incartano e portano a casa le critiche. Limitarsi al solo ricalcatore è troppo facile.
Per carità, capisco che può succedere a prescindere da tutte le precauzioni... Ma in questi casi, la cosa migliore è quella di riconoscere umilmente lo sbaglio e impegnarsi a tenere gli occhi maggiormente aperti in futuro. Dire che il supervisore non ha nessuna colpa, non aiuta il settore. RRobe così come lo stesso Carmine Di Giandomenico non hanno chiesto la testa di nessuno. Hanno solo invitato a fare più attenzione. In particolare Carmine Di Giandomenico avrebbe potuto dire e fare molto di più. Il suo sfogo, tutto sommato bonario e civile, mette in luce quanto sia grande come persona, prima ancora che come artista.

RRobe ha detto...

In compenso, l'ultimo post sul blog del ricalcatore, ne definisce bene la misura.
Disgusto.

Joel ha detto...

Sarebbe forse il caso di manifestare questo disgusto anche quando altri aspiranti disegnatori, che fanno la stessa identica cosa, vengon qui a leccarti il culo.

RRobe ha detto...

Fai pure i nomi o hai paura?

Il Dani ha detto...

@RRobe: perché addirittura disgusto?

Joel ha detto...

A che serve fare i nomi?

La penso davvero solo io questa cosa?

Beh, primo commento di questa pagina, V e il suo "desiderio inesauribile di raccontare storie" e poi di storie sue sul suo blog ce n'è? Una, Due?

Il caro Ture? Che ti spara un "genio" ogni due frasi e su tua sceneggiatura (riadattata) scopiazza carnevale?
Non leggo tuoi commenti che dicono che è la strada sbagliata sul suo blog.

E di esempi ce ne sono molti altri.

A me questo può non piacere ma son cazzi miei, la gente fa ciò che vuole, e a te che disgustano questi comportamenti no? Disgustati quindi, solo un po' più spesso.

MicGin ha detto...

Ok per aver riproposto il tema. E' giusto però fare delle distinzioni.
Partendo dal principio di responsabilità dell'editore e della sua organizzazione, principio che come sai da precedenti discussioni condivido.

Questa responsabilità, come minimo oggettiva, prevista dalla legge in capo al direttore responsabile nel caso dei periodici, è quindi gestita dall'organizzazione interna alla casa editrice, che può scegliere se affidarsi ad una redazione, un editor, un supervisore o altre soluzioni.

Le opere pubblicate possono però essere di diversa natura.
Un conto è un lavoro professionale, inserito in un meccamismo produttivo (dal seriale al graphic novel è lo stesso). Un conto è, come capita non di rado nel fumetto, la pubblicazione di un'opera a scopo promozionale, tipo la vetrina dell'esordiente, la pubblicazione del vincitore di un concorso etc...

Nel primo caso c'è una responsabilità diretta, evidente, penalmente perseguibile, economicamente rilevante, potenzialmente devastante sul piano dell'immagine.

Nel secondo caso c'è una responsabilità più sottile, indiretta, certamente peseguibile, ma con ricadute diverse, come dimostrano anche alcuni commenti qui sopra che criticano l'autore.
C'è soprattutto una responsabilità, come dire, pedagogica. Perchè se già si comincia così, se si dà spazio ad una sorta di fake, non è il massimo. Fermo restando che tantissimi autori, da Galeppini a Pratt, si sono pesantemente rifatti a beniamini del loro tempo come Raymond e Caniff.
Oggi però, grazie alla rete, è facile essere beccati subito e quindi l'enfasi è forte e immediata.

Allora come fare?
Siccome hanno ragione Elena e gli altri che è impossibile pretendere che un supervisore abbia letto e visto tutto... ed è cmq difficile conoscere tutti gli stili in circolazione, l'unica è costruire un metodo di lavoro.

Per prevenire l'incredibile situazione creatasi con le Cronache del MOndo Emerso, serviva una struttura che lavorasse a stretto contatto con gli autori. Il problema sarebbe saltato fuori sicuramente per tempo. Questa è la convinzione che ho ribadito all'epoca.

Per prevenire situazioni come questa, occorre un dialogo con l'esordiente. Non può bastare la, diciamo, brutale e immediata pubblicazione su una rivista, senza prima un colloquio, un contatto, uno scambio di vedute sull'identità di autore etc... Solo così possono saltare fuori le magagne. E se non dovessero saltare fuori, a quel punto è l'autore, o aspirante tale, a doversela vedere con la sua coscienza e con gli aventi diritto...

In questo caso, sarebbe doveroso, presumo, che Giardini contattasse Di Giandomenico, che ha messo giù le cose in modo intelligente e disponibile. Ed è una bella opportunità da cogliere per imparare e crescere.

mei ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
latte e sangue ha detto...

Ineccepibile Mic.
Non avrei saputo esprimere il concetto meglio di così !

RRobe ha detto...

Per Joel: grazie.
Non st facendo ironia, semplicemente non vado a vedere tutti i blog di quelli che postano qui.

Per Michele: concordo.

The Ramf ha detto...

@Joel: La stai sparando un po' troppo grossa. E' normale che questo blog sia seguito da un sacco di "aspiranti" (sia disegnatori sia sceneggiatori). Non si può demonizzare un "V" perché esprime un proprio parere per quanto questo possa essere ovvio. E' normale farlo. E' un blog e ci sono i commenti.
Per come la metti te, chiunque risponda ai post di RRobe dicendo che ha ragione e magari gli fa addirittura i complimenti gli sta leccando il culo in realtà. Può essere.
Allora da come la vedo io tu sei l'esempio della leccata di culo estrema che cerca di farselo amico indicando i nomi di gente la cui unica colpa è stato rispondere ad un post.
Come dice RRobe (e quotandolo magari lecco il culo e non se ne accorge): Disgusto.

Curioso ha detto...

Tutti cominciano copiando da altri.
E da quel che dice il disegnatore mi pare di capire che le tavole non erano nate per una pubblicazione al di fuori del suo blog (da capire come siano finite su SdF...) quindi non leggo tutta questa malizia nel suo comportamento.
Mi preoccupa piu' la leggerezza del supervisore. Non si parla di un'opera degli anni 30, ma di un volume che sulle spalle non ha nemmeno un anno.

Poi mi chiedo : e se a ricalcare e' uno sceneggiatore che succede?

(la domanda non ha riferimenti particolari, giuro)

RRobe ha detto...

Per Joel:
grazie. Non sto facendo ironia, semplicemente, non vado a vedere tutti i blog di quelli che postano qui.

Per Michele:
concordo.

V ha detto...

@ joel
il mio blog nn sarà il più ricco del web,ma penso sia abbastanza evidente per chiunque gli dia uno sguardo che io nn ricalco i disegni altrui.se piacciono o fanno schifo rimane cmq tutta farina del mio sacco,ergo fly down.scusa rrobe per la polemichetta ma nn mi piacciono certi toni,specie quando sono evidentemente immotivati.

amal ha detto...

[CIT] Io non credo che Laura sia una persona che prende alla leggera il suo lavoro ma è evidente che le sue molteplici attività non GLI permettono di conoscere

Roberto si scrive (e dice) LE

Gli = a lui

Le = a lei.

SMACK

Joel ha detto...

Ma scusate, i toni sono i vostri, disgusto, pena, tristezza infinita, arrivano commenti sul blog del Giardini da gente che giudica in maniera anche pesante il suo lavoro presente, passato e futuro e lo apostrofa come gli pare solo per seguire il giusto sentimento di sdegno per questa offesa enorme che, ormai è certo, segnerà per sempre la vita del nostro amico fotocopiatore.

Poi con V sono andato a rompere il cazzo, ok, e se ne possono dire anche di quello che faccio io, ovviamente; solo non fate gli splendidi correndo a scrivere qui per far capire quanto non vi comportereste così. Perchè a volte proprio qui e sotto gli occhi di tutti se ne sono viste di peggio.

Gio' ha detto...

Io copio/traggo ispirazione/photoshoppo un sacco di cose, foto, quadri, frames di film ecc. ma non sarei così stupido da farlo con un altro disegnatore di fumetti, artisticamente è come un cane che si morde la coda (per me eh...)

MadCat ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MadCat ha detto...

@Joel: ognuno in coscienza da un giudizio come meglio crede. C'è chi copia e lo mette sul suo blog e lo etichetta in maniera chiara in ogni suo post come lavoro copiato e chi invece fa passare la cosa come farina del suo sacco. Come detto ognuno agisce secondo coscienza.

Il fato è che fintanto sei su un blog quel che posti ha la stessa valenza di un blocco da disegno sul tavolo: son cose tue, copiate o meno che siano e i commenti correlati dagli altri bloggers altro non sono che pacche sulla spalla, commenti acidi, consigli più o meno utili o "sputtanamento" al volo dell'attento di turno che ti sgama, se hai ricalcato/copiato, e finisce tutto lì. Al massimo il tutto si rileva essere la condanna del tuo blog all'oblio.
Valore professionale e impatto reale della faccenda: zero. Al massimo un lancio virtuale di pomodori.

Però quando quelle tavole dal blog finiscono sulle pagine di una rivista, anche senza ricevere denaro in cambio, la valenza cambia. Quella della pubblicazione per il wannabe è la meta primaria di ogni sua attività artistica.

E' uno spazio che si è guadagnato, anche quando non lo si vede retribuito, come contropartita agli sforzi fatti per conseguirlo. Altri, come il protagonista della vicenda, hanno tentato di raggiungerlo e continuano a tentarlo. Non solo su SdF ma anche su altre pubblicazioni.

Quando si bara, si bara. Niente giochini sulle ipocrisie altrui, che cmq rimangono ipocrisie, se vogliamo, che poggiano su una ingenuità da blog.

Stiamo parlando di uno spazio che si è occupato indebitamente e penso sia giusto che chi invece gioca pulito si indigni e dica la sua.. E, si, faccio lo spendido dicendolo.

Joel ha detto...

@Madcat
Ok assolutamente, ma dimostra chi sei col tuo lavoro, non con strilli da blog. Se vuoi prendere le distanze da uno o l'altro comportamento fallo con le tue azioni. Perchè se poi si va a vedere bene questo comportamento è solo uno dei tanti. Non è che se non copi allora va tutto bene. È la mancanza di comprensione di ciò che si fa e la poca professionalità nel proporre il proprio lavoro il vero problema, per me se si condanna questa persona si dovrebbe anche condannare tutto un modo di fare da wannabe che dilaga nel panorama fumettistico italiano, ma non mi pare ciò avvenga, almeno non in maniera così plateale e decisa.

Manu ha detto...

Un conto è prendere spunto da uno stile, anche "copiarlo" o comunque ispirarsi ad esso, un'altra cosa è RICALCARE il lavoro di un altro autore.
Tutti hanno dei punti di rifermento dai quali "copiano" per imparare e trovare una propria strada.
Se però ricalchi e ti beccano devi anche aspettarti qualche palata di cacca...

il Dono di Ture ha detto...

@joel

se leggi bene io lo dico che sono troppo influenzato da Carnevale. Ci sto lavorando, infatti sto guardando pure l'inchiostrazione di Toppi e Breccia. (anche Carnevale è partito così).

Sono in erbissima e ancora guardo altri, non credo ci sia niente di male.
Ma ovviamente non pubblico, non sarebbe proprio il caso.

Luigi ha detto...

Brutta cosa essere in erbissima :-)

Joel ha detto...

Ma infatti, guarda e riguarda copia e ricopia, serve eccome, ho solo fatto un collegamento tra te e il tizio incriminato che alla fine non siete tanto distanti come "processo creativo" dal mio punto di vista; dicevo che se si condanna in questa maniera cosi violenta lui, si dovrebbe fare la stessa cosa anche con tee con molti altri perchè l'atteggiamento a monte è il medesimo, almeno per quanto riguarda quelle tavole.
Inoltre mi interessava porre l'attenzione su un certo modo di fare che secondo me allontana dal professionismo e si accosta all'atteggiamento da Wannabe. Ma ripeto ognuno faccia ciò che vuole e forse il collegamento tra questa questione e il generale fanatismo fumettaro italiano l'ho fatto io in maniera forzata.
Io guardo un po' da fuori la situazione, sto a Lugano e qui a far fumetti siamo pochi, sto ottenendo delle piccole soddisfazioni e mi arriva qualche lavoro, anche se sempre lateralmente connessi col mondo del fumetto, per lo più illustrazioni o vignette.
Vedendo appunto da fuori le cose mi sembra che il panorama fumettistico italiano sia veramente stereotipato e standardizzato, sembra che se non esordisci su una o l'altra rivista non sarai mai un fumettista o un disegnatore, ma non è vero! Se si provasse un po' a vedere le cose senza tutti i paletti che si mettono magari si scoprirebbero possibilità diverse, che dipendono meno da editor o redattori e più da quello che veramente abbiamo intenzione di fare. Alla chiusura di JD ben più di una persona si è disperata scrivendo, anche se in maniera ironica: "dove esordirò ora?" Ovunque! Sul tuo blog, sul sito che ospita fumetti nuovi, sulla Fanzine, anche sulla rivista che dovrebe ospitare esordienti e che invece c'ha sempre su i soliti autori, oppure crea tu un nuovo spazio! Poi magari alla maggior parte degli aspiranti piace il fumetto così com'è, gli basta disegnare questo o quel personaggio e son felici, ma dov'è l'evoluzione in questo? L'età in cui si comincia davvero a fare questo mestiere per vivere e si partecipa a serie importanti è alta in Italia, guardate in Francia, per fare un esempio banale, il tizio de "il sapore del cloro" mica c'ha 20anni? Zero problemi su come dovrebbe disegnare, zero paranoie sul quanto sia o meno in erba e produce roba sua perchè ha una voce, cosa che mi pare sia parecchio rara ormai, e forse proprio perchè il mercato non va in quella direzione. Fanboy che disegnano e scrivono per Fanboy, iper postmodernismo citazionista che sempre meno persone capiscono, un mercato autofagocitante(?!?)

O sono io che la vedo troppo brutta?

RRobe ha detto...

A parte che ho i miei dubbi nel definire simile l'atteggiamento a monte, di sicuro è diverso il risultato a valle.
Il Dono di Ture le sue robe non le manda in giro per concorsi o per riviste e, soprattutto, non le usa per fare fumetti che poi verranno pubblicati (sul web ma pur sempre in un ambito più professionale del proprio blog). Ture sta studiando e pubblica le sue cose sul blog. Giardina faceva il furbo.

RRobe ha detto...

Sul resto del discorso, invece, hai ragione su più punti.

il Dono di Ture ha detto...

Grazie Rrobe, cominciavo a disperare.

Joel io posso solo parlare PER ME. Di quello che IO voglio fare.
Io voglio arrivare a capire e riprodurre le forme in un certo modo, mi ha sempre affascinato il modo di fare di Breccia e me lo sto spolpando vivo letteralmente, ha un pennello che io trovo fantastico.

Per il resto del discorso, si, hai ragione. ma alla fine chi vale davvero ci campa con questo mestiere.
Che poi io sto a Catania, e non c'è manco il minimo, figurati.

il mio cappello bianco ha detto...

per tutti ma in particolare
@Joel

Spesso riguardo i post di qst blog per leggere i commenti, per capire le opinioni altrui. Non posto spesso commenti perchè spesso non trovo niente da aggiungere ma questa volta è diverso:
Caro Joel,
tutti prediamo ispirazione da altri più bravi sia che fai il fumettista sia che fai un altro mestiere che voglia comunicare qualcosa perchè ci ritroviamo in esso in questo potremmo catalogare Ture che adora Carnevale e soci.
Altri, come te, avvolte sono condizionati da quello che vedono e leggono e lo fanno, forse, involontariamente come nel caso del film "scontro tra titani" o nel tuo crociato rosso molto simile a Mr. Incredible o a tuoi personaggi buffi simili al zanardi di pazienza.
In conclusione credo che prima tutti copiamo qualcuno di cui ammiriamo il lavoro ma staccarsi dagli stereotipi è più difficile

Joel ha detto...

Preciso una cosa, per correttezza, V e Ture non hanno fatto "la stessa identica cosa" come ho scritto nel mio primo provocatorio commento, se per "cosa" si intende copiare e furbeggiarla senza vergogna pur di pubblicare.
(anche se per me nn è stato proprio così, ma sarò ingenuo io)
Mi scuso quindi.

Ho però riconosciuto, in maniere diverse e cerco di dirlo ora con il dovuto rispetto, un atteggiamento che per me li accomuna, seppur per estremi perchè non li conosco, al Giardini e a tutta una serie di "aspiranti disegnatori in erba ancora da concimare".

Ora lasciando stare i due bloggher da me coinvolti(a riveder bene senza troppa logica, perchè per uno mi son basato su due frasi e per l'altro su delle tavole si con delle evidenti influenze, ma di certo non furbe, guarda come sto flyando down V, Ture non disperare che son io che ho esagerato un po') e facendo un discorso più ampio, vorrei dire solo che non sarebbe male la si smettesse di seguire stereotipi che non hanno senso come quello dell'aspirante disegnatore che aspira per sempre o dell'esordiente in erbissima e ci si comportasse come i professionisti che si vorrebbe essere no? Ci sono tante Fanzine, il web offre un sacco di possibilità oggi, se si vuole pubblicare si può e così si comincia ad essere presenti su qualcosa di stampato!
Secondo me, può risultare anche più interessante per un editor(e) di un book di Wolverine con gli artigli insanguinati e Batman sotto la pioggia.
Ma non sarebbe stato neanche male se questo discorso lo avessero fatto editori e addetti ai lavori che hanno ben più cognizione di causa del sottoscritto che, lo avete potuto leggere in questa pagina, ogni tanto le spara grosse.

@il mio cappello bianco:
Il Rossocrociato è volutamente stereotipato inquanto nell'indecisione di creare un supereroe svizzero basandosi su eroi o simboli nazionali, il suo creatore ha preferito usare un supereroe "Standard" diciamo, per incontrare i gusti della maggior parte di popolazione.
Addirittura le sue origini sono identiche a quelle di Capitan America perchè non mi interessava ragionare su quelle. C'è quindi una consapevolezza di fondo.
Ma a parte questo è logico e giusto che si palesino delle influenze, tutti osserviamo e tutti reinterpretiamo, con più meno comprensione gli autori che ci hanno ispirato non ho detto il contrario mi pare.

joseph ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Luigi Penza ha detto...

leggo solo ora il post, e mi chiedo, solo una semplice domanda: ma Cronache del mondo emerso, 1 e 2... chi li ha supervisionati?