8.6.10

Palle Quadre.


E' un fatto.... Flaviano Armentaro ha le palle quadre.
Leggete QUI.

21 commenti:

Greg ha detto...

Flaviano Armentaro:
EPIC WIN

binjip ha detto...

ha ragione da vendere.

DIFFORME ha detto...

la satira ha fallito, TUTTA!

non frega un cazzo a nessuno se il re è nudo, una risata catartica e tutto rimane come prima.

non c'è più un cazzo da ridere,
al potere bisogna cominciar a mostrare i grugni incazzati altro che risate.

Tommaso ha detto...

Bah...
Polemiche come queste mi ricordano sempre quella scena di "Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto", quella in cui i poliziotti rinchiudono tutti i contestatori in una sola cella e poi si fanno quattro risate osservandoli litigare, dividersi, accusarsi a videnda.

In questo senso il giovane arrabbiato Armentaro mi suona vecchio quanto i dinosauri che critica.

E intanto quelli fuori dalla cella se la ridono. Come sempre.

Thannauser ha detto...

bella risposta, condivisibile appieno.
Farà lo stesso il culo per portare la pagnotta a casa a fine mese (forse ora un po' di più, chissà), ma almeno s'è levato lo sfizio.
La pancia brontolerà, ma l'io è sazio :)

MicGin ha detto...

Post efficacissimo e buona la risposta del vignettista, ma la questione è molto più complicata...
Perché i "giovani" hanno bisogno di qualcuno che dia loro "strada"? Perché c'è un problema di satirosauri che replicano se stessi all'infinito, "occupando" i posti disponibili?
Se li prendiamo uno per uno, rimangono autori geniali. Vedi Vauro, Vincino. Stimo molto anche Staino. Però sembrano peccare pure loro nel progettare strumenti nuovi e replicare Cuore può essere una buona idea di marketing, forse, ma un po' scadente come valore politico e culturale.
Sinora nessuno è riuscito a riesumare testate defunte.

MicGin ha detto...

Invece, alcuni progetti messi in piedi da autori più giovani sono decisamente più freschi. ma per farsi strada...

latte e sangue ha detto...

@ Mic

e quindi ?
sembra un discorso troncato a metà

elena

latte e sangue ha detto...

Ripropongo la domanda perchè forse, Michele, non mi sono spiegata bene e non vorrei che la prendessi come una critica o una provocazione.
Cosa bisognerebbe fare ? Come dovrebbe cambiare la satira ?
Per quanto mi riguarda quoto e stra quoto DIFFORME... non c'è un cazzo da ridere. E non ce l'ho nè con la satira, nè con i grandi maestri, nè con le nuove proposte. Ma la verità è quella: non c'è più un cazzo da ridere. E lo dico in tutta sincerità perchè forse sono stanca. Sono stanca di ciò che mi accade intorno perchè solo poco più di due mese fà il fratello di una persona che conosco si è suicidato con un sacchetto in testa e trovato dalla figlia la mattina dopo. Stremato dai debiti, stremato da una crisi che non gli dava probabilmente una via di scampo. E questa persona mi stra perdoni perchè ho scritto un fatto personale, ma è una realtà di tutti i giorni... e non c'è un cazzo da ridere. Sono stanca perchè nonostante tutti i problemi mi son sempre sentita forte, ma dopo questo fatto non ho altro che il terrore che possa succedere anche nella mia famiglia perchè siamo sempre lì in debito con la banca, con le refezioni scolastiche e tutto il resto.
Anch'io ho fatto satira e con lo spettacolo motor shock ho reso comica quella causa che per noi dura da anni per una casa mai avuta e quando durante lo spettacolo la gente rideva invece di essere soddisfatta mi dicevo appunto: non c'è un cazzo da ridere.
Perciò non so di quanta satira ci sia bisogno in tutti i sensi e Flaviano, così bravo in quello che fa e in quello che ha scritto, mi perdoni pure lui.
Forse ci vorrebbe una rivista che parli schiettamente dell'estremo: che parli di quei suicidi per colpa di lavori persi, che pubblichi i contratti cappio delle aziende e senza l'intermezzo di una tetta o la pubblicità di un profumo del cazzo. Allora forse sì, ridando giusto peso e giusta visibilità alla merda di questo paese forse si tornerà ad avere un po' voglia di ridere.

elenA

flaviano ha detto...

per rispetto nei confronti di massimo ho pubblicato anche la sua risposta. per chi volesse è sul blog.

Greg ha detto...

Massimo Caviglia:
EPIC FAIL

Planetary ha detto...

"Prima pagare, poi disegnare"
No? ;)

forst ha detto...

@ Greg: io non conosco te e non conosco Flaviano. Però sembra che Caviglia ci prenda, quando parla di cricca da commentatori. Poi se vuoi spiegarmi meglio il tuo parere tanto meglio.
@ Tommaso: ecco, mi ci ritrovo abbastanza.
@ Flaviano: un paio di cose non mi tornano del tuo ragionamento. Dici che la satira ha fallito, perché non ha cambiato la società, al massimo l'ha fatta divertire. Poi però mi sembra che tu voglia comunque farla, e farti pagare. Se ti avessero proposto soldi e contratto, il discorso sulla satira cadeva, oppure no? I dinosauri della satira li attaccavi lo stesso pubblicamente, oppure firmavi felice il tuo bel contratto, ben contento di figurare accanto allo squadrone dei falliti della satira?

MicGin ha detto...

sì, ho un po' troncato il commento. mi sembra che più che un discorso sulla satira, il tema sia lo scontro tra generazioni.
gli autori che lavorano da tanto tempo hanno un reddito dovuto sicuramente alla loro bravura, ed al nome che si sono fatti in tanti anni. potrebbe essere vista come una sorta di rendita di posizione, soprattutto quando il giovane si sente bravo ma può solo pubblicare gratuitamente. I vari Cuore si sarebbero lasciati alle spalle anche compensi non saldati, così dicono alcuni autori.
Ho letto la risposta di Caviglia ad Armentaro: è la risposta di uno che sa come scrivere e sa cosa dire, un vecchio leone che tiene ancora testa al leone più giovane.
e poi...

MicGin ha detto...

x difforme: non penso che la satira (disegnata) abbia fallito.
ha avuto le sue stagioni. e ne avrà ancora!

flaviano ha detto...

mi sa che non avete afferrato il discorso. la satirà non ha fallito nel suo scopo sociale, sono i grandi autori che non hanno approfittato del loro potere per fondare solide riviste indipendenti come hanno fatto invece in spagna e francia.
poi gli stessi autori si lamentano di censure e bavagli ma continuano a ciucciare dalla mammella. è ipocrisia.

MicGin ha detto...

apprezzo la capacità dialettica ma non so se le cose stanno proprio così... o forse... o meglio... la grande occasione fu sprecata con Il Male. Lo raccontano gli stessi autori: la gestione finanziaria fu molto allegra.
Poi con il passare degli anni, pensare di fare editoria in Italia, senza solide basi alle spalle è durissima, perché la distribuzione ti può stroncare ed i lettori non sono mai abbastanza. Non so chi di loro, eccetto forattini, abbia ricchezze tali da poterle investire in un'impresa editoriale degna.
Però, forse potrebbero elaborare qualcosa di più coraggioso, sono d'accordo, anche proprio attraverso la rete. L'esempio negativo de Il Fatto lo condivido. Ma anche Emme mi lasciò un poco perplesso, nonostante il mix di energie fresche e vecchi leoni.

Ma il punto è: generazioni incompatibili? Dialogo impossibile? Linguaggi e motivazioni troppo diversi?

latte e sangue ha detto...

@ Mic

Non ci sono dubbi che Caviglia sappia scrivere, non ci sono dubbi che la "vecchia" guardia della satira abbia fatto storia e abbia fatto tanto. Mi sorprende però una cosa, mi sorprende che prima di scrivere non ci abbia pensato un po' di più. Non ho apprezzato la sua risposta. forse avrebbe dovuto calibrare, il discorso di Flaviano è sintomatico di un malessere comune. Caviglia non può paragonare i tempi loro ai tempi nostri dicendo che rischiavano e facevano rischiare i propri editori (bene... allora c'era qualcuno che rischiava e in primis gli editori, oggi non so manco se esistano gli editori).
E se oggi rischiano ancora è perchè la "vecchia" guardia ha un parco lettori, un pubblico vasto che li conosce anche solo di nome. Questo non si può sottovalutare.
Perciò avrei apprezzato di più una risposta paterna del tipo: "Capisco il tuo disagio... vedrai che combineremo qualcosa anche per voi", piuttosto che una risposta così severa tipo:"tu quoque brute... dopo tutto quello che abbiamo fatto per voi".
Una reazione del genere è di uno che deve difendersi e non credo che Caviglia debba difendersi... bastava solo che gli andasse incontro e apprezzare questa ribellione che mi sembra la base del vignettista satirico.... infine... ma cacciate qualche soldino !

MicGin ha detto...

non hai tutti i torti...

forst ha detto...

@ Flaviano: ho qualche dubbio sul reale "potere" che un Caviglia, per dirne uno, possa mai avere avuto. Presi singolarmente, portano tutti a casa la pagnotta, magari qualcuno se la passa pure bene o molto bene, ma da lì a definirlo un potere (specie economico) ce ne passa. I più famosi non hanno grossi problemi a trovare qualcuno che gli dia un compenso e uno spazio, ma chi davvero investirebbe soldi per un giornale di satira? Se Cuore è durato così poco e i suoi figli ancora meno un motivo c'è, e Cuore ha avuto un successo mai replicato o replicabile, sia per il momento storico che per l'indubbia qualità degli autori coinvolti. Poi non so, io lavoro in un altro settore e di anticipi non ne girano, anzi farsi pagare qualcosa entro i termini è diventato una chimera di questi tempi.

spino ha detto...

Planetary m'ha tolto le parole di bocca: Prima pagare, poi lavorare era un concetto condivisibile 30 anni fa come oggi.

Sinceramente mi ha piacevolmente colpito la posizione di Makkox. Da uno che pubblica una rivista come Canemukko (decisamente poco mainstream) pensavo sarebbero venuti commenti a sostegno della tesi di GiPi, invece...

Beh, ogni tanto fa piacere scoprire di aver sbagliato... :P