17.6.10

La situazione è ancora peggiore di quello che credevo...


Nel post precedente parlavo della linea dura che la Apple sta tenendo nei confronti dei contenuti dei fumetti venduti attraverso il suo store per iPad e mi lamentavo del fatto che il nudo (in qualsiasi forma e contesto) fosse del tutto bannato mentre la violenza, no.
Ecco, le cose stanno ancora peggio di così.

Il sito giapponese ZDnet ha pubblicato una intervista con Masaaki Hagino, il presidente della Voyager Company, un'azienda che si occupa della conversione di manga in formato digitale e che lavora con i colossi dell'editoria giapponese, il quale ha rilevato che la Kodansha, si è vista rifiutare il 30% del suo catalogo dalla Apple. Le ragioni? Personaggi femminili che si fanno il bagno o la doccia (e magari mostrano uno seno) o scene in cui un personaggio sanguina non a causa di un'azione violenta ai suoi danni ma perché malato (pare che la cosa sia troppo crudele, per gli standard Apple).

QUI trovate un sito che riporta la cosa con altri, deliranti, esempi.
In Giappone questo problema con le approvazioni da parte di Apple sta diventando piuttosto rilevante, dato che il fumetto digitale è molto più diffuso che nel resto del mondo e le case editrici hanno puntato davvero forte su di esso, e sull'iPad.

53 commenti:

Greg ha detto...

sarò banale ma mi viene da ridere se penso che negli ultimi 10-15 anni film come Equilibrium, Matrix e Demolition Man parlavano di regimi censori facendo puntare il mirino dell'immaginario collettivo verso la CATTIVISSIMA MICROSOFT...

saldaPress ha detto...

E invece è buono, molto buono.
L'argomento "la rotativa in mano a uno solo che decide è pazzesco" di cui parli è centrale e mettersi di traverso a colossi come Kodansha potrebbe essere la proverbiale goccia che fa decidere all'industria dell'elettronica giapponese di mettersi di traverso e di creare una seria alternativa all'Ipad di Jobs e, soprattutto, al sistema distributivo monopolistico di Apple.

Avion ha detto...

Immagino che una qualche specie di kindle a colori sia ancora lontano, mh?

Design270 ha detto...

ma veramente credete che in una situazione simile non si genereranno alternative (per altro già esistenti, vedi kindle) che faranno saltare il monopolio di Suor Stefania Lavoro?
l'acqua scarseggia e la papera non galleggia, vedrai che le papere si organizzeranno per trovare l'acqua dove nuotare.

RRobe ha detto...

Avion: è lontano e, soprattutto, il buon successo di Kindle non è minimamente paragonabile cone le vendite dell'iPad.
Per farti capire il rapporto, in due mesi di commercializzazione sono stati venduti un numero di iPad superiori ai Kindle venduti da Amazon in due anni.

RRobe ha detto...

Per Design270: mi dici la vera alternativa reale all'Ipod e all'Itunes Store?
REALE. Che rappresenti un mercato.

Losk ha detto...

Le alternative all'iPad ci sono (o stanno arrivando), ma sfruttano prevalentemente sistemi operativi Open Source (chi ha detto Android?), che hanno sw x la lettura dei comics digitali.
Perché ho messo quel "ma"?
Perché i suddetti sw non hanno le protezioni di Apple e permettono tranquillamente di scaricare e leggere comics gratuitamente. Cosa buona per noi lettori, ma assolutamente non vantaggiosa x le case editrici, che così non vedono alternative, se non quelle di inchinarsi alle "censure" della Mela.

RRobe ha detto...

Ma poi no sono sostenuti da uno store in grado di creare un mercato. E' sta cosa che quelli che parlano di "alternativa" non riescono a capire.

sherlock ha detto...

Piccola curiosità, che non seguo poi tanto il mondo delle mele. Ma Jobs&co sono sempre stati così fanaticamente puritani oppure dopo il tumore Steve ha avuto una qualche conversione stile "cristiano rinato" che ha peggiorato le cose?
Comunque si, è molto preoccupante e spero davvero che nasca presto qualche alternativa più "aperta" con buona fetta di mercato. Arriverei quasi a sperare che Google e Microsoft collaborino insieme a ciò, in nome del "fight the real enemy", alias, in questo campo, i neotalebani di Cupertino.

Losk ha detto...

Esatto.
Se, x esempio, l'Android Market ampliasse le sue scelte (da semplice bottega di softwares a negozio multimediale con la possibilità di acquistare musica, video e libri) potrei anke pensare ad un'alternativa, ma, a differenza di Apple, l'Android Market, non ha un unico referente-venditore con rigidi standard qualitativi, ma tanti utenti-venditori che si creano le proprie regole ed i propri costi (e soprattutto una propria qualità del prodotto, che può anche non essere eccelsa).

Dario "Puck" Oropallo ha detto...

Sfortunatamente concordo con RRobe: possiedo uno smartphone Android e, confrontando i due store, non ci sono paragoni.

La Apple ha creato un sistema impeccabile, aggiornato continuamente ed ormai estremamente forte: qualsiasi editore, ed io stesso prima di oggi, vedremmo nell'iPad un ancora di salvezza.

Trovo però orripilante questa situazione censoria nei confronti dell'arte: come rilevato sul blog del Disinformatico, i giornali e le riviste non sono censurati - proponendo scuse assurde.

Riguardo le alternative, nutro forti dubbi che esistano: anche se i nipponici si coalizzassero, la Apple rimarrebbe orfana di un mercato. Difficilmente i sistemi giapponesi si sono affermati da noi, come ben sapranno gli appassionati di videogiochi.

L'unica soluzione che vedo realizzabile nel breve periodo, ma resta (estremamente) utopica, è che Sony o Nintendo propongano valide e migliori alternative su PSP e Nintendo DS (o magari 3DS).

Ma questa è, per ora, pura fantasia.

Emanuele "∞" Vulcano ha detto...

Puck: Io invece preferirei che usassero tecnologie web, così almeno sono tutti contenti ed Apple non ti censura per una bega e sull'iPad leggi benissimo lo stesso, ché ha un browser spettacolare (esempio: http://touch.onemanga.com).

Ma i publisher hanno la paura che OMIODDIO CI RUBANO I FUMETTI (come se non bastassero tre minuti su un tracker per ottenere tutta l'uscita settimanale di tutti i publisher in pacco) e hanno 'sta cosa che vogliono infarcire tutto con flesc qui, e flesc lì, e poi a leggere ci riesci solo sopra un computer incazzandoti tantissimo.

Ma amen. Quando lo capiranno che questa è un'ottima merenda, qualcuno gliel'avrà già soffiata da sotto il naso da una vita.

nicoletta ha detto...

Giornali e riviste non sono ANCORA censurati (forse). E comunque discussioni su questi argomenti io le leggo qui, e non su Repubblica o Corsera. Prima di ieri non ne sapevo niente. Uscirà mai più un articolo su o contro Apple? O su qualunque altro argomento non gradito?

Il Parolaio Perplesso ha detto...

Jobs è sempre peggio... Non bastano gli aggiornamenti del sistema operativo dell'Ipod a pagamento, la blindatura del sistema o il fatto che ad ogni uscita cambino gli attacchi del caricabatterie.

Adesso passiamo anche ad un sistema di censura che nemmeno il Vaticano (una persona che sanguina per una malattia non va bene??). Peraltro sempre considerando che tramite Safari poi posso andare a vedermi via Ipad il peggio porno che si trova in rete.

Bah...

Rouges-1973 ha detto...

Mi sembra che non si capisca il punto del problema. La Apple ha creato una piattaforma di vendita che è 100 anni avanti a qualsiasi altro concorrente. E vi prego di non confondere la piattaforma (istore) col mezzo (ipad, iphone, ipod e mac) per raggiungerla. Per essere brusco, quando la Sony creo il cd, ha avuto la fortuna di incappare in una piattaforma che poi è diventata universalmente riconosciuta e utilizzata, se la Sony avesse detto niente r&r, sul cd non avremmo ascoltato r&r...
Ad oggi Apple potrebbe decidere di offrire la sua piattaforma di vendita ad altri utilizzatori. Immaginate un utilizzo dell'Istore come è stato per il cd, dove tutti si trovano a dover passare da li per raggiungere in maniera semplice e diretta miglioni di utenti. Il rischio è questo perche ad oggi non esiste niente come l'istore.

Mario De Roma ha detto...

La apple oramai _è_ la disney... e gli atroci standard sono quelli.

MatteoS ha detto...

roberto, il caso Ulysses è rientrato. Apple ha fatto marcia indietro, e il fumetto è ora presente 'uncut'. Vedi qui : http://www.france24.com/fr/20100616-apple-censure-ipad-ulysse-james-joyce-oscar-wilde-importance-being-earnest-deesse-nue-homosexuel

Certo, il problema esiste. La posizione dominante di iTunes sta mostrando il proprio 'lato oscuro'.

batmancarlo ha detto...

per quanto mi riguarda la sapevamo tutti che le cose con la apple stavano così, molti ce lo hanno ripetuto che fidarsi di una casa come la apple era male, noi però non gli abbiamo ascoltati anzi ci siamo comprati tutto quello che aveva il marchio della mela. siamo stati noi a creare questo monopolio e ora ci lamentiamo del fatto che le cose non ci piacciono, bel modo di affrontare la situazione, invece di creare noi le alternative, aspettiamo che arrivi un'altra casa come la apple a liberarci dall'oppressione e dalla censura. permettetemi di fare un piccolo paragone, questa situazione mi ricorda quella dell'italia nella seconda guerra mondiale. pirma con mussolini e poi con gli americani

makkox ha detto...

il discorso, e sono coinvolto in pieno da quanto si tratta qui, va parcellizzato.
Quello che interessa dell'apple store è la gestione delle transazioni, non tanto la gestione dei contenuti.
S'inizierà col trovare (e si troverà) un modo per effettuare la transazione su applestore e poi fornire all'utente i contenuti in altro modo.
Esempio: la mia app su apple store non ti fornisce l'albo digitale di canemucco, ma ti fa scaricare un MIO browser e solo con quello (tra tutti gli altri che puoi navigare normalmente) puoi entrare nel sito protetto canemucco dove ti leggi (anche offline, una volta cachato) il tuo bell'albo in digitale...
In pratica io non ti vendo contenuti ma un lettore generico di contenuti web che è anche Chiave Unica per i Miei Contenuti.
Per dirne una a cui pensavo ieri sera dopo aver sentito Roberto al tel. (ne devo discutere col tennico)

Cmq, la pressione su loro (Apple) è troppo immane. Rischiano di veder proliferare sistemi evoluti di sblocco dei loro device in modo che questi permettano accesso ad altre piattaforme commerciali senza restrizioni etiche.
Il sesso ha qualche miliardo di anni di rincorsa per poterlo arrestare con un ALT!

Io son fiducioso.

a-storm-in-heaven ha detto...

ma a questo punto la apple nn potrebbe finire col danneggiarsi da sola? visto che almeno negli usa le altrantive ai suoi prodotti ci sono, la concorrenza nn potrebbe creare altri store dove liberalizzare i contenuti bloccati da quel fascio di jobs?

e poi mi chiedo, e qui saprei rispondermi meglio tu, se la crisi riguarda anche chi è sempre stato abituati a comprare i fumetti in edicola,siamo sicuri che la gente abbia poi tanta voglia di comprare in formato digitale? anche perchè prima di tutto è più facile ed economico scaricare in pdf o ebook e trasferire sui tablet e poi il cartaceo per i fumetti ha cmq un significato più profondo, almeno personalmente non mk importa di quanto faccio figo leggere un ebook, libri e fumetti piacciono nel formato cartaceo, che è inmasterizzazbile e nn è vittima del file sharing. per non palrare poi del collezzionismo, che diventa praticamente inesitente in formato digitale,mentre il desiderio di possedere un certo fumetto o una certa collezzione,alimenta un mercato praticamente indipendente da quello del fumetto "in uscita".
forse mi sbaglio, ma spero che la apple se lo sia messo su per il culo da sola. e a sto punto ci penserò mille volte prima di prendere l'iphone4, che tanto l'ipad nn mi interessa minimamente..

Leon ha detto...

Rrobe, non so se ti è capitato di avere un Cotus & Leon tra le mani. Spero di si, ma comunque ti dico che in linea di massima c'è qualche zinna qui e lì (poca roba davvero) e un paio di culi, mai in situazioni "porche". Per farlo andare su Ipad, gli sviluppatori, hanno dovuto PENARE: dopo diverse bocciature, addirittura hanno censurato dei perizomi, inserendo dei gonnellini. Senza contare che è VIETATO hai minori di 17 anni. Abbiamo fatto un altro fumetto per Ipod touch/Iphone e hanno censurato una donna che di profilo si faceva la doccia (niente tette, si vedeva mezza chiappa). Sono d'accordo con te su tutta la linea: stanno esagerando, ma il mercato attuale non ha alternative con l'incisività e le possibilità del binomio Apple/ITunes.
Apple sta diventando come la bella fica che ti scoperesti a sangue, ma ti sta molto sul cazzo. Purtroppo, se si cala le mutande, te la fotti.

Emanuele "∞" Vulcano ha detto...

Makkox: Apple nella review controlla TUTTO quello che l'utente può raggiungere attraverso la tua app (notato che i browser sono tutti 17+? È imposto.) non ci puoi girare attorno a quel modo; se ti beccano post review, sparisci dal negozio.

(Ci sono inoltre diversi limiti all'uso di AS e acquisti in-app -- ad esempio, non li si può usare per pagare cose fisiche, motivo per cui es eBay ti fa pagare col browser fuori dall'app.)

makkox ha detto...

@ema
ho già visto altri browser in vendita su app store.
io vendo un browser web.
se vai sul mio sito con quel browser, si apre, se no, non s'apre.
tutto qui.
ma puoi andare pure su youporn etc, come con tutti gli altri browser che sono in vendita.
te capì? mica che gli altri browser li cacciano fuori dallo store.

RRobe ha detto...

La testimonianza di Leon direi che la dice lunga, no?

makkox ha detto...

@rrobe
quella di Leon è UNA strada.
no tks.
rispetto ma non seguo.

RRobe ha detto...

Per Matteo Stefanelli: le cose non sono così semplici.
Hanno lasciato "libero" quel fumetto, ma ne stanno censurando (a monte), migliaia. E alla Kodansha hanno cassato il 30% del catalogo, fai tu.

RRobe ha detto...

Per Makkox: concordo.
O una via alternativa o che si attacchino al cazzo, loro e l'iPad.

Pog ha detto...

a conti fatti sarei più contento di vedere la apple rischiare il crollo per un principio morale (piccolo e stupido) come questo piuttsto che vederli cambiare rotta nei tempi opportuni e nei modi opportuni.
Almeno sarebbe la prova che tra le potenze finanziarie c'è quacluno che ha veramente un'etica forte (condivisibile o meno) e che la segue.
Non sarà cosi, da una parte come dice makkox il sesso non lo fermi da un giorno all'altro, dall'altra la apple non ha certo interesse a farlo: mica sono pazzi.
Credo siano tutte cose per preservare una certa immagine, marketing... oggi non è questa la censura di cui dobbiamo preoccuparci, secondo me.

latte e sangue ha detto...

Nel mio blog ci ho ragionato.

http://lattesangue.blogspot.com/2010/06/cosa-accadra-mele-o-il-resto-della.html

Censurerei per pubblicare su Itunes ? Sì
(a prescindere dal concetto di giusto o sbagliato)

elenA

Design270 ha detto...

Kindle è già un'alternativa e rappresenta una fetta di mercato con Amazon. Fettina? Vabene ok Fettina.

Comunque ho paura che il popolo di smanaccioni non sia il problema fondamentale di questo giochetto di Apple. Il problema è che Jobbino obblighi alla censura prodotti che nascono espliciti e che qualcuno si pieghi autocensurandosi.
Se un'opera nasce già pudica, pace. Ma censurare un'opera esistente per finire su Itune a casa mia si dice "Abagasciarsi".

guazelli ha detto...

unico dubbio su kindle è la differente fruibilità tecnica in quanto utilizza la carta elettronica, che, non voglio dire cazzate, funziona con il principio della classica fotocopiatrice.
Che è tecnicamente una cosa con vari sbocchi, ma forse in termini di editoria avanzata comporta lacune come la possibilità di zoomare e cose del genere.
(infatti i pdf sono abbastanza improbabili su Kindle)
Che voglio dire, ci fosse a colori, forse per i fumetti andrebbe pure bene, che lo zoom non ci necessita per forza...
Rimane il problema del mercato, quindi il numero di utenti e conseguente investimento da parte di, la questione dei formati, sulla quale non saprei dire molto, e altre cose.
Insomma...
forse la cosa migliore è aggirare il problema, mantenendo l'utenza.
Quindi ciucciare dalla mammella apple il piu possibile, cercando di non farsi risucchiare di contro.

Lowfi ha detto...

forse l'unico modo sensato è un sistema per far si che certi programmi, contenuti o giochi siano acquistabili solo da persone maggiorenni.

non so come sia possibile (anche se in teoria già possedere una carta di credito dovrebbe bastare) ma mi pare l'unica scappatoia legale

Lorenzo Breda ha detto...

La mia opinione è che censurassero pure, l'importante è che la gente sappia che comprando l'iPad compra un robo che non pubblicherà certi contenuti o li pubblicherà censurati (come la Mediaset ha fatto e fa, ma almeno è gratis).

Tanto non sarà mai l'unico canale di distribuzione di fumetti (cosa che la Mediaset era per l'Italia).

A chi invoca un Kindle a colori, faccio notare che il Kindle è una roba del tutto analoga, non ci compri i libri, li hai in licenza e te li possono togliere quando vogliono. Il bello è che i primi due libri tolti, con rimborso agli utenti, sono stati 1984 e La fattoria degli animali per bisticci con l'editore.

Lorenzo Breda ha detto...

(anche se in teoria già possedere una carta di credito dovrebbe bastare)
No, le carte di debito, che figurano come carte di credito viste da fuori, sono molto diffuse (legalissimamente) anche tra minorenni, vedi la PostePay e altre robe VISA/Electron.

Marpo ha detto...

Personalmente, da semplice lettore, penso che non lo comprerei l'Ipad, a queste condizioni.

Leon ha detto...

Solo per chiarire la mia posizione.
Sono d'accordo con Mak e Rrobe: per me l'Ipad possono ficcarselo su per il tubo. I nostri fumetti vengono pubblicatiper scelta dell'editore, e visto che è un amico, se a lui sta bene che li censurino, così sia. Anche perchè non credo che diventerò famoso, ne tanto meno ricco (anche perchè il guadagno è 0€) per qualcosa col mio nome sopra che esce su ITunes, ma se lui come editore può farsi pubblicità, bene. Tengo anche a precisare che il perizoma censurato, non era su un culo nudo: era solo il filetto che usciva di poco da un pantalone a vita bassa. Roba da pazzi!!!
Ci solo dei Jobs per cui potrei mandare giù tanta merda: ma si chiama Blow, non Steve.
Fuck the Pad (a queste condizioni).

Davide ha detto...

non ho mai comprato un prodotto Apple e mai lo comprerò

Roberto D'Andrea ha detto...

Ciao, credo che però le cose cambieranno al momento in cui usciranno i tablet ASUS, DELL e ARCHOS con Google Android o Windows 7 embedded e le relative apps sui negozio Google e MS. Non so se questi altri faranno a loro volta censura, però sono abbastanza sicuro che un attrezzo costoso e con molte limitazioni come l'IPad non sarà lo standard. ciao

makkox ha detto...

google si sta muovendo per gestire i pagamenti di contenuti editoriali.
è su repubblica di stamani.

:)

eccolo lì

guazelli ha detto...

Lorenzo Breda: Kindle si interfaccia normalmente anche a un computer e permette il caricamento di materiale non comprato dal web.
Questo attualmente limita il suo potere di "censura".

nuvoleonline ha detto...

Kindle si interfaccia normalmente anche a un computer e permette il caricamento di materiale non comprato dal web.

Anche iPad e iPhone permettono di caricare contenuti dal proprio computer. A me 'stà cosa di "sconfiggeremo il porno" e "i contenuti si pagano" mi pare un messaggio per il tipo di user che ha in mente Jobs, poco "informatico" di suo, una mossa di marketing insomma: i nativi digitali e anche chi non lo è ma ci si impegna fruiscono di contenuti su iPhone e iPad (anche) senza passare dall'appstore. Il problema appunto non sono i contenuti, ma la facilità di transazione economica tra consumatore e produttore che per ora è permessa, in quantità significative, solo dall'appstore.

baci,
c.

Capitan Lkl ha detto...

L'estremizzazione del loro concetto di semplicità di utilizzo. L'acquirente è sollevato anche dall'onere di scegliere i contenuti, tanto c'è qualcuno in alto che se ne occupa. Vogliono vendere telecomandi touchscreen sintonizzati solo sulle loro frequenze. E la gente compra.

sherlock ha detto...

@makkox: visto anche io l'articolo, e questo "Newspass" può essere il bozzolo dell'alternativa. La solita astuta Google, in un colpo solo sistema il lungo contenzioso con gli editori e prepara il campo a un sistema "alla app store" che, insieme ad android e quando usciranno dei tablet al livello di quello Apple può davvero spezzare il nascente monopolio di Jobs in questo campo.

makkox ha detto...

http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/06/18/news/google_scommette_sulle_news_a_pagamento_e_punta_a_diventare_l_itunes_del_web-4957468/?ref=HRERO-1

hehehe
non s'argina la fica (altro che news)

Leon ha detto...

ma perchè poi tutto questo odio verso il porno?
Io lo adoro!
W le pippe!

flaviano ha detto...

wait, ma Playboy e Ustler? offrono contenuti più pudici che la rivista? (fermo restando che ormai la rivista è 90% pubblicità una tetta e un culo...)

makkox ha detto...

e infatti 'ndo stanno Playboy e Ustler nell'iTunes?
:)

flaviano ha detto...

ci stanno ma a quanto vedo dai commenti senza le ignudity
http://itunes.apple.com/us/app/playboy/id340150554?mt=8

makkox ha detto...

boh, io le ho cercate poco fa su iphone e su ipad.
nix
me sto a rincoglioni?
:)

makkox ha detto...

ah, non c'è nello store italiano, mi dice itunes.
avrà fatto pressione il cardinal sepe

flaviano ha detto...

probabile, anche perchè le cose che gli ha chiesto Lippi non le ha fatte quindi giustamente lo ha sostituito.

Emanuele "∞" Vulcano ha detto...

@Makkox: tu però stai pensando alla review di Apple come ad un automatismo per cui se tu dici che è un browser hai automaticamente un'arma a tuo favore.

Essendoci passato, ti dico che è esattamente il contrario: se Apple pensa che fose lontanamente avrà un problema (leggi legale) dalla tua app, fuori. Questo vale in review e post review.

Un browser è 'generico' e la gente non si fa problemi se ci si può andare su un sito porno. Un browser monosito invece può crearne. La distinzione tecnica non esiste, ma Apple a quel punto potrebbe comunque dire: "i contenuti su quel sito fanno parte della tua app, perché non la si può usare per nient'altro", e farti fuori.

Ci sono degli esseri umani alla review, non macchine, e discretamente spietati pure.

makkox ha detto...

monosito? e chi ha mai parlato di monosito?
un browser con qualche add social per il canemucco network, ma un browser a tutti gli effetti. puoi navigare ovunque, ma se vai sul blog canemucco, magicamente la sez con gli albi online è sbloccata.