30.6.10

Le Déjeuner sur l'Herbe e le miserie del nostro settore.

Ultimamente, nella blogosfera fumettistica, non si fa altro che parlare di soldi, di condizioni lavorative e di mercato.
Non sono entrato nel merito di queste chiacchiere per due ragioni:
la prima è perché discussioni del genere sono state fatte e rifatte centinaia di volte e dopo sedici anni di attività professionistica mi sono rotto le palle di leggere e scrivere sempre le stesse robe.
La seconda è che chiunque intervenga in questo genere di discussioni porta sempre e solo la sua esperienza, limitata al suo contesto e nulla di più. Che è come andare a chiedere il senso della vita alla singola tessera di un puzzle. Una tessera di quelle che sono un pezzetto, piccolissimo, di un cielo molto vasto e uniforme.
Una cosa parziale, insomma.

NEL FRATTEMPO...
...mentre i soliti nomi della rete si sono messi a discutere, a polemizzare, a guardarsi l'ombelico, a fare voli pindarici e conti della serva, qualcuno si è tirato fuori dai giochi e ha ha fatto la sua cosa nella casa, riuscendo a trovare, in un sol colpo, il corrispettivo fumettistico dell'uovo di Colombo, del Wii, e della cura del cancro.

Parlo di Pic-Nic.

Che cos'è Pic-Nic?
E' una rivista a fumetti free press, creata dai Super Amici e dall'agenzia di comunicazioni Xister.

Come si presenta Pic-Nic?
Il suo primo numero è composto da tre albi a colori (per un totale di 150 pagine di fumetto), di grande formato e notevole qualità di materiali e stampa, raccolti insieme in un cofanetto in cartoncino dalla grafica accattivante.

Chi ci lavora su Pic-Nic?

Dove lo trovate Pic-Nic?
Se lo volete cartaceo, lo trovate QUI, ma presto la distribuzione di dovrebbe allargare. Se vi basta la versione digitale, QUI.
Tutto gratis, ovviamente.

Come fa a esistere Pic-Nic?
Ecco, questa è la magia.
I Super Amici, invece di andare a bussare alle porte dei soliti editori, si sono affidati a una agenzia di comunicazioni proponendogli il loro progetto, e l'agenzia, trovando valida la loro proposta, si è attivata, procurandogli i soldi necessari per realizzarla.
Come?
Con la pubblicità.
Il primo numero di Pic-Nic è interamente sponsorizzato Fornarina, il prossimo potrebbe contenere inserti pubblicitari di una qualsiasi altra marca o prodotto.
Ogni numero di Pic-Nic uscirà quando l'investimento necessario per produrlo sarà coperto dalla pubblicità.
Cominciate a capire dove sta la vera innovazione?
Facciamo un esempio. Grossomodo, le cose stanno così:

diciamo che per coprire i costi vivi (realizzazione dei fumetti, cura editoriale, costi di stampa e allestimento e distribuzione), un numero di Pic-Nic costi 50.
Diciamo che vogliamo coprire quella cifra ma anche guadagnare, quindi informiamo l'agenzia di comunicazioni che abbiamo bisogno di 150.
L'agenzia si attiva e trova un'azienda grossa, facciamo l'esempio della Fornarina, proponendogli di mettere le sue inserzioni su un oggetto editoriale ad alta tiratura, indirizzato a un pubblico vicino al settore dell'azienda stessa e distribuito gratuitamente. Il prezzo della pubblicità è 300.
Per la Fornarina quel 300 è una cifra irrisoria. Come azienda, ogni anno, spende una cifra di molto superiore per stampare i suoi cataloghi che vengono regalati nei negozi di tutto il mondo, o per pagare il singolo passaggio televisivo di uno spot.
In più, l'oggetto editoriale proposto dai Super Amici ha alcuni vantaggi: a differenza del catalogo e dei volantini, per esempio, la gente tenderà a non gettarlo via ma a collezionarlo e, soprattutto, lo sfoglierà con attenzione perché pieno di contenuti e non di sole pubblicità. Quindi l'azienda, trovando la sua convenienza, sgancia i 300.
A quel punto, non resta che stampare e distribuire il fumetto e aspettare che la gente se lo porti a casa, gratuitamente.

E alla fine, vincono tutti.
Vincono i curatori e gli autori del progetto, che vengono pagati bene e non hanno alcuna pressione derivante dal dover affrontare il mercato visto che il loro prodotto è gratis e non deve vendere per sostenersi.
Vince l'agenzia di comunicazione, che ha la sua stecca sui soldi della pubblicità.
Vince l'azienda inserzionista, che pubblicizza i suoi prodotti all'interno di un contenitore non volubile come le riviste di moda, i cataloghi, gli spot televisivi o la cartellonistica.
Vince il lettore, che si trova per le mani 150 pagine di fumetti di grande qualità, stampate benissimo, gratis.

Come dicevo: l'uovo di Colombo, il Wii e la cura per il cancro, tutto insieme.

Adesso, senza prendere in esame i contenuti di Pic-Nic (che possono piacere o non piacere... a me, piacciono), bisogna riconoscere il merito ai Super Amici di aver ideato e messo in atto una vera e propria rivoluzione produttiva che, se percepita e emulata da altri editori, potrebbe cambiare per sempre il mondo del fumetto.
Pensate allo stesso modello ma applicata dalla Disney.
Topolino, l'ammiraglia settimanale Disney ha molti problemi, i cui due più gravi sono il calo delle vendite e il conseguente calo di inserzionisti pubblicitari.
Immaginate una rivista Disney, composta da materiale di magazzino (quindi già pagato), che venga distribuita gratuitamente nei negozi di giocattoli, nelle librerie, fuori dalle scuole e via dicendo.
Pensate alla semplice ricaduta mediatica che avrebbe una cosa del genere.
Ne parlerebbero tutti gli organi d'informazione: la Disney regala i fumetti!!
Pensate quanto, grazie al marchio Disney, alla gratuità del prodotto e alla risonanza mediatica, una simile rivista diventerebbe appetibile come strumento pubblicitario per qualsiasi azienda. Il mancato guadagno della vendita in edicola verrebbe ripagato dagli inserzionisti e il rischio d'impresa verrebbe azzerato (non essendo più legati alle vendite dirette).
Figo, no?
Peccato che non succederà mai.
In Italia, nel settore del fumetto, non ci sono teste in grado di comprendere una cosa del genere. Non solo non si pensa mai fuori dalla scatola ma la scatola la si butta nel fiume, chiusa in un sacco, con dentro delle pietre.
Giusto per farvi capire quanto è miope il nostro settore, sia dalla parte di chi i fumetti li produce sia da chi li fruisce, provate a cercare Pic-Nic su Google e badate a chi ne ha parlato.
Se non avete voglia di farlo, ve lo dico io: un mucchio di blog e siti non fumettistici e uno o due legati al mondo del fumetto. Triste, non trovate?

Autori, volete fare qualcosa di buono per il fumetto?
Non state a discutere di soldi sul vostro blog.
Promuovete Pic-Nic.

46 commenti:

MarcoS. ha detto...

Abbiamo affrontato un discorso simile al corso Rai di sceneggiatura con un produttore...lui sosteneva (a ragione secondo me) che in ambito televisivo la pubblicità doveva entrare nel prodotto come già fanno gli americani...vuoi rifare love boat in Italia? Vai da costa crociere. Il futuro sta nelle multinazionali che devono cominciare a produrre da solo i loro prodotti. Anche la spesa più alta sarà sempre misera rispetto a quanto investono in pubblicità.

manfroze ha detto...

I soldi vengono da chi ne ha tanti. Era facile.

RRobe ha detto...

I Super Amici hanno tanti soldi?

michele petrucci ha detto...

Mmm… non so se appartengo alla categoria "soliti noti" ma nonostante sul mio blog si sia parlato molto di quest'argomento sono abbastanza daccordo con te.
Certo se ognuno portasse il proprio pezzo del puzzle la discussione sarebbe più completa e interessante. Utile fino a che punto non so. So solo che ci sono in giro tanti che vorrebbero fare fumetti e che non conoscono affatto questa situazione che si protrae da anni.

ps: Bravi i superamici ma non pensiamo che la pubblicità sia la soluzione a tutti i problemi.

Ca.Ma ha detto...

E pensare al print on demand su lulu (o simile) per noi pigri che vorremmo il cartaceo ma abitiamo in paesi senza librerie?

Luigi Serra ha detto...

La stessa cosa fu fatta anni fa (su scala ridotta e solo nel circuito delle librerie) dalla rivista GruppoMisto (rivista per nuovi autori di fumetto) che per circa 13 numeri fu distribuita gratis, mantenendosi solo con la pubblicità.

p!o ha detto...

Non so, la tua analisi mi convince fino a un certo punto: mancano i numeri precisi.

Cerco di spiegarmi meglio, premettendo che ho una certa esperienza nel free-press di tipo redazionale, dove il margine di guadagno dell'editore è sufficientemente alto anche perché le spese di redazione sono molto basse: nella maggior parte dei casi la redazione è composta da collabotori pagati una pipa di tabacco per rielaborare le notizie dell'ansa (e in alcuni casi la fonte ansa è presa pari pari, con tanto di credit in calce al pezzo).

Per fare un paragone con il calibro degli autori coinvolti sul primo PicNic, non credo che vedremo mai un Aldo Grasso o un Severgnini lavorare su un free-press, perché nessun editore si potrebbe permettere il loro compenso con gli introiti derivanti dalle inserzioni di un free-press (a meno che non sia un editore con le spalle coperte).

Qui mi pare di capire che, oltre alla distribuzione gratuita, la vera rivoluzione stia anche nella presenza di pubblicità non fumettistica e autorefenreziale all'interno di una rivista di fumetti, cosa che in Italia mi sembra abbastanza nuova (Topolino escluso).

:A: ha detto...

@Michele, come quel link che avevo postato da te: è un'ipotesi produttiva/una possibilità/idea in più. Quindi è senz'altro qualcosa di positivo. "La" Formula Giusta, invece, temo non esista.

Greg ha detto...

se fossi un editore mi sentire umiliato di fronte ad una realtà del genere.
mi sentirei un vecchio appesantito, goffo, inutile.
un'autentica merdaccia.

saldaPress ha detto...

A proposito di Picnic (l'altro): domenica tu ed Elena siete della partita?

RRobe ha detto...

Mi sarebbe piaciuto un sacco ma non m'ha invitato nessuno e me ne sono accorto tardi.

Ratigher ha detto...

ciao a tutti, sono Ratigher dei Super Amici.

Prima di tutto ringrazio Roberto per le sfavillanti parole! Lo avrei ringraziato anche fossero state meno sfavillanti o tutto il contrario che sfavillanti. Grazie, quindi, per LE PAROLE; il tipo di rivista che stiamo realizzando ha veramente bisogno di essere discussa. Se poi i commenti sfavillano, brillano e ci ricoprono di vapori salubri come i tuoi, facciamo anche le capriole sull'erba.

Aggiungo qualcosa alla discussione che mi sta molto a cuore, visto che mi occupo nella redazione della scelta degli autori: Pic Nic vuole essere uno zibaldone molto ordinato di TUTTO il fumetto. Prima di essere autori siamo onnivori lettori e proveremo quanto più possibile, guidati dal nostro gusto, ad offrire una panoramica completa delle possibilità del fumetto. Stringendo, non vogliamo che la rivista abbia uno stile riconoscibile, vogliamo racchiuda più stili possibili infiocchettati al filo rosso della qualità, i fumetti per stare su Pic Nic non dovranno essere tutti blu, dovranno essere tutti belli. Almeno questo è il cestino in fondo all'arcobaleno a cui tendere.

Ratigher ha detto...

per Ca.Ma.

stiamo mettendo in piedi servizio arretrati, abbonamenti e catapulta

Giulio ha detto...

p!o: anche Panini fa pubblicità di questo tipo.
In generale: ho avuto modo di ammirare e apprezzare pic nic al Comicon. L'operazione è perfetta. L'idea è la quadratura del cerchio. Aspettiamo di vedere come si evolverà. Per adeso mi limito a constatare che, come al solito, il sud è totalmente estromesso dalla distribuzione, ma conto che le cose cambino.

Bella anche l'idea di distribuire picnic a festival musicali e simili.
Sulla critica fumettistica: è morta. Qualche anno fa era ancora sufficiente, ma adesso è proprio morta. Purtroppo.

Il Capitano ha detto...

"In Italia, nel settore del fumetto, non ci sono teste in grado di comprendere una cosa del genere."

Veramente, noi di Capitan Novara l'abbiamo capito già nel "lontano" 2004. Infatti, da ben 6 anni, ogni 2 mesi usciamo con 160.000 tovagliette pubblicitarie a fumetti!

RRobe ha detto...

Vero, Capitano.
Ma parlavo dei nomi grossi, le realtà produttive pesanti, quelle che fanno il mercato.

Mastro Pagliaro ha detto...

bella iniziativa, io ho fatto una cosa identica circa 12 anni fa, il tutto pagato dal gruppo Dada.
stessa trafila:due creativi, un art director illuminato, un'agenzia pubblicitaria, uno sponsor e un fumetto da distribuire a gratis allo Smau.
Ho visto i primi soldoni e mi sono pure divertito. A rivederlo ora vomito, ma questo è un problema mio.
ciao

Norys Lintas ha detto...

Grazie per la segnalazione!

Lodevole iniziativa, complimenti ai Superamici ^^

latte e sangue ha detto...

Avevo visto Pic-Nic e dico era ora ed è sì la scoperta dell'acqua calda.
Comunque non è IL modo, ma UN modo e ci sta tutto. Dopo la nostra "scomparsa" dal fumettomondo mercato nel 2003 per entrare in altro e abbiamo cominciato a vendere i nostri personaggi come testimonial dal 2005 qualcuno ha gridato allo scandalo perché non è da ARTISTI (che parolona)... bah ...
Per la prima volta sono strapienamente d'accordo con tuà.

elenA

:A: ha detto...

@Roberto: premetto che l'iniziativa è interessantissima, una rivista distribuita in 3 città "fa mercato"?

latte e sangue ha detto...

Ciao Adriano !
Bah non credo che il succo del ragionamento sia propriamente sulla distribuzione... fondamentalmente è buona la teoria sponsor+free press.
Mi ricordo che avevamo tentato un progetto nel 2000 tondo sul promocard, ma non sembrava esserci ancora un buon approccio con le aziende con l'immegine fummetto. Diverso già nel 2008 quando abbiamo fatto 80.000 cartoline gratuite sponsorizzate da terza azienda...

p.s. Adriano ricordati che ci dobbiamo vedere !

:A: ha detto...

Ciao Ele!
Infatti sul sistema produttivo non ho nulla da eccepire, mi riferivo alla risposta di Roberto al Capitano: una distribuzione (non capillare) in 3 città non mi sembra possa definirsi "fare mercato", tutto qui.

p.s. stasera sono al reading alle Colonne di San Lorenzo, ore 21,00.

Il Capitano ha detto...

@RRobe:

Sì, l'avevo capito.

Noi siamo principalmente un'agenzia che ricerca sponsor e copre l'offerta del relativo intrattenimento con dei fumetti di nostra ideazione. Ma comunque, l'idea di base può fornire spunti per nuove piattaforme per il fumetto ed i relativi autori.

Pensa che dal "format" tovagliette a fumetti, ora siamo arrivati ad avere clienti come ditte, enti ed istituzioni vari, che ci richiedono veri e propri albi (in vari stili) per promuoversi attraverso storie a fumetti ideate ad hoc!

Un esempio, è l'albo che stiamo confezionando per il pilota di rally Piero Longhi, insieme al personaggio di Capitan Ventosa.

Shishitsu Nari ha detto...

Dove si firma? *_______*

Ratigher ha detto...

per :A:

La rivista è per ora distribuita a Roma, Milano e Bologna, perchè le 20.000 copie che riusciamo a stampare preferiamo abbiano un forte impatto.

Avremmo potuto servire lo stivale ma con poche copie per punto distributivo; non ci sembrava la scelta giusta per questa operazione commerciale.

puntiamo ad incrementare le copie e ad aumentare il numero di città servite, incrociamo le forchette di plastica.

latte e sangue ha detto...

Wei c'è anche il Capitano... non ti avevo visto !
Beh diciamo che forse solo oggi ci si accorge che esiste dell'altro.

@ Adriano
Mi sei alle colonne ??! Cavolo ci faccio un pensierino.
Mi mandi via FB tutte le info ?

:A: ha detto...

@Ratigher: guarda che non era minimamente una critica nei vostri confronti (si vede che 'sto periodo mi esprimo col culo. Boh), anzi ribadisco che mi sembra un'iniziativa lodevole.
La mia era solo una curiosità (e neanche polemica, meglio specificarlo) rivolta a Roberto, che a sua volta ha detto una cosa specifica al Capitano.
Adesso mi parli di 20.000 copie, che in effetti sono numeri che sono inimmaginabili per la maggior parte dei prodotti distribuiti in fumetteria/libreria (Roberto, se ti riferivi a questo, capisco un po' di più cosa intendevi). E capisco e condivido la volontà di non "diluire".

Ratigher ha detto...

@:A:

no, no, mi era chiaro non fosse una critica eh! Ho preso la palla al balzo per spiegare meglio, spero anche io senza sembrare aggressivo.

:A: ha detto...

Love & peace, then. E in bocca al lupo. :-)

latte e sangue ha detto...

@ Ratigher

Mi piace la vostra iniziativa, come mi piace la Passenger Press, come mi piace l'Artist e come mi piacciono molte cose ultimamente...
c'è movimento e questo mi piace... perciò in bocca al lupo !

elenA

Lowfi ha detto...

stima, stima seria.

chissà se nel settore dei videogiochi è possibile una roba così.

marco ha detto...

sergio bonelli ha sempre rifiutato le pubblicità sui suioi albi, sosteneva che nessuno collezziona pagine e pagine di pubblicità, se vuoi catturare un lettore non è detto che la pubblicità sia un aiuto; per quanto riguarda la lodevole iniziativa pic nic, daccordo ma di che periodicità stiamo parlando: è mensile(no) è trimestrale(no) è semestrale? è annuale, è one shot? quando leggo il seguito di sweet salgari?

Ratigher ha detto...

@ marco:

Il numero 2 di Pic Nic uscirà ad ottobre, da ottobre in poi assume cadenza BImestrale. Il secondo episodio di sweet salgari è inquietantissimo e una vera fucilata per gli occhi.

Hellpesman ha detto...

ok, rrobe è un business plan interessante.
Sai di lavoro faccio questo, elaborare business plan per la tv dove lavoro.

Quello che proponi è una condivisione del rischio d'investimento. Ovvero il modello co-produzione che per la Tv esiste da tanto.

Abbinarlo al fumetto mi è nuovo come concetto, ma moltoo interessante.

Magari nel privato elaboro una bozza, ora sono curioso di vedere come girano i numeri.

Mi incuriosiscono le sfide,e poi questo blog ormai fa anche bella figura accanto ai classici Credit writedowns e Eqworld :D

Renzo ha detto...

Che, alla fine, la pubblicità della Fornarina potrebbe anche valere, da sola, il prezzo del biglietto.

marco ha detto...

bimestrale?! e continuate con bacilieri ! allora è un progetto ottimo, continuativo, non si poteva sperare in meglio. Bravo ratigher, complimenti

MicGin ha detto...

ne ho parlato anch'io sul blog uun mesetto fa, e mi sono concentrato in particolare su Tuono Pettinato, che amo particolarmente. Ma sono tutti in gamba.
Piuttosto, non si faccia l'errore di prendere un post di un blog, anche azzeccatissimo come questo, per ritenere di aver compreso tutto d'un fiato un mondo, Che non penso sia neanche l'obiettivo di Roberto.
Capitan Novara non è una cosa "piccola" o solo "locale", ma è una realtà consolidata. Ma se avrò il tempo di scartabellare qua in biblioteca o a casa, troverò sicuramente altri esempi di pubblicazioni a fumetti coperte da sponsor. Anzi, Sandro Staffa (Ale Pop) ha più volte costruito iniziative di questo tipo, contribuendo a fare uscire il fumetto dal ghetto e a farlo dialogare con altri linguaggi.
Passenger e Pic Nic sono due cose diverse, ovviamente. Ma entrambe sono aperte, in qualche modo colte e raffinate e aumentano il livello.

Insomma, il fumetto non è ancora morto...

Ratigher ha detto...

@ marco

super grazie Marco! "sweet salgari", così come "bang sei morto" della Ghermandi, verrà presentato in maniera integrale su Pic Nic. E quando non pubblichiamo libri come nei due casi sopra, chiediamo comunque agli autori di lavorare a delle serie, come a Toffolo che serializzerà i nuovi episodi dei "5 allegri ragazzi morti", Palumbo che presenterà le inedite avventure del suo "Cut" o il grandissimo Adriano Carnevali che sta realizzando per noi NUOVI episodi de "i ronfi". Limiteremo quindi le partecipazioni one-shot, vogliamo che per gli autori Pic Nic sia uno spazio dove progettare lavori a largo respiro.

Per quanto riguarda i vantaggi economici, con un solo episodio ci si porta a casa l'equivalente dei diritti derivanti dal venduto di 1000 copie (subito, senza aspettare i rendiconti) e vieni letto da 20.000 persone.

Dario "Fumetto" Mattaliano ha detto...

Peccato che non è affatto vero che cercando Pic-Nic su google ci siano fiumi di link a siti non specializzati che parlano della rivista. Persino inserendo un più concreto "Pic-Nic fumetto" nelle prime due pagine ho trovato solo due riferimenti, uno il link dell'iniziativa e l'altro la notizia su AfNews.

Per quanto riguarda l'iniziativa, hanno semplicemente usato il buon senso che tanto manca tra i microeditori italiani, affascinati da Bonelli che non mette una benché minima pubblicità nei suoi fumetti, quando tutto il resto del mondo lo fa. Una piccola e agguerrita agenzia di comunicazione o comunque un'agenzia che si occupa di vendita di spazi pubblicitari, renderebbe qualsiasi proposta italiana in spillato vendibile nelle edicole.

Riccardo ha detto...

certo perchè cose simili non sono mai state fatte vero? ma dove vivi, non di certo a roma...
è una semplice fanzine che vive perchè una qualsiasi multinazionale la fa vivere e questo è un gioco sporco, un gioco per il quale il mondo sta crollando su se stesso. Tutto solo per farsi notare e per trovare un impiego migliore, per sperare che questa marchetta possa portare visibilità.

Poi tu sei sempre bravo a tenere sul palmo di una mano la chicchetta underground del momento (eh già tu porti il fuoco) ma non sei molto bravo a sviscerare l'argomento e spesso ti nascondi dietro il fatto che questo, in fondo, è solo il tuo punto di vista.

tra l'altro il senso dell'esistenza è proprio all'interno della tessera più piccola del puzzle

RRobe ha detto...

Ma fottiti, coglione.

latte e sangue ha detto...

@Riccardo

Ma che cosa avete contro le multinazionali ?! Ci sono alcune grandi aziende nate anche da un'idea, da una persona come Chanel. Ci sono aziende ammirevoli secondo me come la Tod's che tiene alla tradizione artigiana. Ci sono anche delle grandi aziende che giocano sporco, altre pulite e la libertà di parola e (sì lo dico) grazie ai media prima o poi saltano fuori certe cose e si possono fare delle scelte.
Ma perchè tornare fuori con questa cosa che farsi sponsorizzare è una cosa sporca ??! Che cos'ha la Fornarina ? I prodotti che fa non mi piacciono e non li compro, punto. Altri sì e fan sì che ci sia questa rivista. Dov'è il male. Dove? Dov'è il vendersi ?
Pao in queste settimane è sui tram di Milano per la Guru.
E underground ?? Cosa vuol dire underground ???! Bisogna sempre dare un nome a una cosa e identificarla.

Andrea V. ha detto...

Bella provocazione di Rrobe e begli interventi di tutti. Sospetto però che una proposta del genere funzioni solo in caso di perfetta sintonia fra il medium e il messaggio, fra il prdotto fumetto stilish/underground/ipergrafico à la Superamici e il prodotto Fornarina.
Siamo sicuri che vedendo delle proposte di genere avrebbero cacciato i soldi?
Io dico di no. E lo dico per esperienza vissuta, ahimé.

latte e sangue ha detto...

@ Andrea V.

E' ovvio che l'immagine si deve sposare con il brand.
Jacovitti per i gelati, Cavandoli per le pentole e mi sembra di ricordare un Hugo Pratt per un vino negli anni '80.
Affiancarsi alla pubblicità è l'ultima delle novità, ma l'approccio e il come è diverso da quello di allora. Sicuramente.

MicGin ha detto...

la sintonia tra fornarina e gli autori secondo me non era in partenza scontata, andrea. ci sono dentro toffolo e bacilieri oltre che il grandissimo Carnevali, che viene dal corriere dei piccoli...
la bravura dei curatori sta nel "come" hanno messo insieme tutto. non so se l'hai già visto e letto/usato: c'è una scatola che contiene diversi albi spillati, con dei fili conduttori, una certa stampa, una certa grafica...
non è underground, anche se qua e là fa il verso...
ma appunto, pic nic "fa il verso" a tante cose...

Rapher ha detto...

Io collaboro con Disney.
La situazione è più complessa. Non è che manchino le teste o che le teste non capiscano. E' che l'azienda, al pari di qualsiasi altra grande azienda è agganciata e impastoiata a un meccanismo troppo grande per il singolo collaboratore.
L'impressione è di trovarsi in un labirinto kafkiano nella quale la cosa meno importante sono proprio i fumetti.