10.6.10

Non ci indurre in tentazioni... ma liberaci dal Male.


Gipi dice la sua sulla polemica nata intorno alla riesumazione del Male.
Anche Michele approfondisce la sua posizione.
Tutti contro tutti. Sembra di essere il PD.

8 commenti:

michadalcol ha detto...

l'unica differenza é che nel PD girano più soldi...
=D

MicGin ha detto...

esageratoooo... tu non hai idea delle discussioni del pd... ;-)
certo che si intervenissero anche i big...

estebans ha detto...

io c’ho la collezione del male.
tutta.
nonostante fossi ragazzino, comprata via via a pezzi ad ogni uscita in edicola, e siccome lo facevano, anche in strane buste strenna che ne contenevano due o tre.
ricordo una copertina con un naso che fugge, di topor o di perini che imita topor, quelle fantastiche di pazienza, quelle trucide dello sputnik che rischiava di cadere sulla terra, e i contenuti sempre d’una truculenta poetica o scioccamente pornostupid alla karen-fo.

ricordo anche i vari tentativi di rimettere in campo il male, due o tre volte, sempre peggio, sempre più spersonalizzati, sempre più sparagnini.
orribile.
un ex ballerino che ci prova a 96 anni, col sacchetto di piscio a ballonzolare intorno, e le caviglie spaccate.

il male fu certamente irripetibile.

e chi il male lo fece, lo sa.

sa che il Male può tornare soltanto cadaverizzato.

un Michael Jackson putrefatto che scivola ballando.

anche se a sostenerlo ci saranno le gambe da harleysta di quel disney lombrosiano che è disegni, o il sudiciume calvinista di un mannelli, o la profondità ridanciana e precisa di un vauro.

occhio: potrebbe essere anche la sua bellezza, questa.

ma il discorso di flaviano è diverso.

il male è anche fatto della sua storia, e la storia del mito ha un suo peso sul tavolo delle trattative.

da moderatore di graphite più volte mi è capitato di prendere a cuore l’irritante verve di nuovi pseudo editori che lanciavano la rete a strascico sperando di raccogliere giovani autori disposti a tutto, sventolando loro sotto al naso la magica formuletta “suddàitiregalotantavisibilità-chettifregadeglieuro?”.

col cazzo.

il web la visibilità, se hai i numeri, te la ragala a manciate.

se apri un nuovo giornale, con la storia trainante che si trascina dietro, quanto meno devi mettere in conto di sborsare un tot per gli autori che cerci di metterci dentro.

proporzionalmente al contributo che daranno alla rivista, giusto.

e magari, da stella, riducendoti il cachet.

è utopia, ovvio.

ma il discorso di flaviano ci sta tutto.

ci sta tutto anche solo se flaviano si fosse sentito trattato da nerd, da giovincello di belle speranze cui prospettare la speranza di un posto al sole.

a tasche vuote, ma al sole.

voglio dire, flaviano con le sue vignette scortica, e dolorosamente.

forse la sufficienza bonaria e compagnona di una proposta del genere l’hanno ferito nell’orgoglio quasi “sindacale” del suo sentirsi sempre e comunque (per fortuna) giovanautore.

giovane.

ma non fesso.

E.


p.s.
io son certo che uno come alain denis, su repubblica, abbia fatto rodere il fegato a flaviano centouna volte.
per dire di uno che sul male ci lavorò a lungo.

Ivan Vitolo ha detto...

gran bel titolo... gran bel titolo... i miei complimenti signor recchioni... un post con un gran bel titolo... bellissimo... clap clap... geniale... è una di quelle cose che avrei voluto pensare io.

Ivan Vitolo ha detto...

P.S.
sono l'unico che non è riuscito a finire di leggere la contro risposta eh? solo io mi sono fermato alla frase "Vauro e gli autori di satira con cui stiamo preparando il Male non sono Berlusconi"? voi siete riusciti ad andare oltre? eh?
(Stewie docet)

-harlock- ha detto...

Variante al titolo:
"In Italia si è tutti Giovani col culo degli altri".
Perché gira che ti rigira, sempre lì è il punto.

MicGin ha detto...

per chi è in facebook qui c'è parecchio da leggere!
http://www.facebook.com/notes/flaviano-armentaro/il-male-della-satira-una-risposta-aperta-update/110346609011449

Blam! ha detto...

purtroppo non mi sento di dar ragione a nessuno.
forse perchè il problema è un altro.
identificarsi con un "prodotto" che ai tempi aveva un significato, solo per potersi qualificare e trovare una similitudine, o una somiglianza, non è corretto.
è ovvio che i tempi sono diversi, le esigenze cambiate, i problemi nuovi.
non è che per caso mancano le idee e ipocritamente si vuol far vedere il contrario?
un saluto al recchioni