9.6.10

Lo sai cosa dice Jack Burton in situazioni come questa?


Ieri sono sceso per andare in libreria e portare a spasso Zero, il mio cane.
Sotto casa mia c'è un vecchio Vino & Oli, di quelli di una volta, eternamente popolato da ubriachi che sostano sul marciapiede antistante alla bottega da dine a sera, scolandosi vino alla mescita, birra e disperazione. Generalmente non è gente molesta.
Generalmente.
E' qualche tempo però, che la compagine si è arricchita di un pezzo di merda grande, grosso e con un pitbull che tiene sciolto, libero di cercare di sbranare qualsiasi altro cane si affacci sulla sua lingua di catrame.
Sia chiaro: il cane non ha colpa. Non è una decisione sua quella di essere proprietà di una testa di cazzo.

Comunque sia, da quando questo tipo è venuto a passare le sue giornate da fallito sotto casa mia, ho preso l'accortezza di passare dall'altra parte della strada, proprio per evitare incidenti.
Vivi e lascia morire, mi sono detto.
Ieri però ero distratto e il pitbull ha fatto la sua scenetta, scagliandosi contro Zero, ringhiando, sbavando e via di seguito.
Una banalissima rissa tra cani di quelle che di solito si risolvono con un piccolo spavento, qualche strillo e bon.
Non questa volta perché la bestia proprietaria del pitbull ha deciso che era il caso di venirmi sotto al naso, urlandomi in faccia, spintonandomi e cercando la rissa in tutte le maniere.

Ora, una cosa in cui io non sono bravo, è abbozzare.
Anche nel caso il risultato sia palese (una sonora pestata) io, di solito, a provocazione rispondo con provocazione, fino alle estreme conseguenze.
Però... però sono pure nato e cresciuto a via della Marranella (Torpignattara) e ho sviluppato un istinto naturale nel saper distinguer un normale essere umano, magari cafone e violento, da una bestia fuori di testa, con l'occhio iniettato di sangue e pronto non solo a menarti ma a prenderti a calci nella schiena e nello stomaco mentre sei a terra, facendoti sputare sangue, incurante di ogni conseguenza.
E quindi ho abbozzato, ho tenuto la bocca chiusa non dicendo una parola (che la mia lingua non riesco a controllarla se la faccio partire), ho tirato via Zero e mi sono defilato mentre l'uomo continuava a urlarmi dietro.
Più tardi, tornando a casa, ho visto lo stesso tipo che stava replicando la scenetta. La vittima, questa volta, era una povera signora con un paio di cagnettini di quelli che ti viene voglia di acciaccarli.
A quel punto sono salito a casa e ho fatto quello che ogni onesto cittadino avrebbe dovuto fare: ho chiamato la polizia. Che mi ha assicurato che avrebbe mandato una volante.
Ovviamente, la pantera non s'è mai vista e il bestione se ne è andato a casa felice e tranquillo, sereno come un bambino. Oggi è di nuovo sotto casa mia a non fare un cazzo e a molestare i passanti, proprio come ieri e, probabilmente, come farà pure domani.

E io mi incazzo.
Non perché al mondo ci possano essere persone del genere e nemmeno perché l'inefficienza delle forze dell'ordine frustra ogni tentativo di fare la cosa giusta.
No, quello che mi fa davvero incazzare è la mia mancanza di forza.
Forza fisica, intendo.
Perché la cosa che vorrei più di tutte non è vedere il tipo portato via da qualche pulotto.
La cosa che vorrei di più è scendere in strada, andare dal tipo e pestarlo, rispondendo alla prepotenza con la prepotenza.
E invece, mi tocca stare qui, a scrivere su un blog e a richiamare la polizia anche oggi (visto mai che a insistere...).
E' in questi momenti che mi disprezzo davvero per essere un debole, tutto chiacchiere e social network.
Bah.


p.s.
fa davvero ridere che su Google Maps ci sia la foto dello stronzo in questione.