7.7.10

Non è che sei obbligato a fare l'editore, eh?

Immaginatevi di entrare in un ristorante, sedervi e aspettare che un cameriere venga a servirvi.
Il locale è piccolo, non troppo pulito e il servizio è lento ma, dopo una lunga attesa, un cameriere svogliato viene finalmente a servirvi.

- Qual è la specialità della casa?
- Pappardelle al cinghiale o pasta burro e parmigiano.
- Le pappardelle!
- La devo però avvertire che il cinghiale non ce lo abbiamo...
- Come?
- Costava troppo caro e i proprietari non lo hanno potuto comprare...
- Ah. Allora la pasta burro e parmigiano...
- E da bere?
- Il vino ce lo avete?
- No. Lei non ha idea di quanto costi tenere aperto questo posto... si figuri che a me non mi pagano da mesi.
- Capisco... ma, scusi la mia domanda impertinente... se il proprietario non aveva i soldi per aprire e gestire un ristorante... perché ne ha aperto uno?
- Non ne ho idea... lo chieda a Alessandro Bottero.

19 commenti:

Alessandro Cestaro ha detto...

Fa paura.
Ricorda tanto un mio ex datore di lavoro. Voleva guadagnare tanto e spendere niente. lui affittava campi da calcio a 5. Poi un giorno dato che la manuntenzione costava troppo e a suo avviso era innutile, un motore dell' impianto è andato a fuoco.

Alessandro Cestaro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
macchiedinchiostro ha detto...

Per esperienza personale, la domanda che dà il titolo al tuo post è decisamente giusta. Sapessi a quanti la farei...

Maura ha detto...

A sentire questi Botero, l'utente non ha nessun diritto: ha solo la facoltà/obbligo di comprare gli albi/volumi e tacere.
Bella visione, complimenti.... Sbagliata almeno quanto quella che - lo riconosco - alcuni lettori hanno nei confronti degli editori.
Finchè si resta arroccati ognuno sulle proprie posizioni, non si arriva da nessuna parte.

Il Parolaio Perplesso ha detto...

Mah, è un discorso delirante, ma in fondo ha una parte di ragione.

Vuole fare ciò che vuole, pagare poco, non farsi mai vedere in fiera, non puntare sugli emergenti, non ascoltare i consigli, far pagare tanto fumetti scadenti?

Se i lettori sono un minimo furbi, smettono di comprare i suoi albi e ci siamo liberati dell'editore.

Per fare l'esempio di Trigger, vista la presa per il culo con la sospensione della serie al numero 4 (di 6!), io ho deciso che non comprerò più albi bonellidi Star Comics. Lui ha fatto quello che voleva con la serie, io reagisco boicottandolo in edicola...

Se poi i suoi fumetti continuano a vendere, allora ha ragione lui e il lettore si merita di pagare cari albi scadenti.

Il ristorante del Rrobe dovrebbe fallire nel giro di un anno, solitamente gli editori durano di più. Evidentemente siamo più attenti a quello che mangiamo rispetto a quello che leggiamo.

Il problema più grosso semmai è il fatto che gli autori vengono pagati poco, ma qui è un problema diffuso dell'Italia, dove ti prendono per fame e avrai sempre qualcuno disposto a far elo stesso (magari peggio) per meno soldi.

manfroze ha detto...

Bottero l'avevo lasciato su ComicUS tempo fa, ora me lo ritrovo a dire le stesse cose. È l'antitutto. Proponetegli di regalare fumetti su iPad e la sua testa esploderà.

Greg ha detto...

da utente che compra solo dopo attenti esami e controesami (via web) sulla qualità del prodotto intinseca nonchè editoriale, direi che NON COMPRARE stando in silenzio è la tattica migliore per insegnare qualcosa a certi editori e, se ce n'è bisogno, anche al relativo roster di autori.
comprare per arrogarsi il diritto di scassare la minchia è veramente un comportamento infantile, personalmente lo giustifico solo per beni di prima necessità.

dall'altra parte però ci sono cariatidi ingessate che non ci pensano minimamente ad evolvere loro stessi in rapporto al proprio mercato. sarebbero da nuclearizzare all'istante. ma sapete perchè non succede? perchè il fumetto ha nella propria clientela una enorme massa di citrulli otakuizzati nerdosi che considerano il fumetto proprio un bene di prima necessità e non vi rinunceranno per alcun motivo, FATAL ERROR: in questo modo l'editore ha tutto il potere di farsi i fatti propri fregandosene delle proteste e delle esigenze di mercato (che sottendono proprio tali proteste).

per conto mio, niente di più semplice:
- informatevi preventivamente
- sfogliate con attenzione (pratica in disuso in quest'epoca di superficialità mediatica)
- comprate SE E SOLO SE siete al cospetto di un prodotto per voi accettabile, in tutti gli altri casi lasciatelo lì sullo scaffale!
- parlate dell'esperienza coi vostri compagni di merende o, nel caso siate nerdoidi otakuidi, col vostro medico di famiglia

Il Parolaio Perplesso ha detto...

Tra l'altro non ho capito una cosa, ma Bottero è sempre a leggere i post di questo blog solo per poi fare i suoi editoriali? Prima il pezzo sull'Ipad, adesso il pezzo su PicNic...

Rrobe, è il tuo Fan Nr.1!

MicGin ha detto...

copio e incollo in modo notarile dall'editoriale di bottero il suo punto 4:

"4 – Andiamo più nel farci i fatti degli altri. Qui ci si stanno sfrangiando i cocomeri, dicendo che gli autori vanno pagati. Perfetto. Questa rivista pare essere totalmente pagata dalla pubblicità. Perfetto. Allora io sono MOLTO curioso di sapere, in questa situazione perfetta, dove tutti vincono, e dove nessuno ci rimette, QUANTO prende un autore. Lo chiedo perché il “Caso Pic Nic” pare essere perfetto per poter stabilire una volta per tutte quanto possa essere una tariffa equa, una volta che ci si svincoli da preoccupazioni contingenti che limitino la capacità di pagare il giusto agli autori. E a chi risponde “sono fatti privati tra autore e committente”, rispondo “una ceppa! Il discorso delle tariffe BASSE agli autori di fumetti è ormai di dominio pubblico, e quindi porre domande pubbliche sulle tariffe erogate in situazioni “felici” è un diritto/dovere della stampa”. A Fumetto d’Autore non interessa sapere quanto prende Tuono Pettinato per lavorare su Pic Nic. A Fumetto d’autore interessa sapere quanto paga Pic Nic, gli autori coinvolti. Apparentemente sembra la stessa cosa. In realtà sono due cose diverse."

Fabio D'Auria ha detto...

"Comunque, raccogliendo, distillando, centellinando migliaia di frasi/affermazioni/verità di fede, ecco un decalogo su come deve agire l’editore, ricavato dalla voce di Internet."

E' brutto quando non si hanno hobby...

Io mica riesco a leggerlo tutto l'editoriale...



Tempo fa quando su cus lui e "l'editore cagliostro che quando deve pagare diventa organizzazione no-profit" parlavano delle loro etichette che erano in perdita e lo facevano solo per promuovere giovani esordienti e realtà sconosciute gli chiesi innocentemente:
Se lo scopo non è arricchirvi, ma solo intenzioni altruistiche, perchè non vi accorpate tra "editori no-profit" e fate una etichetta unica? Così dividereste le perdite e avreste forza doppia"

Eh ma no, eh ma bi...
ebbru ebbru...

giuseppe ha detto...

puoi scirvere una storia in cui dyd salva una reporter\giornalista da un editorialista che prima la cita e la smonta poi la pedina la minaccia la stolkerizza fino a volerla uccidere..poi tu metti sottotrame mostri o che ne so..tanto andrà a finire così..prima o poi ti ucciderà o ci proverà, questo è ossessionato da te..

Lui ha detto...

cit da l'editoria su Pic Nic:
"PS. Non credo che troverò mai un fumetto che attacchi Fornarina (o un’azienda simile) su Pic Nic.

Dite che sono troppo cinico?"

No direi che non hai colto il punto.

Il punto è che nemmeno sul Giornalino leggerai fumetti di gente che attacca la chiesa, come in un albo Marvel/DC difficilmente ci sarà una critica pungente sullo sfruttamento delle minoranze nelle aziende americane, ma questo perchè non è il loro spazio.

Inoltre come si era detto in questa sede quando uscì il post di Robe su PicNic: "PicNic non è LA soluzione, ma è UNA soluzione".

Ed è una soluzione valida in un mondo editoriale come il nostro, in cui si punta e si calcola poco. In cui, assurdamente, sono gli autori che rischiano non essere pagati. E quando chiedono di esserlo a volte sembra che si tocchi il reato di lesa maestà.

A volte vedo che gli editori confondo la presunta libertà che un autore con loro godrebbe con una sommessa accettazione delle "regole dell'editore". Ma non è così. A questo punto preferisco puntare sull'autoproduzione e magari legarmi ad un "agente" che si accolli l'onere della distribuzione. Se invece non è quella dalla libertà di espressione la mia battaglia, allora vorrei che chi pubblicasse i miei lavori mi pagasse. E mi pagasse per quel che valgo. Però mi pagasse.

Una volta ebbi a che fare con un editore che mi fece un discorso sensato, mi disse che era importante che un lettore spendesse per leggere i miei fumetti, perchè così facendo tu autore riesci a percepire il valore del tuo lavoro, che in caso contrario, ovvero se fruibile gratuitamente, tu rischi di non cogliere.

Bene, da quell'editore in seguito non ricevetti mai un pagamento.

Insomma io a sto titolo del Robe me lo metterei in cornice, ecco.

Andrea ha detto...

Intervento perfetto,pienamente concorde con te. Della serie:"Non te l'ha mica detto il dottore..."

gianluca ha detto...

A leggere l'editoriale sembra che l'unico lettore "buono" è quello che compra acriticamente tutto ciò che gli viene proposto, a prescindere dal prezzo e dalle passate esperienze con quella casa editrice. Non so se lui è un editore "buono" o "cattivo", di certo io non sono un lettore "buono".

sraule ha detto...

"- Capisco... ma, scusi la mia domanda impertinente... se il proprietario non aveva i soldi per aprire e gestire un ristorante... perché ne ha aperto uno?"

ecco, me lo sto chiedendo anch'io.
e la "risposta" di bottero, ovviamente, è assurda.
(e anche un po' offensiva, ma evidentemente io non capisco la satira e sono catto-fascista)

michele petrucci ha detto...

A parte che quelle di Bottero sono spesso provocazioni.
Il compito di un editore è vendere libri.
Per fare questo devi fare bei libri e poi promuoverli. Se rinunci a investire nel l'oggetto libro (carta, grafica, lettering) nel pagare l'autore, nel promuoverlo, cosa ti rimane?
Come dice Ausonia, se l'editore rinuncia a fare l'editore, meglio l'autoproduzione.

RRobe ha detto...

Concordo, Michele.

batmancarlo ha detto...

mi ricorda tanto quello che cerca di farsi pubblicità facendo l'uomo controcorrente

macchiedinchiostro ha detto...

@michele: sono talmente d'accordo che un paio di settimane orsono ho tolto un progetto di mano ad un editore... che a conti fatti non s'è dimostrato tale