11.7.10

Olanda-Spagna: 0 a 1... olé!


Dicono che sia stata una partita brutta.
A me non è parso.
Mi è sembrata una vera partita di calcio, che non è lo sport dello spettacolo o del bel gioco ma che si esprime appieno solo nella noiosa tensione, nel nervosismo, nella paura, nella fatica e, certe volte, nella malizia e nel cinismo più bieco.
E quindi, questa Olanda-Spagna, a me è parsa una bel confronto.
Da una parte il nuovo e affascinante calcio totale spagnolo, dall'altra parte, il vecchio, pragmatico, tignoso, noisetto e non particolarmente sportivo (anzi), calcio olandese.
Praticamente, Apollo Creed contro Rocky Balboa.
Date le premesse, a dieci minuti dall'inizio tifavo già con tutto il cuore per l'Olanda.
E sapevo che sarei rimasto deluso perché, aldilà della dicotomatiche concezioni di gioco delle due squadre, la Spagna poteva vantare individualità decisamente superiori rispetto agli arancioni.
E le cose sono andate come mi aspettavo, anche se non per le ragioni che credevo.
Perché, sì, è vero, la Spagna è stata più bella a vedersi, ma il suo calcio non ha dominato un'Olanda che ha giocato bene, con ordine, durezza, intelligenza e che, a conti fatti, per me, ha creato un maggiore numero di palle gol e più limpide.
Povero Snejder.
La Spagna vince il mondiale con ricchi nove gol in sette partite. Alla faccia dello spettacolare calcio totale.
Bah.

p.s.
quel calcio d'angolo non dato è assurdo.