20.7.10

[RECE] Karate Kid


Sgomberiamo il campo: è un buon film per ragazzi e un film piacevole per chiunque.
La sceneggiatura di Rocky, poco importa come la declini, funziona sempre.
E questo Karate Kid non fa eccezione alla regola.
Tutto funziona a orologeria: il fuoricasta in cerca di un posto nel mondo e di una rivalsa, il maestro che ha perso sé stesso, il rapporto tra i due (questa parte della pellicola è trattata davvero bene), la crescita attraverso il duro lavoro e l'allenamento (e se ve lo state chiedendo, sì, ci sono ben due scene di montaggio con il giovane Dre che si allena e una canzone rock a fare da colonna sonora) e poi, naturalmente, lo scontro finale e il momento in cui tutti si mettono a gridare "ADRIAAAAANA!".
Jaden Smith non è che sia esattamente il ragazzino più simpatico del mondo (del resto, come può stare simpatico un pre-adolescente con i dreadlocks e con un paio di genitori che invece di fargli un filmino delle sue vacanze in Cina, gli producono un blockbuster da una sessantina di milioni di dollari?) ma lo script è talmente a prova di bomba che si arriva alla fine del film facendo il tifo per lui, proprio come lo si era fatto per Sylvester Stallone o Ralph Macchio.
Jackie Chan è in formissima e forse interpreta il suo miglior ruolo in lingua inglese. Divertente, tragico, umanissimo.
Il suo maestro Han, rispetto a Miyagi, è più cupo e tormentato e meno divertente, in compenso ha maggiore spessore e profondità, oltre a conoscere davvero le arti marziali.
Il resto del cast è di contorno ma regge bene, specie Rongguang Yu, che interpreta il ruolo che fu del fantastico Martin Kove, e lo omaggia tanto nelle pose, quanto nel taglio di capelli.
La regia è sobria anche se, per i miei gusti, tende a spettacolarizzare un pelo troppo i combattimenti, che forse avrei preferito anche un pelo meno violenti.
Montaggio funzionale ma con qualche sbavatura. Colonna sonora ottima (ci sono gli Ac/Dc, proprio come nell'originale, quindi è ottima a prescindere).
Insomma, sono uscito soddisfatto e satollo e credo non potessi chiedere di più al remake di un film che è uno dei pilastri del buon cinema per ragazzi anni '80.

E la recensioni si potrebbe pure chiudere qui.
Ma sia mai detto che non cerchi di annoiarvi con alcune riflessioni a margine.

Primo:
credo che questo sia uno dei primi film americani girati interamente nella Cina moderna.
Il che si traduce in una specie di immenso spot promozionale per Pechino.
A che ricordi io, la Cina, oltre a essere ancora (almeno sulla carta) uno stato comunista, è un posto con una pessima reputazione per i diritti umani.
E a me viene da chiedermi quante facilitazioni il governo cinese abbia concesso e quanto denaro abbia sborsato, per spingere i produttori americani a ambientare in Cina un film che si intitola Karate Kid (il karate è un'arte marziale giapponese e nel remake, non ce n'è traccia).

Secondo:
per quanto il film mi sia piaciuto, le modifiche apportate allo spunto di base lo rendono decisamente più debole rispetto alla pellicola degli anni '80.
Nel film originale, Daniel LaRusso era un adolescente americano figlio della working class con una madre divorziata, simpatica ma stressata, che lo trascinava dal New Jersey in California, a causa del suo lavoro. Daniel era interpretato da Ralph Macchio, un attore italoamericano quasi sconosciuto all'uscita del film e con una faccia da bravo ragazzo qualunque. Proprio per questo era un personaggio ideale per far immedesimare qualsiasi ragazzino un poco sfigato (ma non troppo) in lui.
Dre Parker è un ragazzino della working class con una madre divorziata, stressata ma simpatica, che lo trascina in Cina a causa del suo lavoro (e già qui io mi chiedo quanti siano i figli di americani che si sono dovuti trasferire in Cina a causa della crisi...). A interpretarlo c'è Jaden Smith, un ragazzino di dodici anni che ce l'ha scritto in faccia e in ogni gesto di essere il cocco di una mamma e di un papà ricchi e potenti che gli hanno costruito un film attorno per pura vanità (e per fare bei soldi, visti i risultati al botteghino, ve lo concedo).
Insomma, lo vedete da soli che il modello è più debole, giusto?

Terzo
Non c'è Elisabeth Shue.

Comunque sia, me lo andrò a rivedere in sala, quando esce.
E magari mi ci porto dietro un ragazzino. Uno a caso.