5.9.10

Concerto Guns n' Roses, Roma, 4 settembre 2010



Le premesse sono buone: i cancelli si aprono con solo un'ora di ritardo.
Siamo dentro. Sotto il palco. Ma è sempre stato così piccolo il Palazzetto dell'Eur?
Aprono i Murderdolls che hanno parecchio per piacermi e mi divertirei pure se non abusassero del loro tempo. Nessuna band di supporto si può permettere un'ora di esibizione. Nessuna.
No, ok, a un concerto degli U2 di troppi anni fa, avrei preferito che la band di supporto non scendesse mai dal palco, ma erano i Pearl Jam di Ten e gli U2 erano quelli di Zooropa.
Comunque sia, a un certo punto i Murderdolls hanno pietà di noi e se ne vanno.
Quanto ci farà aspettare Axl prima di palesarsi sul palco?
Cinquanta minuti. Poteva andare meglio, poteva andare peggio.
E' in forma?
Sembra in forma.
E' sempre grasso ma un paio di etti li ha persi e ha messo via il look da nu-rocker dell'ultima ora, attenendosi a uno stile tutto giocato sulle varianti del western.
Sul palco, il solito esercito di musicisti: tre chitarre, un basso, un batterista, un tastierista e, credo, un cazzo di dj.
Ho già visto gli attuali Guns, alcuni anni fa, ad un Gods of Metal. All'epoca non era ancora uscito Chinese Democracy ma Axl lo stava già portando in giro dal vivo, per vedere come funzionava la band sul palco.
Non funzionava.
Le cose sembrano cambiate.
Quello che mi trovo davanti è un gruppo che si diverte, piuttosto affiatato e con una propria ragion d'essere. Su tutti, spiccano i tre chitarristi, Dj Ashba, un glamster stile Motley Crue che, non a caso, suona anche nei Sixx:Am (il gruppo di Nikki Sixx), Bumblefoot, che sembra un superstite dei Lynyrd Skynyrd tanto il suo sleaze rock è influenzato dai suoni southern e dai seventies, e Richard Fortus, un solido pellegrino del rock che fa il suo lavoro con energia, divertimento e convinzione.
Ok, ci sono volute tre chitarristi per sostituire Slash e Izzy, ma il risultato funziona e non caghiamo il cazzo a Axl per questi piccoli dettagli che oggi sembra in forma, si muove, sembra carico, sicuro e positivo.
Ma la voce? Il PalaLottomatica non è il posto più adatto per ascoltare la musica, specie se stai sotto al palco, quindi, non mi preoccupo e attribuisco quel miagolio flebile e distante che si è sentito durante i primi brani a dei problemi di acustica. Poi qualcosa cambia. Forse Axl si è scaldato o forse sono io che mi sono spostato e senza accorgermene sono finito nell'unico punto in cui il suono arriva pulito, ma tutta la parte centrale del concerto mi pare cantata bene. Sorprendentemente bene, a tratti.
E' Axl.
E' in forma.
Ha la bandana rossa in testa.
Si muove come un serpente.
Ci sono sette lanciafiamme e un numero imprecisato di fuochi d'artificio alle sue spalle.
Sta cantando i miei pezzi preferiti di ogni tempo.
E io, quasi mi commuovo. Mariacosa, che mi mi ha accompagnato, lo fa davvero.
La cosa migliore e più sorprendente non è Axl (dai cui, tutto sommato, mi aspettavo comunque molto) ma quelli che stanno dietro di lui, gente di cui non ci spreca nemmeno a imparare il nome perchè "non sono i veri Guns" ma solo un pugno di mercenari che Axl monta e rimonta come vuole e che, invece, questa sera non solo si stanno spendendo tanto e con qualità, ma che suona coma una VERA band. E anche una buona.
Non sembro il solo a pensarla a questa maniera e il nome di Slash non viene invocato nemmeno una volta durante i cori del pubblico. Meglio così.
Per farla breve, ci stiamo divertendo tutti, sopra e sotto al palco e per un cinquantina di minuti buoni, non vorrei essere in nessun altro posto al mondo.
Poi succede di nuovo e l'acustica del palazzetto tradisce Axl. O forse è la voce a pugnalarlo alle spalle, non importa.
Comunque, le tre ultime canzoni sono cantate di nuovo dal gatto flebile. Ma ormai non lo nota più nessuno perché stiamo andando tutti nella città del paradiso, dove l'erba è verde e le ragazze sono così carine.
Applausi. Esplosioni. Fiamme. Luci. Tutti a casa.
Mi guardo intorno e sì, il palazzetto è proprio piccolo, rispetto a come me lo ricordavo.
O forse sono i Guns, anche QUESTI Guns, a essere troppo grossi per starci dentro.

In poche parole, un bel concerto.
Forse non il più bello di quelli che ho visto (che, causa età, stanno diventando molti), ma uno di quelli che mi rimarranno nel cuore per sempre.
Grazie Axl, per me, quest'anno sei stato tu il vero expendable.