13.9.10

Domande interessanti.


La partecipazione al festival della letteratura di Mantova ha scatenato in Tito tutta una serie di domande interessanti.
Ha iniziato a porsele, e a porcele, QUI.
Mi piacerebbe, mi piacerebbe davvero tanto, leggere qualche risposta dei nostri "giornalisti" e "critici" del settore.

25 commenti:

Tito Faraci ha detto...

Grazie, Roberto. Ho cominciato con una cosa piccola (ma poi neanche così tanto...)

saldaPress ha detto...

Risposta facile: perché il fumetto resta per la maggior parte delle persone (giornalisti compresi) roba da bambini o da adulti ritardati.
Ed è molto facile per tutti loro vederlo così.

comativa ha detto...

un pò OT: come avete fatto per la censura di JD su iphone? ricordo che ne parlasti parecchio e che molti commentarono demonizzando apple. alla fine?

RRobe ha detto...

PG. 17.
Abbiamo ancora qualche problema ma la parte più rognosa sembra risolta. Sembra.

Marco Galli ha detto...

Forse il fumetto resta per la maggior parte delle persone (giornalisti compresi)roba da bambini o da adulti ritardati, perché, spesso, si propone come roba da bambini o adulti ritardati!

Intendo: come mai al salone del libro, dove le case editrici di fumetto, almeno alcune, sono presenti, ci vanno i pezzi grossi della letteratura (ma grossi a livello planetario)e a Lucca si impronta "quasi" tutto sui cosplayer e i games?

Percé non provare a portare le case editrici di libri scritti nelle fiere di fumetti, forse farebbe bene a tuti e due:

1-Spesso i lettori di fumetti leggono anche la letteratura solo scritta.

2-Forse verrebbero i big della letteratura mondiale e di conseguenza quelli del fumetto, con conseguente interesse di tutti i media (e di sponsor)

3-Forse si riuscirebbe perfino a organizzare qualche concerto serio, con nomi che attirino pubblico (e visibilità dell'intero evento), che poi è sempre gente che apprezza, solitamente, le altre due cose.

Fantascienza?... Forse...

Forse il fumetto è roba per bambini o per adulti ritardati, perché non vuole, o ha paura, di crescere...

RRobe ha detto...

E daje con sta roba per bambini.
La roba per bambini è roba seria. E viene trattata spesso da roba seria. Molto più spesso che il fumetto in genere.
Il problema non è "roba seria" o "roba per bambini", il problema è la percezione del medium, della sua valenza, del suo linguaggio e dei suoi autori.

Tito Faraci ha detto...

Mi hai preceduto di un istante, Roberto.
Scrivere per bambini significa scrivere per un pubblico intelligente, che non si è ancora bruciato i neuroni e non ha infrastrutture mentali incancrenite. Scrivere per bambini significa avere un pubblico in più, non uno in meno. Scrivere per bambini significa scrivere ANCHE per bambini. Con una voce che arrivi anche fino a loro.
Io le mie cose più importanti le ho scritte per loro. Le cose in cui, me ne rendo conto, è venuta fuori perfino una mia visione del mondo.
Mai trattare i bambini da bambini. Semmai, parecchi adulti andrebbero trattati da tali.
Un giorno ci scriverò su un post, su questa roba. Non so se sia una promessa o una minaccia.

Ciao

Marco Galli ha detto...

Nessuno a parlato di roba seria o poco seria...

Penso che il "per bambini" fosse un modo di dire, da intendere, parafrasando, come: "solo per bambini", o meglio: "solo per bambini deficienti (o ritardati), tutto questo naturalmente in senso allegorico!

Nel fumetto come del resto nella letteratura scritta c'è spazio per bambini, adulti e vecchi...

E daje con questo polemizzare a priori...

RRobe ha detto...

Non è polemizzare.
E' che le parole sono importanti.
E se si dice che il problema è che il fumetto viene inteso come roba per bambini si sta sbagliando bersaglio.
Anche in buona fede.

Marco Galli ha detto...

Vabbè... a me è sembrato di porre un altro problema, ma tant'è...

Mi ritiro a meditare...

Addio.

Andrea ha detto...

E sembra che la musica sia destinata a non cambiare. Mi sa che ai fumettisti di cinquanta anni fa,qui in Italia,rivolgevano sempre le solite domande e tra cinquant'anni le domande saranno ancora quelle.

Giorgio (Mr. Glass) Venturati ha detto...

Sono d'accordo con la considerazione di Marco Galli su Lucca: se il mondo del fumetto, per organizzare e promuovere se stesso, deve corredare la sua manifestazione più importante con la presenza quasi paritaria di Games e Cosplay, forse vuol dire che c'è anche un problema di autostima, ancor prima che di considerazione esterna.
Autostima che dovrebbe incentivare chi fa fumetto (ovvero pretende di usare una forma artistica di espressione) ad avere idee da comunicare.
E dovrebbe invogliare il lettore a fare domande e ad ascoltare risposte, e ad avere la curiosità di sapere se la mano che gli ha appena abbozzato uno disegnino da esibire con gli amici è collegata a un cervello degno di essere messo in collisione col proprio.
Non è necessario (e, probabilmente, nemmeno interessante o salutare) organizzare tavole rotonde coatte di fumettisti, solo per il gusto di sapere cosa ne pensano della legge elettorale o del surriscaldamento del pianeta, ma forse se si cominciassero a ridurre le conferenze autoreferenziali e autocelebrative (destinate solitamente al cazzeggio tra addetti ai lavori, ai pompini vicendevoli e all'annuncio di date di uscita) in favore di incontri appenappena più stimolanti sul medium -quantomeno su quello!- forse tutto l'ambiente ne guadagnerebbe in (auto)stima.
Sono stato a BilBolBul per la prima volta quest'anno e ho trovato qualcosa (incontri con gli autori, dove la gente comune si ferma e ascolta) che a Lucca non si trova.

Sorrido anch'io (per tre minuti) davanti all'ennesima band che fa cover di cartoni animati, ma forse preferei vedere più stand di libri e librai alle fiere del fumetto, così che i primi si rendano conto della dignità che il secondo si vergogna di rivendicare e il secondo, spogliandosi del proprio atavico complesso di inferiorità, smetta di sorridere compiaciuto davanti alla parola "nerd" e impari come si sta al mondo.

PS - Sulla questione bambini: penso che non ci sia niente di più difficile che scrivere per loro.
Altra cosa è scrivere COME loro. :)

Planetary ha detto...

Però cosa si intende per questioni "importanti"? (come definite da Faraci).
Se legate all'ambito dell'autore (fumettista, regista, scrittore, musicista che sia) lo trovo un salto di qualità ed arricchimento (interessante quella sul risveglio delle coscienze, che mi pare pertinente). Se si intende sui massimi sistemi... boh, ho dei dubbi, sento puzza di opinionismo.
A me piace chi parla di ciò che fa e ciò che sa :)

Giorgio (Mr. Glass) Venturati ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giorgio (Mr. Glass) Venturati ha detto...

Sono d'accordo con la considerazione di Marco Galli su Lucca: se il mondo del fumetto, per organizzare e promuovere se stesso, deve corredare la sua manifestazione più importante con la presenza quasi paritaria di Games e Cosplay, forse vuol dire che c'è anche un problema di autostima, ancor prima che di considerazione esterna.
Autostima che dovrebbe incentivare chi fa fumetto (ovvero pretende di usare una forma artistica di espressione) ad avere idee da comunicare.
E dovrebbe invogliare il lettore a fare domande e ad ascoltare risposte, e ad avere la curiosità di sapere se la mano che gli ha appena abbozzato uno disegnino da esibire con gli amici è collegata a un cervello degno di essere messo in collisione col proprio.
Non è necessario (e, probabilmente, nemmeno interessante o salutare) organizzare tavole rotonde coatte di fumettisti, solo per il gusto di sapere cosa ne pensano della legge elettorale o del surriscaldamento del pianeta, ma forse se si cominciassero a ridurre le conferenze autoreferenziali e autocelebrative (destinate solitamente al cazzeggio tra addetti ai lavori, ai pompini vicendevoli e all'annuncio di date di uscita) in favore di incontri appenappena più stimolanti sul medium -quantomeno su quello!- forse tutto l'ambiente ne guadagnerebbe in (auto)stima.
Sono stato a BilBolBul per la prima volta quest'anno e ho trovato qualcosa (incontri con gli autori nelle librerie, dove la gente comune si ferma e ascolta) che a Lucca non si trova.

Sorrido anch'io (per tre minuti) davanti all'ennesima band che fa cover di cartoni animati, ma forse preferei vedere più stand di libri e librai alle fiere del fumetto, così che i primi si rendano conto della dignità che il secondo si vergogna di rivendicare e il secondo, spogliandosi del proprio atavico complesso di inferiorità, smetta di sorridere compiaciuto davanti alla parola "nerd" e impari come si sta al mondo.

PS - Sulla questione bambini: penso che non ci sia niente di più difficile che scrivere per loro.
Altra cosa è scrivere COME loro. :)

Francesco_Imp ha detto...

In realtà a lucca di autori di romanzi ne sono passati... anche se per la maggior parte sono autori di genere e legati al mondo dei giochi di ruolo.
Però uno come George RR Martin, per diren uno che ho conosciuto, non lo considererei un autore minore, può capitalizzare l'attenzione anche di chi non legge fumetti

carlpaz ha detto...

@Marco Galli
scusa, ma se tu per primo parli di lettore di fumetti e lettore di letteratura scritta,e big della letteratura mondiale e big del fumetto, presentandoli come mondi separati, come pretendi poi che si abbia una considerazione altra/alta del fumetto. io ho settemila fumetti a casa, li colleziono, ma leggo libri, vedo film e telefilm, vado a teatro. l'unica divisione che faccio è fra bello e brutto.
se uno mi dice non leggo fumetti, per me è lo stesso che mi dica non guardo film o non leggo libri.

secondo, se il tuo obiettivo è attirare i media, non devi portare a Lucca i big della letteratura mondiale, ma Paris hilton e Belen.

Giusto o sbagliato che sia, la qualità raramente vende.
Per vendere dev'essere ben mimetizzata.

Marco Galli ha detto...

Io credo ci sia differenza tra letteratura scritta e disegnata...
ma questa è una mia idea personale.

La distinzione tra i big dei diversi media era solo una semplificazione per essere più chiari, ma... mi sembrava così lampante, ci si perde sempre nelle virgole, mah...

Comunque non ho mai detto di volere un circo, penso che sarebbe molto bello avere un Capossela che parla di fumetti, o un Celestini o un Mastrandrea o, perchè no, uno Sgarbi o adirittura un Fo, un Luttazzi, magari insieme a un Auster con un Tarantino...

Dico così è... non credi che si attirerebbe l'interesse dei media?

Non mi interessa la pubblicità per la pubblicità, come non mi interessa chi continua a parlare solo di soldi e guadagni, l'ho già detto in un altro post, penso che il fumetto debba generare cultura e credo che se si aprisse senza vergogna al mondo esterno, anche le altre arti avrebbero di che giovarne e non solo per fare quelle cagate di film sui super eroi che se ne salva uno su dieci (a essere buoni)...

Sulla qualità poi siamo su sponde opposte, credo che alla lunga sia l'unica cosa che vende!... se poi il discorso ritorna sul guadagno tanto (o poco) e subito...

carlpaz ha detto...

avere un Mastrandea o Tarantino che parlano di fumetti?
perchè, se ne intendono, sono esperti?
o li fai parlare solo per attirare i media?
cioè,mi dici che non vuoi il circo o la pubblicità per la pubblicità e fai parlare Sgarbi di fumetti con l'intento solo di attirare i media?

è così che credi che il fumetto possa generare cultura?

Marco Galli ha detto...

Ma si parla di chiudersi nella Fumettopoli-Padania? Fuori tutti quelli che non fanno o per lo meno non hanno 8000 fumetti?

Ma davvero di fumetti possono parlare solo chi li fa o li vende?

Questa cosa mi terrorizza e se è così il fumetto è gia bello che morto!

Io non lo sopporto il settarismo e credo che sia proprio uno dei più grossi problemi del fumetto in Italia... se non IL PROBLEMA!

Come se tu non potessi parlare di cinema o musica o arte, ma ti rendi conto?

Si parla di cultura con persone di cultura, non di ingegneria spaziale o medicina!

Giorgio (Mr. Glass) Venturati ha detto...

Non capisco se i nomi citati sono solo a titolo esemplificativo.
Ovvero: spero che il tuo (comprensibile) auspicio di sentire parlare di fumetti altre persone oltre a chi li fa o li vende non prescinda ancora dal requisito minimo della lettura e della conoscenza dell'argomento!
La differenza con la musica (che ci può essere somministrata anche forzatamente) e con il cinema (che ha una fruizione infinitamente più diffusa, superficiale, passiva e consumistica) è abissale.

carlpaz ha detto...

io posso parlare di tutto con tutti, ma da parlare con qualcuno a tenere conferenze e incontri in qualche manifestazione dedicata ce ne passa.

quindi, il problema non è che debba avere o scrivere 8000 fumetti, ma che sappia di cosa si sta parlando.

io posso pure invitare rocco siffredi a Lucca, ma solo se si parla del fumetto porno anale.

avere una serie di tuttologi che parlano solo per fare vetrina, come nelle peggio porta a porta o matrix, non credo sia settarismo.

a meno che non si preferisca il purchè se ne parli, anche male , ma che se ne parli.

allora, se Capossela è competente, sa di cosa si discute, ben venga, ma se è lì solo perchè si chiama Capossela, allora preferisco un oscuro sceneggiatore.

perciò ti chiedo ancora, sei per la cultura e contro il guadagno, e vuoi uscire dal ghetto con Sgarbi che porta l'attenzione dei media?
non ti sembra un po' contradditorio?

Marco Galli ha detto...

Io non ho mai detto che debbano essere invitati solo big di altre discipline, è logico che ci stanno anche gli sceneggiatori sconosciuti e tutti gli addetti ai lavori (non soffro di classismo)

Ma se vogliamo fare conferenze o tavole rotonde solo per addetti ai lavori o specialisti del fumetto allora facciamo quello e non lamentiamoci se il pubblico non si allarga...

Io credo che una persona di cultura possa entrare in profondità anche in cose che non fanno parte della sua stretta cerchia di conoscenza (nell'arte l' intreccio tra fumetto e pittura ha fatto i fasti della pop art e della street art, così come ci sono state suggestioni nella letteratura, nella musica e nel cinema)

Ho messo Capossela ( certo che i nomi erano solo esempi) per fare un nome culturalmente, a mio parere, interessante (non so se se ne intende di fumetti, ma a me piacerebbe molto e mi stimolerebbe parecchio come autore sentire come vive uno come lui il fumetto!) e se questo scambio, almeno per me, culturale attira pure i media che male c'è?

Io l'ho gia detto altre volte su questo blog, per me il fumetto deve uscire dal suo recinto...

Se non mi sbaglio Eco ha pure scritto un libro sui fumetti, gente così può andare bene?
Ho andiamo avanti sempre a parlarne fra noi quattro gatti!

Se uno ha sensibilità artistica può parlare con cognizione di causa di qualsiasi cosa abbia a che fare con la sensibilità artistica...

Se poi vogliamo parlare solo di fumetto popolare, no non è popolare, no io la odio la (!parola!) graphic novel, no io sono di nicchia, no io faccio l'uomo ragno... e bla-bla-bla...

carlpaz ha detto...

il fumetto deve uscire dal suo recinto...

ma il fumetto è già fuori dal recinto.
con i numeri di bonelli, disney, eura, panini, solo per citare i big, i fumetti raggiungono una platea sterminata.

il fumetto che tu auspichi raggiunga il grande pubblico, non può raggiungerlo, per lo stesso motivo per cui Chabrol morto ieri ha avuto zero spazio sui media.

se il fumetto di qualità, innovativo nei temi e nella forma non è riuscito a sfondare tra la fine degli anni 70 e i primi anni 80, con una generazione cresciuta a pane e corriere dei piccoli e che poteva leggere su linus, che entrava in tutte le case, e alter alter, opere di gente come Pazienza, Scozzari, Tamburini, Pratt, Battaglia, Mattotti, Magnus, pubblicati su riviste di editori come rizzoli o mondadori, vuoi che lo faccia adesso?

Marco Galli ha detto...

Allora se hai ragione tu è inutile fare anche Lucca com'è e tutte le altre fiere ed è inutile continuare a parlarne ed è inutile cercare di alzare il tiro ed è inutile che gli artisti facciano gli artisti e che ci siano pensatori non allineati...

Non si vive solo per morire...

PS:La mia generazione è molto grata a Pazienza e a tutto il fermento artistico del tempo che cercava di rompere gli schemi (creando anche interesse negli altri media, che non è una maledizione)...uscire dal recinto?

Non hanno portato a nulla? Forse...però siamo ancora qua a parlarne, forse non è mica un brutto esempio da rispolverare...

PPS: Non mi interessa che il fumetto venda più dei Beatles, mi interessa che sia considerato a trecentosessanta gradi(anche la poesia con la beat generation si è sdoganata e ha raggiunto il vasto pubblico... e non mi sembrano dei poetuncoli che cercavano solo la fama!)

NON E' VERO CHE LA RICERCA ARTISTICA NON VENDE, è un preconcetto!... poi intendiamoci su cosa credete che sia vendere, per me non è fare i milllioni ma avere canali per arrivare al più vasto pubblico possibile, sottolineo:possibile! (il guadagno viene dopo se si è bravi!)