2.9.10

[LAVORO] E cominciamo...


Oggi ho parlato con Claudio Stassi a proposito del suo progetto di una tavola rotonda dove un nutrito gruppo di fumettisti si dovrebbero confrontare sullo stato delle cose nel nostro settore.
Il tutto nel circo di Lucca Comics & Games.
Gli ho detto che sono sicuro che lui sia mosso dalle migliori intenzioni, che spero che la cosa vada per il meglio e che sia in qualche maniera costruttiva, ma che non voglio farne parte.
Gli ho pure assicurato che, se mi sarà possibile, andrò a sentire cosa si dirà ma che proprio non riesco a mettere da parte il mio scetticismo rispetto a iniziative del genere, che non riesco a credere che, in un contesto simile, si possa dire qualcosa di sensato e che non siano le solite robe che si ripetono sempre, e che ci sono molte più probabilità che quelli che parleranno maggiormente saranno quelli che terranno la voce più alta e non quelli che hanno le cose più interessanti da dire. Gli ho anche espresso i miei dubbi sull'effettiva utilità di una tavola rotonda a cui non parteciperanno le vere forze produttive del fumetto in Italia, quelle che il settore, volendo, lo potrebbero cambiare davvero (ma che se non lo cambiano una ragione ci sarà) e gli ho spiegato che quello che ho da dire su tutta la questione, lo dirò qui, sul blog, con calma e cercando di spiegare il mio punto di vista nella maniera più cristallina possibile, prendendomi tutto il tempo e lo spazio necessario (aspettatevi una lunga serie di noiosi articoli a riguardo), cercando di ridurre al minimo il rischio di venire frainteso.
Quindi, auguri a Claudio e andiamo a cominciare.

PREMESSA IMPORTANTE
I pareri e le opinioni che esprimerò da qui in poi, sono il frutto di un'esperienza soggettiva maturata in sedici anni di attività professionale. Non ho alcuna pretesa di portarmi la verità in tasca ma vedo le cose in certo modo in funzione di quello che ho sperimentato sulla mia pelle. Ergo, prima di cominciare e per darvi il maggior numero possibile di strumenti per giudicare il peso delle mie parole, vi spiego chi sono e da dove vengo.

Mi chiamo Roberto Recchioni e sono, principalmente, un fumettista.
Non vengo da una famiglia agiata, o da una famiglia benestante, o da una famiglia della classe media. E' strano dirlo perché, di questi tempi, è un termine che non usa più nessuno, ma vengo da una famiglia povera che, a causa dei miei problemi sanitari, con il tempo è diventata ancora più povera.
Ho trentasei anni e ho iniziato a lavorare quando ne avevo venti.
Quando avevo diciannove anni, dotato di un talento non eccelso nel disegno e di sole potenzialità nella scrittura, ho mollato l'università iscrivendomi a una scuola di fumetto, bruciando ogni ponte alle mie spalle e qualsiasi prospettiva futura di trovare un lavoro al di fuori del settore fumettistico.
Ho rischiato e m'è andata bene. Ma la motivazione di finire sotto un ponte ha aiutato.
Non ho mai finito la scuola di fumetto perché ho iniziato a lavorare prima.
Non ho mai lavorato gratis e non ho mai pagato per lavorare, ma ho investito una parte dei miei guadagni di fumettista per fondare una casa editrice indipendente con alcuni amici e colleghi. E' fallita in fretta ma, con il senno di poi, posso dire che sul lungo periodo è stato un buon investimento.
Ho creato e curato in maniera più o meno ufficiosa tre testate fumettistiche da edicola, seguendole in ogni aspetto, da quello artistico a quello produttivo, reclutando autori e seguendoli, scrivendo redazionali, facendo promozione, facendo quadrare i conti per abbassare il punto di pareggio e via dicendo.
Ho lavorato con la maggior parte degli editori italiani quali Bonelli, Disney, Astorina, Eura, Panini, Mondadori e molti altri ancora.
Fino a questo momento, ho mandato in edicola cinque progetti creati da me (alcuni in collaborazione con Lorenzo Bartoli) che a breve diventeranno sei e, tra qualche tempo, sette. Molti di più in libreria specializzata.
Ho pubblicato un paio di migliaia di pagine come disegnatore e intorno alle diecimila come sceneggiatore (in realtà credo che siano qualche migliaio in più ma non ho voglia di stare a fare il conto).
Ho creato del lavoro per, almeno, un centinaio di altri fumettisti.
Ho disegnato fumetti, ho scritto fumetti, ho curato fumetti, ho prodotto fumetti, ho letterato e impaginato (male) fumetti, ho allestito fumetti, ho copertinato e scopertinato (a mano) fumetti, ho caricato fumetti sui camion e li ho scaricati sui banconi, ho venduti fumetti dietro a uno stand e dentro una libreria, ho fatto fumetti buoni, meno buoni e del cazzo, ho fatto fumetti tradizionali e ho cercato di sperimentare rispetto ai miei limiti, ho scansionato fumetti, li ho colorati, li ho comprati, li ho collezionati, li ho buttati, li ho ricomprati, li ho annusati e li ho letti.
Ho letto davvero tanti fumetti.
Fino a questo momento, non ho mai fatto un lavoro che non fosse legato alla scrittura o al disegno e non ho mai cercato un lavoro che non rientrasse in almeno uno di questi ambiti.
E spero di non doverlo fare mai.
E tutto questo non è niente di speciale perché come me, queste cose le hanno fatte e le fanno anche la maggior parte degli altri fumettisti che conosco. O almeno, la maggior parte di quelli che vale la pena prendere in considerazione.

Ecco, adesso che sapete chi sono, se proprio vi sentirete di dovermi dare dello stronzo, almeno lo farete con cognizione di causa e non sparando cazzate.

A breve si comincia davvero.