7.9.10

[LAVORO] Bisognerebbe riempire la moglie di botte.


DISCLAIMER:
il termine "Romanzo Grafico" verrà usato in questo pezzo solamente per comodità. L'autore continua a ritenerlo una SONORA STRONZATA (con buona pace di Will Eisner), una mera etichetta commerciale volta a riuscire a vendere i fumetti a gente che quando va il libreria ha bisogno di un qualcuno che lo rassicuri che sta facendo una cosa culturale.


NON E' SCRITTO NELLA PIETRA.
il tipo di produzione di cui si sta parlando e il suo segmento commerciale, hanno una vera rilevanza da non più di quattro anni-cinque anni.
Quattro, cinque anni fa, gli editori che realizzavano volumi a fumetti, in genere autoconclusivi, dall'alta foliazione e destinati tanto al mercato delle librerie specializzate, quanto a quello delle librerie di varia, e pagati agli autori esclusivamente sul meccanismo dell'anticipo sulle royalties, si contavano sulle dita di una mano mentre oggi sono la maggioranza.
Solo quattro anni fa, una casa editrice come la BD, oggi in prima linea nella produzione di Romanzi Grafici, sfornava ancora un prodotto come Garrett, miniserie di quattro volumi prodotta alla "vecchia maniera" (quindi con pagamento a tavola e successive royalties sulle vendite e non con l'esclusivo acconto sulle royalties). E il prodotto aveva pure successo (cosa abbastanza impensabile, adesso come adesso).
Questo significa che qualsiasi riflessione possiamo fare oggi è fatta su di un mercato ancora acerbo, ancora in grossa evoluzione e che, soprattutto, non è detto che riesca davvero a imporsi.
Non credo che le cose andranno così ma c'è pure l'evenienza che tutta la faccenda dei romanzi grafici, in Italia, si riveli niente più che una bolla speculativa del mercato, un esperimento e nulla più. Del resto, il segmento deve ancora affermarsi pienamente anche in Francia, dove sono ancora le loro produzioni tradizionali (nel linguaggio, nel formato, nei metodi produttivi) a farla da padrone.


ABBIAMO VOLUTO LA BICICLETTA
Le regole di questo mercato sono quelle del mercato dei libri e punto.
Non è che gli editori di fumetti si siano inventati nulla nel proporre gli attuali contratti, hanno semplicemente declinato quelli delle grandi (e piccole) case editrici delle librarie di varia. In questo settore, un acconto sulle royalties compreso tra i 1500 euro e i 4000 euro per il romanzo di un esordiente, è la regola. E' la regola per case editrici enormi come Mondadori e Rizzoli. Anzi, se siete nella fascia dei 4000, siete dei privilegiati. Poi è ovvio, ci sono delle eccezioni ma sono questo, appunto, eccezioni. Del resto, il discorso non fa una piega, no? Abbiamo voluto fare i Romanzi a Fumetti, abbiamo voluto entrare nel mercato delle librerie di varia? Abbiamo voluto sentirci fighi perché affrancati dal populismo del fumetto seriale e da edicola? Ecco, adesso, se vogliamo essere competitivi e dare una possibilità di guadagno alle case editrici di fumetti che in questo settore stanno cercando di muoversi, dobbiamo accettare le regole economiche di quel settore. Altrimenti non gioca più nessuno.


CON IL SUDORE DELLA LORO FRONTE
Sento dire in giro, spesso anche da sceneggiatori, che c'è differenza tra produrre un fumetto e un romanzo. Che il tempo e la fatica che necessitano a un disegnatore per realizzare 100 pagine di fumetto sono infinitamente superiori a quelle che deve spendere un mero romanziere.
E' una cazzata.
Persino il parolaio da un tanto al chilo, ci mette comunque un sacco di tempo a scrivere un romanzo. Immaginatevi quanto ci può mettere "l'artista della parola". La gran parte di scrittori che conosco io, per realizzare un romanzo, ci mette tra i sei mesi e l'anno. A patto che abbia l'idea, che sia in vena di scrivere e che il processo creativo non subisca intoppi. E poi deve rivedere, sistemare, riscrivere, sulla base delle indicazioni del suo supervisore. Sentire dire, specie da colleghi sceneggiatori, che scrivere è più facile e meno impegnativo è una cosa tristissima. E lo dice uno che ultimamente sta passando un sacco di tempo al tavolo da disegno e ci sta smadonnando sopra come non capitava da anni.


CAMPARE D'ARIA
Ma allora, come campano gli scrittori?
Facile, il 90% di loro non campa dei romanzi che scrive.
Fanno altro. Se sono fortunati, fanno altro in ambienti limitrofi alla narrativa (scrivono articoli, fanno lavori redazionali e via dicendo), se sono meno fortunati, hanno un lavoro del tutto avulso dalla narrativa ma che gli permette di campare e gli lascia il tempo per scrivere.
Se invece sono sfigati, fanno la fame o campano sulle spalle di qualcun altro.
Punto. Il mercato è questo per loro.
E che vi stia bene o meno, è questo anche per noi che con quel mercato ci stiamo confrontando.
Il fumetto popolare, quello da edicola, quello che non vi piace, o che non vi ha accettato, o che non sforna prodotti adatti alla vostra creatività, avrà un sacco di difetti ma permette a un sacco di gente di campare di quello che scrive e disegna. I romanzi grafici, no.
E badate, solo con gli introiti dei suoi libri non non ci campa da nababbo manco uno come Gipi. Figuratevi voi che Gipi non siete.
Del resto, solo con i suoi romanzi, non ci campa nemmeno uno come Lucarelli (che, se ha fatto i soldi, li ha fatti con tutto il resto della sua attività, derivata, questo è vero, dal buon successo dei suo romanzi).
In sostanza, per quanto sia triste, non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
Al massimo, possiamo riempire nostra moglie di botte.

Volete il pagamento a tavola e la stabilità economica? C'è il fumetto popolare. Che è un mercato grosso che produce ricchezza e che può permettersi certi metodi produttivi. Essendo però un mercato di massa, produce un certo tipo di prodotto che potrebbe non interessarvi. O voi potreste non interessare a lui.
Volete maggiori libertà creative e un risalto culturale accentuato? C'è il settore dei Romanzi Grafici. Ma è un settore di nicchia di un settore di nicchia, che non produce ricchezza e non è in grado, da solo, di garantirvi la stabilità economica.
La scelta sta a voi.
Io ho deciso di giocare su tutti e due i campi e quando faccio l'uno mi lamento che mi mancano i privilegi dell'altro.


MA ALLORA E' TUTTO GIUSTO?
Con il cazzo.
Ma delle ingiustizie, delle storture, e dei figli di buona donna, parliamo nel prossimo intervento.

19 commenti:

Ivan Vitolo ha detto...

"Ma delle ingiustizie, delle storture, e dei figli di buona donna, parliamo nel prossimo intervento"

Ecco, con trepida attesa e infinita ansia aspetto il prossimo intervento sui figli di buona donna. Comunque bel discorso.

Leo ha detto...

Eh.

Davide G.G. Caci ha detto...

Secondo me, la situazione che descrivi, Roberto, è un po' troppo semplice (o semplicistica).
Ma... a parte tutto... Non riesco a cogliere l'attinenza con il discorso generale.
Ergo, attendo trepidante la parte sui figli di buona donna!

macchiedinchiostro ha detto...

Capisco il senso del post. Ma a me non sono state offerte cifre tra i 1500 e i 4000 euro. Metto in campo due mie esperienze:
BeccoGiallo - 0 anticipo, solo royalties
Edizioni BD - 1000 euro (in due) e royalties un po' più alte

Ovviamente, problema mio. Sono io che ho portato avanti le trattative e io che ho accettato le condizioni proposte. Ma per mia esperienza siamo un pochino lontani dalle cifre che citi nel post.

Aspetto il post successivo, quindi
;)

3Deimos ha detto...

Bha, io dico solo una cosa che poi si riassume alla perfezione anche per altri mestieri: è da 5 anni che sento o leggo stronzate del genere eppure tutta questa fantomatica "crisi" nel settore (cosi come il crack della Parmalat o della Fiat) doveva portare ad un punto di chiusura e invece siamo ancora qui a leggere queste cose in giro per i forum, a vedere decine di albi o "romanzi grafici" nelle fumetterie e a capire se non sia tutta una presa per il culo.

Mostre mercato inondate di fan che comprano e comprano e comprano: cazzo quanto comprano eppure la genete continua a lamentarsi mah!!! Quando vado alla Alessandro Editore qui a Bologna è sempre piena eppure sentendo il padrone, le cose vanno male...mah.

Per me il problema è che il mercato è saturo di fumetti fotocopia (manga, non ne parliamo) e di "romanzi grafici" accattivanti graficamente ma spesso abbastanza noiosi.

Chiudo anche con l'ignoranza nel nostro bel paese del non dare lavoro anche a persone che osano sia come disegni che come stile. Ok, non siamo in america eppure per dire un autore che piace a me, quando mai vedremo un mister McKean italiano? Io ne ho visto nella grafica (essendo art) ma nei fumetti mai. Poi altra cosa che mi fa letteralmente girare il cazzo sono le edizioni a fumetti tutti uguali in stile Bonelli...cazzo, cambiamo genere, evolviamoci anche noi.

Davide G.G. Caci ha detto...

«Mostre mercato inondate di fan che comprano e comprano e comprano: cazzo quanto comprano eppure la genete continua a lamentarsi mah!!! »

Sarà che ci sono molti editori, ma ti assicuro che i numeri in caduta libera non sono un'invenzione di pochi.
TUTTI, nessuno escluso, stanno perdendo.
Panini perde lettori, figurati gli editori medi e piccoli.
E anche in edicola i cali ci sono....

3Deimos ha detto...

"Sarà che ci sono molti editori, ma ti assicuro che i numeri in caduta libera non sono un'invenzione di pochi.
TUTTI, nessuno escluso, stanno perdendo.
Panini perde lettori, figurati gli editori medi e piccoli. E anche in edicola i cali ci sono...."

Ma il punto sta proprio qui: tutti si lamentano da anni eppure si va avanti. Ci sono settori interi che si sono rivoluzionati anche grazie ad internet o alla pubblicità...che sia ora di iniziare ad evolversi anche nel nostro Paese no? Ma io penso che l'evoluzione deve venire anche da ci ci lavora e non solo dalle case editrici che avranno anche le loro perdite ma continuano a sfornare.

Poi siamo sommersi da vecchie edizioni extra lusso, fumetti venduti a due o tre episodi e via di questo passo. I manga ci hanno sommerso ma prendiamo i soggetti dei loro fumetti: si va dal fumetto emo per poveri sfigati a quelli violentissimi a quelli sci-fi a quelli horror estremi etc. I fumetti italiani invece è già tanto se osano fra horror o sci-fi. Cazzo, mi ricordo di Brad Barron in edicola, ho tutta la collezione, l'ho seguita e a volte apprezzata ma è una COPIA ne più ne semplice da mille situazioni classiche della fantascienza per non dire personaggio stereotipato all'inverosimile.

Comunque io resto dell'idea che gli autori devono osare e iniziare a pensare a soggetti diversi che non i soliti personaggi buonistici.

Ma tanto fra 5 anni continueremo a leggere argomenti del genere con gente del mestiere e non che si lamenta comunque.

Skull ha detto...

"Volete il pagamento a tavola e la stabilità economica? C'è il fumetto popolare. Che è un mercato grosso che produce ricchezza e che può permettersi certi metodi produttivi. Essendo però un mercato di massa, produce un certo tipo di prodotto che potrebbe non interessarvi. O voi potreste non interessare a lui.
Volete maggiori libertà creative e un risalto culturale accentuato? C'è il settore dei Romanzi Grafici. Ma è un settore di nicchia di un settore di nicchia, che non produce ricchezza e non è in grado, da solo, di garantirvi la stabilità economica.
La scelta sta a voi."

Parole da incidere nella pietra, parlando da lettore.

Tito Faraci ha detto...

È bello andare d'accordo, RRobe.

http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2010/06/carta-e-moneta.html

http://titofaraci.nova100.ilsole24ore.com/2010/09/equo-compenso.html

Ciao!
TF

michele petrucci ha detto...

Mmm… scusa Roberto ma non ho capito. Hai scritto premesse lunghe pagine intere per arrivare a dire "il fumetto da edicola rende di più dei romanzi a fumetti?". Speravo in un ragionamento un tantino più articolato.

Marco "Bamba" Zorzan ha detto...

Nell maggior parte dei romanzi sono gli autori(spesso esordienti!!!) a proporre il proprio lavoro e quindi se te ti proponi devi accontentarti di quello che ti viene dato, cambia il discorso se è la casa editrice che ti cerca,in quel caso sei te a fare il prezzo,questo tanto nel mondo fumettistico come in molti altri settori!!!!che poi, a volte, quello che ti danno è forse anke eccessivamente basso rientra in un'altro discorso!!!

Beh tanto per andare contro la crisi oggi mi sono comprato un Tex(e dico Tex!!!)scritto da Nizzi e disegnato dal grande Civitelli,tutto a colori e quando l'ho aperto e sfogliato mi sono sentito come un verginello davanti alla prima vista di pelo.........quindi se il prodotto Bonelli riesce ancora ad avere un altissimo rendimento nn vedo motivo di evolvere.....mah forse sto a di na stronzata!!!!

carlpaz ha detto...

Complimenti per la sintesi.
D'altronde, anche negli States, Mazzucchelli mica avrebbe fatto Città di vetro senza batman year one.

E Sienkiewitz mica poteva permettersi Stray toaster senza devil o Elektra.

In Italia penso lo stesso per Bacilieri.
Se poi i grandi artisti si applicano al fumetto seriale con lo stesso impegno, nascono capolavori.

Mauro Padovani ha detto...

aspetto in nuovo post! sono d'accordo su quello che dici.
Mi auguro che gli aspiranti fumettisti siano consci di questa situazione.

RRobe ha detto...

Per Michele: non ho detto solo questo.
Ma non è importante, come ho detto nel post di prima, ognuno si costruisce la realtà nella maniera in cui crede.

Luca Basenghi ha detto...

@Rrobe:
Il tuo intervento è perfetto così, io non aggiungerei altro.
Se non altro per non dare corda ai tutti quelli che "Aaa, allora vedi, lo dicevo io, non è colpa mia, c'è la mafia nel settore, lavorano solo quelli e gli altri no" e quelli "sono bravo ma guadagno quanto una colf".

macchiedinchiostro ha detto...

"Volete maggiori libertà creative e un risalto culturale accentuato? C'è il settore dei Romanzi Grafici."

Giusto mi era sfuggito questo passaggio.
Tornando alla mia piccola e assolutamente relativa esperienza, quello che citi nel post l'ho ottenuto solo con uno dei due editori con cui ho lavorato finora, BeccoGiallo. Avrò anche preso zero anticipo ma i libri sono stati promossi e hanno avuto una discreta visibilità.

Con BD ho chiuso i rapporti proprio perché non ha saputo, o forse e peggio ancora non ha voluto, promuovere il mio albo. E su quello successivo pretendeva un'influenza editoriale che aveva poco a che vedere con la libertà creativa. Ah, il tutto ad un costo pressoché vicino allo zero ovviamente.
Ecco, vista l'aria che tirava ho preferito tagliare i ponti e riprendermi il progetto. Meglio non pubblicare che pubblicare a queste condizioni.

Artan ha detto...

Premetto di aver lasciato i lidi creativi del Belpaese da un bel po' di anni, ma questo post devo dire che mi tocca molto. Attualmente mi trovo ad un bivio professionale, e le parole di Roberto toccano una corda per me molto importante. Sono ormai diversi anni che faccio le mie cose "libere e creative" grazie a un lavoro limitrofo che mi permette di campare. MA! Questo lavoro limitrofo non mi fa campare bene neanch'esso, e in piu' mi lascia sempre meno tempo libero. La soluzione che mi si e' aperta or ora e' di lasciare anche 'sto lavoro limitrofo e di dedicarmi ad un campo COMPLETAMENTE diverso, non creativo (beh, POCO creativo), ma strapagato, e che mi lascia tempo per fare DAVVERO le mie cose liberamente.

Quello che voglio dire e' che nella vita, forse, non si deve aver paura di campare di cose DEL TUTTO DIVERSE da quello che ci piacerebbe fare... Che poi, le zone in ombra, i lavori creativi a meta', sono quelli che poi ci fanno vendere DAVVERO l'anima al Diavolo.

spino ha detto...

@ Artan:
Ti serve mica un assistente per questo nuovo lavoro poco creativo ma molto remunerativo? :)

PS
Nei limiti della legge, ovvio :D

Adriano ha detto...

Come i precedenti, non posso non quotare Roberto.
Non dice niente di sbagliato me di falso. Eccezioni a parte (ma quali sono? vabbè...)
Io allora pongo un altra domanda, e sposto il tiro di un grado.
chi non avesse intenzione di buttarsi sulla graphic novel?