2.9.10

[LAVORO] Nati Ieri.


A leggere quello che si scrive su internet, sembrano chiare due cose:
- che c'è una crisi del settore dei fumetti senza precedenti.
- che lavorare nel nostro settore è molto più difficile oggi che tempo fa.

Sulla prima affermazione ho da sempre i miei dubbi.
Come dicevo nel post precedente, sono sedici anni che faccio questo mestiere e ho sempre sentito parlare di questa crisi. Però, da quando ci lavoro, non ho mai visto il mercato contrarsi. L'ho visto languire o espandersi (a volte anche irragionevolmente) ma contrarsi mai. Certo, talune case editrici hanno ridotto la portata delle loro produzioni e alcune hanno persino cessato l'attività, ma per ogni proposta o casa editrice che è finita a mangiare la polvere, ne ho viste almeno altre due prendere il loro posto.
Questo non significa che il mercato non abbia problemi e che non si potrebbe fare di più e di meglio (ma di questo ne discuteremo poi) ma io continuo ad avere l'impressione che se una crisi esiste, è la crisi più lenta del mondo.
Poi sia chiaro: è verissimo che, per esempio, i fumetti Bonelli, specie i numeri uno delle nuove testate, vendono meno di un tempo.
Ma è pure vero che, rispetto a un tempo, la frequenza delle proposte è aumentata, i numeri uno si sono moltiplicati e quello che una volta era un evento catalizzatore, oggi non lo è più.
Mi piacerebbe poi sapere quanti sono i fumetti venduti complessivamente in un anno in Italia, tenendo conto del venduto di tutte le case editrici e delle iniziative come gli allegati ai quotidiani.
E mi piacerebbe un sacco comparare questa cifra con quella degli anni passati, per capire se davvero il fumetto in generale è in crisi, o se si tratta solo di singole realtà che hanno dei problemi anche a causa di una frammentazione di lettori sempre più specializzati e "spalmati" su di un'offerta eccessivamente vasta.
Comunque sia, tutti questi sono discorsi accademici di scarsa rilevanza perché, anche se la crisi non dovesse realmente esistere nei numeri, esiste nella percezione degli addetti ai lavori e del pubblico più attento, quindi, è come se esistesse davvero.
Perché l'immagine che il settore fumetto proietta fuori è quella di una realtà in seria difficoltà e questo comporta che se anche ci dovesse essere gente pronta a investirci sopra, vedendo come ci vendiamo ci penserebbe due volte o lo farebbe con molta, molta, cautela.
Quindi, diamo per assodato che una crisi, o gli effetti di una crisi, ci siano e andiamo avanti, passando alla seconda affermazione, quella che vuole che oggi sia più difficile lavorare nei fumetti.

Facciamo un salto indietro nel passato, ok?
Uno piccolo, in modo che non possiate dirmi che erano altri tempi.
Andiamo a sette anni fa, nel giugno del 2003, all'arrivo in edicola di John Doe.
Com'era il mercato allora?

- Non c'erano le miniserie Bonelli e l'idea non era nemmeno nell'aria. L'ultima serie varata dalla casa editrice di Via Buonarroti era del 2002 e si trattava di Gregory Hunter, una testata sopravvissuta per appena 17 mesi.

- L'unico altro bonellide in edicola era Lazarus Ledd che però era passato alla bimestralità.

- L'Astorina faceva il suo e lo stesso le Edizioni Paoline.

- La Disney era ancora, apparentemente, forte. Purtroppo si trattava di un'illusione che nell'arco di un paio di anni si sarebbe dissolta come neve al sole e la casa editrice del topo sarebbe finita per ridurre fortemente il suo parco testate e la sua rilevanza produttiva.

- Coniglio cercava di barcamenarsi.

- L'unica casa editrice "alternativa" che produceva con continuità materiale italiano per il mercato delle librerie specializzate, era la Coconino. Che stava già cercando, faticosamente, di entrare nel mercato delle librerie di varia, con scarsi risultati fino a quel punto.

Che altro?
Niente. Ecco che altro.
Come vanno le cose oggi?

- La Bonelli produce nuove miniserie e altre proposte a getto continuo.

- Ci sono sempre almeno tre o quattro bonellidi in edicola.

- L'Astorina fa il suo e qualcosa di più. Le Edizioni Paoline continuano come sempre.

- La Disney si sta, faticosamente, riprendendo.

- Coniglio cerca di barcamenarsi.

- Ci sono più di una decina di editori di medio e piccolo livello che producono materiale italiano (a che condizioni vedremo poi ma, intanto, lo producono) per le librerie specializzate e quelle di varia.

- Editori di solito legati alla semplice riproposizione di materiale comprato dall'estero, ogni tanto, si arrischiano nel produrre qualcosa.

E, secondo voi, è più difficile lavorare* oggi che soli sette anni fa?
Ma quando siete nati? Ieri?




*lavorare, non camparci... camparci è un discorso che merita una serie di approfondimenti a parte.